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I racconti

Di

Editore: Mondadori

4.1
(281)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 499 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804335130 | Isbn-13: 9788804335139 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Cofanetto , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Questa raccolta di racconti, a mio modo di vedere, dà il meglio di sé nelle collane "Gli amori difficili e "La vita difficile". Risultano degli straordinari spaccati dell'Italia postbellica, un paese in cui sono evidenti gli effetti dello sviluppo economico (si veda La speculazione edilizia, La n ...continua

    Questa raccolta di racconti, a mio modo di vedere, dà il meglio di sé nelle collane "Gli amori difficili e "La vita difficile". Risultano degli straordinari spaccati dell'Italia postbellica, un paese in cui sono evidenti gli effetti dello sviluppo economico (si veda La speculazione edilizia, La nuvola di smog) così come la difficoltà del popolo che fatica a toccare con mano quello sviluppo, sfociando nel racconto di vite piene di sacrificio e lavoro (L'avventura di due sposi). Una raccolta molto variegata, con collane molto impegnate (vedi sopra), unite ad altre molto leggere, godibili (L'avventura di un soldato) dove Calvino si diletta a raccontare situazioni "amorose" intriganti, sottili, di un tempo che sembra remoto.

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/02/25/gli-amori-difficili-italo-calvino/


    “Era pur sempre un contatto lievissimo, che ogni battito del treno bastava a ricreare e a perdere; la signora aveva ginocchia forti e grasse e le ossa di Tomagra ne indovinavano a ogni scossa il balzo pigro de ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/02/25/gli-amori-difficili-italo-calvino/

    “Era pur sempre un contatto lievissimo, che ogni battito del treno bastava a ricreare e a perdere; la signora aveva ginocchia forti e grasse e le ossa di Tomagra ne indovinavano a ogni scossa il balzo pigro della rotula; e il polpaccio aveva una serica guancia rilevata che bisognava con impercettibile spinta far combaciare con la propria. Quest’incontro di polpacci era prezioso, ma costava una perdita: difatti il peso del corpo era spostato e il vicendevole appoggio delle anche non avveniva più col docile abbandono di prima. Occorse, per raggiungere una posizione naturale e soddisfatta, spostarsi leggermente sul sedile, con l’aiuto di una svolta dei binari, e anche del comprensibile bisogno di muoversi ogni tanto. La signora era impassibile, sotto il matronale cappello, il fisso sguardo palpebrato, e mani ferme sulla borsetta in grembo: pure il suo corpo, per una lunghissima striscia, appoggiava a quella striscia d’uomo: che non se ne fosse accorta ancora? oppure che preparasse una fuga? oppure una rivolta?” (Italo Calvino, “L’avventura di un soldato” in “I racconti”, ed. Einaudi)

