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I pugnalatori

Di

Editore: Einaudi (Nuovi Coralli, 168)

3.8
(239)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 95 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000099447 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    1 ottobre 1862. A Palermo tredici persone, quasi in contemporanea, vengono ferite a colpi di coltello in diversi punti della città. Nessun legame tra le vittime, né frequentazioni particolari da giust ...continua

    1 ottobre 1862. A Palermo tredici persone, quasi in contemporanea, vengono ferite a colpi di coltello in diversi punti della città. Nessun legame tra le vittime, né frequentazioni particolari da giustificare ipotetiche rese dei conti: su tredici accoltellati, solo uno, un calzolaio quarantasettenne, fa mostra di un passato un po' equivoco; per il resto, cinque impiegati, due possidenti, un confettiere, un barcaiolo, uno scultore, un cocchiere e un sarto.
    Il terrore si diffonde subito in città, tanto che nessuno, in quei giorni convulsi, poteva avvicinare qualcun altro, fosse anche per chiedere l'ora, senza beccarsi una randellata preventiva.
    Incaricato di indagare sul caso il Sostituto Procuratore Generale del Re presso la Corte d'Appello di Palermo, Guido Giacosa, immerso da qualche mese tra i bollori meridionali: per i palermitani, soltanto "un altro piemontese che veniva a comandare in Sicilia, e con uno stipendio di cinquemila lire all'anno".
    Guido, figlio del librettista pucciniano Giuseppe e deciso spirito antigaribaldino, avvia la propria indagine assieme al giudice istruttore Mari: si troverà ben presto a scavare troppo a fondo e come nel più consumato dei film vedrà la sua indagine arenarsi sulle rive del Parlamento del Regno d'Italia.

    Nel 1976 finisce tra le mani di Leonardo Sciascia, tramite il critico della Stampa Lorenzo Mondo, la preziosa documentazione di un episodio realmente accaduto nella storia della neonata Italia unita e ben presto dimenticata. Sarà lui a riesumarla, in forma di indagine narrativa, grazie alla nipote di Giacosa, Nina Ruffini, consegnandoci un documento fondamentale per la storia del paese.
    Tredici persone accoltellate per le strade di Palermo al solo scopo di generare paura e nostalgia per l'ordine passato, un ordine, fa notare Sciascia, fantomatico e archetipico, da tutti rimpianto e da nessuno vissuto.
    Un complotto abilmente concertato da un senatore siciliano, nostalgico, come altri, della vecchia monarchia borbonica, più generosa in prebende e poteri.
    La strategia della tensione, intuisce Sciascia, era nata già allora, su iniziativa di uomini pronti a inneggiare a Garibaldi, a Francesco II e a Vittorio Emanuele, a seconda del denaro e della convenienza. E con la connivenza dello Stato, disposto a difendere i mandanti del proprio attentato, in nome di uno scranno occupato in Parlamento, e di ciò che esso rappresentava. Il procuratore piemontese attribuirà la propria sconfitta alla Sicilia, alle "abitudini, le tradizioni, l'indole, lo spirito di questo disgraziato paese", senza rendersi conto di doverle, invece, all'Italia, curiosa creatura di malaffare, nata poco più di un anno prima.

    ha scritto il 

  • 3

    Minuziosa analisi dei fatti accaduti nel 1862 a Palermo, agli albori della conquista - da parte dei Savoia - della Sicilia. Intrighi e macchinazioni, contro i quali nulla possono funzionari imbavaglia ...continua

    Minuziosa analisi dei fatti accaduti nel 1862 a Palermo, agli albori della conquista - da parte dei Savoia - della Sicilia. Intrighi e macchinazioni, contro i quali nulla possono funzionari imbavagliati ed una giustizia designata ad essere sconfitta. Ancora una volta Sciascia ha condotto un'indagine spietata e pessimistica sulla corruzione e l'insipienza di una classe politica, che in nulla ha mutato i suoi comportamenti nei decenni successivi. Anzi, il processo di "sicilianizzazione" (intesa come modello di sistematica disgregazione del tessuto sociale) ha da tempo coinvolto l'intera politica italiana.

    ha scritto il 

  • 3

    Ricostruzione di un tentativo di restaurazione borbonica in Sicilia nel 1862. Leonardo Sciascia fa largo uso di documenti messigli a disposizione dalla bisnipote del protagonista Guido Giacosa. Di per ...continua

