Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

I presidenti USA. Due secoli di storia

Di

Editore: Carocci

3.1
(21)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 259 | Formato: Altri

Isbn-10: 8843047302 | Isbn-13: 9788843047307 | Data di pubblicazione: 

Genere: History

Ti piace I presidenti USA. Due secoli di storia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Il libro è molto utile. Dà un'idea sintetica ma al contempo articolata della storia dell'istituzione presidenziale statunitense. Tuttavia, l'autore troppo spesso cade in una specie di gergo da ...continua

    Il libro è molto utile. Dà un'idea sintetica ma al contempo articolata della storia dell'istituzione presidenziale statunitense. Tuttavia, l'autore troppo spesso cade in una specie di gergo da guinness dei primati che dopo la terza volta nel corso di uno stesso capitolo non è più perdonabile: "il primo presidente non eletto a partire dal 1824 che abbia preso voti x e y", "il primo ministro a partire da avantieri che era ministro pur non essendolo", "la prima donna nella storia che non si è capito bene da quando ha dato una svolta a non si capisce cosa". Parafrasi ironica, s'intende, ma questo "il primo", "il primo", "il primo", infilato nel discorso così spesso dà l'idea di una specie di gusto perverso per un non meglio specificato approccio da top ten: cedimenti che il più delle volte non sono narrativamente necessari. Tanto più che, portando la tendenza alle sue più estreme conseguenze, sarebbe facile cadere in ragionamenti del tipo:

    "Ronald Reagan è stato il primo presidente che è stato Ronald Reagan".

    Cioè tutti sono primi in qualcosa, alla fine. Ecco, a parte questo, e a parte la spesso non armoniosa combinazione di sintesi troppo sintetica e analisi troppo analitica (es. estenuanti percentuali per ogni momento elettorale) è un buon libro, molto interessante e istruttivo.

    Certo, dovrei spiegare anche perché è utile. Dirò solo che, per esempio, guardare Bush junior subito dopo un confronto con i suoi predecessori è particolarmente shockante: la peggiore performance, forse ancor più di quella reaganiana o nixoniana. Lo intuivamo, ma dopo la carrellata storica, la consapevolezza assume caratteri particolarmente aspri. Altro motivo: molte delle personalità storiche "monumentali" associate alla presidenza USA, spesso abusate in un'idealizzazione spropositata del passato, incarnata in figure investite di una moralità e di un'eccezionalità più immaginate che reali, non erano tutte questo "stinco di santo". Molti i presidenti, pure passati nell'immaginario collettivo per ammirevoli, proprietari di schiavi e funzionali agli interessi schiavisti, per esempio. All'autore riesce particolarmente bene rappresentare la dinamica esecutivo-legislativo: un gioco di forze che diverse e stratificate circostanze piegano a favore dell'uno o dell'altro, modificando in un certo senso la natura dell'uno e dell'altro. Ancora, l'evolversi della base politica dai caucuses (partiti-fazioni: associazioni di notabili) al grande partito di massa che irrompe nel 1828 modificando radicalmente l'approccio presidenziale, anche elettorale, pur degenerando in senso lobbistico negli ultimi decenni. Ma mi fermo.

    E' preferibile leggerlo con pregresse conoscenze della storia americana dall'Indipendenza in poi.

    ha scritto il 

  • 1

    Noioso, ammorbante, pedante, pessime scelte linguistiche e stilistiche. La struttura in sé è già scadente: sarebbe stato molto più agile (rendendola così anche un'opera di consultazione) ...continua

    Noioso, ammorbante, pedante, pessime scelte linguistiche e stilistiche. La struttura in sé è già scadente: sarebbe stato molto più agile (rendendola così anche un'opera di consultazione) suddividere il libro in tanti capitoli (seppur brevi) quanti sono i presidenti. Troppa attenzione su dettagli minuziosi e poco interessanti di ogni elezione americana. Duecento anni di storia possono essere raccontati in maniera avvincente, cosa che l'autore peraltro sa fare egregiamente durante le sue lezioni.

    ha scritto il