I quaderni di Serafino Gubbio, operatore
By Luigi Pirandello, Giovanna Querci Favini (Preface)




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3 Reviews
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BluDiPrussia said on Jan 16, 2012 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback
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La prima lettura mi aveva un po' annoiato, anche se mi ero reso conto che "I quaderni" avevano molto da dire. In effetti, leggerlo una seconda volta mi ha aiutato ad apprezzarlo di più, e forse mi ha aiutato anche a superare l'ostacolo Pirandello, autore che mi è sempre piaciuto moderatamente (senz' ... (continue)
Costello89 said on Dec 30, 2011 about the Others edition | Add your feedback
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"Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno.
In prima, sì, mi sembra che molti l'abbiano, dal modo come tra loro si guardano e si salutano, correndo di qua, di là, ... (continue)Vyola said on Dec 19, 2011 about the Others edition | Add your feedback
Book Details
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Rating:




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- Libri Italiani
- Softcover 280 Pages
- ISBN-10: 8881050048
- ISBN-13: 9788881050048
- Publisher: Loggia De' Lanzi
- Pub date: Oct 01, 1994
- Also available as: Mass Market Paperback, Paperback, Hardcover, School & Library Binding and Others
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| 9788881050048 | Softcover | -- | -- | -- |
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l'inevitabile sconfitta
Serafino Gubbio trova un impiego come operatore presso una casa cinematografica. Qui, nascosto dietro la sua macchina da presa conosce vari personaggi, in primis Varia, avventuriera russa, che seduce abbandona e distrugge i suoi amanti, tra cui un amico di Serafino stesso. Si dipanano quindi al di l ... (continue)
Serafino Gubbio trova un impiego come operatore presso una casa cinematografica. Qui, nascosto dietro la sua macchina da presa conosce vari personaggi, in primis Varia, avventuriera russa, che seduce abbandona e distrugge i suoi amanti, tra cui un amico di Serafino stesso. Si dipanano quindi al di là delle cinepresa intorno al principale personaggio osservato, Varia appunto, altre storie, tra cui l’amore non ricambiato di Serafino stesso per Luisetta, la figlia del suo padrone di casa. Il finale, che ometto per non rovinare il gusto della lettura, è sommamente drammatico.
Bellissimo romanzo di Luigi Pirandello, che racconta, con stile piano ma al contempo talvolta ricercatissimo fino al tecnicismo, come si andava, o meglio come lui pensava si andasse prefigurando in quegli anni di crescente meccanizzazione il nostro mondo. Con capacità quasi profetiche peraltro.
Nulla sappiamo di questo Serafino Gubbio, protagonista e voce narrante, non una descrizione fisica, se sia alto o basso o biondo o moro, lui è “una mano che gira la manovella” impassibile e lontano da ciò che riprende, quasi difeso, sospettiamo che non ne reggerebbe l’urto altrimenti, dalla macchina da presa che filtra e scherma la crudezza feroce del vivere e dell’esistere.
Non manca il tema delle maschere ovviamente, tanto caro e strutturale a Pirandello, che noi indossiamo, a volte inconsapevoli, per poter affrontare gli altri ed il mondo. E che ci soffocano un po', troppo forse...
Altro tema paventato, oggi col senno di poi fa sorridere magari, ma ben rende l’idea di che dibattito, pensieri e dubbi dovessero esserci in quegli anni di ascesa del cinema che introduceva il sonoro, il declino dell’arte ad opera del progresso tecnologico, la diagnosticata deriva del teatro, per esempio, arte superiore, a vantaggio del cinema letto come mera emulazione del reale e sua pallida ombra disincarnata. Riflessione devo dire, mutata mutandis molto attuale. Di più. Non ci si ferma all’arte, ma si va a fondo sulla vita stessa, per esempio nei passaggi in cui Serafino amaramente si considera, nel suo ruolo di operatore, come “servo” di una macchina, costretto a tale stato per poter mangiare e vivere.
Micidiale il passo in cui Gubbio rivede sua nonna invecchiata e quasi irriconoscibile. La casa dei suoi nonni ed i suoi nonni stessi erano nel suo immaginario lo scrigno dei suoi valori, della sua tranquillità. Ma in questo mondo in corsa dove tutto cambia, nulla è saldo, nulla è per sempre, neanche ciò che abbiamo di più intimo.
Serafino raggiungerà l'agiatezza economica. Ma è solo apparenza. Leggendo questo libro non si hanno dubbi: è la storia di uno sconfitto.
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