I promessi sposi

Di

Editore: Editoriale del drago

3.9
(9347)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 494 | Formato: Rilegato in pelle | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Sloveno

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Fernando Vittorino Joannes ; Illustratore o Matitista: Giorgio De Chirico

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 5

    Questo libro, come la Divina Commedia o l'Iliade, dovrebbe essere bandito dalle scuole superiori. Perché a 15 anni nessuno ha la sensibilità di apprezzare questo capolavoro. Ogni capitolo, ogni pagina ...continua

    Questo libro, come la Divina Commedia o l'Iliade, dovrebbe essere bandito dalle scuole superiori. Perché a 15 anni nessuno ha la sensibilità di apprezzare questo capolavoro. Ogni capitolo, ogni pagina, ogni frase merita di essere riletta non una ma 100 volte.
    E' un libro totipotente che racchiude un libro dentro ad un altro: è un giallo, un thriller, un romanzo di avventura, una storia di amore, un saggio, un libro divulgativo.
    Ed è pazzesco di come un romanzo ambientato nel 1600 tratti gli stessi temi morali, politici, sociologici e religiosi che tutti i giorni nel 2016 ci ritroviamo ad affrontare. Stupefacente. Meraviglioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Libertà

    Non perdonerò mai la scuola che fa di tutto per renderlo insopportabile. E' da qui che nasce la letteratura italiana moderna. Ripreso in mano nella maturità, con la libertà di fermarmi sulle parti che ...continua

    Non perdonerò mai la scuola che fa di tutto per renderlo insopportabile. E' da qui che nasce la letteratura italiana moderna. Ripreso in mano nella maturità, con la libertà di fermarmi sulle parti che mi interessano, sorvolare sulle pagine dei digressioni storiche, e finalmente godermelo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    I Promessi Sposi sono la pecora nera della nostra letteratura. Disprezzato dagli studenti perché pesante e noioso come un macigno, viene spesso snobbato dai teenager ma anche da chi è un po' più grand ...continua

    I Promessi Sposi sono la pecora nera della nostra letteratura. Disprezzato dagli studenti perché pesante e noioso come un macigno, viene spesso snobbato dai teenager ma anche da chi è un po' più grandicello.
    Fermo lasciando l'enorme valore linguistico che contiene essendo un esperimento della lingua italica nel vero e proprio senso della parola e ignorando il fatto che sia stato un modello per molti altri scrittori postumi che iniziarono a cimentarsi con il romanzo attingendo dai panni già lavati dal Manzoni, e tralasciando anche l'importanza storica di questo romanzo credo sia importante per le nuove generazioni avere la possibilità da lettori e non da studenti di approcciarsi ai Promessi Sposi.
    Lo scrivo perché sono convinta che anche togliendo ciascuno di questi pregi, che per altri sono difetti insormontabili, e quindi adottando un linguaggio più attuale il celebre best seller del Lago di Como abbia molto da comunicare.
    Ci sono realtà che nel corso dei secoli non sono mai venute meno. Faccio l'esempio dell'Azzeccagarbugli con cui purtroppo molti avranno avuto a che fare, avvocati svenduti per due soldi che difendono criminali fino a comprarsi i giudici; oppure all'innumerevole serie di Innominati burattinai soggiornano e comandano dietro le quinte nei territori italici; o i Don Rodrigo di paese, quei signori arricchiti e circondati dai bravi di turno che credono di poter spadroneggiare a piacere su un territorio e dettare il bello e il cattivo tempo; per non parlare dei vari Don Abbondio che si lavano le mani, delle Monaca di Monza che ti pugnalano alle spalle, dei Fra Francesco che si fanno in quattro per aiutare la povera gente e di fronte a muri insormontabili possono solo affidarsi alla misericordia divina.
    E soprattutto, cosa insegnano I Promessi Sposi? Perché Renzo e Lucia dopo tante peripezie e tanti impedimenti riescono a farcela? Perché hanno un Dio che gli copre le spalle? Perseveranza e fede, queste sono le due paroline magiche!
    In un mondo che t'insegna che per farti avanti nella vita devi colpire duro e colpire basso, dove i più furbi e ignoranti vanno avanti e i più deboli restano indietro, dove il mondo sembra capovolto nei suoi valori e dove ogni giorno le televisioni suggeriscono il litigio e l'uso delle mani come risoluzione dei problemi, fede e perseveranza appaiono come una seconda chance.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia chi non la conosce, ma i vari sceneggiati non danno l'idea della perfezione del racconto, dell'ironia dello scrittore, della commozione che ispirano certi passi.
    E poi i luoghi, sono quelli ...continua

