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I piccoli maestri

Di

Editore: Mondadori

4.1
(560)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804452978 | Isbn-13: 9788804452973 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    L'anti-retorica di Meneghello è probabilmente il punto di forza del romanzo; ma anche lo stile così asciutto, intriso di ironia sottile ma lapidaria, forse per certi versi anche "poco italiana", essen ...continua

    L'anti-retorica di Meneghello è probabilmente il punto di forza del romanzo; ma anche lo stile così asciutto, intriso di ironia sottile ma lapidaria, forse per certi versi anche "poco italiana", essendo l'autore un italiano piuttosto atipico (che ha lavorato e vissuto a Reading negli anni in cui ha scritto le sue cose migliori).

    "I piccoli maestri" non è un capolavoro al pari di "Libera nos a malo", pur rimanendo come quest'ultimo un testo unico e da leggere se si è in cerca di un punto di vista piuttosto originale sulla Resistenza.
    Anche qui, lo sguardo del narratore, come nel romanzo precedente, riesce a essere, in qualche maniera, antropologico: vuoi per la sua attenzione ai dettagli e alle piccole cose, vuoi per la varietà di caratteri umani incontrata nel corso della narrazione. Narrazione che, come dice lo stesso Meneghello nella nota finale, non è necessariamente prerogativa di un libro come questo; che nelle intenzioni dello scrittore veneto, a detta sua, non doveva manco essere un romanzo tout-court.
    E alla fine, secondo me, è riuscito benissimo in questo intento.

    ha scritto il 

  • 4

    bel romanzo resistenziale, dalla lingua vivissima e di molto differente dagli altri romanzi resistenziali che ho letto
    diverso tutto nel tono, nel senso di spaesamento, di pudico patriottismo teso ver ...continua

    bel romanzo resistenziale, dalla lingua vivissima e di molto differente dagli altri romanzi resistenziali che ho letto
    diverso tutto nel tono, nel senso di spaesamento, di pudico patriottismo teso verso un'italia che (ancora) non c'è, e che non ci sarà
    (quel fallimento porterà al "dispatrio" di meneghello, immagino)

    la mia sensazione fortissima è che anche nel fango, nella nebbia, nel freddo, sui monti ed in pianura, tra la moltitudine di morti di cui è crivellato, questo racconto sia tutto circonfuso dal sole
    io l'ho visto tutto pieno di sole
    sarà per il timbro leggerissimo ed ironico, quasi alieno eppure così dentro la materia che tratta

    ha scritto il 

  • 4

    Letteratura partigiana assolutamente non-eroistica e non-retorica che fa quasi il giro e ti sembra di non aver letto granché di edificante. Ma forse perché non c'è moltissimo da edificare, non so. ...continua

    Letteratura partigiana assolutamente non-eroistica e non-retorica che fa quasi il giro e ti sembra di non aver letto granché di edificante. Ma forse perché non c'è moltissimo da edificare, non so.

    ha scritto il 

  • 5

    piccoli grandi maestri della Resistenza

    Cos'è la guerra. Uno scontro di forze dove per essere Uomini c'è da capire da che parte stare. Gigi, Livio, Dante, Mario, Enrico, Lelio e gli altri lo capiscono in fretta; sono " i piccoli Maestri", ...continua

    Cos'è la guerra. Uno scontro di forze dove per essere Uomini c'è da capire da che parte stare. Gigi, Livio, Dante, Mario, Enrico, Lelio e gli altri lo capiscono in fretta; sono " i piccoli Maestri", quelli che lasciano gli studi e, senza preparazione militare, salgono su in montagna per fuggire ai rastrellamenti dei tedeschi, alle incursioni dei fascisti. Loro lo sanno che essere catturati non significa diventare prigionieri, lo sanno che la fine sarebbe immediata. Talvolta col pensiero vanno ai "villeggianti della guerra", rimasti chiusi nelle loro case, immersi nei libri " ad avvantaggiarsi nella vita e nella carriera." Il bagaglio culturale a poco serve tra partigiani. I più vengono dal popolo come il Castagna, il capo, che niente sa di formule filosofiche e storiche e sociologiche. Non si può parlare di "ethos" col Casagna. Lui parla così:

    "Domandai quindi al Castagna: «Perché siete qua voi altri?».
    Il Castagna disse: «Come perché?».
    «Come mai che vi siete decisi a venire qua?»
    «E dove volevi che andassimo?» disse il Castagna.
    «E quando finisce la guerra, cosa pensate di fare?».
    «Andiamo giù, no?»
    «E cosa farete, quando siete giù?»
    «I saccheggi» disse il Castagna. (mi sembrò di capire che pensasse ai festeggiamenti)
    «E poi?» dissi «dopo i saccheggi?»
    Il Castagna si mise a guardarmi, e disse: «Voi siete studenti, no?».
    Io feci segno di sì, e lui disse: «Si vede subito che siete finetti».
    «Castagna» dissi. «Non credi che bisognerebbe provare a cambiare l’Italia? Non andava mica bene, come era prima. Si potrebbe dire che siamo qui per quello.»
    «A dirtela proprio giusta,» disse il Castagna «a me dell’Italia non me ne importa mica tanto.»
    «Ma t’importerà chi comanda a Canòve, no?»
    Disse che si sapeva già, chi avrebbe comandato a Canòve.
    «Sentiamo» dissi.
    «Il sottoscritto» disse il Castagna.
    «Solo per qualche giorno.»
    «Facciamo qualche settimana.»
    «E dopo?» dissi io.
    «Dopo andrà su un governo, no?»
    Gli domandai se non gli interessava che governo andasse su.
    -lui mostrò le mani piene di calli e disse:
    «Vedi?» disse il Castagna. «Quando va su un governo, noialtri dobbiamo lavorare.»
    «Anche se fossero fascisti?» dissi.
    «Eh no, per la madonna» disse lui. «I fascisti non sono mica un governo.»
    «Già» dissi io. «I fascisti sono...» Cercavo una formula salveminiana.
    «Rotti in culo» disse il Castagna.
    Questo era il suo ethos. Mi disse anche cosa avrebbe fatto se per disdetta tornassero su proprio loro.
    «Allora,» disse «torniamo su anche noi. Torniamo qua.»

