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I racconti dell'Ohio

Winesburg, Ohio

By Sherwood Anderson

(88)

| Mass Market Paperback | 9788854135154

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Book Description

Questo classico della narrativa americana scava profondamente tra desideri repressi, conflitti, inquietudini e sentimenti custoditi nell'intimità, celati sotto l'apparenza di una vita pubblica rispettabile e abitudinaria dagli abitanti di Winesburg, Continue

Questo classico della narrativa americana scava profondamente tra desideri repressi, conflitti, inquietudini e sentimenti custoditi nell'intimità, celati sotto l'apparenza di una vita pubblica rispettabile e abitudinaria dagli abitanti di Winesburg, cittadina dell'Ohio. Si tratta di un tema ricorrente anche in altre opere dello stesso periodo: la comune quotidianità delle province americane all'inizio dell'era industriale sconfessa il mito di un'America puritana e conformista. All'occhio attento e profondo di Anderson gli schemi ottimistici del positivismo, entro cui la società moderna vorrebbe incasellare le singole esistenze, si rivelano fragili e fallaci di fronte ai bisogni e alla libertà dell'individuo.

155 Reviews

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    L'incontro con I racconti dell'Ohio è stata casualmente interessante.
    Mentre guardavo un film, La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, in una scena si vede uno dei protagonisti, Matteo, che tiene in mano questo libro. Nel giro di qualche giorno ...(continue)

    L'incontro con I racconti dell'Ohio è stata casualmente interessante.
    Mentre guardavo un film, La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, in una scena si vede uno dei protagonisti, Matteo, che tiene in mano questo libro. Nel giro di qualche giorno l'ho recuperato e letto tutto d'un fiato.
    Bellissimo, poetico, coinvolgente. Si scivola lentamente in questa atmosfera della provincia americana di fine ottocento. Winesburg (cittadina immaginaria) è diventata la mia cittadina. I suoi personaggi sono diventati miei concittadini. Trasportata in un mondo sconosciuto eppure familiare. Racconti leggeri ma pieni di dettagli. Ogni persona è descritta con cura e i ritratti psicologici sono centrati.
    Bella scoperta! Un film bellissimo che mi ha condotto ad un libro bellissimo.

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    giovanna said on Sep 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    È l'Antologia della Spoon River dei vivi, come l'ha definita Vinicio Capossela nell'introduzione, impressione che avevo avuto anch'io fin dalle prime pagine. È un libro molto intenso, benché parli di normalità, di quotidiano, di abitudini e di neutra ...(continue)

    È l'Antologia della Spoon River dei vivi, come l'ha definita Vinicio Capossela nell'introduzione, impressione che avevo avuto anch'io fin dalle prime pagine. È un libro molto intenso, benché parli di normalità, di quotidiano, di abitudini e di neutralità di fronte agli eventi della vita. George Willard è l'alter ego di Sherwood Anderson, l'unico personaggio presente in quasi tutti i racconti, l'unico che avrà la forza d'imboccare una nuova strada, verso una vita diversa anche se segnata dalla sua Winesburg. Molto bello.

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    Paola C. said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    I don't know, it's probably my fault. I could see its magic only at times, and the other times I was not sure whether the book was taking the direction of a collection of short stories or a novel with George Willard as a protagonist.

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    il Ciri said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    http://librosulcomo.it/2014/05/i-racconti-dell-ohio/ Il rapporto con Dio. Ecco uno dei tanti volti che emergono da questo capolavoro di Sherwood Anderson, I racconti dell’ Ohio, edito da Newton Compton. Il rapporto con Dio che è rapporto con la ter ...(continue)

    http://librosulcomo.it/2014/05/i-racconti-dell-ohio/

    Il rapporto con Dio. Ecco uno dei tanti volti che emergono da questo capolavoro di Sherwood Anderson, I racconti dell’ Ohio, edito da Newton Compton.
    Il rapporto con Dio che è rapporto con la terra, vissuto in un orizzonte iniziatico, orizzonte temporale come origine di una nuova era, gli albori del materialismo proprio dell’età capitalistica.

