I miserabili

Di

Editore: Frassinelli

4.5
(4536)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1462 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Portoghese , Svedese , Olandese , Turco , Polacco , Ungherese , Ceco

Isbn-10: 8876844384 | Isbn-13: 9788876844386 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook , Non rilegato , Tascabile economico , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
I Classici Classici è una collana diretta da Aldo Busi.Tutti i titoli scelti sono opere di narrativa tra le più celebri e rappresentative della letteratura di tutto il mondo, proposte in traduzioni nuove, fedeli al testo originale, che garantiscono al lettore una lingua italiana viva, attuale e godibile, rispettando l'estetica dello scrittore, fino al punto di tradurre nella nostra lingua, il ritmo e le sfumature della sua. Ogni volume inizia con una scheda informativa sull'autore e si chiude con l'incipit in lingua originale.
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  • 5

    Ci ho messo quasi tre mesi, ma qualche giorno fa ho finalmente finito di rileggere “I Miserabili”. Ho letto circa un capitolo al giorno, ho voluto fare le cose con calma in modo tale da assaporare que ...continua

    Ci ho messo quasi tre mesi, ma qualche giorno fa ho finalmente finito di rileggere “I Miserabili”. Ho letto circa un capitolo al giorno, ho voluto fare le cose con calma in modo tale da assaporare questo capolavoro parola per parola, frase per frase. Incontrai per la prima volta i personaggi di quello che già a pagina 200 sentivo sarebbe diventato il mio libro preferito circa sei anni fa. Ero all’università e con un compagno di corso avevamo deciso che le noiosissime tre ore di diritto processuale civile, lezioni che per sostenere l’esame eravamo obbligati a frequentare, sarebbero state sicuramente meglio spese se dedicate alla letteratura.
    Ho voluto fare questa premessa perché è veramente difficile recensire un capolavoro del genere. Quella nata dalla penna di Hugo E' una storia straordinaria, che si dipana pagina dopo pagina raccontando le vicende di tutti i personaggi, fornendo oltretutto un dettagliato affresco della situazione politica, sociale e culturale del tempo.
    Il filo comune che lega le vicende dei protagonisti, in quello che lo stesso Hugo definì il suo capolavoro, è L'amore nelle sue svariate forme: amore materno, paterno, filiale, per la patria, per i propri ideali, per la giustizia. Il cammino verso la redenzione di Jean Valjean lo porterà, infatti, ad incrociare Monsignor Bienvenu, Fantine, Cosette, il terribile ispettore Javert, Marius, Enjorlas e gli altri giovani studenti rivoluzionari protagonisti delle lotte del 5 giugno 1832, i malvagi coniugi Thenardier, l’infelice Eponine e molti altri personaggi che definire straordinari è riduttivo.
    Hugo ci lancia inoltre un messaggio importantissimo e sempre attuale: Jean Valjean, protagonista assoluto delle vicende del romanzo, il ladro recidivo, il forzato, bollato per sempre come ex galeotto, è l’emblema di come chiunque, per quanto miserabile sia, possa trasformarsi da peccatore in virtuoso, purché gli si dia fiducia.
    La nota dolente, inutile negarlo, sono le interminabili digressioni che trasformano un romanzo avvincente e ben scritto in un interminabile mattone di 1400 pagine. Appellandomi al “diritto di saltare le pagine” (n. 2 del celebre decalogo di Pennac), il mio consiglio spassionato per coloro che vorrebbero leggerlo ma sono scoraggiati dalla mole è il seguente: le digressioni, specialmente quelle di oltre 100 pagine riguardanti la battaglia di Waterloo e quelle sul sistema fognario di Parigi – bellissime ma inutili ai fini della trama, in quanto costituiscono un mero sfoggio di erudizione dell’autore – se la noia dovesse avere la meglio lasciatevele alle spalle!

    Vi segnalo un paio di curiosità: numerose sono le analogie tra il personaggio di Jean Valjean e Napoleone Bonaparte. In particolare, molte date che nel romanzo segnano gli avvenimenti importanti nella vita dell’ex-forzato coincidono con quelle di avvenimenti altrettanto importanti verificatisi nella vita dell'Imperatore. Per fare qualche esempio, entrambi sono nati nel 1769; le date della prima cattura e del rilascio di Jean Valjean coincidono con quelle dell'ascesa e della caduta di Napoleone, rispettivamente 1796 (anno della campagna d'Italia) e 1815 (anno della battaglia di Waterloo). Ancora, le date dei quattro falliti tentativi di evasione di Jean Valjean coincidono con la Battaglia di Marengo (1800), l’anno in cui ottiene il consolato a vita (1802), l’anno della Battaglia di Jena (1806) e quello della Battaglia di Wagram (1809). Infine, sebbene Jean Valjean muoia 12 anni dopo l'Imperatore francese, il 1821 è l'anno della morte del Vescovo di Digne, guida spirituale di Jean Valjean.