    Gente così nei monti dell'Altopiano di Asiago, istruita e illetterata, spaesata e sola, sognatrice e determinata, inesperta e coraggiosa.
    E l'autore, che ricorda la sua esperienza di piccolo Maestro a distanza di vent'anni, narra senza alcun vanto anche di un'azione riuscita.
    Perché vantarsi di essere partigiani, non toglie il peso dei compagni morti. Come ad accarezzare il ricordo, Luigi Meneghello, descrive quelle rocce innevate e poi fiorite, quei boschi, quei profumi che "sono passati dentro come nodi della coscienza e ci sembrano ancora il paesaggio più incantevole che conosciamo".
    Perché c'era gioventù, perché c'era libertà.

    ha scritto il 

  • 5

    Limpidezza della narrazione, linguaggio fluido e senza sbavature, capacità di raccontare l'orrore dell'occupazione nazi-fascista e la lotta partigiana senza retorica e con molta partecipazione affett ...continua

    Limpidezza della narrazione, linguaggio fluido e senza sbavature, capacità di raccontare l'orrore dell'occupazione nazi-fascista e la lotta partigiana senza retorica e con molta partecipazione affettive e capacità autocritica. LM è un narratore che illumina ed educa il lettore con apparente nonchalance ed estrema raffinatezza narrativa.

    ha scritto il 

  • 3

    I piccoli maestri

    Bello. Una descrizione della Resistenza vista dal basso. Usa molto il parlato. i partigiani sono persone semplici, forse a tratti sembrano troppo "macchiette". Belle le descrizioni della natura e degl ...continua

    Bello. Una descrizione della Resistenza vista dal basso. Usa molto il parlato. i partigiani sono persone semplici, forse a tratti sembrano troppo "macchiette". Belle le descrizioni della natura e degli ambienti di montagna.

    ha scritto il 

  • 5

    Storia di partigiani anti-retorica e anti-eroica, un po' pasticcioni, maldestri ma appassionati e veri. Il linguaggio e' meraviglioso, l'ironia sempre presente riesce a far passare anche le cose piu' ...continua

    Storia di partigiani anti-retorica e anti-eroica, un po' pasticcioni, maldestri ma appassionati e veri. Il linguaggio e' meraviglioso, l'ironia sempre presente riesce a far passare anche le cose piu' crude.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire, le storie partigiane (quelle vere come questa) sono sempre una bellissima occasione di crescita.
    La storia di questi piccoli maestri che resi forti dalla loro cultura non disdegnano la lotta ...continua

    Che dire, le storie partigiane (quelle vere come questa) sono sempre una bellissima occasione di crescita.
    La storia di questi piccoli maestri che resi forti dalla loro cultura non disdegnano la lotta e il sacrificio per la libertà ha molto, moltissimo da insegnarci, ancora oggi.
    L'ironia dell'autore, poi, è davvero strabiliante nonostante la tragicità dei fatti narrati.

    ha scritto il 

  • 3

    Una visione della Resistenza

    Se devo dare un giudizio spassionato su questo libro devo dire che non mi è piaciuto.

    Seppur riconosca che il suo valore intrinseco storico e letterario sia alto per me è stata una storia noiosa, res ...continua

    Se devo dare un giudizio spassionato su questo libro devo dire che non mi è piaciuto.

    Seppur riconosca che il suo valore intrinseco storico e letterario sia alto per me è stata una storia noiosa, resa accettabile solo dalla partecipazione al gruppo di lettura su Twitter. La cosa più bella di questa situazione è stato cercare le foto nella mia scatola dei ricordi in modo da poterle abbinare alle citazioni.

    Il fatto che abbia ascoltato in famiglia storie di guerra raccontate dai nonni e dai genitori alle quali mi sono appassionata, non significa che voglia conoscere così tanti dettagli sulla resistenza e quel periodo storico in genere, preferisco fermarmi ai ricordi ascoltati durante l'infanzia come se fossero novelle, mi culla lasciare certe storie avvolte in una patina di vecchiume e di fascino.

    Il libro è scritto in una forma semplice e diretta, con fraseggi colloquiali e dialettali che calano perfettamente nella vicenda e nell'humus culturale, senza falsi moralismi e senza innalzare i protagonisti ad eroi, bensì mettendo in evidenza l'umana natura di ognuno, sottolineando la normalità, in un certo senso il ritrovarsi in una situazione quasi senza aver voluto, e questo è ciò che mi è piaciuto maggiormente.

    Non nego che in diversi punti ho saltato qualche passaggio per arrivare più velocemente verso la fine, è stata più che una lettura di piacere una lettura di dovere finalizzata alla partecipazione alla Storify di @Tworeaders. Questo libro non mi ha colpita, ma, come torno a ripetere, si tratta di una questione di mancanza d'interesse verso l'argomento e non certo una critica al valore dell'autore e del suo romanzo autobiografico.

    Le citazioni fotografiche su foto d'epoca a questo link:
    http://lemieletturecommentate.blogspot.it/2014/04/i-piccoli-maestri-di-luigi-meneghello.html

    ha scritto il 

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