    L’opera viene pubblicata per la prima volta nel 1919, ma il tempo della narrazione è ormai storico; riguarda, infatti, quel periodo che segue la guerra civile americana (guerra di secessione), anni a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. All’interno di questo riferimento temporale ruotano le 24 storie, voci di 24 diversi personaggi, abitanti di Winesburg, Ohio, che sembrano rivolgersi a un’unica figura: il giovane George Willard. Costui è, infatti, il cronista del giornale locale, il <<Winesburg Eagle>> ed è il collante delle 24 vite che si susseguono senza ordine preciso, in questo insieme. In quanto giornalista è proprio George l’orecchio del paese, colui che si muove nel piccolo villaggio in ascolto di tutti quelli che hanno qualcosa da dire.
    Si apre così la dimensione del racconto, quella in cui i diversi personaggi, il dottore, il filosofo, la maestra, il reverendo, la madre, ecc., rivelano un’intimità inquieta, fatta di desideri repressi e conflitti taciuti troppo a lungo. Ciascuno di questi uomini e donne di Winesburg, Ohio, trattiene dietro di se un passato nascosto, in cui il fallimento si manifesta come l’elemento dominante, causa di un presente fatto di sofferenza e frustrazione. Il desiderio di essere amati è ciò che George Willard percepisce nelle loro voci in quei momenti di confidenza, quando la facciata apparente di una vita rispettabile e quotidiana si frantuma di fronte a un impulso prepotente.
    Sono le voci figlie del mutamento, del più grande cambiamento avvenuto nella storia, quando la dimensione ordinata e pacifica del paesaggio rurale sta per lasciare il posto alla frenesia delle macchine e delle riviste.
    Vite che, toccate perifericamente da questo grande capovolgimento, ne percepiscono, in lontananza, la presenza che si manifesta, come è solito, in una profonda crisi.
    “I racconti dell’Ohio”, libro che rientra tra i classici della narrativa, può essere definito, senza esagerare, un capolavoro.
    Si ritrovano, al suo interno, le grandi questioni che hanno interessato tutto il Novecento: l’avvento delle macchine nell’antica dimensione rurale che trasforma il rapporto con il lavoro e con la terra; il mutamento vissuto intimamente come momento di crisi, con il manifestarsi di quei conflitti interiori e quelle nevrosi che furono portate alla conoscenza dell’uomo dalla psicanalisi freudiana; il desiderio di abbandonare il luogo natio, troppo piccolo e angusto, troppo chiuso di fronte a un avvenire ricco di speranze; l’imporsi di quella Volontà di Potenza, il volto dell’uomo moderno, che Nietzsche aveva elevato ad emblema del secolo scorso. Per ultimo, il mutato rapporto con Dio, un rapporto antico che, se da un lato esigeva dei sacrifici, pentimenti, e il timore del peccato, dall’altro lato si rivelava in un bisogno diretto, immediato, intimo, a sostegno di una fede come unico riferimento della vita.
    “Più tardi, quando rincasava, e si faceva avanti la notte piena di stelle, era più difficile tornare al vecchio sentimento di un Dio vicino e personale che viveva nel cielo soprastante e che poteva, ad ogni istante, allungare la sua mano e toccargli la spalla affidandogli un compito eroico da svolgere. La mente di Jesse era ferma sulle cose che aveva letto nei giornali e sulle riviste, sulle fortune da farsi…”.

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    Librosulcomò said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    a Winesburg si ride senza allegria.
    a Winesburg tutti hanno gli occhi azzurri grigi. Villaggio dei dannati?.
    a Winesburg, che due palle, a Winesburg.

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    said on Jun 20, 2014 | Add your feedback

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    Con rapida immaginazione, cominciò a inventarsi persone sue, con le quali poter infine parlare e spiegare quelle cose che non era stato capace di spiegare alle persone vere. La stanza si affollò di spiriti di uomini e donne, tra i quali egli si muove ...(continue)

    Con rapida immaginazione, cominciò a inventarsi persone sue, con le quali poter infine parlare e spiegare quelle cose che non era stato capace di spiegare alle persone vere. La stanza si affollò di spiriti di uomini e donne, tra i quali egli si muoveva, parlando a sua volta. Era come se tutti quelli che Enoch Robinson aveva conosciuto, avessero lasciato un qualcosa di se stessi, qualcosa che egli potesse plasmare e cambiare, a seconda della sua fantasia, qualcosa capace di capire tutto circa i discorsi tipo quello della donna ferita dietro la macchia di sambuchi, nel suo quadro. Il mite ragazzo dell'Ohio, dagli occhi azzurri, era un egoista totale, egoista come tutti i bambini. Non voleva amici per la pura e semplice ragione che nessun bambino vuole amici. Più di tutto, voleva persone che ragionassero come lui, persone con le quali poter parlare realmente, persone che egli potesse catechizzare ore e ore, e sgridare: servi, in realtà, della sua fantasia. Tra queste persone, si sentiva sempre sicuro di sé e quasi audace. Potevano parlare, certo, e anche avere le loro opinioni, ma l'ultima parola era sempre la sua ed era definitiva (Solitudine, p. 128).

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    pink_rose_72 said on Jun 12, 2014 | Add your feedback

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