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I pugni nella testa

Storia di un'adolescenza

Di

Editore: Nutrimenti (Greenwich, 20)

3.5
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 509 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8865940980 | Isbn-13: 9788865940983 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Vatteroni

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Dopo il divorzio dei genitori, Andre Dubus III e i suoi tre fratelli crescono in un'ex cittadina industriale del Massachusetts piena di droga e violenza con la madre costretta a lavori precari e malpagati per mantenere la famiglia. Per proteggere sé stesso e quelli che ama, Andre deve imparare a difendersi e a usare i pugni e, dopo un lungo e faticoso allenamento costruito tutto sulla propria volontà, diventa così bravo che alla fine è uno di quelli che ti può stendere con un cazzotto e mandare diritto in ospedale. Irresistibilmente attratto da questo nuovo linguaggio, Andre rischia di venire ucciso o uccidere lui stesso. Intanto il padre, autore noto, insegna al college, frequenta giovani studentesse e porta fuori la domenica i figli per il pranzo. Il conflitto tra il mondo proletario delle periferie fatto di droga, alcol e pestaggi, e le ambizioni di studenti ben nutriti e coltivati sono rappresentate nel difficile rapporto tra padre e figlio che fa da sfondo e motore della narrazione. Solo quando Andre riuscirà a mettere su carta il proprio disagio e la propria sofferenza scoprendo il piacere di raccontare storie, quel dialogo interrotto con il padre troverà una nuova strada. "I pugni nella testa" è un romanzo autobiografico, toccante e potente, una muscolosa macchina della memoria che indaga sulle radici più profonde della violenza e sulla possibilità di trovare sé stessi attraverso il linguaggio dell'amore.
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  • 4

    I pugni che spaccano le membrane

    I pugni nella testa, autobiografia di Andre Dubus III, figlio di Andre Dubus.


    Uno stile pulito semplice diretto senza cedimenti sentimentali (o quasi), che racconta con onestà la vita dell’autore e della sua famiglia. Le difficoltà estreme dopo il divorzio in una cittadina industriale in d ...continua

    I pugni nella testa, autobiografia di Andre Dubus III, figlio di Andre Dubus.

    Uno stile pulito semplice diretto senza cedimenti sentimentali (o quasi), che racconta con onestà la vita dell’autore e della sua famiglia. Le difficoltà estreme dopo il divorzio in una cittadina industriale in decadimento sulle rive del Merrimack. Una madre eroica che in una situazione di grave indigenza fa del suo meglio per dare da mangiare ai quattro figli e che trova la forza di inventarsi la gita a sorpresa della domenica per creare un momento di serenità e condivisione. I ragazzi in crescita abbandonati a se stessi, lungo le vie della violenza e delle droghe. La parte degradata della città con le fabbriche abbandonate, l’immondizia, i terreni incolti, il fiume contaminato, marrone di liquami chimici. La forza fisica, i pugni, come unico mezzo di difesa per se stesso e per il resto della famiglia. L’età della rabbia incontenibile. L’età della redenzione e della ragione, con una punta di vogliamoci tutti bene che solitamente mi disturberebbe alquanto se non fosse che qui ci senti la semplice verità.
    Il recupero del rapporto col padre, ( il grande scrittore) diviso fra il rancore dei ricordi e l’intesa adulta, la condivisione d’interessi, correre, bere, condividere
    l’amicizia/le amicizie.

    E infine capire che spesso "le persone semplicemente si alzano dal letto tutti i giorni per cercare di fare nel modo migliore quello che sanno fare."

    Una bella storia, vera, intelligente, semplice e dura.

    Mi ha colpito il decadimento industriale in certe aree dell' America del nord negli anni sessanta, quando qui c'era i boom economico.
    Mi hanno colpito le difficoltà di una famiglia numerosa con un unico misero stipendio e il piccolo contributo del padre professore/scrittore non ancora famoso, la fatica di tirare avanti, la mancanza concreta di cibo, di vestiti, delle cose primarie. Ho fatto un naturale parallelo con l'oggi, qui.
    Verso la fine del romanzo, anni novanta, la cittadina è in piena ripresa economica, le vecchie fabbriche recuperate, i quartieri degradati in ristrutturazione, ora luccicanti di luce e benessere.
    Corsi e ricorsi storici.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo

    Andre Dubus III è una vera scoperta. Molto duro ma ricco di umanità e scritto in modo onesto, da consigliare a tutti a quelli che amano Ed Bunker.

    ha scritto il 

  • 4

    NEL NOME DEL PADRE

    Bel romanzo autobiografico, che apre prospettive di conoscenza anche sulla grande figura del padre dello scrittore (autore di splendidi racconti), dove la rabbia dell'abbandono e l'impotenza vengono canalizzati in un percorso che approderà prima alla violenza e poi al potere salvifico della scrit ...continua

    Bel romanzo autobiografico, che apre prospettive di conoscenza anche sulla grande figura del padre dello scrittore (autore di splendidi racconti), dove la rabbia dell'abbandono e l'impotenza vengono canalizzati in un percorso che approderà prima alla violenza e poi al potere salvifico della scrittura.

