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I misteri della Jungla Nera

Di

Editore: Einaudi

3.9
(895)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 318 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8806171100 | Isbn-13: 9788806171100 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Descrizione del libro
Per vivere questa nuova avventura Salgari ci trasporta sul delta del Gange, inuna jungla nera, dove il buio è popolato di giorno da un silenzio funebre e dinotte da un frastuono di urla, ruggiti e sibili che gela il sangue. È sullosfondo di un ambiente così ostile e misterioso che si intrecciano le vicendedi Tremal-Naik, cacciatore di serpenti ed eroe solitario, Kammamuri, suofedele compagno, il diabolico Suyodhana, Ada Corisbant, figlia di un ufficialeinglese che è stata rapita dai Thug, i sanguinari fedeli della nera Kali, lecui vittime vengono offerte in sacrificio alla dea della morte e delladistruzione.
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  • 4

    A caccia di serpenti nella jungla nera

    TRAMA: Stavoltanon c'è Sandokan, ma il suo (futuro) amico Tremal Naik che, con il servo Kammamuri, vive nella zona paludosa del delta del Gange.
    Tremal Naik vede una misteriosa fanciulla e se ne innamora; si tratta di Ada Corishant, giovane anglo-indiana rapita dai thugs per farne la sacerd ...continua

    TRAMA: Stavoltanon c'è Sandokan, ma il suo (futuro) amico Tremal Naik che, con il servo Kammamuri, vive nella zona paludosa del delta del Gange.
    Tremal Naik vede una misteriosa fanciulla e se ne innamora; si tratta di Ada Corishant, giovane anglo-indiana rapita dai thugs per farne la sacerdotessa della dea Kalì.
    Tremal Naik cerca di liberarla, viene pugnalato dal capo degli strangolatori, Suyodhana, ma la ferita non è mortale. Tenta una seconda volta e viene fatto prigioniero; Suyodhana vuole servirsi di lui per eliminare il capitano inglese MacPherson, pericoloso avversario dei thugs.
    Dopo molte avventure Tremal Naik è sul punto di uccidere il capitano ma ... (non continuo per non togliere la sorpresa).
    Libro ricco d'azione e di suspence, ambientato in parte nelle desolate paludi del Bengala, in parte nelle città indiane.
    Molto bello, senz'altro migliore di Le tigri di Mompracem che aveva inaugurato la serie.
    Notevole il "mestiere" di Tremal Naik: cacciatore di serpenti nella jungla nera.

    ha scritto il 

  • 1

    Quando ero bambino era uno dei miei libri preferiti. Rileggendolo l'ho trovato noioso, ripetitivo e scontato. Per non parlare della stupidità dei personaggi che a volta rasenta il ritardo mentale.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho già scritto in passato di come Salgari sia stato purtroppo sottovalutato, relegato a scrittore per l’infanzia o comunque di genere minore, di secondo piano.
    Salgari al contrario meriterebbe più considerazione e molti dei suoi libri andrebbero in parte rivalutati.
    Le sue storie hann ...continua

    Ho già scritto in passato di come Salgari sia stato purtroppo sottovalutato, relegato a scrittore per l’infanzia o comunque di genere minore, di secondo piano.
    Salgari al contrario meriterebbe più considerazione e molti dei suoi libri andrebbero in parte rivalutati.
    Le sue storie hanno da sempre il potere di ammaliarmi, le sue storie così ricche di personaggi, di avventure erotiche mi hanno sempre affascinata e mi hanno fatto letteralmente innamorare di quei luoghi così remoti e da me mai visitati(nemmeno da Salgari, che scrisse queste sue storie senza mai allontanarsi dall’Italia).
    Ebbe poca fortuna Salgari, poca attenzione da parte della critica, pochissimi riconoscimenti. Visse sempre in povertà pur avendo migliaia di lettori in tutto il mondo che lo amavano, sfruttato dai suoi editori fino a che non decise di porre fine alla sua vita.
    I suoi scritti però sono rimasti e rimarranno per sempre, la sua scrittura che emoziona, che cattura, che catapulta il lettore al centro dell’azione, con le sue descrizioni vivide e introspettive, con i suoi amori contrastati e impossibili come quello tra Sandokan e Marianna o come quello tra Tremal-Naik e la giovane Ada.
    Leggere Salgari è immergersi in un mondo lontano, un mondo ricco di emozioni, di sensazioni, di avventure e fantasia, di sogni, per chi è ancora in grado di sognare.
    Vorrei che molti genitori lo facessero conoscere ai propri figli, che non si fossilizzassero solo sui miti odierni come Harry Potter.

    ha scritto il 

  • 3

    errore

    C'è un ENORME errore a pagina 244 che rovina il filo della trama. Non so se in altre edizioni è presente o meno, ma qui c'è e rovina tutto. Manca un correttore di bozze. Sarebbe un romanzo da 4 stelle per me, ma ne do 3 per ciò che ho appena descritto.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ha fatto sognare nell'adolescenza con l'amore impossibile del coraggioso Tremal Naik per la bellissima Ada, prigioniera nel tempio degli adoratori della dea Kali.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto i libri su Sandokan da bambina,mi sono innamorata subito di quel modo di scrivere così appassionato e coinvolgente,ricordo con grande affetto le ore trascorse con Sandokan, Yanez, Tremalnike e Kammamuri.Questi libri hanno contribuito a fare di me una lettrice e avranno sempre un posto di ...continua

    Ho letto i libri su Sandokan da bambina,mi sono innamorata subito di quel modo di scrivere così appassionato e coinvolgente,ricordo con grande affetto le ore trascorse con Sandokan, Yanez, Tremalnike e Kammamuri.Questi libri hanno contribuito a fare di me una lettrice e avranno sempre un posto di primo piano nella mia libreria e nel mio cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Niente, avevo una lacuna da colmare...devo ammettere che leggere Salgari a trent'anni, nel 2012, forse rende più difficile apprezzarlo pienamente...ma questa stessa distanza, nello stile, nella storia, nelle immagini evocate come fotogrammi di un film sbiadito degli anni '60, l'hanno reso ancora ...continua

    Niente, avevo una lacuna da colmare...devo ammettere che leggere Salgari a trent'anni, nel 2012, forse rende più difficile apprezzarlo pienamente...ma questa stessa distanza, nello stile, nella storia, nelle immagini evocate come fotogrammi di un film sbiadito degli anni '60, l'hanno reso ancora più piacevole..

    ha scritto il