I mostri all'angolo della strada

Di ,

Editore: Il Saggiatore (SuperTascabili 10)

4.3
(211)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 424 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8856502887 | Isbn-13: 9788856502886 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Carlo Fruttero

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel 1966 si presentava ai lettori italiani "I mostri all'angolo della strada", la prima raccolta ragionata delle opere di H.P. Lovecraft, curata da Fruttero e Lucentini. Nell'intento dei curatori, "La "grande mostra" italiana dei mostri di Lovecraft" si proponeva di rimettere ordine nelle pubblicazioni saltuarie e incomplete del maestro di Providence, proponendo sia i racconti legati al ciclo di Cthulhu sia quelli sovrannaturali. Lovecraft e i suoi racconti visionari, che tratteggiano un universo malevolo incomprensibile, pronto a divorare la fragile civiltà umana, sono poi diventati un caposaldo della letteratura fantastica moderna, e questa raccolta rappresenta la pietra miliare della storia delle sue pubblicazioni in Italia.
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  • 2

    È la ristampa della prima raccolta "ragionata" di HPL apparsa in italia. L'anno è il 1966, e la ristampa, quindi, è pregna di difetti assortiti non voluti e voluti (fra cui la censura dentro Il richia ...continua

    È la ristampa della prima raccolta "ragionata" di HPL apparsa in italia. L'anno è il 1966, e la ristampa, quindi, è pregna di difetti assortiti non voluti e voluti (fra cui la censura dentro Il richiamo di Cthulhu, che toglie la frasa "I Grandi Antichi, risorti, avrebbero insegnato all'umanità nuovi modi di godere, di uccidere ecc.").

    Nei primi racconti ho trovato un uso a volte ignorante delle virgole (incisi non rispettati e quindi virgole che separano soggetti da verbi, per esempio; ma c'è anche qualche vocativo sballato), poi la qualità della stampa è bruttina, con caratteri sbavati e a volte inclinati a formare parole che quasi si fa fatica a non considerarle in corsivo... Sull'uso delle virgole dovrei verificare le versioni originali, perché penso che il difetto venisse da lì. Se non erro, in quegli anni le traduzioni di HPL venivano fatte in base ai testi che erano apparsi nelle riviste. A trovarle, però, copie di Weird Tales! Comunque, ho confrontato un paio di cose con quella che notoriamente è la versione migliore di Lovecraft in Italia (e cioè i quattro volumi di Tutti i racconti della Mondadori curati da Lippi):

    Forse fu solo uno scherzo giocato da un'immaginazione troppo accesa, o forse un effetto degli echi nel bosco, ma uno degli uomini di Legrasse, sostenne poi di aver udito una voce più sorda, enorme, sicuramente non umana, rispondere alle urla dei celebranti [pag. 42, I mostri all'angolo della strada]

    Forse era stata solo immaginazione o forse l'eco, ma uno degli uomini di Legrasse (un impressionabile spagnolo) aveva creduto di udire una specie di afona risposta alle frasi del rituale [pag. 164, Tutti i racconti Vol. II, Mondadori]

    Come vedete, la virgola (la terza, nel primo brano) manca nella versione "lippesca". Inoltre, la differenza tra i due pezzi mi sembra troppo esagerata persino pensando a due traduttori caratterialemnte molto diversi (diciamo così). Potrebbe essere la prova che le due raccolte si basino su due versioni diverse dei racconti. Voglio ricordare che i tomi Mondadori furono tradotti dal solo Lippi partendo dall'opera omnia organizzata in USA da S. T. Joshi, che si era basato a sua volta sui manoscritti originali di HPL.

    Altro esempio di virgola sballata:

    I pochi campi coltivati che si incontrano, appaiono d'altra parte brulli [pag 93, I mostri...]

    Per contrasto, i pochi campi coltivati appaiono singolarmente brulli [pag. 197, Tutti i racconti Vol. III]

    Di confronti ne potrei fare altri, ma bastano questi per dire che il libro del Saggiatore a livello tecnico non è il massimo.

