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I racconti dell'oltretomba

Di

Editore: Newton & Compton (Centopaginemillelire, 66)

3.5
(298)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 97 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8879831674 | Isbn-13: 9788879831673 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Gianni Pilo

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Viene proposta in questo volume una scelta di inquietanti fantasie dell'aldilà partorite dalla fervida immaginazione di un autore che ha pubblicato ben novanta racconti fantastici: storie di orrore psicologico, dell'occulto e del terrore. Case infestate dai fantasmi, voci di defunti, morti misteriose affollano queste macabre narrazioni, alcune delle quali sono così originali e singolari da rendere impossibile qualsiasi tentativo di classificazione all'interno del genere del Fantastico.
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  • 3

    Le storie si alternano: intrecci originali e vicende davvero troppo prevedibili. La lettura è anche godibile per gli amanti del genere, ma spesso i refusi del traduttore saltano all'occhio così prepotentemente da rovinare tutta la suspence. Peccato...

    ha scritto il 

  • 1

    orrendi

    Ennesima volta in cui mi capita di cadere nella trappola delle sinossi osannanti o delle prefazioni che urlano al fenomeno. Non salvo nemmeno uno di questi racconti. Forse questa raccolta ha avuto la “sfortuna” di non beccare nessun racconto veramente avvincente o adrenalinico dell’ampia produzio ...continua

    Ennesima volta in cui mi capita di cadere nella trappola delle sinossi osannanti o delle prefazioni che urlano al fenomeno. Non salvo nemmeno uno di questi racconti. Forse questa raccolta ha avuto la “sfortuna” di non beccare nessun racconto veramente avvincente o adrenalinico dell’ampia produzione di Pierce, ma sicuramente dissuade ME dal cercare altre opere dello stesso autore. Croce nera su Ambrose Pierce, uno dei più grandi scrittori di racconti dell’orrore e di fantasmi (ma quando mai?).

    ha scritto il 

  • 4

    I fantasmi non esistono. I fantasmi esistono.

    Vorrei, per una volta, fare lo sforzo di contestualizzare. I racconti di Ambrose Bierce sono stati per me una scoperta. Sono storie di fantasmi narrate per un pubblico ottocentesco. All’epoca c’era molta più religiosità di adesso e, più in generale, si era molto più creduloni. Ma c’era anche più ...continua

    Vorrei, per una volta, fare lo sforzo di contestualizzare. I racconti di Ambrose Bierce sono stati per me una scoperta. Sono storie di fantasmi narrate per un pubblico ottocentesco. All’epoca c’era molta più religiosità di adesso e, più in generale, si era molto più creduloni. Ma c’era anche più capacità di immaginazione di quanto ce ne sia nei cervellini contemporanei, abituati a subire le immagini ipnotiche di cinema e televisione. Questo per dire che le storie di fantasmi erano, nell’ottocento, molto più spaventose perché attecchivano bene sul tessuto culturale dell’epoca. Un’epoca da questo punto di vista memorabile, l’epoca di Edgar Allan Poe, dei primi racconti di Howard Phillips Lovecraft e dell’Età Vittoriana (quella delle foto post mortem)… in poche parole, l’epoca d’oro dell’horror. Per apprezzare le storie presentate in questa raccolta bisogna dunque abbandonare il ferreo razionalismo del ventunesimo secolo e ragionare con la testa di un credulone dell’ottocento. Nonostante i racconti possano sembrare tutti uguali a un lettore distratto, con un po’ di attenzione si possono apprezzare tutte quelle sfumature che rendono ogni storia nettamente diversa dall’altra. Insomma, per un amante del brivido la suggestione è assicurata. Ma niente paura, del resto lo sanno tutti che i fantasmi non esistono. Già, non esistono…

    http://ladovenasconolestorie.blogspot.it/2013/09/ambrose-bierce-i-racconti-delloltretomba.html

    ha scritto il 

  • 2

    La grandissima parte dei racconti inclusi nel volume l'ho trovata talmente poco capace di accendere l'interesse da dimenticarmene nel mentre stesso li stavo leggendo.
    O sono io ad avere il limite di non comprendere l'importanza di Bierce, celebrato a suo tempo per il suo stile conciso e essenzial ...continua

    La grandissima parte dei racconti inclusi nel volume l'ho trovata talmente poco capace di accendere l'interesse da dimenticarmene nel mentre stesso li stavo leggendo. O sono io ad avere il limite di non comprendere l'importanza di Bierce, celebrato a suo tempo per il suo stile conciso e essenziale (l'estrema brevità di alcune delle novelle dimostrerebbe in effetti una grande capacità tecnica), oppure i curatori dell'antologia hanno scelto delle storie secondarie e non particolarmente belle.

    ha scritto il 

  • 0

    Un fantasma è farfalla difficile e richiede un'abile retina; dopo un po' di racconti - di questa stessa approvabile serie economica ma accurata - che si strascinavano tra pallori, cenci decomposti e lugubri risate (non che qui manchino, ma non prevalgono e soprattutto non la tirano troppo per le ...continua

