I parassiti della mente

Fanucci Futuro 32

Di

Editore: Fanucci (Futuro. Biblioteca di Fantascienza)

3.8
(6)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000217561 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alfredo Pollini ; Illustrazione di copertina: Eddie Jones

Ti piace I parassiti della mente?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Anno 1997: due archeologi rinvengono i Asia Minore i resti di una civiltà ciclopica e sconosciuta risalenti all'alba del tempo, e sepolti nelle viscere della Terra. In omaggio postumo a Lovecraft battezzano Kadath l'immensa città le cui rovine vanno riportando alla luce. Poco tempo prima, un esperto di psicologia industriale si era suicidato, lasciando un misterioso messaggio: "Sono convinto che il genere umano sia stato attaccato da una specie di cancro della mente.." Quale connessione vi può essere fra questi due fatti, e che legame c'è con il ritrovamento di un'astronave alla deriva nello spazio, intatta ma abbandonata dall'equipaggio? E' quello che poco alla volta scopriranno i due archeologi, sino ad arrivare ad un'incredibile rivelazione: da due secoli l'umanità è assediata da creature venute dall'abisso cosmico, che come "parassiti della mente" sottraggono all'uomo le energie intellettuali, impedendogli il completo sviluppo delle proprie facoltà, comprese quelle parapsicologiche. Questo lo sfondo di un romanzo affascinante, scritto da uno dei più noti narratori e saggisti inglesi contemporanei, che ci ha dato non solo un libro di pura avventura, avvincente sino all'ultima pagina: ma anche un'opera di notevole peso e significato culturale, scritto nella migliore tradizione fantascientifica.
Ordina per
  • 4

    Alla faccia della Fantascienza

    A scanso di equivoci, "i parassiti della mente" non è un romanzo di fantascienza in senso stretto o, per meglio dire, inserisce elementi fantascientifici quali razzi, videotelefoni (ai tempi in cui fu ...continua

    A scanso di equivoci, "i parassiti della mente" non è un romanzo di fantascienza in senso stretto o, per meglio dire, inserisce elementi fantascientifici quali razzi, videotelefoni (ai tempi in cui fu scritto erano inconcepibili), psicocinesi e il rischio di una guerra globale solo per inserirsi nel genere che negli anni settanta andava per la maggiore.
    "I parassiti della mente" è in realtà, una sorta di saggio, mascherato da diario del reduce di una grande guerra contro una razza non del tutto aliena, sulla liberazione dall'ingombrante giogo dell'Io. Tematiche che l'uomo ha sempre affrontato in forme differenti dalla mistica all'ermetismo per comunicare intuizioni pure e razionalmente inesprimibili (e in questa ottica il libro potrebbe essere visto come un lungo racconto mitologico dei giorni nostri).
    Colin Wilson fa parte di quella strana genia di tuttologi autodidatti e un po' fricchettoni che si sono occupati di filosofia, occultismo, antropologia e psicologia del profondo negli stessi anni in cui una certa intellighentia eleggeva a padri spiritualii i vari Osho, Krishnamurti, Gurdjeff e compagnia ascetica, evidenziando i punti di contatto fra la filosofia di Huxley, la psicologia jungiana e le più antiche tradizioni umane.
    Certo, il timore di derive "scientologiste" non abbandona mai durante la lettura, ma l'approccio filosofico con cui sono vergate le parole di questo libro e il sistematico citare le summenzionate personalità insieme con altri autori come Heidegger, Husserl e Whitehead lasciano intendere che non ci siano sgradevoli derive in odor ti Tom Cruise/John Travolta.
    Questa forma semisaggistica, che ha molto in comune con l'opera di Lovecraft (citato continuamente nel libro), costituisce al contempo il punto debole e il punto di forza del romanzo: forza perchè chiunque si sia interessato, per esperienze personali o di ricerca antropologica, a certe tematiche avrà una gradita sorpresa nel ritrovarle in un'opera di intrattenimento, debolezza perchè, per contro, non esiste una vera e propria narrazione carica di suspence, ma una sorta di resoconto a posteriori che, pur interessante, può alla lunga stancare. Piacevole osservare il disprezzo assoluto manifestato in più punti per de Sade, e in generale per un certo tipo di maledettismo identificato come uno dei segni di decadenza dell'umanità e voluto dai "parassiti" di cui al titolo (da lì parte poi una digressione sul mondo sadomaso/fetish e la perform art che farebbe fischiare le orecchie a molti "letterati" di oggi).
    Lettura consigliata a chi si è ritrovato anche solo parzialmente ina alcuni dei temi sfiorati inquesta breve recensione, anche se il libro è di difficile reperibilità, visto che l'edizione in mio possesso (unica edizione italiana) risale al 1977 e non ne sono mai uscite delle ristampe.
    Io stesso ne sono venuto in possesso grazie a un articolo che parlava d'altro e ho iniziato a monitorare ebay finchè non l'ho trovato. Consiglio gli interessati di fare altrettanto, oppure verificare che non sia disponibile proprio nella biblioteca sotto casa (non si sa mai).

    ha scritto il