    Veniamo alla sostanza... Ho trovato la lettura tutto sommato gradevole (niente di paragonabile a Il dominatore delle tenebre, curato e tradotto da Sergio Altieri), e la rilettura di alcuni testi (L'estraneo, La cosa sulla soglia, La musica di Erich Zann su tutti) suggestiva e inquietante, segno che la traduzione complessivamente "funziona". Ma alcune frasi mi sono parse traballanti, perché palesemente arzigogolate, come scritte di fretta, fra cui un esempio:

    Thaddeus, il secondo genito quindicenne di Nahum, giurò che oscillavano nello stesso modo quando non c'era la più piccola brezza [pag. 72, I mostri...]

    Il secondo figlio di Nahum, Thaddeus, un ragazzo di qundici anni, giurò che si agitassero anche quando non c'era vento ]pag. 151, Tutti i racconti Vol. III]

    Poi i versi con la morte della morte:

    Non è morto ciò che eternamente può attendere:
    Ci sono esseri, in cui la stessa morte può morire
    [pag. 45, I mostri...]

    Non è morto ciò che in eterno può attendere,
    E col passare degli eoni anche la morte può morire
    [pag. 167, Tutti i racconti Vol. II]

    Quello Mondadori è più fedele all'orignale. E dico "e più" perché rispetto all'originale manca della menzogna:

    That is not dead which can eternal lie, And with strange aeons even death may die

    Boh, che dire più? Che in copertina c'è scritto "romanzo", per esempio, e che i racconti vengono conteggiati come capitoli. Ah, poi devo dire anche che c'è un racconto (La finestra della soffitta) scritto da HPL dieci anni dopo la sua morte!!! (In verità è un testo di Derleth, ma F&L non lo dicono da nessuna parte...)

    Consiglio il libro a chi è davvero appassionato e vuole leggere tutto del Maestro in varie forme. Infatti io l'ho preso solo perché la curatela di Fruttero & Lucentini mi mancava ancora.

    ha scritto il 

  • 4

    Forse perché sono stato svezzato da E.A. Poe, ho preferito fra tutti il racconto "Herbert West, rianimatore". Ma devo ammettere che ho trovato molto bello anche "Il colore venuto dallo spazio" - secon ...continua

    Forse perché sono stato svezzato da E.A. Poe, ho preferito fra tutti il racconto "Herbert West, rianimatore". Ma devo ammettere che ho trovato molto bello anche "Il colore venuto dallo spazio" - secondo Stephen King, la miglior cosa scritta da H.P. Lovecraft. Quest'ultimo resta un autore col quale ho sempre avuto e continuerò ad avere un rapporto equivoco: non so infatti conciliare l'ammirazione per certi raccapricci di squisita fattura e la più completa indifferenza di fronte alle mitografie aliene.

    ha scritto il 

  • 5

    Il primo Lovecraft non si scorda mai

    Superato da edizioni di molti anni successive forse più accurate, mi ha fatto scoprire questo genio del romanzo gotico (ma questa, come altre definizioni - horror, fantascineza, ecc. - è limitativa), ...continua

    Superato da edizioni di molti anni successive forse più accurate, mi ha fatto scoprire questo genio del romanzo gotico (ma questa, come altre definizioni - horror, fantascineza, ecc. - è limitativa), con tutta la sua delirante cosmogonia: indimenticabile!

    ha scritto il 

  • 3

    Cthulhu?

    posso dire che la maggioranza dei racconti è legata al mito di Cthulhu... che non ho trovato particolarmente interessante, tranne forse per la scrittura.
    i restanti li ho masticati con più interesse.. ...continua

    posso dire che la maggioranza dei racconti è legata al mito di Cthulhu... che non ho trovato particolarmente interessante, tranne forse per la scrittura.
    i restanti li ho masticati con più interesse... ma anche li non sono rimasto "spaventato" dai racconti del Solitario di Providance. boh...

    ha scritto il 

  • 5

    Leggendario

    Credo sia stata la prima raccolta organica di Lovecraft in Italia. Curata da due giganti come Fruttero e Lucentini, che già gestivano Urania (e ai quali va per questo il rispetto e l'amore di almeno u ...continua

