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I miti greci

Di

Editore: Edizione CDE (su licenza Longanesi & C.)

4.3
(846)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 722 | Formato: Rilegato in pelle | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000158358 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elisa Morpurgo

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 4

    Mi chiama Glasgow mi dice che Bucarest gli ha regalato una marimba, fatta da lui, sta imparando a costruire strumenti sta lavorando nella bottega di un liutaio che bottega proprio non e' li' non c'e' polvere gli spazi sono ampi le luci illuminano bene i violini che escono da quel negozio costano ...continua

    Mi chiama Glasgow mi dice che Bucarest gli ha regalato una marimba, fatta da lui, sta imparando a costruire strumenti sta lavorando nella bottega di un liutaio che bottega proprio non e' li' non c'e' polvere gli spazi sono ampi le luci illuminano bene i violini che escono da quel negozio costano tanto mi compro uno di quei violini non posso pagare l'affitto per mesi e a quanto pare il figlio di Siena vorrebbe imparare a suonare il violino, come cazzo faccio adesso?, sicuro Siena al figlio il violino non glielo compra Siena e' ancora stordita dalla faccenda della cocaina in vena non voglio fare il maschio sessista ma insomma, le ho detto move on basta con queste paranoie da femmina lei mi ha mandato affanculo. Io pero' un ragazzino che vuole imparare uno strumento non so resistere quindi gli ho detto che in settimana andiamo da un liutaio che conosco forse ci fa un violino a un buon prezzo. Glasgow quel clone una marimba regalata, che cazzo, io non sono un tipo invidioso pero' un violino regalato mi piacerebbe, non sono invidioso ma Glasgow quel gran figlio di puttana l'ho invidiato, figlio di puttana, gli ho detto io e lui ha ghignato. Figlio di puttana, ho ripetuto io e lui la marimba me l'ha inquadrata minchia quanto e' bella, che strumento magnifico, voglio la marimba anche io, voglio vivere su un'isola deserta circondato da marimbe l'ho detto a Glasgow lui ha cominciato a suonarla, suonava sulle ottave basse io allora ho combattuto l'invidia e ho preso l'unica chitarra di merda che ho in casa e ho suonato un po' con lui Skype pero' mi mandava fuori synch si e' bloccato tutto. Quando ho riaperto il programma Glasgow mi ha detto che per colpa della marimba lui sta avendo problemi con i vicini che i vicini gli hanno tirato le cicche nel giardino, le bucce di banana, e per fortuna ora c'e' la neve la neve copre tutto ma quando la neve sara' andata via?, Glasgow mi ha detto anche che si vuole vendicare ma non ha idee non e' un tipo vendicativo non sa organizzarsi e mi ha chiesto se avevo qualche idea io ci ho pensato un po', a vuoto, pensavo solamente alla marimba pensavo a un'opera che ho ascoltato di recente Saint-François d'Assise di Olivier Messiaen e mi e' venuto in mente il san Francesco di Rossellini quel film mi fa cagare, e' uno di quei film con cui non riesco a mangiare pop corn ce ne sono diversi di film del genere questo di Rossellini pero' e' stato il primo il primo non si scorda mai, chissa' perché', io neanche ci credo troppo a questa cosa del primo non si scorda mai, io ricordo bene anche il secondo e il terzo, e' dal quarto che la memoria si distrae, vado automatico al cesso e lancio i pop corn a terra, di certo per me il tutto e' stato molto grave, san Francesco di Rossellini intendo, non scherzo su questo, una merda di film, mi viene da scoreggiare al solo pensiero di suor Chiara che arriva scortata alla capanna di San Francesco devo pensare ad altro a cosa penso?, non lo so ma Glasgow mi chiede allora?, come cazzo mi vendico questi stronzi non mi possono rompere le palle perché' suono la marimba, che faccio?, e io ho detto merda, merda?, ha detto Glasgow, si', ho detto io, che vuoi dire?, ha detto lui, fagli un mega pupazzo di neve nel giardino a forma di merda, si', una merda gigante nel giardino, come ti pare l'idea?, grandiosa, ha detto Glasgow, grandiosa, ha ripetuto, e poi mi ha chiesto come mi e' venuta in mente un'idea tanto geniale e io ho detto non lo so.

