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I nomi della dea

Il femminile nella divinità

Di ,,,

Editore: Astrolabio Ubaldini

4.0
(31)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Altri

Isbn-10: 8834010779 | Isbn-13: 9788834010778 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: C. M. Carbone

Genere: Religion & Spirituality , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 4

    Iside. Nut. Maat. Gaia. Nana, Namju e Nanshe. Mawu. Ishtar. Demetra. Afrodite. Cerridwen. Era. Baba Jaga. Venere. Laima e Ragana. Machas e Morrigan. Inanna. Nertus. Ragana. Cirene. Ninhursag. Ecco alcuni dei nomi della Dea.

    La Bibbia giudaico-cristiana (così come molti altri testi sacri) mostra un Padre Creatore Maschile, sorgente di ogni vita.
    Ma molte delle più antiche storie di creazione conosciute parlano di una Gran ...continua

    La Bibbia giudaico-cristiana (così come molti altri testi sacri) mostra un Padre Creatore Maschile, sorgente di ogni vita.
    Ma molte delle più antiche storie di creazione conosciute parlano di una Grande Madre: una divinità femminile, che dà e mantiene la Vita, la Dea degli animali, delle piante e degli umani, delle acque, della terra e del cielo.
    Sono soprattutto gli interventi della Eisler e della Gimbutas ad illustrarne alcuni esempi in questo affascinante libro...
    Antichi nomi attribuiti alle divinità femminili adorate per migliaia di anni come "Colei che da e sostiene la vita", antichissime forme precorritrici della Grande Dea.

    Nella Fertile Mezzaluna era Nammu, Madre dell'Universo; in Egitto era Nut; in Africa era Nana Buluka "La Signora Potente"; nelle Americhe era la dea dall'Abito di Serpente; nella terra di Canaan era Ishtar, la "Progenitrice degli Dei"; in Grecia, in epoca più tarda, era Demetra; a Roma la Magna Mater e la Vergine Maria, Madre di Dio, presso i Cattolici; per i Tecate era la Grande Madre Aquila; nelle sembianze della Dea sumera Nashe chiedeva "Giustizia per il povero e rifugio per il debole"; la Dea Maat, "Dea della Giustizia"; nelle sembianze della dea celtica Cerridwen era la dea dell'intelligenza e della conoscenza; Gaia, la Profetessa Primigenia del santuario di Delfi; e le dee demonizzate durante l'era cristiana come le baltiche Laima e Raiana, le irlandesi Machas o Morrigan, la germanica Nerthus; la lituana Ragana, Dea della Vita e della Morte; l'antica dea Inanna, sopravvissuta nella Ishtar babilonese, nella Oster germanica e nella greca Astarte; Iside, la Dea Universale ...
    Ma se veniva chiamata con nomi diversi in luoghi diversi, ovunque era iil simbolo della nostra fondamentale unità, dell'identità di ogni forma di vista su questa Terra: la Madre dal cui grembo scaturisce ogni forma di vita e a cui ogni forma di vita ritorna con la morte, come nei cicli della vegetazione, per tornare di nuovo a crescere.

    Il culto delle divinità femminili era dunque parte integrante delle nostre più antiche tradizioni sacre. E in verità non è improbabile che all'alba della civiltà, quando per la prima volta l'uomo iniziò a porsi gli interrogativi universali, dovette rilevare quello che è il più miracoloso di tutto gli eventi: il fatto che la vita umana scaturisce dal corpo della donna.
    Dovette essere logico allora immaginare all'inizio la Terra come una Grande Madre, una dea della Natura e della Spiritualità, fonte divina di ogni nascita, di ogni morte, di ogni rinascita.

    ha scritto il 

  • 3

    interessante per buona parte, fino al punto di calcoli aritmetici che sviano un po' il filo del discorso. A tratti mi ha dato l'idea di una sorta di propaganda per una nuova spiritualità, più che di u ...continua

    interessante per buona parte, fino al punto di calcoli aritmetici che sviano un po' il filo del discorso. A tratti mi ha dato l'idea di una sorta di propaganda per una nuova spiritualità, più che di un'approfondimento sul culto della Grande Dea

    ha scritto il