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I miserabili

By Victor Hugo

(265)

| Paperback | 9788811379652

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Book Description

Jean Valjean, un forzato, si rifugia presso il vescovo di Digne, ma lo derubadi due candelabri. Arrestato, il vescovo testimonia in suo favore e Valjean,commosso, cambia vita. Il suo nuovo nome è Madeleine e, diventato sindaco,difende una donn Continue

Jean Valjean, un forzato, si rifugia presso il vescovo di Digne, ma lo derubadi due candelabri. Arrestato, il vescovo testimonia in suo favore e Valjean,commosso, cambia vita. Il suo nuovo nome è Madeleine e, diventato sindaco,difende una donna, Fantine che, sedotta e abbandonata con la figlia Cosette,era stata arrestata e maltrattata dal commissario Javert che sospettava cheMadeleine e Valjean fossero la stessa persona. Per salvare un innocente,Valjean confessa la sua vera identità. Poi fugge, si rifugia a Parigi dove,dopo varie vicende, riuscirà a salvare Colette dal violento Thénardier. Nel1832 si trova sulle barricate con Marius che, salvato da lui, sposerà Colette.Quando Valjean morirà al suo capezzale ci saranno i candelabri del vescovo.

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  • 1 person finds this helpful

    Il monumento della letteratura francese

    Sono millecinquecento pagine,fitte fitte,di drammi,trattati politici e culturali,storie romantiche,una fotografia cruda ,realistica e spettacolare di un momento,il IXX secolo,come affermò Baudelaire “Non un romanzo,ma un maestoso poema”. In quest’ope ...(continue)

    Sono millecinquecento pagine,fitte fitte,di drammi,trattati politici e culturali,storie romantiche,una fotografia cruda ,realistica e spettacolare di un momento,il IXX secolo,come affermò Baudelaire “Non un romanzo,ma un maestoso poema”. In quest’opera Hugo ha uno scopo,che trasuda da ogni pagina,un’utopia che cerca di comunicare attraverso l’Hugo poeta,l’Hugo professore,l’Hugo politico,che fonde in uno strumento comunicativo dirompente,e questa è la genesi del Romanzo,un messaggio universale,il succo della rivoluzione della sommossa,un sogno di eguaglianza,una battaglia alla povertà,all’odio,e alla guerra,che egli ci pone nelle maniere più estreme,senza filtri,senza rimorsi. Ne “i Miserabili”si scopre l’Hugo maturo,lo scrittore,già attivo politicamente all’epoca della stesura dell’opera ha un’idea,che l’uomo non nasce miserabile,egli è un prodotto della stessa malata,che lo crea a proprio bisogno e consumo,ma in lui c’è la chiave,il seme dell’amore,della generosità,dell’altruismo,la carità. E’ un messaggio forte,che la rivoluzione francese non si è compiuta finche essa non arriva a toccare tutti,finche non diventa rivoluzione in tutte le vite dei francesi,e degli uomini di tutte le società,che è incompleta perchè non è stata totale,e la chiave sta’ proprio nel miserabile e in esso c’è il veicolo per completarla. Monsignor Benvegnù ,Jean Valjean, Marius Pontmercy,Cosette,Gavroche,i Thenardier,sono solo alcuni dei protagonisti,e da qui si apre un mondo,ogni personaggio è una vita, un romanzo nel romanzo,ognuno di loro rappresenta uno spaccato della società,una sfumatura dell’animo umano,Hugo indaga,ricerca,approfondisce il vissuto dei suoi personaggi per giustificarli,per,attraverso di loro,spiegarci in maniera pertinente che non bisogna vedere il miserabile solo come tale,ma vederlo come il frutto di un di un’esperienza,di un ambiente ostile,nocivo,che ha bisogno di cure,ma è anche capace di prove di eroismo altissime. Non è comunque una lettura semplice,non tanto per la prosa,che risulta moderna e scorrevole,quanto per i momenti in cui il nostro caro “Hugo professore”decide di intrattenerci con interminabili trattati a volte interessanti,a volte mortalmente tediosi,come ad esempio quello della genia delle parole francesi. Il romanzo comunque risulta grandioso,non tanto per la trama di per se stessa,ma per la caratterizzazione dei personaggi,in cui si riesce a scorgere tutte le sfaccettature della società,e per la volontà ferrea e consapevole dell’autore,tramite la sua opera,di cercare di cambiare il mondo,e forse in parte c’è anche riuscito. Un monumento commovente agli aspetti più nobili dell’animo umano.