    Sebbene non sia possibile considerare Jean Valjean un personaggio autobiografico, alcune delle azioni da lui compiute nel romanzo prendono spunto da eventi reali accaduti al suo stesso Victor Hugo. Fra le tante, si possono ricordare la difesa di Fantine di fronte a Javert, che richiama una vicenda analoga narrata anche nel romanzo Choses vues, in cui Hugo prese le parti di una popolana arrestata dalla polizia per aver insultato un borghese. Il ruolo svolto dal protagonista durante la sommossa del 5 giugno, inoltre, ricorda la condotta tenuta da Hugo il 2 dicembre 1851, durante il colpo di stato di Napoleone III (evento narrato anche nel racconto Histoire d'un crime). Come Jean Valjean, infatti, l’autore si prodigò per aiutare gli insorti senza però ferire né tantomeno uccidere nessuno.

    Se vi va' passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook: "La piccola biblioteca dei libri dimenticati"

    www.facebook.com/piccolabiblioteca

    ha scritto il 

  • 4

    "I Miserabili" di Victor Hugo è considerato una pietra miliare del romanzo dell'800. Eppure non mi ha convinto del tutto. Dalla sua ha sicuramente la mole. Inoltre non si può non disconoscere una maes ...continua

    "I Miserabili" di Victor Hugo è considerato una pietra miliare del romanzo dell'800. Eppure non mi ha convinto del tutto. Dalla sua ha sicuramente la mole. Inoltre non si può non disconoscere una maestria nella scrittura. Tuttavia la trama è in fondo ben poca cosa. I protagonisti sono delineati molto bene ma con l'occhio di un colto letterato liberale dell'Ottocento. Ecco cosa non mi ha convinto: a differenza di altri romanzi dello scorso secolo, questo è sicuramente datato. Le famose digressioni, le "prediche" moraliste, il classismo di fondo vanno collocati esattamente nel periodo in cui sono stati scritti, senza tentare di dar loro una carattere di universalità. A questo si aggiunga che la mancata conoscenza della geografia della Parigi del periodo rende la lettura ulteriormente più complessa. La minuziosa descrizione delle fogne parigine risulta allora una delle parti più ostiche. Ma anche le considerazioni filosofiche decisamente pervase dallo spirito positivistico, mostrano la corda agli occhi del lettore odierno. Ecco allora il valore secondo me de "I Miserabili": un trattato di storia,non un romanzo storico, ma un documento di storia ricco di informazioni per chi fosse interessato ad approfondire la Francia del'800.

    ha scritto il 

  • 5

    STUPOR MUNDI

    Nell'antica Roma l'espressione Stupor Mundi era associata a grandi eventi militari o campagne belliche, come appellativo che consacrava le doti di un generale, che si rendeva protagonista di campagne ...continua

    Nell'antica Roma l'espressione Stupor Mundi era associata a grandi eventi militari o campagne belliche, come appellativo che consacrava le doti di un generale, che si rendeva protagonista di campagne di successo oltre i confini dell'impero romano.
    Tra gli stupores mundi più conosciuti vi è Giulio Cesare
    In epoca medievale,venne attribuita a Federico II di Svevia.
    In letteratura chi se non Victor Hugo o meglio "I MISERABILI" merita questo appellativo???
    La prima volta che lo lessi ero in terza media ne rimasi affascinata anche se allora non lo compresi appieno,lo capii con le letture sucessive, divenne la mia Bibbia è poesia è romanzo è storia.
    La trama penso sia ben nota a tutti e daltronde non sarei capace di riassumerla in due righe
    È una storia di cadute e di risalite, di peccati e di redenzione. Hugo racconta a 360° i suoi personaggi(e come li racconta!!) e aggiunge alla narrazione capitoli di grande rilevanza storica (come ad esempio la battaglia di Waterloo, la struttura della città di Parigi, la visione sul clero e i monasteri dell'epoca, le opinioni sulla società e i suoi mali, il quadro della Francia post-restaurazione) che permettono di collocare i personaggi in un determinato contesto storico-sociale.
    Scolpiti, nella nostra mente i suoi personaggi non si lasciano dimenticare non solo i protagonisti
    Jean Valjean - Javert - Fantine - Cosette - Marius - i Thénardier - Gavroche -Éponine - Enjolras
    ma anche quelli con un ruolo si può dire da comparsa lasciano un ricordo indelebile
    Monseigneur Myriel(era il nome del vero vesacovo di Digne nel 1862) Père Fauchelevent - Monsieur Gillenormand - Azelma – Monsieur Mabeuf
    L’incorruttibile Javert, combattuto tra il senso di dovere dell’uomo di legge e la voce della coscienza, si suicida gettandosi nella Senna.
    Baudelairedisse: Contiene delle pagine che possono inorgoglire non soltanto la letteratura francese, ma anche la letteratura dell’Umanità pensante.