    Ricostruzione di un tentativo di restaurazione borbonica in Sicilia nel 1862. Leonardo Sciascia fa largo uso di documenti messigli a disposizione dalla bisnipote del protagonista Guido Giacosa. Di per sé, opera curiosa e istruttiva, seppur non sempre lineare. Ma lo Sciascia migliore non è questo, chiaramente.

    ha scritto il 

  • 4

    Sommessi sussurri di una sinistra macchinazione

    Palermo ottobre 1862, alla stessa ora, in luoghi quasi equidistanti, vengono pugnalate tredici persone.
    Da qui parte la meravigliosa macchina narrativa/investigativa di Sciascia.

    ha scritto il 

  • 5

    Gattopardi, delitti e impunità

    E' il 1862. A Palermo, tredici delitti vengono commessi simultaneamente da un gruppo di sbandati, reclutati e coordinati da un trio di delinquenti.
    Più sopra, al terzo livello, spalleggiato dal clero ...continua

    E' il 1862. A Palermo, tredici delitti vengono commessi simultaneamente da un gruppo di sbandati, reclutati e coordinati da un trio di delinquenti.
    Più sopra, al terzo livello, spalleggiato dal clero legittimista, c'è un potente nobile siciliano, seguace del deposto Re Ferdinando, opportunamente tramutatosi da fervente borbonico ad altrettanto fervente savoiardo.
    Fino al prossimo giro di giostra, al cambio di regime, una prospettiva non del tutto improbabile nella Sicilia post-unitaria.
    Partendo dalle carte del procuratore Giacosa, piemontese inviato a Palermo che commise l'errore di fare il suo dovere (e fu per questo "rimpatriato" in tutta fretta a processo concluso), Sciascia ricostruisce un fatto molto noto all'epoca, dietro il quale si intravvedono i germi di quello che il grande scrittore chiamava l'eterno fascismo italico, l'eterna irriducibilità di intere parti della società all'accettazione del primato della legge, dell'uguaglianza di fronte ad essa.
    Le trame della Polizia, che ha interesse a coinvolgere nel caso esponenti estremisti, le indagini parallele dei Reali Carabinieri, l'uso di infiltrati e di confidenti dalle più disparate origini: Sciascia si chiede (e si risponde scrivendo questo libriccino) se ci sia mai stata un'altra Italia.
    Sembra di no.
    Il Principe di Sant'Elia, Senatore del Regno, è chiaramente indiziato e tutto conduce a lui, ma viene salvato dalla Commissione senatoriale per le immunità e il suo caso viene archiviato, mentre gli esecutori materiali finiscono condannati a severe detenzioni o alla ghigliottina.
    Una storia siciliana di 150 anni fa, una storia italiana.

    ha scritto il 

  • 3

    L'Italia è un paese circolare in cui tutto cambia per restare com'è (P.P.P.)

    Il 1° ottobre del 1862 nella città di Palermo si verifica "un fatto criminale di orrida novità". Tredici persone, in tredici punti diversi del capoluogo siciliano, vengono pugnalate quasi in contempor ...continua

    Il 1° ottobre del 1862 nella città di Palermo si verifica "un fatto criminale di orrida novità". Tredici persone, in tredici punti diversi del capoluogo siciliano, vengono pugnalate quasi in contemporanea.
    Solo pochi mesi prima, esattamente nel maggio del 1862, l'avvocato piemontese Guido Giacosa era stato nominato Sostituto Procuratore Generale del Re presso la Corte d'Appello di Palermo. Ed è proprio a Giacosa e al Consigliere Mari che vengono affidate le indagini per scoprire la verità circa questa efferata vicenda. Viene catturato a breve uno dei pugnalatori, Angelo D'Angelo, grazie al quale, gradualmente, si conoscono i nomi degli altri esecutori e l'identità dei mandanti.
    Siamo in una Sicilia da poco annessa al giovanissimo Regno d'Italia, proclamato solo un anno prima...

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/sciascia-leonardo-i-pugnalatori.html

    ha scritto il 

  • 0

    Illuminante esempio di "strategia della tensione" esaminata nella sua lucida e brutale semplicità. Strategia accompagnata dai suoi immancabili corollari: depistaggio delle indagini, distorsione dell'i ...continua

    Illuminante esempio di "strategia della tensione" esaminata nella sua lucida e brutale semplicità. Strategia accompagnata dai suoi immancabili corollari: depistaggio delle indagini, distorsione dell'iter giudiziario, connivenze politiche e protezioni parlamentari.
    Uno scorcio di Italia di oggi, od appena l'altro ieri, colto nel 1862!

    ha scritto il