    ha scritto il 

  • 5

    Opera affatto didascalica o pedante, è corredata da note preziose che uniscono la mitologia greca a quella micenea ed aria.
    Pur essendo improntata a una ormai superata concezione antropologica e storico-religiosa di un primevo matriarcato, la classifico tra gli imperdibili perchè narra in t ...continua

    Opera affatto didascalica o pedante, è corredata da note preziose che uniscono la mitologia greca a quella micenea ed aria.
    Pur essendo improntata a una ormai superata concezione antropologica e storico-religiosa di un primevo matriarcato, la classifico tra gli imperdibili perchè narra in toto la mitologia dell'Ellade, la quale, a sua volta, altro non è che la trasposizione, onirica e quindi immaginifica, delle paure, dei desideri e delle esigenze del nostro inconscio.

    ha scritto il 

  • 3

    Beautiful nell'antica Grecia

    "Tuttavia [Eracle] comprese che lo si sospettava di furto e ciò urtò il suo cuore SENSIBILE. ... condusse Ifitio sulla torre più alta di Tirinto.... e lo gettò giù verso la sua morte".
    "Le ancelle [di Penelope] colpevoli ricevettero l'ordine di lavare con spugne il sangue dal pavimento.... ...continua

    "Tuttavia [Eracle] comprese che lo si sospettava di furto e ciò urtò il suo cuore SENSIBILE. ... condusse Ifitio sulla torre più alta di Tirinto.... e lo gettò giù verso la sua morte".
    "Le ancelle [di Penelope] colpevoli ricevettero l'ordine di lavare con spugne il sangue dal pavimento....poi Odisseo le impiccò tutte in fila. Scalciarono UN POCO e tutto finì".
    "Non soltanto Peribea e Ferebea invitarono il cavalleresco giovane [Teseo] a giacersi con loro e NON FURONO RESPINTE...."
    Ahahahah destinato a chi piace il genere un po' splatter un po' soft-porno alla Trono di spade, vale la pena leggerlo solo per scene di questo tipo, narrate con una naturalezza paragonabile solo a quella con cui gli dei seducono e abbandonano, talvolta uccidendo o trasformando, frotte di uomini e donne sul loro cammino. Un Beautiful arcaico, insomma.
    Leggetevi solo la narrazione, non le note, è veramente troppo.

    ha scritto il 

  • 1

    Sconsigliatissimo!

    Da appassionato di miti greci e desideroso di approfondirli, ho affrontato questo libro con enorme entusiasmo, avendolo sentito descrivere spesso come “la bibbia” della mitologia greca.
    Purtroppo la delusione è stata cocentissima.
    Ogni capitolo in generale tratta di un singolo mito ed ...continua

