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I racconti del cuore

Di

Editore: Gruppo Editoriale Fabbri

3.7
(4453)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 94 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Spagnolo , Inglese , Tedesco , Rumeno

Data di pubblicazione: 

Curatore: Augusto Timperanza ; Illustratore o Matitista: Giuseppe Bartoli

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Rilegato in pelle , Tascabile economico , eBook

Genere: Children , Education & Teaching , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 0

    Compagno di notti insonni, il formato non consentiva nessuno spostamento in altro luogo che il divano, ho riempito questa "falla" della mia infanzia: credo di essere l'unico a non averlo mai avuto in ...continua

    Compagno di notti insonni, il formato non consentiva nessuno spostamento in altro luogo che il divano, ho riempito questa "falla" della mia infanzia: credo di essere l'unico a non averlo mai avuto in casa, a ragione del fatto che... stava nel negozio di famiglia. Quindi nessuno me lo ha mai né regalato, né consigliato. A più di cinquant'anni l'esperienza di questa lettura riporta a concetti di rispetto e valori dimenticati. Peggio: se ricordati, considerati obsoleti. Peccato. Non dico che non ci siano passaggi terribili, carichi di senso di Sacrificio e di Patria e Giustizia che sono troppo anche per me che, si sa, sono un bel bacchettone. Non dico che non ci siano pagine pervase dal devastante metodo educativo basato sul senso di colpa. Non dico che nelle storie mensili non si rasenti l'horror nella descrizione delle sventure dei piccoli protagonisti. Infatti è un libro datato. Ma non tutto è da buttare. Quindi qualche pagina sarebbe bene leggerla anche in età adulta. Per lo meno per sapere chi sono "La piccola vedetta lombarda", "Il piccolo scrivano fiorentino", o di che cosa tratta "Dagli Appennini alle Ande".

    ha scritto il 

  • 3

    In questo classico italiano c'è tanto cuore. Non l'avevo ancora letto e mi chiedo come mai quando andavo a scuola non l'hanno proposto. Leggerlo da adulta secondo me perde qualcosa perchè i momenti ...continua

    In questo classico italiano c'è tanto cuore. Non l'avevo ancora letto e mi chiedo come mai quando andavo a scuola non l'hanno proposto. Leggerlo da adulta secondo me perde qualcosa perchè i momenti descritti dal giovane Enrico non mi toccavano così tanto, (forse perchè la scuola per me è finita da anni o più probabilmente è stato scritto in un'epoca diversa) mentre i consigli scritti dai suoi genitori li capivo molto di più anche se a volte veniva sgridato per motivi che oggi sono del tutto futili però proprio per questo si sono persi dei valori importanti, si direi che questo è il libro dei valori. E' una lettura che consiglio un pò a tutti (anche se l'ho trovata un pò lenta) ma sopratutto a quei bambini che frequentano ancora la scuola.

    ha scritto il 

  • 2

    Da piccoli non lo sapevamo che ci stavano traviando

    Libro che è stato propinato a generazioni di fanciulli, rovinandoli per sempre. Se poi alla terapia distruttiva si associa troppa Chiesa e moralismo da bar il gioco è fatto: il giovin animo è per ...continua

    Libro che è stato propinato a generazioni di fanciulli, rovinandoli per sempre. Se poi alla terapia distruttiva si associa troppa Chiesa e moralismo da bar il gioco è fatto: il giovin animo è per sempre corrotto. Un po' come con i cartoni animati degli anni '70: donne sciocche sempre dipendenti dagli uomini, buonismi a volontà, bambini orfani e sfigati. Non a caso la storia di un cartone in voga allora -"Dagli Appennini alle Ande"- è tratta dal libro Cuore. L'ipertrofia dell'io e una sensibilità esagerata e deviata è assicurata. E poi tutta la rassegna di valori veri, valori profondi, valori che fanno la differenza; l'importante è propugnare, fare il contrario e poi andare in Chiesa a battersi il petto (il cuore, appunto): con sommo valore, s'intende. E daje giù con il catalogo di gente buona ed eroica senza ricompensa né riconoscimenti in questo mondo, che è pure quello che accade, ma invece di auspicare riconoscimenti su questa terra si ricorre sempre al fantomatico mondo dei cieli e/o alla gloria, terrestre e/o celeste. La solita furbata della borghesia: ehy tu, povero sfigato e ignorante, stai buono, ché sarai ricompensato di là, gli ultimi saranno i primi e poi ti mando le dame di S.Vincenzo a farti la carità, così ci dici pure grazie e rimani al tuo posto senza rompere i coglioni.

