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I quarantanove racconti

Di

Editore: Mondadori

4.1
(1756)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 466 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000096699 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Questa scheda riporta erroneamente la copertina di una edizione Einaudi ed è già stata chiesta la sostotuzione.
Questa scheda fa invece riferimento all'edizione Mondadori 1966

L'edizione Einaudi 1966 comprende invece anche "La quinta colonna".

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  • 3

    Le prime quarantanove canzoni che ho scritto erano di una schifezza formidabile e allora le ho cancellate e per questo sono diventato nostalgico e ho cominciato a cercare gli spigoli su cui sbattere ...continua

    Le prime quarantanove canzoni che ho scritto erano di una schifezza formidabile e allora le ho cancellate e per questo sono diventato nostalgico e ho cominciato a cercare gli spigoli su cui sbattere la testa ma per fortuna ha chiamato Tokyo, mi dice si parte, si suona, sei pronto? E chi lo suona il basso al posto di Roma?, dico io. Ci sta pensando Praga, come ti va la connessione regge bene?, dice Tokyo, sì sì, dico io, bene, dice Tokyo, senti qua che suono, dico io, e suono, bello cazzo come l'hai fatto?, dice Tokyo, space designer bit crusher e la ricevuta del pacco postale tra le corde, dico io, me l'ha insegnato Rouen, ah quel figlio di puttana, dice Tokyo, ne sa sempre una, già, dico io, va bene, ti aggiungo alla conversazione, dirige Glasgow. Ok, dico io, quanti siamo a suonare?, con la bassista quarantanove più cinque, dice Tokyo, perché più cinque?, dico io, ci sono cinque robot, dice Tokyo, ah bello, dico io, si comincia, dice Tokyo, ok, dico io.

    ha scritto il 

  • 2

    Non sono riuscito a finirlo. Mi spiace signor Hemingway, ma credo io e lei non siamo fatti per andare d'accordo. Ho letto il libro fino a circa metà, ma ogni racconto era per me una delusione. ...continua

    Non sono riuscito a finirlo. Mi spiace signor Hemingway, ma credo io e lei non siamo fatti per andare d'accordo. Ho letto il libro fino a circa metà, ma ogni racconto era per me una delusione. Soltanto due o tre si sono rivelati interessanti. Il talento narrativo è indiscusso così come la sua capacità di romanzare anche il più banale degli eventi di una vita comune. Probabilmente potrei apprezzare un suo romanzo, ma non sono riuscito a trovare lo stimolo giusto per continuare a leggere quei brevissimi racconti senza attrattiva per me.

    ha scritto il 

  • 0

    - Sono in un bel guaio - In che senso? - In quello più ovvio, quello del non sapere - Solo? - E anche del non capire - Chi? - I Grandi - I Grandi puoi solo osservarli nella loro grandezza, se li ...continua

    - Sono in un bel guaio - In che senso? - In quello più ovvio, quello del non sapere - Solo? - E anche del non capire - Chi? - I Grandi - I Grandi puoi solo osservarli nella loro grandezza, se li capissi non lo sarebbero più, almeno per te - Però vorrei... - Fare una cosa che non serve fare, poi! goditi la lettura e non rompere il c...a nessuno, tanto meno a Loro - Qualcosa devo fare - Una puoi farla: guardare quegli occhi belli e quella bella bocca sulla copertina del libro e dire quello che pensi dei suoi racconti. Sii breve, però, ch'è già morto! In una sola parola? - MURETTO

    Oh, al diavolo! Ho capito da me che questo è solo un gioco: appollaiata lassù la vista abbraccia un solo mondo fin dove è possibile, la prospettiva cambia e tutto si trasforma, che si sia al buio o in pieno sole, piovano lacrime o trilli di cuccioli e fatine!

    Ho solo delle opinioni su questo libro, pensieri, che annotavo man mano ovunque. Li riporto, pari pari: - Visione maschia della vita - Maschio che osserva altri maschi - A volte è la trascrizione dei dialoghi che egli ascolta o a cui partecipa, ma che io non ascolto, a cui non parteciperò mai. E' importante l'empatia mentre leggo: ne sarò sprovvista? - Di certo sono istantanee: fotografie raccontate. - Pensieri espressi direttamente in dialoghi.

