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I quaranta giorni del Mussa Dagh

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.4
(142)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 918 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: A000053356 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: C. Baseggio

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ci sono tragedie delle quali non sappiamo quasi niente. Apocalissi silenziose che scivolano sul mondo senza che ce ne accorgiamo. Vite che si spengono a frotte mentre i nostri giorni passano incuranti. Il genocidio degli Armeni, consumato tra il 1915 e il 1916, in piena Grande Guerra, è una di qu ...continua

    Ci sono tragedie delle quali non sappiamo quasi niente. Apocalissi silenziose che scivolano sul mondo senza che ce ne accorgiamo. Vite che si spengono a frotte mentre i nostri giorni passano incuranti. Il genocidio degli Armeni, consumato tra il 1915 e il 1916, in piena Grande Guerra, è una di queste catastrofi nascoste. Nonostante l'Italia, come molti altri Paesi, lo abbia riconosciuto, pochi sanno in che modo si è svolto, quale terribile ordine abbia seguito. E, anche, quali eroismi lo abbiano accompagnato.
    Quella narrata da Werfel è un'epopea dal sapore antico, mitologico. E' la pagina nera di un popolo che non ha futuro ma solo un carico pesante di passato. E un presente disperato nel quale una sola ora strappata alla morte incombente è un miracolo del quale essere grati a un dio fin troppo distratto. La piccola comunità del Mussa Dagh - cinquemila anime raccolte attorno a Gabriele Bagradian, condottiero per caso, e alle guide spirituali - si ritrova precipitata in una condizione quasi originaria: costruire un villaggio dal nulla sull'aspro altipiano montano, mettere in comune le risorse alimentari, improvvisare una difesa. Intorno, solo la fine, appostata dietro ogni sasso e ogni cespuglio.
    Il tono di Werfel è quello del canto lirico, epico. Ci sono frasi e concetti che tornano a ripetersi come ritornelli, a ricordare al lettore distratto che ciò che attraversa le pagine non è solo una storia qualunque, ma un distillato di dolore che scivola dagli occhi di mille vittime innocenti. Si resta attoniti, al termine di questo primo volume, all'idea che nessuno abbia dato prima voce a questa bellissima e tragica vicenda.

    ha scritto il 

  • 3

    Argomento fondamentale ma libro così così

    Un argomento che la maggior parte delle persone ignora (e non dovrebbe).
    Però il libro non è granchè ... uno stile datato ed è inutilmente prolisso

    ha scritto il 

  • 4

    Libro 'storico' appassionante, narra la resistenza del popolo armeno, nello specifico alcuni villaggi, contro la repressione / sterminio da parte dei turchi. L'opera narra fatti avvenuti nei primi decenni del XX secolo.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un bellissimo romanzo storico, che ha avuto il grande merito di raccontare e far scoprire per primo la storia del Genocidio Armeno.
    La storia è avvincente e coinvolgente ma allo stesso tempo sincera, mostrando le qualità e la tenacia degli armeni senza però tacere sui difetti, sugli erro ...continua

    E' un bellissimo romanzo storico, che ha avuto il grande merito di raccontare e far scoprire per primo la storia del Genocidio Armeno.
    La storia è avvincente e coinvolgente ma allo stesso tempo sincera, mostrando le qualità e la tenacia degli armeni senza però tacere sui difetti, sugli errori e sulle ipocrisie di una popolazione e dei suoi capi.
    Ogni persona di cui si parla, anche se occupa solo un ruolo marginale ha una sua storia e dei sentimenti che come tali meritano di essere narrati: così la rabbia repressa del maestro Oskanian o l'isolamento del farmacista Krikor non vengono liquidati con parole semplici e stereotipate ma vengono approfonditi in ogni loro sfacettatura.
    Il libro è ovviamente lungo, ma leggerlo vale la pena.
    L'unico difetto è il linguaggio della traduzione un po' arretrato, ma lo si supera facilmente.

    ha scritto il 

  • 4

    pesantuccio (anche da tenere su)

    bella storia di vittime predestinate che si ribellano, organizzano un'epica resistenza e se la cavano. Molto bella la parte iniziale in cui si vorrebbe quasi avvertire i poveri armeni che non devono aspettarsi niente di buono. Poi succede di tutto: quello che accade in una comunità: invidia, odio ...continua

    bella storia di vittime predestinate che si ribellano, organizzano un'epica resistenza e se la cavano. Molto bella la parte iniziale in cui si vorrebbe quasi avvertire i poveri armeni che non devono aspettarsi niente di buono. Poi succede di tutto: quello che accade in una comunità: invidia, odio, tradimento, amori, delusioni, morte. La storia è avvincente, il linguaggio un po' superato. Insopportabile, almeno per me, gli effetti dell'appartenenza religiosa. Ironia verso i militari e un giusto distinguo tra governanti turchi e popolazione.

    ha scritto il 

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