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I promessi sposi

Di

Editore: Laterza

3.8
(8722)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 725 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Sloveno

Isbn-10: A000082102 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Lanfranco Caretti

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Cofanetto , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Introduzione, note, postille e antologia della critica a cura di Lanfranco Caretti.
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  • 5

    Perdono

    Dopo 25 anni rileggo di mia spontanea volontà quel libro imposto in età scolastica e provo un sapore diverso. Chiedo perdono al grande Manzoni per averlo odiato in gioventù, ora tutto il mio odio è tr ...continua

    Dopo 25 anni rileggo di mia spontanea volontà quel libro imposto in età scolastica e provo un sapore diverso. Chiedo perdono al grande Manzoni per averlo odiato in gioventù, ora tutto il mio odio è trasformato in stima e ammirazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro l'ho letto un sacco di volte e a differenza di molti studenti, oppressi dal sistema scolastico, io davvero l'adoro. Mi piace talmente tanto che ho deciso di riproporlo ad un esame di lett ...continua

    Questo libro l'ho letto un sacco di volte e a differenza di molti studenti, oppressi dal sistema scolastico, io davvero l'adoro. Mi piace talmente tanto che ho deciso di riproporlo ad un esame di letteratura italiana, per la seconda volta nella mia carriera universitaria e a due professori diversi (giusto per provare maggior brivido!).

    Mi piacciono quei personaggi, i tumulti e gli ambienti in cui si svolge l'azione. Il movimento di questo libro è sempre movimentato e poco lineare, pure in un personaggio come Lucia. Io sono trai pochi che sostengono che Lucia è simbolo della lotta interiore, della speranza e della libera scelta. Troppe volte è stata ridicolizzata alla "fervente cattolica" quando non si ci rende conto che la sua libertà viene ancora prima dei fioretti e preghiere. Apprezzo perciò lo studio critico che ha fatto Calvino sui personaggi e le dinamiche di questo romanzo. Nei "Promessi Sposi" la Provvidenza esiste solo in funzione dell'uomo. Tutto funziona e si manifesta per via delle colpe umane che muovono il castigo di Dio e gli estremi rimedi della sua Provvidenza. La stessa "Storia della colonna infame" ci ricorda quindi la vanità dell'uomo e il bisogno di trovare responsabilità e colpe. "Verrà un giorno... " disse Fra Cristoforo e un po' a tutti ci viene spiegato che sarà Dio a punirlo, ma non fatevi ingannare, Fra Cristoforo voleva massacrare di botte a Don Rodrigo! Altro che Provvidenza!
    Il finale dei "Promessi Sposi" è il massimo della ilarità. I due neo-sposini tornano al paesello e presto la comunità rimane sorpresa dalla "normalità" di Lucia, normalità per cui Renzo quasi si è fatto ammazzare e per cui tutto questo non ne valeva la pena. Un finale che sveglia il lettore, quasi per dirgli: " Sai, alla fine, tutto quello che hai letto... non ne valeva la pena. "

    ha scritto il 

  • 5

    CAPOLAVORO

    Cosa dire ancora de "I promessi sposi" che non sia già stato detto? Nulla, tranne che è un capolavoro da riprendere in mano ogni tanto per rileggerne qualche capitolo.

    Come ho scritto a Capinera, al l ...continua

    Cosa dire ancora de "I promessi sposi" che non sia già stato detto? Nulla, tranne che è un capolavoro da riprendere in mano ogni tanto per rileggerne qualche capitolo.

    Come ho scritto a Capinera, al liceo ho avuto un'insegnante che mi ha fatto amare questa opera e il suo autore. E per questo, la ringrazio.

    Di Manzoni, amo soprattutto il suo forte credo nella giustizia terrena, ma anche e soprattutto in quella celeste che arriva ai suoi personaggi tramite la Provvidenza Divina.

    "Verrà un giorno..." aveva detto Fra' Cristoforo a Don Rodrigo. E quel giorno immancabilmente arriva: la peste colpisce il signorotto malvagio e prepotente e lo riduce ad un uomo debole e terrorizzato dalla malattia e dalla morte. Salverà la sua anima in extremis, pentendosi del male fatto in vita e ricevendo l'assoluzione dallo stesso Fra' Cristoforo intento a curare gli appestati al Lazzaretto.
    Non è magnifico? Ogni pagina de I promessi sposi contiene una lezione di vita, per credenti e non. Spero che anche i miei figli possano apprezzare tanta bravura.

    ha scritto il 

  • 5

    I promessi sposi sono un capolavoro, un opera d'arte a cui non può che darsi 5 stelle.
    Renzo e Lucia sono persone comuni e questo dato fa si che il romanzo ci si avvicini.
    Gli altri personaggi poi son ...continua

