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I racconti dell'Ohio

By Sherwood Anderson

(40)

| eBook | 9788854138261

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Book Description

Questo classico della narrativa americana scava profondamente tra desideri repressi, conflitti, inquietudini e sentimenti custoditi nell'intimità, celati sotto l'apparenza di una vita pubblica rispettabile e abitudinaria dagli abitanti di Winesburg, Continue

Questo classico della narrativa americana scava profondamente tra desideri repressi, conflitti, inquietudini e sentimenti custoditi nell'intimità, celati sotto l'apparenza di una vita pubblica rispettabile e abitudinaria dagli abitanti di Winesburg, cittadina dell'Ohio. Si tratta di un tema ricorrente anche in altre opere dello stesso periodo: la comune quotidianità delle province americane all'inizio dell'era industriale sconfessa il mito di un'America puritana e conformista. All'occhio attento e profondo di Anderson gli schemi ottimistici del positivismo, entro cui la società moderna vorrebbe incasellare le singole esistenze, si rivelano fragili e fallaci di fronte ai bisogni e alla libertà dell'individuo.

157 Reviews

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    Singolare raccolta di racconti del 1916, ciascuno dei quali ha per protagonista un abitante di uno sperduto villaggio dell'Ohio presso il lago Erie. L'elemento di raccordo delle vicende narrate, oltre al villaggio, è il giovane George Willlard, croni ...(continue)

    Singolare raccolta di racconti del 1916, ciascuno dei quali ha per protagonista un abitante di uno sperduto villaggio dell'Ohio presso il lago Erie. L'elemento di raccordo delle vicende narrate, oltre al villaggio, è il giovane George Willlard, cronista del giornaletto locale.
    Si potrebbe considerare questo libro come un utile documento sulla vita nelle cittadine rurali americane all'epoca dell'inurbamento, ma non è questo il punto: in realtà, i racconti tracciano un percorso, programmato e analitico, nel labirinto dei pensieri, delle visioni, delle aspirazioni e delle solitudini dell'uomo che intravvede (come si legge alla fine del penultimo racconto) "la cosa che rende possibile la vita adulta agli uomini e alle donne nel mondo moderno". Chiaramente programmatico è, difatti, il primo racconto, che ha per protagonista - guarda caso - "un vecchio scrittore con i baffi bianchi", che scrive un Libro delle caricature, sulla base della teoria per cui, "nel momento in cui qualcuno s'impadroniva di una verità e diceva che quella era la sua verità e provava a vivere secondo essa, egli diventava una caricatura e la verità che abbracciava diventava una falsità": i racconti sono dunque proprio quel libro, una teoria di caricature nevrotiche di soggetti che si scontrano con l'ostilità-incomprensibilità di un mondo nuovo ed immenso che sta rapidamente cambiando, e che affannosamente cercano in sé uno spazio di libertà che finisce, però, per costituire una gabbia ancor più stringente.
    Leggendo queste prose apparentemente semplici, al limite del naive (al punto che sorgono dubbi sulla traduzione: di qui la stella in meno), nelle quali i ritratti si stagliano in tutto il loro chiaroscuro, provavo irritazione di fronte alla trovata ingenua di affidare il meccanismo narrativo all'inverosimile figura del cronista che vede e registra tutto, al quale tutti si rivolgono per raccontare la propria storia. Poi ho capito: George Willard non funziona perché non è Anderson; Anderson è il puritano Jesse Bentley, che cerca sempre la conferma della propria salvezza in un dialogo-lotta biblico con il suo Dio inconoscibile, è Alice Hindman, che attende in piena consapevolezza un ritorno che non avverrà, è Seth Richmon, il pensatore, che sembra già un personaggio della McCullers, è soprattutto Enoch Robinson, che vive e dialoga con i suoi fantasmi finché l'incontro con una donna non li fa sparire... Uomini e donni veri, profondamente americani.
    E l'influenza su chi verrà dopo è facile da scorgere: "Si rabbrividisce all'idea che la vita non significa nulla, mentre al contempo, se la gente della cittadina è la propria gente, si ama la vita così intensamente che vengono le lacrime agli occhi"; non è Cheever?

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    Greg said on Sep 30, 2014 | Add your feedback

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    L'incontro con I racconti dell'Ohio è stata casualmente interessante.
    Mentre guardavo un film, La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, in una scena si vede uno dei protagonisti, Matteo, che tiene in mano questo libro. Nel giro di qualche giorno ...(continue)

    L'incontro con I racconti dell'Ohio è stata casualmente interessante.
    Mentre guardavo un film, La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, in una scena si vede uno dei protagonisti, Matteo, che tiene in mano questo libro. Nel giro di qualche giorno l'ho recuperato e letto tutto d'un fiato.
    Bellissimo, poetico, coinvolgente. Si scivola lentamente in questa atmosfera della provincia americana di fine ottocento. Winesburg (cittadina immaginaria) è diventata la mia cittadina. I suoi personaggi sono diventati miei concittadini. Trasportata in un mondo sconosciuto eppure familiare. Racconti leggeri ma pieni di dettagli. Ogni persona è descritta con cura e i ritratti psicologici sono centrati.
    Bella scoperta! Un film bellissimo che mi ha condotto ad un libro bellissimo.

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    giovanna said on Sep 14, 2014 | Add your feedback

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    È l'Antologia della Spoon River dei vivi, come l'ha definita Vinicio Capossela nell'introduzione, impressione che avevo avuto anch'io fin dalle prime pagine. È un libro molto intenso, benché parli di normalità, di quotidiano, di abitudini e di neutra ...(continue)

    È l'Antologia della Spoon River dei vivi, come l'ha definita Vinicio Capossela nell'introduzione, impressione che avevo avuto anch'io fin dalle prime pagine. È un libro molto intenso, benché parli di normalità, di quotidiano, di abitudini e di neutralità di fronte agli eventi della vita. George Willard è l'alter ego di Sherwood Anderson, l'unico personaggio presente in quasi tutti i racconti, l'unico che avrà la forza d'imboccare una nuova strada, verso una vita diversa anche se segnata dalla sua Winesburg. Molto bello.

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    Paola C. said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    I don't know, it's probably my fault. I could see its magic only at times, and the other times I was not sure whether the book was taking the direction of a collection of short stories or a novel with George Willard as a protagonist.

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    il Ciri said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

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