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I quindicimila passi

Un resoconto

Di

Editore: Einaudi

3.8
(321)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8806185381 | Isbn-13: 9788806185381 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Thomas conta i passi. Da casa alla questura, millecinquantatré passi. Da casaal tabaccaio, settecentonovantuno. Da casa al negozio di alimentari,milleottocentocinquantuno. Conta con una precisione metodica, senza lasciarsidistrarre da niente, gli occhi fissi a terra, un gessetto sempre in tasca persegnare il punto da cui ripartire in caso di una deviazione imprevista.Scandire il numero dei passi lo aiuta a tenere la morte un passo indietro, trale macchine che gli sfrecciano accanto lungo strade tutte uguali, perché indefinitiva la strada è sempre una sola.
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  • 0

    la mia ragazza fa la furba e dice che io
    non lo conosco mica trevisan e non è vero che l'ho letto

    io, sono molto elegante e a certe parole non rispondo
    con la dovuta fermezza e quindi mi limito a dire la

    verità. Ma ora mi sovviene che una sera, in una mensa
    univers ...continua

    la mia ragazza fa la furba e dice che io
    non lo conosco mica trevisan e non è vero che l'ho letto

    io, sono molto elegante e a certe parole non rispondo
    con la dovuta fermezza e quindi mi limito a dire la

    verità. Ma ora mi sovviene che una sera, in una mensa
    universitaria, a un incontro di letteratura e secondo me

    c'era la vinci, in sala mi indicano uno e un amico mi fa "quello è trevisan"

    e io senza pensarci sono andato da lui e gli ho detto
    "trevisan?"

    lui si è un po' spaventato, ha detto di sì e io gli ho fatto
    i complimenti perché i suoi libri mi piacciono

    molto.
    Cerchi di capire la mia ragazza se è vero o no che io

    ho letto i quindicimila passi.
    Ah, io ho letto più volte Heldenplatz

    cosa che la signorina, impegnata coi marlene
    kuntz o giovanni lindo ferretti o altri

    si è dimenticata di fare.
    Ah, anche i baustelle le danno molto da

    fare, alla mia ragazza.
    Ma gli einsturzende mi sa che non ce li ha.

    Eh, un attimo, dice

    ha scritto il 

  • 0

    su <<il venerdì>> dell'8 febbraio leggo un articolo sui reali olandesi - con appendice argentina.

    il 30 aprile leggo un principe verrà incoronato ufficialmente re
    e io me ne sto tranquillo tranquillo a casa in malattia

    sono inqualificabile
    il principe ha part ...continua

    su <<il venerdì>> dell'8 febbraio leggo un articolo sui reali olandesi - con appendice argentina.

    il 30 aprile leggo un principe verrà incoronato ufficialmente re
    e io me ne sto tranquillo tranquillo a casa in malattia

    sono inqualificabile
    il principe ha partecipato al "lancio del water"

    se lo dico a mia madre lei mi direbbe contro
    pensando che faccio solo dello spirito

    dello spirito con il water, su, neanch'io ne sarei
    capace

    non in un giorno come questo, poi, 11 febbraio 2013

    ha scritto il 

  • 4

    Tra il disgusto e il nulla ho finito sempre per scegliere il disgusto, e con queste parole quasi faulkneriane un passo dopo l'altro ci si ritrova immersi in un bosco di solitudine delirante. Mi è piaciuto molto, mi sono talmente immersa che ora i passi li conto anche io.

    ha scritto il 

  • 4

    Boschiero, Magnabosco, Strazzabosco e Lazzaron....

    Cosa mi piace:
    1) la descrizione di Vicenza e dei suoi dintorni, permeata di "senso di sottile disperazione geografica" come scrive Gualtiero in una recensione precedente (grazie... non avrei saputo scriverlo meglio!)
    2)la scelta dei cognomi, Boschiero, Magnabosco, il notaio Strazzabo ...continua

    Cosa mi piace:
    1) la descrizione di Vicenza e dei suoi dintorni, permeata di "senso di sottile disperazione geografica" come scrive Gualtiero in una recensione precedente (grazie... non avrei saputo scriverlo meglio!)
    2)la scelta dei cognomi, Boschiero, Magnabosco, il notaio Strazzabosco, l'architetto Lazzaron...
    3) a me l'idea di ripetere le descrizioni non è dispiaciuta, magari funziona in un libricino di 150 pagine e alla lunga stanca... ma qui ci stava.

    Cosa non mi piace: il colpo di scena finale, che tanto colpo di scena non è.

    Nel complesso quattro stelle su cinque.

    ha scritto il 

  • 3

    " se si tende l'orecchio durante il giorno, si rischia di impazzire per il frastuono. solo durante la notte si riesce a sentire veramente bene, anzi solo alle tre o alle quattro del mattino, solo dopo che tutti o quasi sono tornati a casa. solo dopo che tutti i locali hanno chiuso i battenti. sol ...continua

    " se si tende l'orecchio durante il giorno, si rischia di impazzire per il frastuono. solo durante la notte si riesce a sentire veramente bene, anzi solo alle tre o alle quattro del mattino, solo dopo che tutti o quasi sono tornati a casa. solo dopo che tutti i locali hanno chiuso i battenti. solo dopo che le ultime macchine sono state riposte nei garage o parcheggiate davanti casa. "

    ha scritto il 

  • 3

    a dirla tutta, considerato che ci ho impiegato 5 mesi a leggerlo, è senza dubbio colpa mia. ma quelle dei quindicimila passi sono state tra le 150 pagine più impegnative della mia carriera da lettore. descrizioni di due pagine che sembrano lunghe come tutto il signore degli anelli. momenti di nie ...continua

    a dirla tutta, considerato che ci ho impiegato 5 mesi a leggerlo, è senza dubbio colpa mia. ma quelle dei quindicimila passi sono state tra le 150 pagine più impegnative della mia carriera da lettore. descrizioni di due pagine che sembrano lunghe come tutto il signore degli anelli. momenti di niente assoluto descritti, ridescritti e, per chi se li fosse persi, descritti ancora. così, giusto per sicurezza. insomma, io più di tre pagine di fila ho proprio fatto fatica a leggere. però c'era qualcosa sotto che mi ha impedito di mollarlo. che mi ha fatto dire "vabbeh, mettici quello che ci devi mettere ma arriva in fondo". e le ultime pagine son stravalse lo sforzo. anche se dopo le rivelazioni finali mi sarebbe piaciuto chiamare trevisan e chiedergli semplicemente "ma perché? perchééééé?".

    ha scritto il