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I quattro sensi della vita

e la struttura dell'India tradizionale

Di

Editore: Neri Pozza

3.9
(19)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8873056512 | Isbn-13: 9788873056515 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Fonte Basso

Genere: History , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
In questa introduzione alla civiltà indiana, Alain Daniélou chiarisce i punti salienti della storia dell'induismo. Il titolo "I quattro sensi della vita" allude ai quattro sensi che, nell'induismo, devono essere pienamente realizzati dall'individuo se intende raggiungere lo scopo finale e supremo, la liberazione dalla finitezza, dalla catena delle rinascite, dalla sofferenza e dal dolore. I quattro sensi in questione sono: Dharma, la realizzazione di sé sul piano morale; Artha, la realizzazione di sé sul piano materiale; Kama, la realizzazione di sé sul piano sensuale; Moksha, la realizzazione di sé sul piano spirituale.
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  • 1

    Pazzesco, nel suo saggio sull'India Daniélou cerca di giustificare la tradizone iduù della divisione in casta in quanto consona alle caratteristiche di ogni "razza", degno di De Gobineau

    ha scritto il 

  • 2

    Descrivere non significa comprendere

    Questo libro è una dei migliori esempi in questo senso. L'amore di Danielou per l'India è stato così forte che non gli ha permesso quel distacco necessario per una comprensione totale dell'oggetto ...continua

    Questo libro è una dei migliori esempi in questo senso. L'amore di Danielou per l'India è stato così forte che non gli ha permesso quel distacco necessario per una comprensione totale dell'oggetto che si sta cercando di descrivere e interpretare. Partire da un articolo di una rivista filosofica hindu del 1956 non mi sembra il modo migliore per approfondire aspetti così centrali - quella dei quattro artha, intendo - di ciò che definisce l'India Tradizionale.

    L'A., infatti, rimane suo malgrado a metà strada, abusando di quel metodo evemeristico tipico della mentalità occidentale che tenta di spiegare la struttura ed i principi delle società tradizionali attraverso cause materialistiche o storiche o psicologiche. Nessuno spazio viene dato alla dimensione - diciamo - Trascendente, di ciò che veramente È base e Causa Prima di ogni struttura realmente Tradizionale . Ciò comporta inoltre, ahimé, la tendenza ad un giudizio di valore manicheista, tra "l'Oriente", perfetto e sano, e "l'Occidente", decadente e da salvare. Il vero contrasto, piuttosto, sta nella vera ed unica dicotomia che, oggi, esiste tra una società tradizionale, ortodossa, eterna ed una moderna, scientifica e progressista: uno iato, una divisione, ormai difficilmente colmabile. L'Induismo che il Danielou ci propone, invece, altro non è che un ibrido tra i due, in una visione deformata che prende il largo da e a causa di quel un paio di "fissazioni" dell'A. che trovano spazio più volte tra le pagine del libro: eccessiva importanza data alla sensualità e alla sessualità, e da un (comprensibile ma non giustificabile) profondo sentimento anticristiano, religione che, per il nostro, sembra totalmente coincidente con l'esprit occidentale. Sappiamo da tempo, purtroppo, che certe posizioni teoriche si configurano soltanto come una semplificazione manichea - e delle più banali, tra l'altro - che non può non cadere in seguito ad una più approfondita indagine.

    ha scritto il