I quarantanove racconti

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.0
(1897)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 532 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 880449588X | Isbn-13: 9788804495888 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Tutti i possibili eroi nelle avventure banali e impossibili della grande America fra le due guerre. Raccolti in un volume nel 1938, questi racconti sono stati considerati fin dal loro apparire una delle opere fondamentali di Hemingway, forse il punto più alto e rappresentativo della sua inconfondibile tecnica narrativa. Accanto a un gruppo di storie che hanno per protagonista Nick Adams - alter ego di Hemingway -, spiccano alcuni racconti dall'architettura perfetta, fra cui "Le nevi del Kilimangiaro", "La breve vita felice di Francis Macomber" e "Colline come elefanti bianchi".
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  • 4

    Una buona lettura: assolutamente consigliata

    Nel ’73 furono pubblicati “ I racconti di Nick Adams” ( diciamo all’insaputa di Ernest, già passato al creatore). In quell’estate o nell’estate seguente ( sicuramente non dopo) lo presi in prestito da ...continua

    Nel ’73 furono pubblicati “ I racconti di Nick Adams” ( diciamo all’insaputa di Ernest, già passato al creatore). In quell’estate o nell’estate seguente ( sicuramente non dopo) lo presi in prestito da una misera libreria – due scaffaletti sul mobile letto di una casa al mare che frequentavo – e non l’ho restituito perché nella mia avrebbe fatto più figura accanto a compagni di nome altisonante.

    Li sto ritrovando ora tra i quarantanove, ma tutta l’atmosfera che vi scoprii allora – laghi, fiumi, boschi e montagne – mi è svanita sotto gli occhi. Ma la colpa è mia. Per il vizio di trovarvi un filo conduttore, di pensare Nick come un unico personaggio e non come un nomignolo affibbiato ora all’uno ora all’altro protagonista dei racconti: cosa che mi ha impedito di godere di ciò che era stato l’imprinting del Nostro. Chapeau alla lettrice che fui.

    Negli altri c’è tutto l’Hemingway che conosciamo: i rapporti tra maschi e femmine, in cui c’è una febbrile attrazione sessuale fin che dura … per trasformarsi in amore maschio non appena il sesso non è più agibile ( eh sì, era misogino e maschilista forte il maestro).

    C’è il torero che è destinato alla morte anche nel caso di una misera pantomima in una bettola.
    C’è l’Italia della guerra del 15-18, ci sono le verdi Colline d’Africa, c’è il pescione da pescare. Insomma tutte le sue ossessioni. Ma si sa che l’artista ripete sempre lo stesso soggetto senza che lo sia davvero.
    H. sembra nato per i racconti. Perché ha scritto pure romanzi?

    Il più bello: Le nevi del Kilimangiaro. Una delle rare volte in cui il delirio è come dovrebbe essere e non come l’artista vuole che sia.

    ha scritto il 

  • 2

    Libro due volte brutto. Una prima volta perchè i racconti sono, in gran parte, non riusciti, incompleti e, in alcuni casi, del tutto insignificanti. Brutto una seconda volta perchè, al di là dei limit ...continua

    Libro due volte brutto. Una prima volta perchè i racconti sono, in gran parte, non riusciti, incompleti e, in alcuni casi, del tutto insignificanti. Brutto una seconda volta perchè, al di là dei limiti predetti, si capisce benissimo che Ernest Hemingway è - e resta - un gigante della letteratura. Il che fa di questa opera una continua delusione che si rinnova racconto dopo racconto. Personalmente salvo solo "Le nevi del kilimanjaro" per la sua atmosfera di malattia e sogno e perchè, in cima al Kilimanjaro, ci sono stato anche io, tanto tempo fa. Ma non devo essere stato fortunato perchè, in vetta, lo scheletro del leopardo proprio non l'ho visto...

    ha scritto il 

  • 0

    La mia recensione de "I quarantanove racconti"" su "Il Colophon. Rivista di letteratura di Antonio Tombolini Editore"

    https://ilcolophon.it/i-quarantanove-racconti-3446f9433929#.6c18244vs

    ha scritto il 

  • 3

    ci ho messo un sacco di tempo, ma non è colpa dei racconti. è che tra il ventisettesimo e il ventottesimo dei quarantanove è nato GA e il tempo per leggere è, come per magia, scomparso. però vabbé, in ...continua

    ci ho messo un sacco di tempo, ma non è colpa dei racconti. è che tra il ventisettesimo e il ventottesimo dei quarantanove è nato GA e il tempo per leggere è, come per magia, scomparso. però vabbé, in mezzo a tutto sto bordello che è diventata la mia vita, ho letto una mezza dozzina di bei pezzi, tutto il resto serviva solo a portare il contatore fino a quarantanove.