    La storia chi non la conosce, ma i vari sceneggiati non danno l'idea della perfezione del racconto, dell'ironia dello scrittore, della commozione che ispirano certi passi.
    E poi i luoghi, sono quelli in cui abito per cui il racconto risulta per me, ancora piú reale

    ha scritto il 

  • 3

    l'importanza della fase di teasing

    600 pagine di teasing, una lucia completamente priva di personalità, si lascia convincere a rinunciare alla sua promessa fatta alla vergine maria in meno di 3 righe, il tutto per portare ad un tanto a ...continua

    600 pagine di teasing, una lucia completamente priva di personalità, si lascia convincere a rinunciare alla sua promessa fatta alla vergine maria in meno di 3 righe, il tutto per portare ad un tanto atteso matrimonio che, nemmeno a dirlo, si esaurisce in due parole.
    ora capisco perché quando lo studia a scuola molti capitoli furono saltati a piè pari!

    ha scritto il 

  • 5

    Un classico da rileggere (da vecchi)

    Quando lo abbiamo letto da giovani - a 15 anni - eravamo troppo giovani, troppo immaturi, troppo inesperti, troppo ingenui per poterlo apprezzare. Non parlo della straordinaria operazione linguistica. ...continua

    Quando lo abbiamo letto da giovani - a 15 anni - eravamo troppo giovani, troppo immaturi, troppo inesperti, troppo ingenui per poterlo apprezzare. Non parlo della straordinaria operazione linguistica. O della potente ricostruzione storica. O ancora della composizione di un gruppo di personaggi che sarebbero entrati nell'immaginario collettivo come "tipi psicologici".
    Parlo proprio di lui, il narratore, Alessandro Manzoni.
    Il suo sguardo, la sua ironia, la profondità del suo scandaglio, meritano un lettore accorto ed esperto non solo delle tecniche narrative, ma anche delle cose di questo mondo.
    Solo da vecchi possiamo comprendere e apprezzare la grandezza di Manzoni.

    ha scritto il 

  • 4

    Ogni tanto ci vuole una rilettura dei Promessi Sposi.

    Non sto qui a riassumere la trama, primo perchè la conosciamo tutti, secondo perchè sarebbe troppo lungo..
    L'avevo letto a scuola,come tutti, e m ...continua

    Ogni tanto ci vuole una rilettura dei Promessi Sposi.

    Non sto qui a riassumere la trama, primo perchè la conosciamo tutti, secondo perchè sarebbe troppo lungo..
    L'avevo letto a scuola,come tutti, e mi piaceva. Ero appassionata sia dei Promessi Sposi che della Divina Commedia.
    Devo dire che il mio professore di Italiano era bravissimo e se non avevamo letto il libro per intero, quasi.
    Mi ha sempre fatto simpatia Don Abbandio, il "coraggioso" Don abbondio , la Monaca di Monza e anche Fra Cristoforo, confermo le mie simpatie.
    Mi è piaciuta un pò meno la parte delle insurrezioni.
    Comunque è un classicone che va letto

    ha scritto il 

  • 5

    Opera monumentale

    In qualsiasi occasione è impossibile non citare personaggi, situazioni ed espressioni di questo componimento che è parte di noi, della nostra cultura e del nostro patrimonio.

    ha scritto il 

  • 5

    Pagina 226

    E tutti, alzandosi in punta di piedi, si voltano a guardare da quella parte donde s'annunziava l'inaspettato arrivo. Alzandosi tutti, vedevano né più né meno che se fossero stati tutti con le piante i ...continua

    E tutti, alzandosi in punta di piedi, si voltano a guardare da quella parte donde s'annunziava l'inaspettato arrivo. Alzandosi tutti, vedevano né più né meno che se fossero stati tutti con le piante in terra; ma tant'è, tutti s'alzavano.

    ha scritto il 

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