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I quarantanove racconti

Di

Editore: Mondadori

4.1
(1767)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 466 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000096699 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Questa scheda riporta erroneamente la copertina di una edizione Einaudi ed è già stata chiesta la sostotuzione.
Questa scheda fa invece riferimento all'edizione Mondadori 1966

L'edizione Einaudi 1966 comprende invece anche "La quinta colonna".

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  • 2

    Non sono riuscito a finirlo. Mi spiace signor Hemingway, ma credo io e lei non siamo fatti per andare d'accordo.
    Ho letto il libro fino a circa metà, ma ogni racconto era per me una delusione. Soltanto due o tre si sono rivelati interessanti. Il talento narrativo è indiscusso così come la s ...continua

    Non sono riuscito a finirlo. Mi spiace signor Hemingway, ma credo io e lei non siamo fatti per andare d'accordo.
    Ho letto il libro fino a circa metà, ma ogni racconto era per me una delusione. Soltanto due o tre si sono rivelati interessanti. Il talento narrativo è indiscusso così come la sua capacità di romanzare anche il più banale degli eventi di una vita comune. Probabilmente potrei apprezzare un suo romanzo, ma non sono riuscito a trovare lo stimolo giusto per continuare a leggere quei brevissimi racconti senza attrattiva per me.

    ha scritto il 

  • 0

    - Sono in un bel guaio
    - In che senso?
    - In quello più ovvio, quello del non sapere
    - Solo?
    - E anche del non capire
    - Chi?
    - I Grandi
    - I Grandi puoi solo osservarli nella loro grandezza, se li capissi non lo sarebbero più, almeno per te
    - Però vor ...continua

    - Sono in un bel guaio
    - In che senso?
    - In quello più ovvio, quello del non sapere
    - Solo?
    - E anche del non capire
    - Chi?
    - I Grandi
    - I Grandi puoi solo osservarli nella loro grandezza, se li capissi non lo sarebbero più, almeno per te
    - Però vorrei...
    - Fare una cosa che non serve fare, poi! goditi la lettura e non rompere il c...a nessuno, tanto meno a Loro
    - Qualcosa devo fare
    - Una puoi farla: guardare quegli occhi belli e quella bella bocca sulla copertina del libro e dire quello che pensi dei suoi racconti. Sii breve, però, ch'è già morto! In una sola parola?
    - MURETTO

    Oh, al diavolo!
    Ho capito da me che questo è solo un gioco: appollaiata lassù la vista abbraccia un solo mondo fin dove è possibile, la prospettiva cambia e tutto si trasforma, che si sia al buio o in pieno sole, piovano lacrime o trilli di cuccioli e fatine!

    Ho solo delle opinioni su questo libro, pensieri, che annotavo man mano ovunque. Li riporto, pari pari:
    - Visione maschia della vita
    - Maschio che osserva altri maschi
    - A volte è la trascrizione dei dialoghi che egli ascolta o a cui partecipa, ma che io non ascolto, a cui non parteciperò mai. E' importante l'empatia mentre leggo: ne sarò sprovvista?
    - Di certo sono istantanee: fotografie raccontate.
    - Pensieri espressi direttamente in dialoghi.

    Non tutto mi è piaciuto, per esempio 'Cinquanta bigliettoni' non sono proprio riuscita a leggerlo! e quanti aggettivi mi sono appuntata alla fine di ogni racconto: brutto, ottimo, bello, crudo, istruttivo, tragico, noioso, orribile, spiazzante, insinuante...di alcuni ho addirittura immaginato scenario e fine diversi, caro il mio H.
    E poi cosa sono questi brevi capitoletti in corsivo?
    Ho sospettato, ad un certo punto, che ci fossero nascosti nei racconti altri racconti e che un'unica storia dovessi saper leggere: la Sua. Un giochino letterario geniale!

    E proprio quando cominciavo a star bene, gambe penzoloni...paffete! giù per terra...non sono proprio capace di star là sopra più a lungo...!

    ha scritto il 

  • 3

    Io ci ho provato sul serio a farmi piacere Hemingway. Ma non ci sono riuscita. Questi quarantanove racconti sono sicuramente migliori de Il vecchio e il mare, ma ancora troppo poco convincenti. Eppure, lo scrittore, come uomo, è davvero eccezionale. Purtroppo non altrettanto come scrittore ...continua

    Io ci ho provato sul serio a farmi piacere Hemingway. Ma non ci sono riuscita. Questi quarantanove racconti sono sicuramente migliori de Il vecchio e il mare, ma ancora troppo poco convincenti. Eppure, lo scrittore, come uomo, è davvero eccezionale. Purtroppo non altrettanto come scrittore, secondo il mio modestissimo parere. Ma non mi darò per vinta! Leggerò qualche altra sua opera, potrei ricredermi.

    ha scritto il 

  • 5

    Raccontare l’uomo e la realtà

    Racconti splendidi. Stile secco, nessun dettaglio superfluo, non un aggettivo di troppo, dialoghi incisivi e coinvolgenti. Hemingway racconta l’uomo (coraggio, vigliaccheria, arroganza, fragilità, rabbia) e la vita (errori, occasioni perdute, scelte sbagliate, rimorsi, rimpianti) con un realismo ...continua

    Racconti splendidi. Stile secco, nessun dettaglio superfluo, non un aggettivo di troppo, dialoghi incisivi e coinvolgenti. Hemingway racconta l’uomo (coraggio, vigliaccheria, arroganza, fragilità, rabbia) e la vita (errori, occasioni perdute, scelte sbagliate, rimorsi, rimpianti) con un realismo disarmato e disarmante, eppure mai cinico o disperato.
    Avevo un pregiudizio negativo nei confronti questo autore, ma è stato spazzato via, non ne è rimasta traccia.

    Merci, Monsieur Hemingway!

    http://youtu.be/8FT8w4GJMdk

    ha scritto il 

  • 5

    I quarantanove racconti

    "Fuori, adesso, la storia di Marge non era poi così tragica. Non aveva neanche più tanta importanza. Il vento portava via tutto, anche queste cose."

    ha scritto il 

  • 5

    I QUARANTANOVE RACCONTI (Hemingway)

    Stile scevro di preziosismi linguistici, verista ma senza amarezza né disperazione. Personaggi che non vengono tratteggiati con precisione, ma si connotano attraverso l'azione e il dialogo. Il tutto dominato dall’energica personalità dell’autore che si riverbera, in questi racconti come in ogni s ...continua

    Stile scevro di preziosismi linguistici, verista ma senza amarezza né disperazione. Personaggi che non vengono tratteggiati con precisione, ma si connotano attraverso l'azione e il dialogo. Il tutto dominato dall’energica personalità dell’autore che si riverbera, in questi racconti come in ogni sua opera, in modo da rendere difficoltoso scindere uomo dallo scrittore. Un uomo dall’esistenza avventurosa e spettacolare. Spettacolare anche nel suo passaggio dalla vita all’eternità. “È l’alba del due di Luglio 1961, si preannuncia una giornata di sole a Ketchum, Idaho. Ernest Hemingway si alza dal letto, ancora in pigiama prende, dal davanzale della cucina, le chiavi dell’armadio dove sono rinchiusi i fucili, sceglie un calibro dodici. Inserisce due cartucce. Si accosta il vivo di volata al palato. Preme entrambi i grilletti contemporaneamente”.

    ha scritto il 

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