I racconti di Belzebù al suo piccolo nipote

Critica oggettivamente imparziale della vita degli uomini

Di

Editore: Longanesi (L'Ottava, 8)

4.0
(108)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 338 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8830408395 | Isbn-13: 9788830408395 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Letizia Comba , Igor Legati

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri , Paperback

Genere: Filosofia , Religione & Spiritualità , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    il racconto mitologico dello "psichismo" umano

    Uno di quei libri a cui ci si arriva col tempo, xche' succedono certi incontri o segui un filone seriale che finisce li' negli anni. Non e' uno di quelli che prendi xche' ti vuoi interessare del perso ...continua

    Uno di quei libri a cui ci si arriva col tempo, xche' succedono certi incontri o segui un filone seriale che finisce li' negli anni. Non e' uno di quelli che prendi xche' ti vuoi interessare del personaggio, personalmente trovo questa strada assai difficile anche xche' vista l'enormita' di significati richiede di essere gia abbastanza navigati nella cosa. L'autore consiglia 3 letture in modo distinto, posso solo certificare l'impegno della prima: alla fine Belzebu diventa uno di quei migliori amici che non vorresti perdere mai, sob!

    ha scritto il 

  • 4

    prova iniziatica

    il solo "voler" iniziare questa lettura mette alla prova il nostro (anzi i nostri piccoli) io.
    Il linguaggio adoperato dall'autore è volutamente assurdo (lo ammette lui stesso nell'introduzione), e a ...continua

    il solo "voler" iniziare questa lettura mette alla prova il nostro (anzi i nostri piccoli) io.
    Il linguaggio adoperato dall'autore è volutamente assurdo (lo ammette lui stesso nell'introduzione), e a suo dire assolve allo scopo di scardinare il nostro vecchio paradigma e spingere il pensiero verso nuovi orizzonti

    ha scritto il 

  • 5

    Solo io mi sono accorto che...?

    Non sono ancora arrivato a pagina 100, probabilmente aggiornerò la recensione. Leggendo gli altri - e spulciando in giro - mi sembra di essere l'unico che si è accorto di una cosa...
    Qualcuno loda il ...continua

