I quaderni di Malte Laurids Brigge

Voto medio di 465
| 58 contributi totali di cui 54 recensioni , 4 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Ha scritto il 29/05/17
Una lunga, prolissa, inutile, infinita, noiosa, ammorbante sega mentale.
Ha scritto il 05/02/17
Definire I quaderni di Malte Laurids Brigge è una impresa ardua, sia per una difficoltà oggettiva, insita proprio nell’opera che è una poesia in prosa, sia perche Malte e Rilke sono la stessa persona , c’è una identità tra il compositore ...Continua
Ha scritto il 18/01/17
E' un'opera che mi è veramente difficile definire se romanzo, diario, memoria, racconti o scritto di riflessioni. Sicuramente difficile, molto complesso e che richiede da parte del lettore il continuo rimando a conoscenze culturali. Sicuramente un ...Continua
Ha scritto il 06/10/16
Rilke ha scritto questo libro più per sé che per il suo lettore.Pagine bellissime ma pesanti, che per girarle tutte fino alla fine si fa una fatica incredibile. Certo, alcuni passaggi sono belli perché è sempre un poeta che scrive, però quando ...Continua
Ha scritto il 04/09/16
"Dunque, qui la gente viene per vivere, io direi piuttosto che si muore, qui."Incipit folgorante, questi quaderni sono ricchi di spunti di riflessione e introducono alla poetica di Rilke, svelano molto del suo pensiero e della sua sensibilità e ...Continua
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Ha scritto il Oct 01, 2013, 20:42
Quando si parla dei solitari, si presume sempre troppo. Si pensa che la gente sappia di cosa si tratta. No, non lo sanno. Non hanno mai visto un solitario, l'hanno solo odiato senza conoscerlo. Essi sono stati i suoi vicini, che lo logorarono, e le ...Continua
Pag. 147
  • 1 mi piace
Ha scritto il Jan 05, 2013, 21:07
Ma ahimè, coi versi si fa poco quando li si scrive troppo presto. Bisognerebbe saper attendere, raccogliere, per una vita intera e possibilmente lunga, senso e dolcezza, e poi, proprio alla fine, si potrebbero forse scrivere dieci righe valide. ...Continua
Pag. 13
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Ha scritto il Jan 05, 2013, 17:46
Oggi ho scritto una lettera e nel farlo mi sono accorto di essere qui solo da tre settimane. Tre settimane altrove, ad esempio in montagna, potrebbero sembrare un giorno, qui sono tre anni. Del resto, non voglio più scrivere lettere. Perché dovrei ...Continua
Pag. 4
  • 1 commento
Ha scritto il Jan 24, 2010, 13:57
Una volta si sapeva (o si sospettava,forse) di avere in sè la morte come il frutto ha il nocciolo. I bambini ne avevano una piccola in sè e gli adulti una grossa. Le donne l'avevano nel grembo e gli uomini nel petto. La si aveva e questo dava a ...Continua
Pag. 6

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