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I non conformisti

By Richard Yates, Adriana Dell'Orto (Translator)

(1846)

| Paperback | No ISBN

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5 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Incredibile

    Mi ha scalfito.

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    Vio said on Jan 11, 2012 about the Hardcover edition | 1 feedback

  • the dark side of the soul

    il buio che si nasconde dietro una vita insidiosamente normale.......da leggere.

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    rogerflower said on Apr 8, 2011 about the Hardcover edition | Add your feedback

  • Revolutionary Road

    This book talks about a revolutionary couple, governed by its own balance and rhythm; two persons that are really different and complicated. They've decided to live together and having a family, also sacrificing their dreams and lives...as usually also in the real life. I've found particular intere ... (continue)

    This book talks about a revolutionary couple, governed by its own balance and rhythm; two persons that are really different and complicated. They've decided to live together and having a family, also sacrificing their dreams and lives...as usually also in the real life. I've found particular interesting the crazy son of the neighbors, so unstable, but probably the one who can see all the falsity of a bourgeois life.
    Sometimes I found it too slow and a little boring.

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    Vale said on Jun 15, 2010 | Add your feedback

  • Estate 1955, Connecticut occidentale, zona residenziale di Revolutionary Hill. La giovane famiglia Wheeler vive in una graziosa villetta in Revolutionary Road. Frank, ogni giorno, prende il treno per raggiungere New York e il suo lavoro (“il lavoro più cretino che si possa immaginare”, dice). April, ... (continue)

    Estate 1955, Connecticut occidentale, zona residenziale di Revolutionary Hill. La giovane famiglia Wheeler vive in una graziosa villetta in Revolutionary Road. Frank, ogni giorno, prende il treno per raggiungere New York e il suo lavoro (“il lavoro più cretino che si possa immaginare”, dice). April, ogni giorno, se ne sta a casa a cucinare e badare ai due figli che giocano in giardino.

    Potrebbe essere un’estate come tante, potrebbe essere una famiglia felice, a suo modo. Invece non è così. Proprio l’insistente desiderio di felicità, forse, non permette a questa famiglia di essere felice, insieme alla consapevolezza di ciò che è e alla volontà di essere altro.

    Questo romanzo è la fotografia di un tentativo fallito di rivoluzione. Le illusioni che aiutano a vivere sorridendo si infrangono durante questa lunga estate. Parigi promette una vita nuova, briosa e piena di entusiasmi: è lì, un pensiero indefinito pronto ad accogliere i Wheeler e i loro sogni di felicità, la loro voglia di ricominciare. Ma questa estate a Revolutionary Hill sarà troppo crudele e la vita dei Wheeler non sarà più la stessa: né quella sopportata con fatica finora né quella desiderata intensamente da sempre.

    La forza di questo romanzo sono le parole e la loro apparente semplicità, tanto sono fluide e naturali. La sua grandezza sta nella descrizione netta delle dinamiche umane, delle relazioni tra persone diverse. Yates crea e ci offre un mondo che non può consolarci, eppure ci emoziona a tal punto da non poterne fare a meno. Il suo sguardo è puro: non c’è ironia né compassione. C’è, sempre, il rispetto verso i personaggi narrati e verso noi lettori. Ecco perché non si può non amare ciò che scrive.

    Yates è stato un grande scrittore, molto amato dagli altri scrittori (Carver lo indicava come suo maestro) ma non altrettanto noto al grande pubblico. Diceva che non voleva essere famoso, desiderava soltanto essere letto: ecco il regalo che possiamo fargli oggi.

    Dopo l’uscita dell’omonimo film di Sam Mendes è probabile che questo e gli altri libri di Yates conoscano una nuova diffusione anche tra i lettori italiani.

    Bel film, Revolutionary road: Leonardo Di Caprio del tutto diverso dal belloccio che faceva strepitare le ragazzine in Titanic, e bravo. La Winslet intensa e disperata. I dialoghi perfetti e fedeli al libro. E tutto ambientato in una scenografia anni cinquanta davvero impeccabile.

    Eppure, uscendo dalla sala, non sono riuscita a reprimere questa ridicola banalità: “bello il film, ma il libro mi è piaciuto di più”.

    Ad ogni modo, che abbiate visto il film oppure no, che vi sia piaciuto o lo abbiate stroncato con fierezza, non perdetevi la forza e la bravura di questo grande scrittore.

    “Revolutionary road guarda dritto verso di noi con sguardo smaliziato e ammonitore, e ci invita a fare attenzione, a stare all’erta, a badare bene, e a vivere la vita come se avesse importanza quello che facciamo, poiché fare di meno mette in pericolo tutto quanto”.

    (Dall’introduzione, a cura di Richard Ford).

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    gufettotriste said on Jun 9, 2009 | Add your feedback

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