    Un fantasma è farfalla difficile e richiede un'abile retina; dopo un po' di racconti - di questa stessa approvabile serie economica ma accurata - che si strascinavano tra pallori, cenci decomposti e lugubri risate (non che qui manchino, ma non prevalgono e soprattutto non la tirano troppo per le lunghe) la concisione tagliente e ironica di Bierce mi ha sollevato, specie nei racconti in cui il fantasma appare nell'accampamento di Tex Willer, tra rocce desertiche, cowboy, canyon, isolate capanne di tronchi su monti sepolti dalla neve. A proposito di quest'ultima, il balletto tra vecchio taciturno dai verdi occhiali lampeggianti, cinese incazzato senza codino, giovane testardo e consunto e ospite paffuto e sorridente è surreale quanto basta.

    ha scritto il 

  • 4

    Da scoprire

    Più che tanti racconti mi par di aver letto le diverse versioni, o variazioni sul tema, dello stesso racconto. Gradevoli, godibili, ben scritti, ma dopo due o tre storie hai già capito dove si andrà a parare. Interessante e avvincente la vita dell'autore e assolutamente intrigante la sua misterio ...continua

    Più che tanti racconti mi par di aver letto le diverse versioni, o variazioni sul tema, dello stesso racconto. Gradevoli, godibili, ben scritti, ma dopo due o tre storie hai già capito dove si andrà a parare. Interessante e avvincente la vita dell'autore e assolutamente intrigante la sua misteriosa fine. Da (ri)scoprire.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Bah! Leggendo i primi racconti si rimane positivamente stupiti ddal modo in cui il lettore riesce a capire tutto senza che nulla sia stato spiegato. Il problema è che i racconti sono tutti dannatamente simili l'uno all'altro, tutti i fantasmi presentano un "pallore mortale della pelle", dopo il q ...continua

    Bah! Leggendo i primi racconti si rimane positivamente stupiti ddal modo in cui il lettore riesce a capire tutto senza che nulla sia stato spiegato. Il problema è che i racconti sono tutti dannatamente simili l'uno all'altro, tutti i fantasmi presentano un "pallore mortale della pelle", dopo il quarto racconto ci si stufa, e una volta arrivatio in fondo si è mortalmente annoiati.

    ha scritto il 

  • 3

    "La paura non ha cervello: è stupida. Le tetre testimonianze che produce ed il vile consiglio che sussurra, non hanno legami."

    Bierce è stato senza alcun dubbio uno degli autori più mordaci del Ventesimo secolo, una penna divenuta famosa per la sua irriverenza, per il suo sarcasmo, per la sua “lingua tagliente” che gli prevalsero anche il nomignolo di bitter, l’amaro.
    Posso affermare con certezza dopo aver letto alcuni d ...continua

    Bierce è stato senza alcun dubbio uno degli autori più mordaci del Ventesimo secolo, una penna divenuta famosa per la sua irriverenza, per il suo sarcasmo, per la sua “lingua tagliente” che gli prevalsero anche il nomignolo di bitter, l’amaro. Posso affermare con certezza dopo aver letto alcuni di questi racconti che le accuse e le ingiurie che gli furono mosse sono del tutto sbagliate(in particolar modo quella di essere un inguaribile pessimista…è vero che parlava spesso della morte, ma lo faceva sempre con una profonda vena d’ironia, con rispetto reverenziale, come quando ci troviamo davanti a una cosa che ci incute timore). Ciò che prendeva realmente in giro, ma sempre con profonda intelligenza, era la stupidità della gente, le loro inutili paure, le loro sciocche credenze e superstizioni e questo lo portò ad avere diversi nemici(è noto e risaputo quanto non fosse amato in patria e non solo). Leggendo i suoi racconti sembra proprio che Bierce voglia prendersi gioco di noi e delle nostre ancestrali paure e superstizioni, che voglia spaventarci apposta per vedere come reagiamo, per vedere se siamo in grado di sopportare questo enorme carico di terrore(ovviamente la mia è pura ironia, così come quella di Bierce) che lui ci sta ponendo davanti. I suoi racconti sono essenzialmente delle storie d’orrore, ma storie d’orrore amaramente satiriche, che tendono più a esorcizzare l’orrore che a “celebrarlo”, dei racconti mordaci contro la guerra(che lui conosceva fin troppo bene dato che ha vissuto e partecipato a una delle più sanguinose guerre che la storia dell’umanità abbia dovuto mai combattere, la Guerra di Secessione) dove ne mette in risalto la brutalità e la stupidità e racconti ambientati nel vecchio West. Dell’intera raccolta i miei preferiti sono ovviamente i racconti dell’orrore (e anche quelli scritti meglio a parer mio), storie di occulto, di case infestate da fantasmi e da voci di defunti, di scomparse e di strani decessi, di spiriti inquieti e presenze giunte dall’oltretomba. Quello che mi ha maggiormente colpito è la grande attenzione che ha messo nel descrivere i suoi personaggi e le ambientazioni lugubre e macabre nelle quali muovono i loro passi, descritti sempre con uno stile impeccabile, raffinato e aulico ma mai pesante, senza giri di parole inutili, senza divagazioni che rendono pesante il racconto. Purtroppo questi racconti non hanno mai un lieto fine, ma da uno che ha fatto del pessimismo il suo stile di vita non ci possiamo aspettare altro. Se volete avvicinarvi un po’ a questo genere vi consiglio di dargli un’occhiata, non ne rimarrete delusi e avrete così modo di conoscere un altro autore che meriterebbe molta più ampia considerazione.

    ha scritto il 

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