    Nel 1958 Einaudi pubblicò “I racconti” di Italo Calvino, volume curato dallo stesso autore e nel quale erano compresi racconti scritti tra il 1945 e il 1958, in precedenza pubblicati in riviste o altre raccolte, e suddivisi, all’interno, in quattro sezioni, cioè “Gli idilli difficili”, “Le memorie difficili”, “Gli amori difficili” e “La vita difficile”. Quest’ultima parte consta di tre scritti che ho letto di recente, cioè “La formica argentina”, “La speculazione edilizia” e “La nuvola di smog”. In quest’occasione segnalo, in particolare, i racconti contenuti nella sezione “Gli amori difficili”, che mi sono piaciuti molto sia per tematica che per lo stile. I nove scritti hanno tutti, nel titolo, una parola in comune, cioè “avventura”. Più nello specifico, sono le avventure di un soldato, di una bagnante, di un impiegato, di un miope, di un lettore, di una moglie, di un viaggiatore, di due sposi e di un poeta. Il filo conduttore, l‘avventura che lega i diversi personaggi, è proprio l’amore, difficile come da titolo, ma intrigante. Le storie, infatti, riguardano in prevalenza incontri fugaci, persone colte nel momento in cui l’amore, o almeno l’impeto di una passione, sta scoccando, e che pure, per un motivo o l’altro, si trovano di fronte ostacoli, spesso cerebrali. La raccolta si apre con la crescente tensione erotica tra un soldato e una vedova, seduti vicini sul treno, e con i dubbi del primo circa l’eventuale accondiscendenza della signora alle sue azzardate manovre di avvicinamento. C’è poi l’imbarazzo frammisto a piacere di una bagnante che si ritrova nuda in alto mare, impossibilitata a uscire dalle acque. Un impiegato, invece, evaso dal suo grigiore grazie a un’inattesa notte amorosa con una signora, smania dalla voglia di raccontarlo a qualcuno, ma non sa come e a chi narrare le sue gesta. Più sottile e metaforica la vicenda di un miope che torna al suo paese natìo, e, passeggiando per le strade, inforca e si toglie gli occhiali, mutando così la propria percezione del mondo, sperando, intanto, di essere riconosciuto da una compaesana che amava anni addietro. Per motivi del tutto personali, ho gradito molto l’avventura di un lettore, che sulla spiaggia, pure ammaliato dalle gesta di Raskol’nikov e di altri personaggi letterari, non disdegna il fascino femminile ed è combattuto tra la continuazione della lettura e la possibilità di conoscere una donna presente sulla stessa spiaggia. Una donna s’interroga sul perché si sente adultera anche se non ha fisicamente tradito il marito. Il treno ritorna in un altro racconto che vede un uomo raggiungere la propria amante. Chiudono la raccolta due sposi che cercano di scambiarsi tenerezze mentre si preparano per i rispettivi lavori e un poeta alle prese con una gita in barca. “Ma da troppo tempo era sdraiato in quel punto della roccia, oppure quei rapidi pensieri gli avevano lasciato una scia d’inquietudine, fatto sta che si sentiva indolenzito; le asperità dello scoglio, di sotto l’asciugamano che gli faceva da giaciglio, cominciavano a diventargli fastidiose. S’alzò per trovare un altro posto dove stendersi. Per un momento, fu incerto tra due posti che parevano egualmente comodi: uno più distante dalla spiaggetta dove stava la signora abbronzata (anzi, al di là di uno scoglio che ne impediva la vista), l’altro più vicino. Il pensiero di avvicinarci e poi magari essere tratto da qualche circostanza imprevedibile ad attaccar discorso e così dover interrompere la lettura, gli fece subito preferire il posto più distante, ma riflettendoci, sembrava proprio che, appena arrivata quella signora, lui volesse scappar via, e questo poteva parere un po’ sgarbato; così scelse il posto più vicino, tanto la lettura l’assorbiva talmente che non era certo la vista di quella signora - nemmeno particolarmente bella, del resto - a poterlo distrarre. Si sdraiò su di un fianco tenendo il libro in modo da coprire la vista di lei, ma faticava a reggere il braccio a quell’altezza e finì per abbassarlo. Ora lo stesso sguardo che scorreva le righe incontrava, ogni volta che doveva andare a capo, appena al di là del margine della pagina, le gambe della villeggiante solitaria. Anch’essa s’era spostata, cercando una posizione più comoda, e il fatto d’aver alzato le ginocchia e accavallato le gambe proprio nella direzione di Amedeo, permetteva a questi di considerare meglio alcune proporzioni di lei, nient’affatto sgradevoli. Insomma Amedeo (sebbene una lama di scoglio gli segasse un’anca) non avrebbe potuto trovare una posizione migliore: il piacere che poteva trarre dalla vista della signora abbronzata - un piacere marginale, un di più, ma non perciò da buttar via, potendone godere senza sforzo - non era di danno al piacere della lettura, ma s’inseriva nel normale corso d’essa, cosicché ora egli era sicuro di poter continuare a leggere senz’essere tentato di distogliere lo sguardo.” (Italo Calvino, “L’avventura di un lettore” in “I racconti”, ed. Einaudi)

    ha scritto il 

  • 5

    volume primo e volume secondo

    Il primo volume contiene 32 racconti di argomenti differenti, accumunati dal momento storico dei primi dieci anni del dopoguerra, ma uniti anche da una scrittura chiara, poetica e ironica che mi ha dato un solo dispiacere: non averli letti prima. Ma sù, l'importante è essere arrivata in tempo. Or ...continua

    Il primo volume contiene 32 racconti di argomenti differenti, accumunati dal momento storico dei primi dieci anni del dopoguerra, ma uniti anche da una scrittura chiara, poetica e ironica che mi ha dato un solo dispiacere: non averli letti prima. Ma sù, l'importante è essere arrivata in tempo. Ora sto leggendo il secondo volume e, nello stesso tempo, gli altri dieci racconti di Marcovaldo in "Marcovaldo ovvero Le stagioni in città" Grazie Prof.Calvino, mi stai diventando anche un grande amico.

