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I piedi di Fumiko - Ave Maria

Di

Editore: Marsilio

3.5
(33)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 168 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8831761838 | Isbn-13: 9788831761833 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Bienati , L. Campagnol

Genere: Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
"Ave Maria" e "I piedi di Fumko", la Madonna della tradizione cristiana, ovvero il simbolo della purezza e del divino, e una concubina giapponese, Fumiko, o meglio una sola parte di lei, i suoi piedi: due titoli in un accostamento, in apparenza, azzardato. Ma è una contrarietà solo apparente. La "filosofia del bello" di Tanizaki non ha carattere religioso e morale, ma puramente estetico. Un uomo e l'oggetto del suo desiderio: una donna, una parte di viso, o un'astrazione, che tende all'immaterialità di un fantasma. Così la pelle bianca del viso della Madonna di un'icona non è sinonimo di verginale purezza, ma sublimazione del bello. Così il candido nudo piede di una donna è sublimazione dell'erotismo.
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  • 2

    Ma quanto di più bizzarro ricordo è l'aver provato un sentimento di adorazione per i piedi e solo per i piedi di una certa persona.

    Racconti per feticisti del piede.

    I piedi di Fumiko ****

    Le grandi iridi nere e luminose brillavano come lapislazzuli, immerse nella profondità di un bianco madreperlaceo, quasi pesci in sosta per un ...continua

    Racconti per feticisti del piede.

    I piedi di Fumiko ****

    Le grandi iridi nere e luminose brillavano come lapislazzuli, immerse nella profondità di un bianco madreperlaceo, quasi pesci in sosta per un po' sul fondo marino rischiarato dalla luce del sole, la coda immobile. E come le alghe proteggono i pesci, così la lunghezza delle ciglia, che velavano la parte superiore delle pupille, era tale che, quando chiudeva gli occhi, queste giungevano a metà guancia.
    (…)
    Le gambe snelle e tornite come legno levigato con cura, si assottigliavano progressivamente fino alla caviglia da dove aveva inizio, con una leggera curva, il tenero collo del piede. All'estremità si stendevano ben allineate le cinque dita, che partendo dal mignolo si allungavano gradualmente verso la punta dell'alluce: ciò mi pareva molto più bello delle fattezze del suo viso. Lineamenti come i suoi si trovano anche in altre donne, ma non avevo mai visto, fino ad allora, piedi così regolari e splendidi. Quando hanno il collo piatto in modo sgradevole e le dita divaricate che lasciano intravedere le fessure, provocano la stessa spiacevole sensazione di un brutto viso. Al contrario, il collo del suo piede era ben in carne e le cinque dita ben accostate come la lettera inglese "m" e allineate in ordine come una fila di denti. Erano tutte così ben disposte che mi chiedevo se fossero fatte di pasta di "skinko" preparata a forma di piede con le dita segnate da colpetti di forbici. Ma a cosa si potrebbero paragonare le graziose unghie che ricoprivano la punta di ciascun dito? Sarei sul punto di dire che sembravano delle pedine di go allineate ma, in realtà, avevano una maggiore lucentezza ed erano molto più piccole. Forse, se un abile artigiano avesse tagliato a sottili sfoglie la conchiglia di un'ostrica, le avesse affilate con scrupolosa attenzione con una pinzetta, e le avesse poste con delicatezza sull'estremità dello "skinko", sarebbe stato possibile dare forma a tali splendide unghie.

    Ave Maria **
    Queste donne saranno forse più giovani di me di oltre vent'anni, eppure anche loro come me nate dall'utero di una madre. Di certo anche loro un tempo sono state bambine. E ora vivono in questo modo, cresciute in un corpo bello e slanciato, la pelle bianca e liscia e l'animo pieno di mistero. E non sanno che io, lì accanto, depresso, soffro tanto a causa del loro fascino. Noncuranti, mentre chiacchieravano tra loro facevano ondeggiare le forme sinuose e con le mani si riaggiustavano i capelli scomposti.

    All'inizio il fatto che quei piedi fossero in bella mostra mi procurava un certo disagio e spesso pensavo "perché gli uomini hanno una cosa così indecente come i piedi?" In segreto odiavo quei piedi e mi dicevo "almeno calzasse i "tabi", poi senza che me ne rendessi conto all'improvviso cominciarono a piacermi.

    Trama: ***
    Due racconti di uomini dalla sensualità non convenzionale che nel loro declino della vecchiaia bramano donne dal fascino crudele.
    “La distanza che l'aura di sacralità conferisce all'oggetto amoroso istituisce quel rapporto di inferiorità/superiorità che il legame uomo/donna ha di norma nelle opere di Tanizaki. Per soddisfare il proprio desiderio sessuale o per dare concretezza a un suo ideale estetico l'uomo deve sempre creare le condizioni che lo rendano sottomesso, schiavo, alla mercé della donna amata. Questo senso di sudditanza è ottenuto o con una crudeltà diretta, fisica - ed ecco allora la donna perversa, sadica, che infligge sofferenza all'uomo - oppure con l'idealizzazione di una donna-dea, oggetto di adorazione. L'uomo non è tuttavia vittima, anzi spesso si fa artefice del proprio dolore in un processo di autoconoscenza che si realizza con l'annullamento dell'io nell'altro. Un meccanismo di "fuga dalla libertà", di dipendenza fisica e affettiva che ha tutti i
    tratti di una perversione masochistica. “

    Stile: ***
    L’autore giapponese di più alta sensualità e allusione che io abbia mai letto ci parla della bellezza di donne idealizzate e della vita di un’artista.
    Sensuale e giapponese il primo racconto, più divagante e stile diario il secondo, che però mi è meno piaciuto.

    Piacevolezza: ***
    Soprattutto il primo racconto è morboso e sensuale, oscuro e perverso a suo modo e molto erotico, di quell’erotismo di allusioni, visioni e suggestioni. Il secondo racconto invece mi ha annoiato perché troppo lungo e doloroso vedere il degradarsi del protagonista e assente invece ne è una reale controparte femminile.

    Consigliato:
    Avvolgente e fatto di frasi da rileggere.

    La mia mente genera sempre nuove fantasie mentre segue il suo fantasma che appare sulla scena e da sola, senza che me ne accorga, costruisce rari sogni che non hanno alcuna relazione con la trama del copione

    Quest'opera di Mmorgana è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

    ha scritto il 

  • 3

    Nei due racconti ritorna ad essere fulcro l'immagine sensuale dei piedi.

    "Dato che il piede era inarcato, si vedevano bene anche le pieghe della soffice carne della pianta. Visti da sotto, i polpastre ...continua

    Nei due racconti ritorna ad essere fulcro l'immagine sensuale dei piedi.

    "Dato che il piede era inarcato, si vedevano bene anche le pieghe della soffice carne della pianta. Visti da sotto, i polpastrelli tondi e carnosi delle cinque dita rannicchiate erano ben allineati, quasi muscoli di una conchiglia messi uno accanto all'altro. Se non fosse stato per l'illimitata flessibilità delle articolazioni, frutto di nozioni pratiche di danza, il piede non avrebbe mai potuto curvarsi in modo tanto sensuale. L'atteggiamento era provocante come quello di una donna voluttuosa che danzi ondeggiando."

    ha scritto il