    I promessi sposi sono un capolavoro, un opera d'arte a cui non può che darsi 5 stelle.
    Renzo e Lucia sono persone comuni e questo dato fa si che il romanzo ci si avvicini.
    Gli altri personaggi poi sono uno spasso, è divertente identificarli con la gente che ci circonda, da Don Abbondio a Don Rodìdrigo, da Gertrude all'Innominato, da Agnese a donna Prassede, Perpetua e l'Azzeccagarbugli (mio esimio collega)e Fra Cristoforo, Federigo Borromeo..
    Ma la cosa più straordinaria è lo sviluppo della trama, dettagliata (a volte troppo) ricercata, curata, nulla di causale, nessun rigo è senza un perchè.
    E' un romanzo tanto amato quanto detestato (dagli adolescenti) ma alla fine dei conti ognuno di noi ha nel proprio dna di italiano la vicenda di questo amore.
    Notevoli alcuni pezzi di Lucia e Federigo Borromeo con l'Innominato realativi al rapporto tra uomo e Dio.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho finito veramente, birboni!

    I promessi sposi è quel libro che potresti conoscerlo a memoria anche senza leggerlo integralmente. E' un po' quel che è successo a me: l'ho studiato a pezzi in classe, ma non l'ho mai letto. Cosa orr ...continua

    I promessi sposi è quel libro che potresti conoscerlo a memoria anche senza leggerlo integralmente. E' un po' quel che è successo a me: l'ho studiato a pezzi in classe, ma non l'ho mai letto. Cosa orribile per un italiano: così, essendomi iscritta a Lettere moderne, ho supplito. Non è vero, il professore ci ha obbligato a leggerlo tutto :3
    Comunque sia non l'ho sentita come una lettura forzata, benchè non sia assolutamente il mio genere.
    Non sto qui a parlare della trama, che qui anche le pietre conoscono la storia di Renzo e Lucia. Fanno così parte di noi che a volte nemmeno ce ne accorgiamo.
    Non mi piace particolarmente la storia: son gusti; ma se c'è una cosa che adoro è lo stile! Manzoni è un indiscusso maestro di stile (se non fosse stato così, milioni di studenti non avrebbero dovuto nemmeno conoscere il suo nome). Non riesco nemmeno a descriverlo, è perfetto in ogni sua parte: è diretto, è ironico... L'unica cosa che ha rallentato di tanto la lettura è la parte storica, veramente un macigno di informazioni di cui ne avrei fatto a meno. E' vero che a volte mi lamento di certi romanzi perchè, non conoscendo il periodo storico in cui sono ambientati, capisco poco, però in questo libro si tratta di brani corposi che non hanno niente a che fare con la trama.
    La protagonista femminile è tutto ciò che una donna di questi tempi non vorrebbe essere. Lucia hai i suoi pregi, però non riesco a vederla come una protagonista. Per me il protagonista è colui che con le proprie azioni determina la sua storia. Renzo è già molto più protagonista di lei, ma se devo tenere fede alla mia personale definizione di protagonista allora questo titolo va alla Provvidenza. C'è poco da dire: ogni gesto, azione è un elemento di un grande disegno universale, dove Renzo, Lucia è compagnia bella non sono altro che burattini. E' una sensazione questa che non abbandona mai il lettore durante la lettura. Forse non scrivo nulla di nuovo, ma a me queste cose nessuno me l'ha spiegate con queste parole. Sarà che leggendo veramente si acquisisce una conoscenza più unitaria, e così tutti i nodi vengono al pettine...
    Chiudo scrivendo che è ovviamente da leggere, non solo perchè vale, ma anche perchè è una pietra miliare della cultura italiana, è parte di noi e noi siamo parte di quel popolo che racconta Alessandro. Sento che dopo tutti questi anni di studio posso dagli del tu, spero non l'abbia a male!

    ha scritto il 

  • 3

    Catalogato come "da consultazione"

    Perchè non l'ho mai finito. E so di non averlo mai nemmeno apprezzato come è il capolavoro che è. Il motivo è che l'ho dovuto studiare e si sa quando sei studente e adolescente certe cose ti annoiano ...continua

    Perchè non l'ho mai finito. E so di non averlo mai nemmeno apprezzato come è il capolavoro che è. Il motivo è che l'ho dovuto studiare e si sa quando sei studente e adolescente certe cose ti annoiano e basta. Ho però un' edizione da collezione che tengo come un tesoro prezioso nonostante quand'ero bambina l'ho un pò rovinata, quando ancora i libri non erano la mia linfa vitale

    ha scritto il 

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