    Il secondo volume è, forse, più impegnativo. Tratta argomenti in modo più lungo che richiedono una lettura più attenta e meno frammentata. L'originalità e la cura nella scrittura sempre geniali quanto reali o realistiche. Da "L'avventura di una moglie" "Questo suo modo di stare in mezzo agli uomini, il nottambulo, il cacciatore, l'operaio, la faceva diversa. Era stato questo il suo adulterio, questo stare sola in mezzo a loro, così, alla pari." Super L'avventura di due sposi e L'avventura di un poeta. Che dire della formica argentina: mi ha procurato un "vero fastidio", prima, ingiustamente, per le formiche, poi per gli uomini... non certo per lo scritto.

    ha scritto il 

  • 5

    Perché non prestare i libri: l'allora ex-fidanzata di un mio amico non me l'ha più restituito, dopo aver lasciato l'amico. Scusate, non è una recensione, ma che dire? Calvino è uno dei pilastri del 900 italiano...

    ha scritto il 

  • 5

    Il piú bel libro di racconti mai comparso prima

    È il libro migliore, il piú “esatto” per cominciare a leggere Calvino. Fin dal primo primissimo racconto c'è già il Calvino al suo meglio. Quello a cui piace oziare sulla pagina aspettando che i suoi personaggi sviluppino da sé stessi la storia, mentre a lui, Calvino, par di vederlo come guardare ...continua

    È il libro migliore, il piú “esatto” per cominciare a leggere Calvino. Fin dal primo primissimo racconto c'è già il Calvino al suo meglio. Quello a cui piace oziare sulla pagina aspettando che i suoi personaggi sviluppino da sé stessi la storia, mentre a lui, Calvino, par di vederlo come guardare trasognato fuori dLla finestra dell'immaginazione spiare e prendere nota di ciò che dicono, fanno e vorrebbero fare i suoi personaggi, ogni volta in un Eden provvisorio da lui stesso allestito con colori veri e di ottima fattura. Non si piange quasi mai, semmai si sorride spesso e talvolta ci si sganascia quando del “soliti ignoti“ vanno a rubare nel laboratori di una pasticceria

    ha scritto il 

  • 5

    Letto negli anni Settanta. Riletto a più riprese.
    Comprende:
    - Gli idilli difficili, racconti di ragazzi, ma anche della guerra partigiana ritagliata in una dimensione fiabesca; e poi alcune delle vicende di Marcovaldo
    - Le memorie difficili, storie di difficili rapporti in famiglia, tra amici, ...continua

    Letto negli anni Settanta. Riletto a più riprese. Comprende: - Gli idilli difficili, racconti di ragazzi, ma anche della guerra partigiana ritagliata in una dimensione fiabesca; e poi alcune delle vicende di Marcovaldo - Le memorie difficili, storie di difficili rapporti in famiglia, tra amici, tra compagni di lotta - Gli amori difficili, dove le relazioni amorose rimangono sempre con un che di inespresso e dolorosamente incompiuto - La vita difficile, con i tre racconti lunghi, perfetti: La formica argentina, La speculazione edilizia, La nuvola di smog «La penna di Calvino tende a trasformare tutto ciò che tocca in gioco, danza grottesca, definizione caricaturale di stati d'animo, ma sotto c'è sempre un fondo sensibile e amaro: la difficoltà a comunicare tra esseri umani, ad andare d'accordo con la natura, con la società, con se stessi». (dal risvolto di copertina)

    ha scritto il 

  • 5

    La parte che io preferisco della trilogia è Il visconte dimezzato. Certo, mi piacciono molto anche le altre due parti e i personaggi di Cosimo e del povero cavaliere, consumato dal rovello di una perfezione irraggiungibile. Tuttavia i picchi di malvagità raggiunti dalla metà oscura del visconte m ...continua

    La parte che io preferisco della trilogia è Il visconte dimezzato. Certo, mi piacciono molto anche le altre due parti e i personaggi di Cosimo e del povero cavaliere, consumato dal rovello di una perfezione irraggiungibile. Tuttavia i picchi di malvagità raggiunti dalla metà oscura del visconte mi sono sembrati fin da subito davvero divertenti, soprattutto se raccontato dagli occhi innocenti del nipotino. E' una bella favola che veicola molte cose sagge. Divertendo.

    ha scritto il