I quarantanove racconti

Di

Editore: Mondadori

4.0
(1878)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 466 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000096699 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Questa scheda riporta erroneamente la copertina di una edizione Einaudi ed è già stata chiesta la sostotuzione.Questa scheda fa invece riferimento all'edizione Mondadori 1966

L'edizione Einaudi 1966 comprende invece anche "La quinta colonna".

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  • 0

    La mia recensione de "I quarantanove racconti"" su "Il Colophon. Rivista di letteratura di Antonio Tombolini Editore"

    https://ilcolophon.it/i-quarantanove-racconti-3446f9433929#.6c18244vs

    ha scritto il 

  • 3

    ci ho messo un sacco di tempo, ma non è colpa dei racconti. è che tra il ventisettesimo e il ventottesimo dei quarantanove è nato GA e il tempo per leggere è, come per magia, scomparso. però vabbé, in ...continua

    ci ho messo un sacco di tempo, ma non è colpa dei racconti. è che tra il ventisettesimo e il ventottesimo dei quarantanove è nato GA e il tempo per leggere è, come per magia, scomparso. però vabbé, in mezzo a tutto sto bordello che è diventata la mia vita, ho letto una mezza dozzina di bei pezzi, tutto il resto serviva solo a portare il contatore fino a quarantanove.

    ha scritto il 

  • 3

    Solo 3 (vecchie) stelle al dio Ernest? Si, di piu' non riesco a dare. E' probabilmente una bestemmia, cosi' come probabilmente la forma racconto breve non fa per me. 49 racconti disparati, diseguali e ...continua

    Solo 3 (vecchie) stelle al dio Ernest? Si, di piu' non riesco a dare. E' probabilmente una bestemmia, cosi' come probabilmente la forma racconto breve non fa per me. 49 racconti disparati, diseguali e di diversissima riuscita. Che dire, Hemingway non lo si mette in discussione ma pur con le migliori intenzioni, molti di questi racconti non vanno giu'. Restano senza dubbio le numerose frustate di classe pura, soprattutto (come ovvio) i dialoghi, ma la sensazione complessiva e' in definitiva contrastante.

    ha scritto il 

  • 0

    Non sono mai stata capace di recensire i racconti, da un lato vorrei sempre commentarli con meticolosità uno per uno, dall'altro la mia irrimediabile pigrizia me lo impedisce ogni volta. Così mi limit ...continua

    Non sono mai stata capace di recensire i racconti, da un lato vorrei sempre commentarli con meticolosità uno per uno, dall'altro la mia irrimediabile pigrizia me lo impedisce ogni volta. Così mi limiterò a raccontare un aneddoto su come Hemingway sia stato il mio primo vero approccio alla Letteratura con la L maiuscola.

    Sull'antologia che usavo alle scuole elementari, di cui ricordo pagine scarabocchi brani, insomma tutto tranne il titolo, c'era un passo di uno di questi racconti, "Colline come elefanti bianchi". La maestra ce lo aveva fatto leggere e ci aveva dato il compito di trovare la nostra conclusione a questo accenno di storia. Mi pare ancora di vedermi in casa da sola, mentre lo leggevo e lo rileggevo per cercare un finale che potesse essere all'altezza del buon vecchio Hemingway di cui ancora non sapevo nulla. Ovviamente non trovai nessuna degna conclusione, ma di certo intuì qualcosa, perché è ancora troppo netto il ricordo di quel racconto e delle sensazioni che riuscì a donarmi.

    La breve vita di Francis Macomber *****
    La capitale del mondo ****
    Le nevi del Kilimangiaro ***** (magna cum laude)
    Vecchio al ponte ***

    ha scritto il 

  • 5

    "Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho do ...continua

    "Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho dovuto affilarlo di nuovo sulla mola e ridargli la forma a martellate e renderlo tagliente con la pietra, e sapere che avevo qualcosa da scrivere, piuttosto che averlo lucido e splendente e non avere niente da dire."

    col suo strumento storto, spuntato, di sicuro brutto a vedersi, Hemingway ha scritto dei capolavori. Alcuni dei suoi racconti sono in assoluto tra i più belli di tutta la narrativa mondiale, come "Le nevi del Kilimangiaro" e "Colline bianche come elefanti."
    Quest'ultimo me lo rileggo ogni qualvolta mi ricordo che ho tanto da imparare, e che il vecchio Hem è un grande maestro non solo nei dialoghi (che qui assumono un'importanza straordinaria nel portare avanti la narrazione e nel "dire senza dire"), ma anche nello stile asciutto e robusto col quale dà il giusto ritmo alla scena descritta.

    Se aveste voglia di leggervi un bel commento, ve lo linko.
    http://www.minimaetmoralia.it/wp/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/

    ha scritto il 

  • 5

    Su 49 almeno 30 ottimi e 3 o 4 perle...

    Grandissima qualità. Grandi spaccati di vita. C'è anche uno dei racconti brevi (mezza paginetta) più efficaci che abbia mai letto!

    ha scritto il 

  • 0

    Castellazzo di Bollate

    Lungi da me l'idea di recensire Hemingway. Voglio solo segnalare che nel racconto Una storia naturale dei defunti laddove parla de lo scoppio di una fabbrica di munizioni che sorgeva nella campagne in ...continua

    Lungi da me l'idea di recensire Hemingway. Voglio solo segnalare che nel racconto Una storia naturale dei defunti laddove parla de lo scoppio di una fabbrica di munizioni che sorgeva nella campagne intorno a Milano si riferisce all'episodio dello scoppio della fabbrica Sutter & Tehevenot di Castellazzo di Bollate. Nel disastro, il 17 giugno 1918, morirono sessanta operaie.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Castellazzo_(Bollate)

    ha scritto il 

  • 4

    " O Nada nostro che sei nel nada, sia santificato il nada tuo"

    La preghiera al nulla, contenuta nel racconto " Un posto pulito,illuminato bene" , non poteva che venire dalla penna di Hemingway, e credo sia paradigmatica per capire tutta la sua opera.
    " Di che ave ...continua

    La preghiera al nulla, contenuta nel racconto " Un posto pulito,illuminato bene" , non poteva che venire dalla penna di Hemingway, e credo sia paradigmatica per capire tutta la sua opera.
    " Di che aveva paura? ...Era un nulla che egli conosceva anche troppo bene. Era tutto un nulla e un uomo è nulla pure lui. Alcuni di quel nulla vivevano senza averne coscienza mai, ma egli invece lo sapeva bene, che tutto era nada..."
    Hemingway per tutta la vita ha cercato di combattere contro quel nulla, raccontandoci nei suoi racconti e nei romanzi, l'amore, la morte, la guerra, la caccia grossa, la corrida, sempre alla ricerca delle emozioni, con il suo stile secco e asciutto e con i dialoghi serrati. Non ce l'ha fatta, morirà suicida trenta anni dopo.

    ha scritto il 

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