    Da appassionato di miti greci e desideroso di approfondirli, ho affrontato questo libro con enorme entusiasmo, avendolo sentito descrivere spesso come “la bibbia” della mitologia greca.
    Purtroppo la delusione è stata cocentissima.
    Ogni capitolo in generale tratta di un singolo mito ed è diviso in due parti:
    - il racconto del mito stesso (accompagnato da una bibliografia)
    - la sua interpretazione
    Nella prima parte il racconto è spesso affrontato in maniera sbrigativa, asettica e telegrafica: va bene per un “ripassino” veloce, ma di sicuro non è una lettura appassionante. La seconda parte però è quella che più mi ha lasciato perplesso: i miti vengono totalmente spogliati di qualsiasi interpretazione allegorica e ricondotti ad una interpretazione esclusivamente storica: sono spiegati a volte come racconti di migrazioni di popolazioni, o di cerimonie di incoronazione, di rituali riguardanti il passaggio delle stagioni. Il tutto sempre ricondotto ad una idea centrale, quella della Dea Madre e della sostituzione del matriarcato con il patriarcato. Qui iniziano i primi problemi: le interpretazioni sono sicuramente interessanti, ma possibile che l’interpretazione allegorica sia sempre sbagliata?
    Con il procedere della lettura poi si nota che Graves torna sempre sugli stessi argomenti, sulle stesse linee di interpretazione (ogni figura femminile è in realtà la Dea Madre, ogni figura maschile è un cattivo stupratore della stessa), ribadendole all’eccesso, molto spesso forzando l’interpretazione e, quando non è proprio possibile ricondurre il mito a quell’interpretazione, liquidando lo stesso come sbagliato. Il tutto con un tono da “matter of fact” che mi fa sospettare fortemente che a Graves interessasse solamente ribadire le sue idee (o forse meglio dire le sue fissazioni) che offire un racconto completo dei miti greci.
    In definitiva, forse utile come raccolta di racconti mitologici schematici da utilizzare per rinfrescarsi la memoria, pessimo sotto tutti gli altri punti di vista.

    ha scritto il 

  • 5

    Esaustivo...

    Se avete letto i "Miti Greci" di De Crescenzo o vi gongolate con i vecchi film come gli "Argonauti" e "Maciste contro Ercole"...beh questo libro spacchera' in due la realta' Mitologica a cui siete abituati!
    Intanto bisogna armarsi di costanza, passione, curiosita' e magari sacrificare un mo ...continua

    Se avete letto i "Miti Greci" di De Crescenzo o vi gongolate con i vecchi film come gli "Argonauti" e "Maciste contro Ercole"...beh questo libro spacchera' in due la realta' Mitologica a cui siete abituati!
    Intanto bisogna armarsi di costanza, passione, curiosita' e magari sacrificare un montone a Zeus 1 volta al mese per ingraziarselo..
    Detto questo, il libro di R. Graves e' una grandissima raccolta delle credenze mitologiche Greche con saltuari agganci alla mitologia Ebraica (vedi i "Miti Ebraci" di Patai e Graves); la parte pero' unica ed interessante e' la destrutturazione del mito stesso, cioe' viene spogliato dell'allegoria e tradotto ad un livello piu' storico.
    Episodi classici come la Morte di Icaro, la Guerra di Troia, il viaggio degli Argonauti, la nascita e l'ascesa degli Dei, tutto e' finalmente spiegato in relazione allo sviluppo sociale del tempo: Invasioni di altri popoli, soppressione del Matriarcato, patti commerciali, sacrifici rituali, Politeismi vastissimi, influenze con civilta' lontane.

    Un libro unico che ci fara' scoprire che tante cose date oggi per ovvie, hanno piu' di 3000 anni.

    ha scritto il 

  • 0

    sul corriere della sera c'era l'articolo sulla nuova banconota
    da 5 euro e si parlava di europa, il mito

    allora ho sfogliato questo grave graves e cidenti è proprio
    come lo raccontava il corriere compreso il platano verde, sotto

    il quale zeus e europa si amano (p.174). ...continua

    sul corriere della sera c'era l'articolo sulla nuova banconota
    da 5 euro e si parlava di europa, il mito

    allora ho sfogliato questo grave graves e cidenti è proprio
    come lo raccontava il corriere compreso il platano verde, sotto

    il quale zeus e europa si amano (p.174).
    Che bella storia

    Però non ci sono più i platani di una volta
    E questa è la lettura blanda, del mito

    La lettura meno blanda fa le solite sottolineature
    del tipo ma lei era d'accordo? che sono quei piccoli

    particolari che molti trovano oziosi
    allora, in seconda battuta, uno potrebbe chiedersi:

    perché mettere su una banconota l'immagine di una ragazza che ha
    patito violenza?

    è un segnale contro le violenze?
    dài, siamo seri, è una banconota

    siamo seri

    ha scritto il 

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