    Credo sia stata la prima raccolta organica di Lovecraft in Italia. Curata da due giganti come Fruttero e Lucentini, che già gestivano Urania (e ai quali va per questo il rispetto e l'amore di almeno una generazione di giovani lettori del baby boom), fu per me una lettura vertiginosa e indimenticabile. Tengo questo libro come una reliquia della mia giovinezza, ma ogni tanto ci ritorno, e funziona sempre.
    I Metallica non hanno forse scritto "The call of Chtulhu"?
    Ci sono luoghi, immaginati e descritti nei lunghi racconti, che restano dentro.
    E si capisce come il New England di Lovecraft sia solo poco a Sud del Maine di Stephen King.

    ha scritto il 

  • 5

    Si tratta di un antologia contenente forse i racconti migliori del
    solitario di Providence, compresi quelli del ciclo di cthulhu
    - Dagon 1917
    - The gabble window 1937
    - The call of cthulhu 1926
    - Nyar ...continua

    Si tratta di un antologia contenente forse i racconti migliori del
    solitario di Providence, compresi quelli del ciclo di cthulhu
    - Dagon 1917
    - The gabble window 1937
    - The call of cthulhu 1926
    - Nyarlathotep 1921
    - The color out of space 1927
    - The outsider 1921
    - The dunwich horror 1928
    - The music of Erich zann 1921
    - The whisperer in the darkness 1930
    - Herbert West,reanimator 1922
    - The shadow over innsmouth 1931
    - The rats in the walls 1923
    - The thing on the doorstep 1933
    - In the vault 1925
    - The haunter of the dark 1935
    - Cool air 1926
    - Pickman's model 1926

    ha scritto il 

  • 4

    “ Ciò che li ha allontanati non è qualcosa che essi abbiano potuto vedere, sentire o toccare , è ciò che hanno potuto immaginare.”

    Ho sempre apprezzato l’ “horror” e ciò ha orientato alcune mie scelte di lettura per diversi anni .
    Ma soltanto adesso, dopo aver letto con colpevolissimo ritardo qualcosa di H.P.Lovecraft , mi sono r ...continua

    Ho sempre apprezzato l’ “horror” e ciò ha orientato alcune mie scelte di lettura per diversi anni .
    Ma soltanto adesso, dopo aver letto con colpevolissimo ritardo qualcosa di H.P.Lovecraft , mi sono reso conto di quanta e quale influenza questi possa aver esercitato su tutti gli autori che gli sono succeduti , Stephen King compreso , che si sono cimentati in questo particolare genere letterario.
    Una raccolta di racconti (tra i più emblematici dei quali mi sentirei di evidenziare La musica di Erich Zann , I ratti nei muri , Nella cripta e Herbert West il rianimatore ) dove angoscia e raccapriccio sono indotte da esplicite e vividissime immagini che soggiogano e proiettano l’immaginazione del lettore a navigare nell’orrore in una dimensione di puro incubo.
    Un autore dallo stile sicuramente assimilabile a quello del grande E.A. Poe , e questo è per me il miglior complimento che gli si possa fare .
    Unica nota negativa : una brutta traduzione infarcita di errori e refusi tipografici che si poteva , ma soprattutto si doveva , evitare e ciò mi impedisce di assegnare le cinque stelle che sarebbero ampiamente meritate .

    ha scritto il 

  • 5

    Edizione del 1966: I miti di Cthulhu e altri racconti.

    Quando la curiosità è forte, la paura diventa fascinazione, terrore e seduzione.
    Lo stile quasi ottocentesco rallenta e appiattisce alcuni racconti, mentre in altri è funzionale alla costruzione del c ...continua

    Quando la curiosità è forte, la paura diventa fascinazione, terrore e seduzione.
    Lo stile quasi ottocentesco rallenta e appiattisce alcuni racconti, mentre in altri è funzionale alla costruzione del clima di decadenza.

    Un grande grazie a Fruttero e Lucentini per la fantastica introduzione.

    (Quanto t'ho amato, Lovecraft?)

    ha scritto il