I racconti di Pietroburgo

Di

Editore: Garzanti (Grandi libri)

4.2
(2036)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 270 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8811130301 | Isbn-13: 9788811130307 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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Nei racconti del ciclo pietroburghese la capitale (che all'ucraino Gogol' appare come una città non russa, splendida facciata di un edificio ormai in rovina dove si conduce una vita vuota, esteriore, alienata) si fa al tempo stesso scenario grottesco e sinistro burattinaio di quella "vita vegetativa" verso la quale lo scrittore si sentì sempre attirato, in un duplice atteggiamento di compiacimento partecipe e di beffarda ironia.
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  • 5

    "Siamo tutti usciti dal Cappotto di Gogol" ( Fedor Dostoevskij)

    Premessa d' obbligo : Nikolaj Vasilevic Gogol è un genio.
    E come tutti i grandi geni i parrucconi dei circoli letterari hanno fatto a gara a volerlo catalogare in un confine.
    Così abbiamo un Gogol pre ...continua

    Premessa d' obbligo : Nikolaj Vasilevic Gogol è un genio.
    E come tutti i grandi geni i parrucconi dei circoli letterari hanno fatto a gara a volerlo catalogare in un confine.
    Così abbiamo un Gogol precursore del realismo socialista, ci giriamo,et voilà eccolo come caposcuola del realismo magico. Per alcuni poi, Gogol è l'anticipatore di una certa letteratura dell'assurdo,un Kafka ante- litteram, per altri uno scrittore umorista e basta. Chi ha ragione? La verità è che tutti hanno ragione e torto insieme, perché Gogol, come tutti i grandi geni trascende le categorie, e non si fa definire. Gogol, un po Kafka, un po' Fantozzi, ma soprattutto tanto Gogol.

    ha scritto il 

  • 4

    "Fatti assurdi avvengono in questo mondo, da cui talvolta ogni verosimiglianza è bandita."
    (Il naso, p. 44)

    "Dio, che cosa è la vita nostra! Una perenne zuffa della fantasia colla realtà!"
    (La Prospet ...continua

    "Fatti assurdi avvengono in questo mondo, da cui talvolta ogni verosimiglianza è bandita."
    (Il naso, p. 44)

    "Dio, che cosa è la vita nostra! Una perenne zuffa della fantasia colla realtà!"
    (La Prospettiva, p. 136)

    ha scritto il 

  • 5

    Una Pietroburgo stregata, in cui le maschere dell’apparenza e delle convenzioni sociali cadono lasciando in vista gli spettri e le strane creature che la popolano realmente. Un incubo, a tratti comico ...continua

    Una Pietroburgo stregata, in cui le maschere dell’apparenza e delle convenzioni sociali cadono lasciando in vista gli spettri e le strane creature che la popolano realmente. Un incubo, a tratti comico, a tratti angosciante, dopo un’indigestione da zuppa di cavolo alla russa.

    ha scritto il 

  • 4

    Le paure, le ossessioni, i fantasmi, i demoni di Gogol sull'affresco di una San Pietroburgo che assomiglia a una capitale della Mitteleuropa. Si cammina nella sue vie accanto a un naso staccatosi da u ...continua

    Le paure, le ossessioni, i fantasmi, i demoni di Gogol sull'affresco di una San Pietroburgo che assomiglia a una capitale della Mitteleuropa. Si cammina nella sue vie accanto a un naso staccatosi da un viso eagghindato da ufficiale o da giovani ufficialetti che si invaghiscono delle prime gonnelle accondiscendenti e compiacenti. Un vagare fra realtà e fantasia che introduce al grande scrittore russo.

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  • 5

    Un naso che se ne va a passeggio, in uniforme, per le strade della città, dopo aver abbandonato il volto dello stupefatto proprietario; un ritratto demoniaco che fa perdere il lume della ragione a chi ...continua

    Un naso che se ne va a passeggio, in uniforme, per le strade della città, dopo aver abbandonato il volto dello stupefatto proprietario; un ritratto demoniaco che fa perdere il lume della ragione a chi lo guarda; il diario farneticante di un uomo vittima di una inesorabile follia; i fatali incontri sulla via principale di Pietroburgo (la celebre Prospettiva Nevskij); la satira corrosiva sulla burocrazia zarista che uccide perfino i sentimenti.
    Gogol’ è l’emblema dello scrittore che non ama essere confinato in un genere (realismo, romanticismo, surrealismo – e chi più ne ha più ne metta), perché i generi letterari sono catalogazioni inventate dai critici, mentre la letteratura – la buona letteratura – non ama i recinti, per quanto utili possano risultare a chi si diverte ad appiccicare etichette.

    ha scritto il 

  • 5

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/08/03/racconti-di-pietroburgo-nikolaj-gogol/

    “Tutto qui è diverso che negli altri quartieri di Pietroburgo: qui non ci si sente né alla capitale né in provinci ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/08/03/racconti-di-pietroburgo-nikolaj-gogol/

