I pascoli del cielo

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Venti famiglie. Un piccolo villaggio, all’inizio del ’900, in una fertile vallata della California centrale. È lo scenario del primo libro importante di John Steinbeck, I pascoli del cielo, che fu pubblicato nel 1932 e tradotto da Elio ... Continua
Ha scritto il 17/07/17
speranze, delusioni
capita, vedendo luoghi bellissimi, che emanano una sensazione di pace, di pensare che lì si potrebbe essere felici o almeno sereni. Steinbeck ci conferma che non dai luoghi e a volte neanche dalla volontà di chi ci ama può venire la pace, con ..." Continua...
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Ha scritto il 16/06/17
Episodi, racconti della vita di alcune persone che vivono o si sono trasferite in questa valle, denominata "I pascoli del cielo". Si legge facilmente, scorrevole e si riesce ad immergersi nel contesto. Primo Steinbeck per me e sicuramente non ..." Continua...
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Ha scritto il 19/04/17
L'anima di John
Ogni volta che vedo un film americano ambientato nella provincia ti vedo. Le lunghe strade con i campi ai lati, le case di legno con la facciata dipinta di bianco o di blu, i volti dei vecchi seduti sulle sedie fuori dei negozi, i bambini sulle loro ..." Continua...
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Ha scritto il 19/04/17
Nulla da dire, Steinbeck scrive bene e riesce a farti appassionare ai personaggi anche se questi durano un solo capitolo (e anche breve a volte). Proseguirò sicuramente con la lettura degli altri suoi libri che mi mancano, anche se non subito.
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Ha scritto il 18/04/17
I pascoli del cielo
Ogni libro è un viaggio, e in ogni viaggio che facciamo conosciamo posti nuovi e gente nuova. Steinbeck mi ha riportato di nuovo in California, nelle terre a lui ben note, fra Salinas e Monterey, nella valle chiamata "I Pascoli del Cielo". ..." Continua...
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Ha scritto il Apr 19, 2017, 16:36
Non si riesce a leggere una cosa bella senza aver voglia di fare una cosa bella anche noi (J. Whiteside
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Ha scritto il Aug 05, 2012, 08:03
La sera, poi, scrisse in una lettera:"L'uomo non vuol soltanto vivere e riprodursi. Egli vuole anche lasciare un ricordo di sé, una prova, forse, che è realmente esistito. E lascia la sua prova sul legno, sulla pietra o, addirittura, sulla vita ... Continua...
Pag. 55
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Ha scritto il Jul 06, 2009, 17:54
Pat notò Mae Munroe solo quanto occorreva per vedere che era una bella ragazza. Lo vide e se ne dimenticò. Egli non considerava la gente come individui, ma solo come contravveleni alla solitudine.
Pag. 180
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Ha scritto il Jul 06, 2009, 17:51
E' una cosa strana, il modo in cui conosciamo il nostro prossimo immediato. Ne conosciamo alcuni particolari, ecco tutto. In fondo si conosce meglio ciò che non si è mai veduto. Per esempio, io conosco il Partenone molto meglio della mia casa.
Pag. 93
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Ha scritto il Jul 03, 2009, 14:07
"L'uomo non vuol soltanto vivere e riprodursi. Egli vuole anche lasciare un ricordo di sé, una prova, forse, che è realmente esistito. E lascia la sua prova sul legno, sulla pietra o, addirittura, sulla vita degli altri. Questo desiderio profondo ... Continua...
Pag. 62
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