I nietzscheani di sinistra

Deleuze, Foucault e il postmodernismo: decostruzione di una teoria filosofica

Di

Editore: Odradek

3.0
(4)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8886973985 | Isbn-13: 9788886973984 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Filosofia , Politica

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Descrizione del libro
Un libro utile per capire come mai, in ogni movimento di contestazione, riaffiorano come azzardi questi "pensierini". "Ritornano", per mangiarsi la coda. Aforismi che qualcuno ritiene ancora buoni per affascinare i ragazzi che si affacciano al mondo; e che inducono qualche editorialista d'assalto a individuare in Nietzsche il “nonno della contestazione studentesca” o addirittura «uno dei padri del movimento no global». Ma il libro è utile soprattutto per individuare gli artefici di questa mistificazione – quelli del sottotitolo – e comprendere il modo in cui il postmodernismo ha potuto diventare quasi senso comune grazie a una serie di disinvolte equazioni. Tra tutte: volontà di potenza = produzione desiderante. Suona simile, ma non è la stessa cosa. Soprattutto, scompare lo scorrere del sangue. Un libro che rivaluta l'idea di un progetto consapevole di trasformazione della realtà e di emancipazione collettiva del genere umano, da sempre al cuore della modernità, e però entrata in crisi con la svalutazione della ragione e la dissoluzione programmatica della nozione di soggetto.
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  • 5

    Altre 9 recensioni

    Nella scheda – http://www.odradek.it/Schedelibri/Nietzscheanidisinistra.html - abbiamo riportato nove recensioni che restituiscono la complessità - e l'importanza - del libro da punti di vista anche m ...continua

    Nella scheda – http://www.odradek.it/Schedelibri/Nietzscheanidisinistra.html - abbiamo riportato nove recensioni che restituiscono la complessità - e l'importanza - del libro da punti di vista anche molto diversi tra loro. Non mancheremo di incollare in quella stessa scheda la recensione di Ut, commentandola.

    ha scritto il 

  • 3

    Nascita del comico-filosofico

    "... D'altra parte si era alla ricerca di altre vie intellettuali proprio per giungere là dove sembrava prendesse corpo, o esistesse già, qualcosa di totalmente "altro": e cioè il comunismo. E' stato ...continua

    "... D'altra parte si era alla ricerca di altre vie intellettuali proprio per giungere là dove sembrava prendesse corpo, o esistesse già, qualcosa di totalmente "altro": e cioè il comunismo. E' stato così che senza conoscere bene Marx, rifiutando l'hegelismo, provando disagio per i limiti dell'esistenzialismo, io decisi di aderire al Partito Comunista Francese. Si era nel 1950: essere, allora, "comunista nietzscheano"! Una cosa davvero al limite della "vivibilità"! E, se vogliamo, anch'io lo sapevo che era un pochino ridicolo, forse." (Michel Foucault da "Colloqui con Foucault")

    Se Nietzsche scrisse "Nascita della tragedia", allora Jan Rehmann si sarà detto: anch'io voglio scrivere qualcosa (magari un libro) che duri nel tempo. Scriverò "Nascita della comicità". Sottotitolo, burlesco non di meno, "I nietzscheani di sinistra". E nella copertina del libro cosa inseriamo, giusto per allietare i lettori? Ma il Barone di Muenchausen, per rendere ancor più manifesto il target giullaresco-teutonico del libro. E allora iniziamo la lettura e già in prima pagina dell' Introduzione di Rehmann, arriva la prima battuta del genere comico-filosofico (che ha, tra l'altro, nel Candide di Voltaire il suo antesignano monumento definitivo):

    "Nel 1973 Deleuze riassume così, nel suo saggio sul "pensiero nomade", gli esiti della propria riflessione sulla rivalutazione di Nietzsche: Marx e Freud hanno rappresentato il sorgere della civiltà burocratica moderna; il loro progetto era quello di una ricodificazione dello Stato in Marx, della famiglia in Freud. Nietzsche costituisce invece l'irruzione della controcultura. Egli fa del pensiero una forza nomade, "una macchina da guerra" contro la macchina razionale e amministrativa i cui filosofi parlano in nome della ragion pura. Il Nietzsche di Deleuze si rivolge in questo modo direttamente ai rivoluzionari dei nostri giorni: abbiamo bisogno di una "macchina da guerra" che non produca un nuovo apparato statale (Rehmann sta citando da "Pensiero Nomade" di Deleuze del 1973). In quale altro luogo i lettori degli anni Settanta avrebbero potuto collocare queste macchine da guerra nomadi se non nell'orizzonte delle Brigate Rosse italiane o della RAF tedesco-occidentale?".

    Tradotto: L'interpretazione data da Deleuze di Nietzsche è totalmente errata. Nietzsche è, e tale deve rimanere, un pensatore conservatore proto-nazista. Deleuze è un padrino, o perlomeno un ispiratore del terrorismo degli anni settanta. Anzi giustifica aprioristicamente una eventuale futura scelta giovanile di chi, desideroso in costruire una macchina da guerra anti-borghese, utilizza metodi violenti, vessatori e criminali. Insomma Nietzsche è responsabile finale di Auschwitz e Deleuze delle Brigate Rosse. Risata generale, applausi... (e siamo solo alla prima pagina!!)

    (nota bene): Quella di Rehmann è la miglior battuta filosofica del 2009, anche se non supererà mai in bonhomie quella di Giuliano Ferrara (Festival di Filosofia di Roma anno 2007, dibattito con Flores d'Arcais) su Costantino (l'imperatore romano) padre della democrazia moderna. In Italia non ci risparmiamo mai nulla - almeno in termini comici - dal Cyber-nano a Ferrara, ma anche questo Rehmann, è un vero fuoriclasse !!

    NNB: ho osato proseguire nella lettura del pamphlet caustico del nostro e già alla pagina seconda Rehmann sfodera un uppercut micidiale, rispolverando un classico dell'umorismo filosofico del 1980, quando Habermas definì i nietzscheani di sinistra, da Bataille a Deleuze, da Foucault a Derrida, i "giovani conservatori" ! (...) Poi non pago, il nostro umorista, citando Heiner-Muller, afferma papale papale che se Lenin è il Moderno del socialismo reale, Stalin ne è il Post-Moderno (...) Di nuovo risate a crepapelle, cori da "Santo subito!!", allegria irrefrenabile... E pensare che la filosofia contendeva all'economia l' epiteto di "scienza triste"!!

    Ultima domanda: ma alla fine di questa clownerie accademica, troveremo la musichetta-pa-pa-rappa-pa-pa-ra, il Woodpecker ilare e la scritta: "That's all, folks!!"??

    coda/ per i medici della civiltà, si può sperimentare un'occasione di confronto con le tesi esposte nel libro:
    http://matstorprogrammi2009-2010.blogspot.com/2009/12/lezioni-spc-i-semestre-di-martedi-1.html

    ha scritto il