    http://www.youtube.com/watch?v=lu3eSNi__4w

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Parola quasi ovvia e banale per un vero capolavoro della letteratura mondiale.
    Il fatto che a tratti sia risultato a me lento e noioso è solamente dovuto alla mia ignoranza.
    Mi inchino a questo romanz ...continua

    Parola quasi ovvia e banale per un vero capolavoro della letteratura mondiale.
    Il fatto che a tratti sia risultato a me lento e noioso è solamente dovuto alla mia ignoranza.
    Mi inchino a questo romanzo, davvero stupendo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Sinceramente non mi sento in grado di recensire questo romanzo, soprattutto la versione integrale da 950 pagine, di questo romanzo. Nel mio piccolo fatto di tante lacune di letteratura e un grande vuo ...continua

    Sinceramente non mi sento in grado di recensire questo romanzo, soprattutto la versione integrale da 950 pagine, di questo romanzo. Nel mio piccolo fatto di tante lacune di letteratura e un grande vuoto di storia (purtroppo) questo libro per me è stato molto impegnativo. Qualcuno direbbe molto più volgarmente che è un bel "mattone" da digerire. E' vero, non è semplice, ma penso che se si leggesse la versione non integrale forse alcune parti prettamente informative sulla storia el a società francese mancherebbero, lasciando la storia meno pesante. Ma se tra voi c'è qualche appassionato di storia potrebbe trovare molto interessanti, invece, i molti capitoli di decine di pagine dedicati alla spiegazione nel dettaglio della situazione francese di quel periodo. Sicuramente conoscere la situazione aiuta a comprendere appieno il romanzo, ma anche senza risulta molto ricco e particolare. La storia di Cosette e di Fantine, che poi è la parte più conosciuta del libro, si intreccia con tanti altri personaggi che alternativamente vengono ripresi di capitolo in capitolo, a volte parallelamente alla storia principale, ma poi, magicmanete, gli ultimi capitoli fanno delle tante storie una sola. L'incastro e la risoluzione di tutti i personaggi è talmente perfetta che fa dimenticare i morti e le miserie che si incontrano durante la lettura. Il quasi lieto fine è un punto a favore per il romanzo che, come suggerisce il titolo, parla fondamentalmente di persone, diciamo così, un po' sfortunate, ma anche di altre misere nell'anima. Consiglio a chi ama le storie struggenti, ma che non si accontenta di romanzetti banali e scontati. E soprattutto agli appasisonati di storia. Buona lettura!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ciò che più è difficile nella lettura di quest'opera è comprendere chi è il protagonista.
    Hugo dedica la stessa attenzione a tutti i suoi personaggi, li introduce raccontandone minuziosamente il passa ...continua

    Ciò che più è difficile nella lettura di quest'opera è comprendere chi è il protagonista.
    Hugo dedica la stessa attenzione a tutti i suoi personaggi, li introduce raccontandone minuziosamente il passato per far sì che il lettore ne intuisca il carattere.
    Altro privilegio concesso ai personaggi de "I miserabili" è quello di essere inseriti all'interno della storia reale, e, se la storia reale piace meno di quella inventata, si può sempre ricorrere al diritto n. 2 di Daniel Pennac (il diritto di saltare le pagine, o in questo caso i capitoli). La sovrabbondanza di particolari non è, per quest'opera, motivo di discredito.
    Il personaggio più interessante? Senz'alcun dubbio Javert, che pur capendo la non infallibilità della legge, non può sopportare di venir meno al suo dovere (ed alla legge stessa) e sceglie la morte.

    ha scritto il 

  • 5

    Non credo che questo testo possa essere recensito in modo efficace. Capolavoro è poco. Credo che niente renda l'idea. Opera magna, invenzione incredibile, uno dei romanzi storici più appassionanti e m ...continua

    Non credo che questo testo possa essere recensito in modo efficace. Capolavoro è poco. Credo che niente renda l'idea. Opera magna, invenzione incredibile, uno dei romanzi storici più appassionanti e meglio diretti di sempre.

    ha scritto il 

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