    Non sono ancora arrivato a pagina 100, probabilmente aggiornerò la recensione. Leggendo gli altri - e spulciando in giro - mi sembra di essere l'unico che si è accorto di una cosa...
    Qualcuno loda il libro per la presunta profondità esoterica (e può essere); qualcun altro si aspettava un'opera diversa, spirituale, religiosa, di differente respiro.
    Ma sono l'unico che si è reso conto che Gurdjieff potrebbe aver spiattellato quella verità dell'esoterismo che si cela dietro i simbolismi, cerimonie, riti, eccetera eccetera?
    Gurdjieff, MOLTO PRIMA che il tema ufologico si innestasse nel dibattito occidentale, e molto, molto prima che qualcuno a un certo punto tracciasse un parallelo tra ufo e religioni, sta rileggendo la storia dell'Universo sotto questo aspetto. C'è un Dio "centrale", e gli angeli al suo servizio si muovono nell'universo fisico ricorrendo da una parte ai noti (per le religioni) supporti "animici", e dall'altra ricorrendo a una tecnologia efficace nella realtà palpabile.
    A leggere oggi il testo, sembra una delle tante opere ufologiche nemmeno tanto approfondite. In realtà bisogna considerare questo come il primissimo testo di questo filone, ed è significativo, comunque la si pensi, che giunga da uno dei più grandi Maestri dell'esoterismo del '900. Perché il testo è stato scritto quando nessuno, praticamente, parlava di Ufo, e tantomeno si metteva a disquisire sui metodi di alimentazione di questi vascelli interplanetari.
    Non solo: come detto la cacciata dei démoni nel sistema solare, viene riletta in chiave ufologica, e non solo religiosa animica. Oggi accendiamo History Channel e siamo subissati da documentari più o meno autorevoli che tentano nuovi paradigmi interpretativi dei libri sacri, e siamo talmente abituati a certi discorsi che quasi non ce ne accorgiamo. Ma Gurdjieff scrive il libro... comincia a scriverlo... negli anni '20. Quando nessuno parlava di questi temi. Escluso forse Charles Fort, che però era ancora lungi dall'abbozzare una critica filo-religiosa del fenomeno (manco si parlava di UFO, ripeto).
    Uno dei tanti dettagli che mi ha colpito è che il capitano, o governatore, di non so quale vascello o flotta preposta al sistema solare in cui viviamo, si chiamerebbe nel libro ASHqualcosa SHEqualcosa. Dove al posto di "qualcosa" ci sono un sacco di lettere strane. Be', fin qui niente di particolare. Se non che negli anni '60, alcuni contattisti presi sul serio dagli ufologi, sostennero di aver ricevuto dei messaggi da un certo ASHtar SHEran, presunto comandante del distaccamento ufo preposto alla supervisione del nostro pianeta. Personaggio che in questi messaggi parla della sua "razza" come di un popolo di un altro pianeta (di altri pianeti), la quale viene descritta come il braccio di Dio, che riceve ordini direttamente dalla schiera angelica (deputata al pensiero).
    Tra l'altro anche un rapporto dell'FBI reso pubblico negli ultimi anni racconta fatti analoghi, vale a dire di UFO che entrano ed escono a piacimento dal piano animico a quello materiale, anche se il report è stato giudicato dall'odierna FBI non come la posizione ufficiale dei federali americani, ma come un rapporto scritto da un agente che conteneva la sua visione personale sul fenomeno ufologico.
    Ma insomma: questo ASHTar SHEran rilancerebbe qualche decennio dopo il nocciolo della cosmogonia che Gurdjieff presenta in questo libro. Gurdjieff che peraltro non è mai stato accreditato di centrare qualcosa con l'ufologia, questo testo infatti viene più che altro giudicato allegoricamente, anche se il Maestro armeno ha sempre parlato dell'universo come di un'entità in cui tutte le cose sono collegate attraverso vari livelli e i pianeti abitati se non da uomini in carne e ossa, dalle anime delle popolazioni universali chiamate a espiare, a crescere e a purificarsi attraverso le leggi del karma. Dunque che dire di questa coincidenza tra le iniziali dei personaggi del libro e dei contattisti? Che dire della stessa cosmogonia tirata in ballo? Una coincidenza? I contattisti hanno attinto a piene mani da Gurdjieff che pure nessuno cita mai in ambito ufologico (e di certo loro non l'hanno mai citato come pezza d'appoggio alle loro teorie, mentre avrebbe fatto comodo ricollegarsi a uno che viene ritenuto autorevole quantomeno nel suo ambito), e quindi Gurdjieff è suo malgrado e a insaputa di molti l'ispiratore di buona fetta dei moderni paradigmi ufologici? Oppure sia Gurdjieff che questi nuovi analisti dell'ufologia raccontano qualcosa di vero e ci sono arrivati per sentieri diversi ma ugualmente sboccanti sull'unico teatro possibile poiché, appunto, veritiero?

    ha scritto il 

  • 4

    Aspettando la "coda"

    La dose di quella che Gurdjieff chiama "sofferenza volontaria", a cui ognuno di noi si dovrebbe sottoporre, con la lettura di questo libro è sicuramente arrivata. Ma sono soddisfatta di averlo termina ...continua

    La dose di quella che Gurdjieff chiama "sofferenza volontaria", a cui ognuno di noi si dovrebbe sottoporre, con la lettura di questo libro è sicuramente arrivata. Ma sono soddisfatta di averlo terminato; gli strumenti per riflettere sono tanti, anche se rimarrebbe sicuramente deluso chi cerca delle risposte. Infatti Gurdjieff non esprime mai la sua opinione personale sui vari argomenti e non fornisce consigli. Si accontenta semplicemente di trasferire dei fatti "oggettivi" che possano permettere al lettore di farsi una propria opinione individuale e di attivare il pensiero.

    ha scritto il 

  • 1

    Chissà perchè ho sempre l'impressione che Goudjeff cerchi di prendere il lettore per il culo.
    Forse perchè lo ha fatto tutta la vita facendosi mantenere dai suoi discepoli o parassatiando sulle spalle ...continua

    Chissà perchè ho sempre l'impressione che Goudjeff cerchi di prendere il lettore per il culo.
    Forse perchè lo ha fatto tutta la vita facendosi mantenere dai suoi discepoli o parassatiando sulle spalle degli altri.
    Peccato non si possa dare zero stelle

    ha scritto il 

  • 1

    Ho letto a fatica i primi capitoli. Li ho trovati avvincenti come un trattato di biochimica e scientificamente rigorosi come un romanzo di Van Vogt. Penso di ritornare a Van Vogt che perlomeno risulta ...continua

    Ho letto a fatica i primi capitoli. Li ho trovati avvincenti come un trattato di biochimica e scientificamente rigorosi come un romanzo di Van Vogt. Penso di ritornare a Van Vogt che perlomeno risulta divertente e senza pretese di insegnamenti esoterici.

    ha scritto il