    ha scritto il 

  • 3

    Solo 3 (vecchie) stelle al dio Ernest? Si, di piu' non riesco a dare. E' probabilmente una bestemmia, cosi' come probabilmente la forma racconto breve non fa per me. 49 racconti disparati, diseguali e ...continua

    Solo 3 (vecchie) stelle al dio Ernest? Si, di piu' non riesco a dare. E' probabilmente una bestemmia, cosi' come probabilmente la forma racconto breve non fa per me. 49 racconti disparati, diseguali e di diversissima riuscita. Che dire, Hemingway non lo si mette in discussione ma pur con le migliori intenzioni, molti di questi racconti non vanno giu'. Restano senza dubbio le numerose frustate di classe pura, soprattutto (come ovvio) i dialoghi, ma la sensazione complessiva e' in definitiva contrastante.

    ha scritto il 

  • 5

    Non sono mai stata capace di recensire i racconti, da un lato vorrei sempre commentarli con meticolosità uno per uno, dall'altro la mia irrimediabile pigrizia me lo impedisce ogni volta. Così mi limit ...continua

    Non sono mai stata capace di recensire i racconti, da un lato vorrei sempre commentarli con meticolosità uno per uno, dall'altro la mia irrimediabile pigrizia me lo impedisce ogni volta. Così mi limiterò a raccontare un aneddoto su come Hemingway sia stato il mio primo vero approccio alla Letteratura con la L maiuscola.

    Sull'antologia che usavo alle scuole elementari, di cui ricordo pagine scarabocchi brani, insomma tutto tranne il titolo, c'era un passo di uno di questi racconti, "Colline come elefanti bianchi". La maestra ce lo aveva fatto leggere e ci aveva dato il compito di trovare la nostra conclusione a questo accenno di storia. Mi pare ancora di vedermi in casa da sola, mentre lo leggevo e lo rileggevo per cercare un finale che potesse essere all'altezza del buon vecchio Hemingway di cui ancora non sapevo nulla. Ovviamente non trovai nessuna degna conclusione, ma di certo intuì qualcosa, perché è ancora troppo netto il ricordo di quel racconto e delle sensazioni che riuscì a donarmi.

    La breve vita di Francis Macomber *****
    La capitale del mondo ****
    Le nevi del Kilimangiaro ***** (magna cum laude)
    Vecchio al ponte
    Su nel Michigan ****
    Sul molo di Smirne
    Capitolo I
    Campo indiano
    Capitolo II
    Il dottore e la moglie del dottore
    Capitolo III
    La fine di qualcosa
    Capitolo IV
    Tre giorni di vento *****
    Capitolo V
    Il lottatore
    Capitolo VI
    Una storia molto breve ****
    Capitolo VII
    Il ritorno del soldato *****
    Capitolo VIII
    Il rivoluzionario
    Capitolo IX
    Il signor Elliot e signora
    Capitolo X
    Gatto sotto la pioggia****
    Capitolo XI
    Fuori stagione
    Capitolo XII
    Monti sotto la neve****
    Capitolo XIII
    Il mio vecchio ****
    Capitolo XIV
    Grande fiume dai due cuori*****
    Capitolo XV
    L'Envoi
    L'invitto
    In un altro paese****
    Colline come elefanti bianchi*****(il mio preferito)

    ha scritto il 

  • 5

    "Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho do ...continua

    "Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho dovuto affilarlo di nuovo sulla mola e ridargli la forma a martellate e renderlo tagliente con la pietra, e sapere che avevo qualcosa da scrivere, piuttosto che averlo lucido e splendente e non avere niente da dire."

    col suo strumento storto, spuntato, di sicuro brutto a vedersi, Hemingway ha scritto dei capolavori. Alcuni dei suoi racconti sono in assoluto tra i più belli di tutta la narrativa mondiale, come "Le nevi del Kilimangiaro" e "Colline bianche come elefanti."
    Quest'ultimo me lo rileggo ogni qualvolta mi ricordo che ho tanto da imparare, e che il vecchio Hem è un grande maestro non solo nei dialoghi (che qui assumono un'importanza straordinaria nel portare avanti la narrazione e nel "dire senza dire"), ma anche nello stile asciutto e robusto col quale dà il giusto ritmo alla scena descritta.

    Se aveste voglia di leggervi un bel commento, ve lo linko.
    http://www.minimaetmoralia.it/wp/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/

    ha scritto il 

  • 5

    Su 49 almeno 30 ottimi e 3 o 4 perle...

    Grandissima qualità. Grandi spaccati di vita. C'è anche uno dei racconti brevi (mezza paginetta) più efficaci che abbia mai letto!

    ha scritto il 

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