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I miserabili

Di

Editore: Newton & Compton Editori

4.5
(4077)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 960 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Portoghese , Svedese , Olandese , Turco , Polacco , Ungherese , Ceco

Isbn-10: 8854102458 | Isbn-13: 9788854102453 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. De Mattia ; Curatore: Riccardo Reim

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Paperback , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , CD audio , eBook , Non rilegato , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
In questo grande romanzo, tra i più importanti della letteratura francese, Victor Hugo riversa gran parte della sua esperienza umana e sociale, per costruire una storia di fatica, esilio e povertà. Un'epopea della miseria che vede protagonisti alcuni indimenticabili personaggi, come Jean Valjean, Cosette, Fantine, anti-eroi di una socialità contraddittoria come solo quella della Parigi dell'800 poteva essere, capaci di incredibili e commoventi delicatezze. Una storia in cui i sentimenti di frustrazione e di rivalsa segnano il ritmo incalzante dell'intero racconto, magistrale e irripetibile per l'autenticità delle emozioni e per la complessità della trama narrativa.
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  • 5

    Non si può che riconoscere la grandezza di questo romanzo e di Victor Hugo. Un affresco enorme di Parigi, della Francia, di una parte sociale negletta. Sono rimasta davvero colpita dalla cultura, dalla erudizione di questo grande scrittore. La sua capacità narrativa già la conoscevo. Devo dire an ...continua

    Non si può che riconoscere la grandezza di questo romanzo e di Victor Hugo. Un affresco enorme di Parigi, della Francia, di una parte sociale negletta. Sono rimasta davvero colpita dalla cultura, dalla erudizione di questo grande scrittore. La sua capacità narrativa già la conoscevo. Devo dire anche, però, che I Miserabili è un libro non facile da affrontare, in cui la storia del romanzo spesso e volentieri dà spazio alla storia tout court, o a descrizioni di una Parigi già scomparsa all'epoca di Hugo. Tutto è molto interessante, sia chiaro, ma non di rado l'ho trovato pesante.

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia d'amore: la mia.

    La mia storia con questo libro inizia più o meno sette anni fa, quando una me decisamente bambina e ingenua, trova nella biblioteca della scuola un libro intitolato "cosetta". Lo presi, lo divorai e me ne innamorai, molto ho dovuto aspettare prima di poter leggere la versione integrale, non ridot ...continua

    La mia storia con questo libro inizia più o meno sette anni fa, quando una me decisamente bambina e ingenua, trova nella biblioteca della scuola un libro intitolato "cosetta". Lo presi, lo divorai e me ne innamorai, molto ho dovuto aspettare prima di poter leggere la versione integrale, non ridotta: volevo esser sicura di dedicare il tempo giusto a questo capolavoro unico nel suo genere. Infine eccoci qui, un tomone finito tra le mani e dei personaggi impressi ancora più indelebilmente nel mio animo, nella mia mente, nel mio cuore. Credo sia decisamente impossibile recensire in maniera vera e propria I Miserabili, perché in fondo chi sono io per poter anche solo elogiare quel Dio della scrittura e del pensiero che è Victor Hugo? Forse queste mie frasi non hanno molto senso, ma perdonatemi, sono ancora inebriata dalla meravigliosa storia che mi ha tenuto compagnia per quasi un mese. Come dice il mio amato Holden Caulfield "un bel libro è quello che ti fa venir voglia di chiamare lo scrittore e parlargli come se fosse il tuo migliore amico", niente di più vero! Perché in fondo in fondo, il personaggio di questo libro che ho amato di più é stato proprio lo stesso Hugo, che con ragionamenti illuminati e moderni oltre ogni dirsi, tiene compagnia al lettore durante tutta la storia, senza per questo farsi giudice dei protagonisti. Basta. Non ho null'altro da dire, o forse ne avrei anche troppo, ma nulla che sarebbe lontanamente paragonabile alla lettura. Smettetela di star qui a leggere recensioni e immergetevi nella storia dei Miserabili. Vi assicuro che non vi pentirete d'averlo fatto.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono rimasta particolarmente colpita dalla fiducia nel progresso e dall'attualità delle idee dell'autore. Anche la fede, seppur costante punto di riferimento, è rivisitata in chiave moderna e più incentrata su un ideale di miglioramento dell'individuo e quindi della società, che ancorata a vuoti ...continua