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    Marcelloloschi said on Oct 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Me ha gustado conocer por fin la historia completa de Jean Valjean, Cosette, Marius, Eponine, Javert... Creo que la mayor riqueza de esta obra son sus personajes y la complejidad psicológica de los mismo. No obstante, creo que hay meditaciones políti ...(continue)

    Me ha gustado conocer por fin la historia completa de Jean Valjean, Cosette, Marius, Eponine, Javert... Creo que la mayor riqueza de esta obra son sus personajes y la complejidad psicológica de los mismo. No obstante, creo que hay meditaciones políticas y filosóficas del autor que no tengo capacidad para comprender bien y que han hecho que la lectura se me hiciera en ocasiones tediosa.

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    Masteatro said on Oct 24, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    L'altra edizione che possiedo non so dove sia finita...questo l'ho comprato per una futura rilettura...lo so, sono malata...

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    Chiara White said on Oct 5, 2014 | 5 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    «Fino a quando esisterà, per causa delle leggi e dei costumi, una dannazione sociale, che crea artificialmente, in piena civiltà, degli inferni e che complica con una fatalità umana il destino, che è divino; fino a quando i tre problemi del secolo, l ...(continue)

    «Fino a quando esisterà, per causa delle leggi e dei costumi, una dannazione sociale, che crea artificialmente, in piena civiltà, degli inferni e che complica con una fatalità umana il destino, che è divino; fino a quando i tre problemi del secolo, l'abbrutimento dell'uomo per colpa dell'indigenza, l'avvilimento della donna per colpa della fame e l'atrofia del fanciullo per colpa delle tenebre, non saranno risolti; fino a quando, in certe regioni, sarà possibile l'asfissia sociale; in altre parole, e, sotto un punto di vita ancor più esteso, fino a quando si avranno sulla terra, ignoranza e miseria, i libri del genere di questo potranno non essere inutili.»

    Basta questa citazione, le prime frasi dell'opera in questione: un capolavoro immenso. Ok, Hugo tende troppo a divagare (mi riferisco ai capitoli prettamente storici, per non parlare delle pagine sul possibile utilizzo del "timo", delle fogne romane, parigine... ma ha reso tutto interessante, tutto). Finalmente, dopo anni, sono riuscito a ritrovare un libro capace di trasmettermi quasi le stesse emozioni di un Dostoevskij o Tolstoj.

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    EmptyWords said on Oct 2, 2014 | Add your feedback

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    Opera monumentale ambientata nella Parigi della prima metà dell'800. Protagonisti, come recita il titolo, i miserabili, cioè coloro che per cause da imputare al destino o alle loro scelte sono gli emarginati della società, i diseredati, i senza dirit ...(continue)

    Opera monumentale ambientata nella Parigi della prima metà dell'800. Protagonisti, come recita il titolo, i miserabili, cioè coloro che per cause da imputare al destino o alle loro scelte sono gli emarginati della società, i diseredati, i senza diritti. Sui tanti personaggi che Hugo ci presenta, troneggia la figura di Jean Valjean, nel cui grande animo trovano spazio atti di estrema generosità e tentazioni di risentimento e vendetta; ma nel suo continuo oscillare tra slanci sovrumani e disumani impulsi, Jean Valjean dimostra di essere propriamente umano, tale infatti è la natura degli uomini, attraversata fino alla fine dal bene e dal male.
    A mio avviso, lo stile di Hugo è simile a quello di Dumas per quanto attiene la capacità di affascinare il lettore e di tenerlo attaccato al romanzo, ma molto più sottile nello sviscerare le emozioni dei personaggi. Da parte mia ammiro molto anche il suo modo di accostare le manifestazioni della natura a quelle umane, quasi fossero un tutt'uno: "In certe ore tutto ci sembra impossibile, in certe altre tutto diventa facile; e in quel momento egli attraversava una delle ore buone. Queste, di solito, vengono dopo le cattive, come il giorno dopo la notte, [...]".
    Unico appunto che posso fare è che Hugo appare così sicuro delle proprie idee da assumere talvolta toni paternalistici nei confronti di chi legge, come se si trattasse di un bambino da guidare...
    Riporto un'ultima frase per rendere onore al titolo: "La vittoria quando è a favore del progresso, merita l'applauso dei popoli, ma una sconfitta eroica merita la loro tenerezza; l'una è magnifica, l'altra sublime. Per noi che preferiamo il martirio al successo, John Brown è più grande di Washington e Pisacane è più grande di Garibaldi. E' necessario che qualcuno parteggi anche per i vinti. Di consueto la società è ingiusta verso i generosi che tentano di attuare l'avvenire, quando falliscono".
    Una storia che non smetterà mai di riecheggiare nella mente e nel cuore dei suoi lettori.