    ha scritto il 

  • 3

    Fight Club

    Impeccabile dal punto di vista narrativo, coinvolgente solo a tratti, alla terza o quarta scazzottata descritta nei minimi dettagli si inizia a voler entrare nella storia - il che potrebbe essere una qualità rara per un romanzo - e separare i bulli di turno coinvolti nella rissa. Perché non si pu ...continua

    Impeccabile dal punto di vista narrativo, coinvolgente solo a tratti, alla terza o quarta scazzottata descritta nei minimi dettagli si inizia a voler entrare nella storia - il che potrebbe essere una qualità rara per un romanzo - e separare i bulli di turno coinvolti nella rissa. Perché non si può avere questa morbosità del cambiare i connotati al prossimo tutte le sere o ogni volta che si mette il naso fuori di casa con il rischio di farselo spaccare. Capisco che subire angherie e avere un padre così, anzi non avercelo proprio, possa acuire quel senso di strenua ricerca di un target contro cui far convogliare rabbia e frustrazione, ma la china oltre la redenzione potrebbe scattare un po' prima per evitare il knock out che aleggia nell'aria. E poi, ragazzo mio, deciditi su quello che vuoi fare. Vuoi diventare un boxeur? Vuoi imparare il mestiere di barman? Vuoi essere uno studioso di scienze sociali? Vuoi diventare uno scrittore? La risposta è retorica quanto la domanda, visto l'argomento di cui sto scrivendo e trattandosi di un libro autobiografico, ma per giungere a questa conclusione tutte quelle pagine sono troppe e ricche in eccesso di piccole cellule narrative costruite sempre con la stessa architettura, tanto che alla fine crolla tutto e rimpiangi i bei tempi dei pugni in faccia.

    ha scritto il 

  • 4

    Un pugno all’ossatura irrazionale del lettore. Questo romanzo può essere definito così, un colpo così forte e così preciso da non fratturare, ma da incrinare ciò che colpisce e farlo così nel profondo da lasciare che ad ogni movimento il fiato si spezzi, ricordando al movimento del cuore di non e ...continua

    Un pugno all’ossatura irrazionale del lettore. Questo romanzo può essere definito così, un colpo così forte e così preciso da non fratturare, ma da incrinare ciò che colpisce e farlo così nel profondo da lasciare che ad ogni movimento il fiato si spezzi, ricordando al movimento del cuore di non essere libero come prima, di dover essere cauto, perché a ogni pagina potrebbe fratturarsi.

    Il senso dell’abbandono, della separazione familiare, personale, del dovercela fare contro tutto e tutti fino ad arrivare a ballare sul filo sottile del giusto e dell’ingiusto, che Andre Dubus III vomita in questo libro autobiografico sono presenti in tutti gli angoli delle frasi.

    L’ America degli anni 70 è prepotente nella sua periferica visione isolazionista e la cittadina del Massachussetts in cui cresce Andre sembra una ghost town popolata soltanto dalla disperazione di chi ha perduto tutto. Un ragazzo che ha solo le sue mani, il suo corpo. Ha i suoi pugni a proteggere e proteggersi, ossa che si rompono contro le mura della solitudine per ricomporsi, più forti, più solide a differenza delle lacrime così eteree che faticano addirittura a trovare una strada per venire fuori.

    La vita di un uomo raccontata da quell’uomo, la sua infanzia e la sua consacrazione come scrittore, ricordi che scheggiano l’udito per lo stridio delle unghie che si conficcano nella carne a formare il pugno dell’anima dell’autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Autobiografico, i pugni nella testa del titolo non sono metaforici, ma sono quelli che l'autore, omonimo del piu' celebre e celebrato padre, da adolescente scambiava frequentemente coi suoi coetanei.
    In parte “romanzo di formazione” il libro da' il meglio quando racconta del rapporto tra pa ...continua

    Autobiografico, i pugni nella testa del titolo non sono metaforici, ma sono quelli che l'autore, omonimo del piu' celebre e celebrato padre, da adolescente scambiava frequentemente coi suoi coetanei.
    In parte “romanzo di formazione” il libro da' il meglio quando racconta del rapporto tra padre e figlio, senza scadere nelle solenni scorregge di Roth, che tanto mi ha tediato nei suoi romanzi dove narra, appunto, del suo rapporto col padre, ma tendente piu' alla lievita' di Fante nella Confraternita dell'uva.
    A due terzi si avvita un po' descrivendo enne volte il medesimo loop lavoro-depressione-scrittura ma si riscatta alla grande nell'ultima parte, quando parla della perdita del padre con toccante sensibilita' senza scadere in toni mazzantiniani
    Romanzo che mi conferma ulteriormente che l'unica narrativa che vale la pena leggere attualmente sia quella americana

    ha scritto il 

  • 0

    I pugni nella testa, di Andre Dubus III

    http://www.booksblog.it/post/8779/i-pugni-nella-testa-di-andre-dubus-iii

    Papà disse che la storia cominciava a fargli pensare una cosa. Poi aggiunse:
    “Avevo intuito che avevi intenzione di farlo”.
    “Cosa?”
    “Scrivere”.
    “Io no”.

    ha scritto il