    Non tutto mi è piaciuto, per esempio 'Cinquanta bigliettoni' non sono proprio riuscita a leggerlo! e quanti aggettivi mi sono appuntata alla fine di ogni racconto: brutto, ottimo, bello, crudo, istruttivo, tragico, noioso, orribile, spiazzante, insinuante...di alcuni ho addirittura immaginato scenario e fine diversi, caro il mio H. E poi cosa sono questi brevi capitoletti in corsivo? Ho sospettato, ad un certo punto, che ci fossero nascosti nei racconti altri racconti e che un'unica storia dovessi saper leggere: la Sua. Un giochino letterario geniale!

    E proprio quando cominciavo a star bene, gambe penzoloni...paffete! giù per terra...non sono proprio capace di star là sopra più a lungo...!

    ha scritto il 

  • 3

    Io ci ho provato sul serio a farmi piacere Hemingway. Ma non ci sono riuscita. Questi quarantanove racconti sono sicuramente migliori de Il vecchio e il mare, ma ancora troppo poco convincenti. ...continua

    Io ci ho provato sul serio a farmi piacere Hemingway. Ma non ci sono riuscita. Questi quarantanove racconti sono sicuramente migliori de Il vecchio e il mare, ma ancora troppo poco convincenti. Eppure, lo scrittore, come uomo, è davvero eccezionale. Purtroppo non altrettanto come scrittore, secondo il mio modestissimo parere. Ma non mi darò per vinta! Leggerò qualche altra sua opera, potrei ricredermi.

    ha scritto il 

  • 5

    Raccontare l’uomo e la realtà

    Racconti splendidi. Stile secco, nessun dettaglio superfluo, non un aggettivo di troppo, dialoghi incisivi e coinvolgenti. Hemingway racconta l’uomo (coraggio, vigliaccheria, arroganza, fragilità, ...continua

    Racconti splendidi. Stile secco, nessun dettaglio superfluo, non un aggettivo di troppo, dialoghi incisivi e coinvolgenti. Hemingway racconta l’uomo (coraggio, vigliaccheria, arroganza, fragilità, rabbia) e la vita (errori, occasioni perdute, scelte sbagliate, rimorsi, rimpianti) con un realismo disarmato e disarmante, eppure mai cinico o disperato. Avevo un pregiudizio negativo nei confronti questo autore, ma è stato spazzato via, non ne è rimasta traccia.

    Merci, Monsieur Hemingway!

    http://youtu.be/8FT8w4GJMdk

    ha scritto il 

  • 5

    I quarantanove racconti

    "Fuori, adesso, la storia di Marge non era poi così tragica. Non aveva neanche più tanta importanza. Il vento portava via tutto, anche queste cose."

    ha scritto il 

  • 5

    I QUARANTANOVE RACCONTI (Hemingway)

    Stile scevro di preziosismi linguistici, verista ma senza amarezza né disperazione. Personaggi che non vengono tratteggiati con precisione, ma si connotano attraverso l'azione e il dialogo. Il tutto ...continua

    Stile scevro di preziosismi linguistici, verista ma senza amarezza né disperazione. Personaggi che non vengono tratteggiati con precisione, ma si connotano attraverso l'azione e il dialogo. Il tutto dominato dall’energica personalità dell’autore che si riverbera, in questi racconti come in ogni sua opera, in modo da rendere difficoltoso scindere uomo dallo scrittore. Un uomo dall’esistenza avventurosa e spettacolare. Spettacolare anche nel suo passaggio dalla vita all’eternità. “È l’alba del due di Luglio 1961, si preannuncia una giornata di sole a Ketchum, Idaho. Ernest Hemingway si alza dal letto, ancora in pigiama prende, dal davanzale della cucina, le chiavi dell’armadio dove sono rinchiusi i fucili, sceglie un calibro dodici. Inserisce due cartucce. Si accosta il vivo di volata al palato. Preme entrambi i grilletti contemporaneamente”.

    ha scritto il 

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