Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

I pascoli del cielo­ - Uomini e topi - Furore

Nobel 1962

Di

Editore: UTET

4.7
(36)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 785 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8802018871 | Isbn-13: 9788802018874 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Cesare Pavese , Elio Vittorini , Carlo Coardi ; Prefazione: Agostino Lombardo

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

Ti piace I pascoli del cielo­ - Uomini e topi - Furore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    15-03-2013/ 15-03-2013: I pascoli del cielo *****
    16-03-2013/ 16-03-2013: Uomini e topi *****
    14-09-2013/ 24-09-2013: Furore *****


    Un scrittore fenomenale, ora capisco il perchè del premio Nobel. Entra di gran lunga tra i miei scrittori preferiti.
    Furore è il libro che TUTTI dovrebbero le ...continua

    15-03-2013/ 15-03-2013: I pascoli del cielo ***** 16-03-2013/ 16-03-2013: Uomini e topi ***** 14-09-2013/ 24-09-2013: Furore *****

    Un scrittore fenomenale, ora capisco il perchè del premio Nobel. Entra di gran lunga tra i miei scrittori preferiti. Furore è il libro che TUTTI dovrebbero leggere almeno una volta nella vita. Chapeau.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che vorrei rubare alla biblioteca

    Vorrei avere più stelline per potergliele dare tutte..credo che tutto sommato 5 siano decisamente poche.
    Steinbeck mi lascia senza fiato, credo dovrò dividere almeno un minimo le recensioni delle 3 opere contenute in questo libro.


    I pascoli del cielo: squisito, sognatore, una raccolta di s ...continua

    Vorrei avere più stelline per potergliele dare tutte..credo che tutto sommato 5 siano decisamente poche. Steinbeck mi lascia senza fiato, credo dovrò dividere almeno un minimo le recensioni delle 3 opere contenute in questo libro.

    I pascoli del cielo: squisito, sognatore, una raccolta di storie dolci olive e fragranti come croissant appena sfornati. Mi ha ricordato molto Olive Kitteridge e le sue piccole gioie, i suoi piccoli dolori, le sue piccole banalità, vite piccole e l'emozione nel leggerle di riconoscersi e sentirsi a casa.

    Furore: veramente un capolavoro con la C maiuscola. Capitoli alternati per seguire la vicenda della famiglia Joad e quella dei poveri mezzadri che si riversavano sulle strade della California per tentare di sopravvivere. Le pagine sulla trebbiatrice, sull'agricoltura, sul rapporto tra l'uomo e la terra; le riflessioni sulla proprietà e sulla disumanità del progresso sono veramente pregevoli. E nelle vicende della famiglia Joad c'è tutto il terrore dell'uomo che perde il controllo del progresso che da pardone diventa ingranaggio. Merita il Nobel mille e mille volte!

    Uomini e topi:non ho parole per descrivere questo gioiello, l'ho terminato col viso rigato di lacrime e un'angoscia nel cuore, in questo romanzo c'è tutta l'umanità che si può cercare. Tutte le emozioni, tutto ciò che caratterizza un essere umano. Una vera meraviglia. Sublime.

    ha scritto il 

  • 0

    Furore (finito il 25/04/11): 4/5
    [commento da leggere dopo aver letto il libro, anche se non è uno spoiler]
    Dato che è universalmente riconosciuto come un capolavoro (mio cugggino mi fa: “è un masterpiece!!”), metto le mani avanti e capiamoci: 1) la mia è una semplice riflessione, un dubb ...continua

    Furore (finito il 25/04/11): 4/5 [commento da leggere dopo aver letto il libro, anche se non è uno spoiler] Dato che è universalmente riconosciuto come un capolavoro (mio cugggino mi fa: “è un masterpiece!!”), metto le mani avanti e capiamoci: 1) la mia è una semplice riflessione, un dubbio, una domanda rivolta a chi ha già letto il romanzo, non vorrei che qualcuno decidesse di leggerlo o non leggerlo sulla base di quello che scrivo qui; 2) lo considero un romanzo molto buono, su questo non ci piove, ma non mi ha convinto del tutto. Furore è un romanzo militante, costellato di (giuste) invettive che Steinbeck muove personalmente e direttamente. Ma mi sembra che il furore sia prima di Steinbeck che dei suoi personaggi, e la storia dei Joad abbia qualche volta un tono di esemplificazione. Lo si nota anche nella struttura del romanzo, dove si alternano capitoli che raccontano il viaggio della famiglia a capitoli che trattano del fenomeno nel suo complesso. Complice anche la scarsa introspezione, mi pare che Steinbeck nonostante tutto non sia pienamente partecipe, non abbia pienamente compassione (nel senso etimologico del termine) di loro, sembra parlare di loro e non con loro (a differenza di Caldwell o Agee). Pur parlando dei contadini ridotti sul lastrico, sembra che il fulcro sia altrove… nel preparare il romanzo lui stesso scrisse "I want to put a tag of shame on the greedy bastards who are responsible for this [the Great Depression and its effects].*" È la differenza che passa tra il dire “maledetti capitalisti!” e “queste vite sono insostituibili, laicamente sacre e perciò è intollerabile”. Ma la seconda impostazione sarebbe politicamente perdente, ovvio. Questa vuole essere una riflessione molto umile, non linciatemi :)

    (*da wiki in inglese, voce The Grapes of Wrath)

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto solo Furore ed Uomini e topi.