    ha scritto il 

  • 0

    "Ama il tuo maestro, perché appartiene a quella grande famiglia di cinquantamila insegnanti elementari, sparsi per tutta l'Italia, i quali sono come i padri intellettuali dei milioni di ragazzi che ...continua

    "Ama il tuo maestro, perché appartiene a quella grande famiglia di cinquantamila insegnanti elementari, sparsi per tutta l'Italia, i quali sono come i padri intellettuali dei milioni di ragazzi che crescon con te; i lavoratori mal riconosciuti e mal ricompensati, che preparono al nostro paese un popolo migliore del presente." "E pronuncia sempre con riverenza questo nome - maestro- che dopo quello di padre, è il più nobile, il più dolce che possa dare un uomo a un altro uomo"

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi è dispiaciuto leggerlo, ma l'ho trovato estremamente utopico. Trasuda perbenismo, patriottismo e sopratutto melassa da ogni poro; senza dubbio risente grandemente dello spirito che animava ...continua

    Non mi è dispiaciuto leggerlo, ma l'ho trovato estremamente utopico. Trasuda perbenismo, patriottismo e sopratutto melassa da ogni poro; senza dubbio risente grandemente dello spirito che animava l'italia nel periodo in cui è stato scritto.

    ha scritto il 

  • 2

    Senza dubbio, è invecchiato decisamente male e trasuda patriottismo e paternalismo da due soldi da ogni pagina.

    Ma forse ciò che più irrita sono i personaggi, uno più monodimensionale, ...continua

    Senza dubbio, è invecchiato decisamente male e trasuda patriottismo e paternalismo da due soldi da ogni pagina.

    Ma forse ciò che più irrita sono i personaggi, uno più monodimensionale, caricaturale e approssimativo dell'altro.

    E se il personaggio che risulta essere più apprezzato ai giorni nostri (tanto da aver dato il nome a un gruppo della scena underground italiana anni '80) è un ragazzaccio che pare esistere solo allo scopo di procurare sofferenza nel suo raggio d'azione, senza alcun antefatto o esposizione che possa spiegare il suo comportamento, neanche fosse il Michael Myers di carpenteriana memoria, c'è da pensarci su.

    Però tutto sommato la scrittura è scorrevole e può essere letto al giorno d'oggi allo scopo contrario per il quale era stato concepito (non serve un grande sforzo d'immaginazione per immaginare il Bottini padre nei panni del Giovanni Vivaldi di Un borghese piccolo piccolo, scritto esattamente 90 anni dopo): di qui la seconda stella.

    ha scritto il 

  • 5

    Utopico

    Un gran bel libro, pieno di amore per la patria, patriottismo e educazione alle buone maniere. Dovessi essere il ministro per l'istruzione lo farei mettere come libro obbligatorio per le scuole ...continua

    Un gran bel libro, pieno di amore per la patria, patriottismo e educazione alle buone maniere. Dovessi essere il ministro per l'istruzione lo farei mettere come libro obbligatorio per le scuole elementari e medie. Descrive un'Italia che non so se sia mai esistita, ma sicura è diametralmente opposta a quella attuale. Un sogno Italiano che forse resterà solo un'utopia.

    Consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro datato?

    Credete che il moralismo piccolo borghese di Cuore sia superato? Ma il buonismo, il mondialismo, l'ecologismo e l'individualismo di oggi non ne sono forse la sua ultima degenerazione? Che differenza ...continua

    Credete che il moralismo piccolo borghese di Cuore sia superato? Ma il buonismo, il mondialismo, l'ecologismo e l'individualismo di oggi non ne sono forse la sua ultima degenerazione? Che differenza c'è tra l'utopia di De Amicis verso il suo mondo di allora e quella nostra di oggi verso il nostro mondo? Forse dovremmo rileggere Cuore con meno pregiudizi e più senso critico. Inoltre, a più di cento anni dalla pubblicazione, questo libro è diventato anche un valido strumento per capire la mentalità, il sistema di valori e - perché no? - anche il mondo della scuola di quell'Italia descritta da De Amicis.

    ha scritto il 

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