    Sono rimasta particolarmente colpita dalla fiducia nel progresso e dall'attualità delle idee dell'autore. Anche la fede, seppur costante punto di riferimento, è rivisitata in chiave moderna e più incentrata su un ideale di miglioramento dell'individuo e quindi della società, che ancorata a vuoti e anacronistici rituali.
    "L'ideale moderno ha il suo tipo nell'arte e il suo mezzo nella scienza. Solo colla scienza verrà realizzata quell'augusta visione dei poeti che è il bello sociale; l'Eden verrà rifatto coll'A + B. Al punto in cui è giunta la civiltà, l'esatto è un necessario elemento dello splendido, e il sentimento artistico è, non solo servito, ma completato dall'organo scientifico: il sogno deve calcolare".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Con gruppo di lettura

    Mi sono innamorata a prima vista di Victor Hugo e mi spiace di non averlo incontrato prima nel mio cammino di lettrice.
    La figura di Monsieur Myriel è incantevole mi ha commosso in tutta questa lunga descrizione. Un uomo illuminante, talmente buono da sembrare angelico ma con un'umiltà e un ...continua

    Mi sono innamorata a prima vista di Victor Hugo e mi spiace di non averlo incontrato prima nel mio cammino di lettrice.
    La figura di Monsieur Myriel è incantevole mi ha commosso in tutta questa lunga descrizione. Un uomo illuminante, talmente buono da sembrare angelico ma con un'umiltà e un'apertura mentale...L'ho adorato! Bellissima la discussione con G.morente.
    Anche il personaggio di Jean Valjean è descritto nei minimi particolari.
    Victor Hugo descrivi i personaggi minuziosamente e con tanta passione che ti aspetti di girarti e vederteli accanto.
    Certo è piuttosto prolisso e in un centinaio di pagine ancora non ho capito di cosa parla il romanzo.
    Comunque mi piace!
    Ho fatto un po' fatica nei primi capitoli di questa parte con i giovani innamorati a Parigi, mi sembrava tutto così confuso che non riconoscevo lo scrittore della prima parte.
    Invece poi mi sono ritrovata ad amarlo profondamente.
    Fantine è un bellissimo personaggio. Ma anche M. Madeleine...Ma quale personaggio non lo è? Sono tutti descritti in modo così perfetto!
    E adesso che farà Madeleine??? Cavoli mi sono ritrovata dentro i suoi pensieri! Io vorrei che non si denunciasse ma non sarebbe coerente...E poi Fantine e Colette?
    Sono troppo curiosa di sapere cosa accadrà!
    Sento la mancanza del vescovo...Cosa direbbe? È giusto sacrificare un intero paese per una persona?
    Che scelta difficile!!!

    Quella di cui parlo qui è stata la parte migliore. Poi il romanzo diventa un po' pesante, la trama lascia senpre più spazio alle digressioni, i personaggi diventano sempre più strani e le coincidenze sono troppo incredibili! E Jean Valjean è troppo integerrimo e duro con se stesso! Che esagerato! Se in Guerra e Pace mi mancavano le "paturnie" psicologiche dei personaggi qui ce ne sono anche troppe! L'aggettivo giusto per questo tromanzo è esagerato!
    Adesso non ci credo che l'ho finito, non vedevo l'ora di gfinirlo e adesso so che mi mancherà e vorrei non averlo finito.

    ha scritto il 

  • 0

    riconosco la grandezza di hugo, ma è l'unico autore che mi spinga a saltare piè pari interi capitoli.
    con Notre Dame de Paris ho saltato il capitolo sul portone e i suoi restauri e compagnia bella, qui....beh, mi spiace, ma waterloo, il dialetto parigini dei gamin e compagnia bella non sono ...continua

    riconosco la grandezza di hugo, ma è l'unico autore che mi spinga a saltare piè pari interi capitoli.
    con Notre Dame de Paris ho saltato il capitolo sul portone e i suoi restauri e compagnia bella, qui....beh, mi spiace, ma waterloo, il dialetto parigini dei gamin e compagnia bella non sono riuscita a r(l)eggerli.
    molti personaggi sono stereotipati, cosette per dire è la cosa(appunto XD) più inutile del pianeta se non come strumento di ulteriore redenzione da parte di Jean; Javert è la persona più ottusa di cui abbia memoria, chi è cattivo è estremamente cattivo, chi è buono è estremamente buono. Non so, ho voluto impormi una volta tanto una lettura a tutti i costi. Mai più.

    ha scritto il 

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