    “Tutto qui è diverso che negli altri quartieri di Pietroburgo: qui non ci si sente né alla capitale né in provincia; ogni giovanile desiderio e slancio, senti che per le strade di Kolomna t’abbandona. L’avvenire non si spinge fin qui, qui tutto è quiete e ritiro, qui si trova tutto ciò che s’è depositato dall’agitazione della capitale. Qui abitano impiegati a riposo, vedove, la gente modesta che ha a che fare col Senato e che perciò s’è condannata qui per quasi tutta la vita; cuoche disoccupate che girellano l’intero giorno per i mercati, cicalano coi garzoni delle botteghe e mettono insieme ogni giorno cinque copechi di caffè e quattro di zucchero, infine tutta quella classe di persone che si può definire con una parola cinerea, gente che col suo vestito, colla sua faccia, coi suoi capelli e con i suoi occhi ha un aspetto come appannato, cinereo appunto, come che non sia una giornata di tempesta né di sole ma semplicemente così, né l’una cosa né l’altra...”
    (Nikolaj Gogol’, estratto da “Il ritratto”, in “Racconti di Pietroburgo”, ed. Einaudi, traduzioni di Tommaso Landolfi)

    Gogol’ è sempre un garanzia per me, lo è ancora di più quando è tradotto da Tommaso Landolfi. Nell’edizione Einaudi che ho letto, sono contenuti cinque racconti: “Il naso”, “Il ritratto”, “La Prospettiva”, “Il giornale di un pazzo”, “Il mantello”. Su un paio di questi avevo scritto, tempo fa, alcune brevi impressioni. Sugli altri, complice il caldo, preferisco tacere, lasciando la parola a Gogol’ stesso. Prima di lasciarvi a un altro estratto dai suoi racconti, aggiungo che, in appendice, ci sono due scritti dedicati a Pietroburgo e a Roma.

    “Ma la cosa più strana sono i fatti che avvengono sulla Prospettiva. Oh, non vi fidate della Prospettiva! Io sempre mi avvolgo più stretto nel mantello, quando ci passo, e mi studio di non guardare gli oggetti circostanti. Tutto qui è inganno, tutto delirio, tutto è altro da ciò che sembra. Voi credete che quel signore che passeggia là in un soprabito di taglio eccellente sia molto ricco; neanche per idea: tutte le sue sostanze sono investite in quel soprabito. Immaginate che quei due grassoni che si sono fermati davanti a quella chiesa ne stiano giudicando l’architettura; niente affatto: essi ragionano di due corvi che si sono appollaiati uno di fronte all’altro in modo tanto buffo. Pensate che quel tipo passionale che agita le mani narri una certa storia di sua moglie con un ufiziale; niente affatto: egli parla di Lafayette. Pensate che quelle dame...ma delle dame fidatevi meno che mai. E guardatevi dal fermarvi davanti alle vetrine dei negozi: i ninnoli che vi sono esposti, son certo bellissimi, ma ci corrono fior di banconote. Iddio poi vi preservi dal guardare sotto i cappelli delle signore. Ha un bell’ondeggiare il mantello d’una beltà, io, per me, per nulla al mondo andrò dietro di lei a curiosare. Lungi, in nome di Dio, lungi dal lampione! E presto, il più presto che potete, passate oltre! È ancora una fortuna se avrete evitato che esso lasci gocciare il suo olio graveolente sul vostro elegante soprabito. Ma anche a prescindere dal lampione, ogni cosa qui respira l’inganno. Essa mente a ogni ora, questa Prospettiva, ma più che mai quando la notte colla sua folta massa vi scende facendo risaltare le mura bianche e giallastre delle case, quando l’intera città si tramuta in tuono e lampo, miriadi di carrozze si riversano sui ponti, i postiglioni gridano e balzano sui cavalli, e quando il demonio stesso accende le luci solo per mostrare ogni cosa in un fallace aspetto.”
    (estratto da “La Prospettiva”)

    ha scritto il 

  • 5

    "Roma" è il racconto di Gogol' più bello che abbia mai letto finora. Descrizioni incredibilmente delicate e leggere, eppure al contempo penetranti e capaci di cogliere i più piccoli dettagli e le migl ...continua

    "Roma" è il racconto di Gogol' più bello che abbia mai letto finora. Descrizioni incredibilmente delicate e leggere, eppure al contempo penetranti e capaci di cogliere i più piccoli dettagli e le migliori sfumature. "Il naso" è, invece, veramente divertente.

    ha scritto il 

  • 3

    Raccolta di alcuni dei racconti più famosi di Gogol, con un'appendice che, onestamente, non ho letto. Gogol mescola il quotidiano realistico e il fantastico in modo grottesco e ironico. Una lettura pi ...continua

    Raccolta di alcuni dei racconti più famosi di Gogol, con un'appendice che, onestamente, non ho letto. Gogol mescola il quotidiano realistico e il fantastico in modo grottesco e ironico. Una lettura piena di umorismo ma al tempo stesso di satira sociale e, mi è parso, di profondo pessimismo.

    ha scritto il 

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