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    Il genio dei pensieri said on Sep 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Vastissimo. Monumentale. Titanico. Possente. Storico. Drammatico. Melodrammatico. Enciclopedico. Universale. Galleria di personaggi. Oggi un libro come i Miserabili non si scriverebbe più. Probabilmente, nell’epoca della velocità e della società dell ...(continue)

    Vastissimo. Monumentale. Titanico. Possente. Storico. Drammatico. Melodrammatico. Enciclopedico. Universale. Galleria di personaggi. Oggi un libro come i Miserabili non si scriverebbe più. Probabilmente, nell’epoca della velocità e della società delle App, non c’è neanche più il tempo per leggerselo per intero. Io, infatti, non l’ho letto, almeno in prima battuta: l’ho ascoltato. Un autentico tour de force.
    Ho ascoltato cinque CDs di 12 ore ciascuno. In macchina andando a lavorare. Ed ho capito, una volta di più, non solo quanto tempo spreco per spostarsi in macchina durante la settimana. Ma anche quanto poco tempo abbiamo a disposizione per dedicarci ai capolavori dell’umanità.
    Gli eroi dei I Miserabili sono arcinoti. Ma a fianco di Jean Valjean, Cosette, Fantine, stanno con pari dignità figure altrettanto essenziali quali il commissario Javert ed i coniugi Tenardiet. Senza di loro, senza queste forze contrapposte, I Miserabili non esisterebbero.

    Ogni tanto Monsieur Victor interrompe la narrazione e si abbandone a lunghe digressioni. Il narratore cede il posto al pensatore ed allo storico. E così si avvicendano pagine e pagine, autentiche tirate, profonde e colte riflessioni sull’amore, sulla distinzione tra sommossa e insurrezione, sul valore del gergo, sul progresso, sulle fogne di Parigi (quuest’ultima davvero troppo lunga). Autentici trattati consegnati alla storia dell’umanità grazie al fatto di essere nel prezioso contenitore de I Miserabili. Un gigantesco e casuale libro di scuola. Ma la più mirabile, affascinante e coinvolgente di tutte, è sicuramente la minuziosa e palpitante descrizione del terribile scontro di Waterloo, teatro di orrendo sterminio e sublimi eroismi.
    Spettacolare ed emozionante difatti l’inizio del secondo libro, con la suggestiva epica ed omerica cronaca della battaglia che ha dato forma al secolo decimo nono. Capitoli e capitoli dentro la battaglia. Acuta e profonda riflessione sulla guerra, gli uomini, generali soldati, gli inglesi Napoleone, Wellington. Il fato supremo. Sarebbe piaciuta ad Hemingway? La conosceva Hemingway?. Hemingway ammirava Tolstoj e Stendhal come scrittori di guerra e ha parlato dell’influsso che Napolenone ha avuto su di loro. Eppure il “bonapartista” Hugo non lo cita mai. Rileggerò Stendhal, anche se la descrizione di Monsieur Victor mi sembra superiore in tutto a quella de Il Rosso e Nero. E neanche l’Austerlitz di Guerra e Pace gli sta viccino. Rileggerò anche quella.

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    Albe said on Sep 16, 2014 | Add your feedback

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