I misteri di parigi

Di

Editore: Aurora

3.8
(153)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 414 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Eugenio Penso

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 5

    Una grande sorpresa la cui mole non deve scoraggiare il lettore in quanto il racconto tiene sempre con il fiato sospeso: molti sono i misteri, pressoché tutti vengono risolti o svelati. Splendido quad ...continua

    Una grande sorpresa la cui mole non deve scoraggiare il lettore in quanto il racconto tiene sempre con il fiato sospeso: molti sono i misteri, pressoché tutti vengono risolti o svelati. Splendido quadro della Parigi di metà '800 nel quale si muovono personaggi delineati a tutto tondo e imperversa la lotta tra il Bene ed il Male che vede di solito trionfare il primo sul secondo anche se poi in qualche caso un destino avverso ci mette decisamente del suo.

    ha scritto il 

  • 2

    Dopo qualche centinaio di pagine mi sono fermata. I Misteri di Parigi, mi sono accorta, non mi interessa. Nonostante la mole immensa, non è una lettura difficile, al contrario: il suo difetto è la tro ...continua

    Dopo qualche centinaio di pagine mi sono fermata. I Misteri di Parigi, mi sono accorta, non mi interessa. Nonostante la mole immensa, non è una lettura difficile, al contrario: il suo difetto è la troppa scorrevolezza. Chi ha letto Hugo si sente su un terreno familiare, quello dei lunghi romanzi ottocenteschi dove i personaggi - il principe generoso, la fanciulla perduta, il bandito crudele, il monello dei bassifondi - si incontrano sempre per un caso miracoloso, e sempre i figli ritrovano genitori perduti nella prima infanzia, e viceversa. Ma Hugo è immenso, e Sue no. In Sue non c'è nemmeno l'ombra della saggezza, della profondità di pensiero, dello sguardo limpido e acuto, che Hugo distende fra una pagina e l'altra. In Sue ci sono solo i buoni e i cattivi, e tutto va come ci si aspetta che vada. Anche volendosi accontentare del semplice piacere della lettura, in Sue non si trova niente di paragonabile alle straordinarie trovate narrative di Hugo, ai bambini che dormono negli elefanti, ai malvagi appesi alle guglie di Notre Dame, alle suore prostrate per tutta la notte in misteriosissime cappelle, alle penitenti rinchiusesi a vita in una cella, e di tutte le invenzioni curiose e indimenticabili che costellano i romanzi di Hugo.
    La mia impressione è quindi che non sia una lettura importante.
    Il mio, però, è il giudizio di chi si è fermato a pagina 376.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro, appassionante nonchè scorrevole.
    Le mie critiche sono nella sua lunghezza, ho l'impressione di aver impiegato anni a leggerlo, e nell'essere in certi passaggi troppo romanzato e irrealis ...continua

    Un bel libro, appassionante nonchè scorrevole.
    Le mie critiche sono nella sua lunghezza, ho l'impressione di aver impiegato anni a leggerlo, e nell'essere in certi passaggi troppo romanzato e irrealistico per i miei gusti, un po' troppo "il bene vince sempre sul male".
    La story-line che ho aprezzato di più è quella che segue le vicende del Principe e i personaggi più ricchi, mentre
    il personaggio che ho tollerato meno, soprattutto per quanto riguarda il nauseante epilogo (che poi, secondo me, sfocia nell'assurdità), è Fleur-de-Marie.

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere

    Visto il tempo che ho impiegato per terminarlo, non ricordo più bene nemmeno le sue fasi iniziali.
    La storia è subito avvincente e coinvolgente sia sul piano della stretta narrativa che su quello dei ...continua

    Visto il tempo che ho impiegato per terminarlo, non ricordo più bene nemmeno le sue fasi iniziali.
    La storia è subito avvincente e coinvolgente sia sul piano della stretta narrativa che su quello dei contenuti politico-sociali. Alla lunga alcuni personaggi sono avvolti da un alone forse troppo spesso di buonismo e risultano un pò troppo dolci.
    Nel complesso è un bellissimo romanzo che propone anche delle interessanti tesi da un punto di vista socio-politico appunto, quasi un manifesto contro l'avarizia e la perversione a favore dell'impegno sociale delle classi più abbienti a favore di quelle più disagiate. I personaggi sono belli e affascinanti se positivi quanto brutti e indisponenti quando negativi. Viene usata in qualche modo la tecnica della punizione per contrappasso, ma questo strumento viene utilizzato anche per premiare quei personaggi che si sono distinti non per i loro difetti ma per le loro qualità. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Le origini dei grandi capolavori

    Rodolfo, il protagonista, racchiude l'animo buono di Jean Valjean e il desiderio di giustizia di Edmond Dantes. Sembra evidente come i grandi capolavori, quali "I Miserabili" e "Il conte di Montecrist ...continua

    Rodolfo, il protagonista, racchiude l'animo buono di Jean Valjean e il desiderio di giustizia di Edmond Dantes. Sembra evidente come i grandi capolavori, quali "I Miserabili" e "Il conte di Montecristo", abbiano tratto ispirazione da questa incantevole storia, perfezionandola e arricchendola. Eugenie Sue, diciamola tutta, manca del tocco descrittivo di Hugo ed è carente dello spirito ironico e accattivante di Dumas. Non possiamo fargliene una colpa. Nonostante ciò si legge molto scorrevolmente, al punto che le cose sembrano andare anche troppo di fretta.

    ha scritto il 

  • 4

    I misteri...

    L'ho scoperto grazie alla prefazione di Eco del "Conte di Montecristo" della Rizzoli, e del resto lo scrittore italiano ne aveva fatto riferimento anche presentando il suo ottimo "Cimitero di Praga". ...continua

    L'ho scoperto grazie alla prefazione di Eco del "Conte di Montecristo" della Rizzoli, e del resto lo scrittore italiano ne aveva fatto riferimento anche presentando il suo ottimo "Cimitero di Praga". Inoltre ho letto recensioni che lo definivano il libro da cui Hugo ha preso spunto per i "Miserabili", capolavoro gigantesco del buon vecchio rivoluzionario francese.
    Risultato: bellissimo.
    I "misteri" prendono delicatamente il lettore e lo trasportano in un altro mondo, affascinante e terribile ad un tempo, la Parigi degli anni '30/'40 dell'Ottocento.
    Si narrano le gesta del "superuomo di massa", Rodolphe di Gerolstein, nobile principe di famiglia tedesca trasferitosi a Parigi. Non solo: decine di altre storie si intrecciano, convergono o divergono, con i personaggi che appaiono, scompaiano e ricompaiano, travolti dagli eventi che loro stéssi hanno provocato, o hanno mestamente subìto.
    Rodolphe è sicuramente il "prototipo" di Edmond Dantes, il "Conte di Montecristo", il feuilleton par excellance. Se vi è piaciuto il "Conte", probabilmente amerete i "Misteri".
    Rodolphe è un uomo in missione: una missione di ricerca. Spetta a voi scoprire di cosa. Fidatevi: ne vale la pena.

    ha scritto il