    Anche se Furore è considerato forse il capolavoro di Steinbeck, è Uomini e topi che mi ha segnato. Non posso dimenticare il personaggio di Lenny, potenza e bontà. Un altro libro da non perdere.

    ha scritto il 

  • 5

    Il primo steinbeck "Uomini e topi" e i "pascoli del cielo " quest'ultimo un 'esperienza folgorante, la magia che si nasconde nelle creature delle vallate , l'epopea di tulsarecito o come si chiamava è stato qualcosa di entusiasmante mai avrei aspettato da uno scrittore che racconta di contadini n ...continua

    Il primo steinbeck "Uomini e topi" e i "pascoli del cielo " quest'ultimo un 'esperienza folgorante, la magia che si nasconde nelle creature delle vallate , l'epopea di tulsarecito o come si chiamava è stato qualcosa di entusiasmante mai avrei aspettato da uno scrittore che racconta di contadini nell'America anni 50 una tale forza visiva. un tocco d'oro per il maestro della letteratura americana.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro da vent’anni messo lì in libreria, mai letto per lasciar spazio a libri più moderni, mi si è rivelato invece trascinante, scritto con grande maestria, perfetto.
    Questa edizione contiene tre romanzi tra cui il più celebre “Furore”.
    “Uomini e topi” è un romanzo breve e malinconi ...continua

    Un libro da vent’anni messo lì in libreria, mai letto per lasciar spazio a libri più moderni, mi si è rivelato invece trascinante, scritto con grande maestria, perfetto.
    Questa edizione contiene tre romanzi tra cui il più celebre “Furore”.
    “Uomini e topi” è un romanzo breve e malinconico, forte e profondo. Mi hanno colpito le descrizioni dei luoghi, che sono ambienti pacifici e luminosi, contrapposte al tono della vicenda che invece è cruda e inesorabile.
    “Furore” è una vera e propria opera d’arte: una storia toccante, fatta di dialoghi impeccabili, descrizioni minuziose ma mai ridondanti, personaggi indimenticabili, passaggi a volte crudi ma mai fastidiosi. Un grande romanzo, vero e profondo!
    Ne “I pascoli del cielo” il protagonista è il destino avverso che rende drammatica la vita dei personaggi che animano le varie storie. Secondo me è meno pregnante degli altri due romanzi.

    ha scritto il 

  • 0

    ( commento cumulativo)

    È che mia madre aveva sullo scaffale ‘sta collana dei Nobel…

    Avessi avuto uno straccio di libreria o biblioteca vicina, nella frazione periferica dove sono cresciuta, non avrei fatto così buone letture, appena ragazzina.
    Che è una frase che parrebbe insensata, ma invece no.

    ha scritto il 

  • 5

    Steinbeck è meritatamente un Nobel. Delle opere che compongono il volume ho apprezzato maggiormente i "pascoli del cielo" per la immediatezza delle situazioni e lo splendore del paesaggio che traspare in ogni pagina. Il linguaggio è chiaro, scorrevole ed efficace, non saprei dire se predomina p ...continua

    Steinbeck è meritatamente un Nobel. Delle opere che compongono il volume ho apprezzato maggiormente i "pascoli del cielo" per la immediatezza delle situazioni e lo splendore del paesaggio che traspare in ogni pagina. Il linguaggio è chiaro, scorrevole ed efficace, non saprei dire se predomina pessimismo o realismo nei suoi scritti, più probabilmente è la restituzione di un mondo vissuto. Merita menzione (postuma) questa collana della UTET per la compattezza e la eleganza. Certi libri "universali" sarebbe giusto che fossero confezionati per durare generazioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Steinbeck: il primo autore "da adulti" che ho letto da ragazzo all'Usis (biblioteca americana) di Trieste. E' stato amore a prima lettura.


    Riletto "Furore" dopo moltissimi anni: non ricordavo l'autore così critico della società americana degli anni trenta.
    Il libro avrebbe bisogno di un'a ...continua

    Steinbeck: il primo autore "da adulti" che ho letto da ragazzo all'Usis (biblioteca americana) di Trieste. E' stato amore a prima lettura.

    Riletto "Furore" dopo moltissimi anni: non ricordavo l'autore così critico della società americana degli anni trenta. Il libro avrebbe bisogno di un'altra traduzione più moderna. Si intuiscono probabili capriole del traduttore, era nel periodo fascista, per esprimere certi pensieri di Steinbeck e, secondo me, sempre il traduttore, usa un italiano antiquato (anche per quegli anni) e troppo geograficamente segnato: non c'è un tu (pronome) come soggetto, sempre "te", il plurale di legna è sempre "legne" e i secchi sono sempre "secchie". Sembra di aver a che fare col Tassoni e la sua "Secchia rapita"!

    ha scritto il