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I ragazzi del massacro

Noir italiano n. 06

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.1
(936)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 233 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000093718 | Data di pubblicazione: 

Illustrazione di copertina: Mika/Zefa/Corbis

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Un'aula scolastica, una lavagna piena di parolacce e disegni osceni e il cadavere di una giovane donna completamente nuda, orrendamente massacrata di botte, i suoi abiti sparsi dappertutto. La vittima è Matilde Crescenzaghi, fragile e delicata signorina della piccola borghesia dell'Alta Italia, "insegnante di varie materie e anche buona educazione" nella scuola serale Andrea e Maria Fustagni. Un ambiente non molto raccomandabile, visto che spesso gli studenti sono già passati per il riformatorio o vengono da famiglie difficili. A risolvere il caso sarà un personaggio di culto come Duca Lamberti, medico e investigatore, alle prese questa volta con un ambiente insolito, morboso, feroce.
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  • 4

    Giallo crudo come i delitti reali

    Nell’aula di una scuola serale x ragazzi disadattati, la lavagna è piena di disegni osceni. A terra, uccisa a botte e stuprata, la giovane maestra. Colpevoli del massacro, i suoi undici allievi. La lo ...continua

    Nell’aula di una scuola serale x ragazzi disadattati, la lavagna è piena di disegni osceni. A terra, uccisa a botte e stuprata, la giovane maestra. Colpevoli del massacro, i suoi undici allievi. La loro linea di difesa è semplice: accusarsi l’un l’altro. Il commissario Lamberti vuole indagare sulle responsabilità di ciascuno, e sospetta che dietro al bestiale omicidio ci sia un mandante. La storia è semplice e cruda, come i delitti reali. C’è qualcosa, nei romanzi di Scerbanenco, che mette a disagio. I suoi protagonisti sono tutti perdenti: i poliziotti sfiduciati e oberati di lavoro, le maestre e le assistenti sociali illuse di portare redenzione, i ragazzi già segnati da malattie e disagio sociale e familiare, le prostitute sfruttate e picchiate, le donne precocemente invecchiate o sfregiate, i piccoli criminali incattiviti da anni di carcere, i protettori e il loro squallido mondo. Duca Lamberti non è un poliziotto bonario come Maigret o il maresciallo di Soldati, amanti della pipa o della buona cucina, è cupo, teso, arrabbiato quanto i criminali, e usa a volte metodi poco ortodossi x convincerli a collaborare. Per lui, con le buone maniere si ottiene poco. Accanitamente, quasi con fanatismo, cerca i colpevoli, anche se lui stesso non crede possa servire a molto, se presto una legge troppo permissiva li rimetterà in libertà. Un mondo grigio, fangoso, tetro, come la nebbia che avvolge Milano alla fine degli anni ’60, eppure intrigante.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrivere 45 anni fa una storia così era avventato, per gli aspetti scandalistici presenti. Grande caratterizzazione dei personaggi e pietà per tutti.Un precursore, come sappiamo.

    ha scritto il 

  • 2

    Non particolarmente convincente la mia prima esperienza di lettura con il giallista italiano Giorgio Scerbanenco, ma il risultato potrebbe forse anche essere dovuto al fatto che I ragazzi del massacro ...continua

    Non particolarmente convincente la mia prima esperienza di lettura con il giallista italiano Giorgio Scerbanenco, ma il risultato potrebbe forse anche essere dovuto al fatto che I ragazzi del massacro da me letto rappresenta la terza delle quattro indagini del medico e investigatore Duca Lamberti, non so.

    ha scritto il 

  • 1

    Di Scerbanenco, ritenuto uno dei padri del noir italiano, sinora ho letto davvero poco, per quantità, e le mie impressioni erano piuttosto vaghe.
    Questo è il primo romanzo: mi ha rubato un paio d'ore ...continua

    Di Scerbanenco, ritenuto uno dei padri del noir italiano, sinora ho letto davvero poco, per quantità, e le mie impressioni erano piuttosto vaghe.
    Questo è il primo romanzo: mi ha rubato un paio d'ore lasciandomi interdetta perché è solo risciacquatura di piatti.
    Storia insignificante, stile elementare, terminologia obsoleta. Sembra un harmony in nero. Pretese sociologiche tante.
    Ha, indirettamente e incidentalmente, una significativa valenza di costume e linguistica: ancora negli anni '60 l'Italia era un paese immerso nella bambagia e giusto scrittori di razza sapevano e potevano dire, ergendosi dal piattume di una società mentalmente retrò. Col '68 si sono tutti evoluti e persino i corvi hanno imparato a camuffarsi da pavoni. Ai lettori per sopravvivere tocca sapere di ornitologia.

    ha scritto il 

  • 4

    Una scoperta

    In genere non amo particolarmente i gialli, e non avevo mai letto niente di Scerbanenco. Questo libro è arrivato a casa mi assieme agli altri tre della quadrilogia di Duca Lamberti, e il titolo mi ha ...continua

    In genere non amo particolarmente i gialli, e non avevo mai letto niente di Scerbanenco. Questo libro è arrivato a casa mi assieme agli altri tre della quadrilogia di Duca Lamberti, e il titolo mi ha ispirato - anche se è il terzo, e non il primo della serie. Ci ho trovato un neorealismo che in parte ricordo dall'infanzia, e la prosa scarna che mi tiene incollata alle pagine.

    ha scritto il 

  • 4

    La bellezza sobria di un noir ambientato tra le nebbie di Milano

    Milano, anni ’60. Undici giovani frequentatori di scuola serale seviziano e uccidono brutalmente la loro irreprensibile maestrina (la signoria Matilde Crescenzaghi fu Michele e Ada Pirelli). Si tratta ...continua

    Milano, anni ’60. Undici giovani frequentatori di scuola serale seviziano e uccidono brutalmente la loro irreprensibile maestrina (la signoria Matilde Crescenzaghi fu Michele e Ada Pirelli). Si tratta di giovane feccia: tutti elementi parecchio giovani, ma già con diversi precedenti penali, anni di rifomatorio, deviazioni di ogni tipo e famiglie di origine in vari modi disagiate.
    A indagare sul truculento fattaccio c’è il commissario Duca Lamberti, mente fine abbinata a personalità tenace: un animo buono, ma tormentato, che come unico obiettivo nella vita sembra avere la ricerca della Verità. Con lui l’enigmatica Livia Ussaro – compagna silenziosa dal fascino misterioso, che crede cecamente nella buona fede e nelle capacità dell’uomo a cui sta vicino – il capo severo ma bonario Càrrua e il fido agente Mascaranti: un uomo forte e semplice, dai modi spicci, che risponde sempre e comunque agli ordini che gli impartisce il suo capo.
    Oltre a quel grande personaggio secondario che è la nebbia meneghina, si affaccia sulla scena come comprimario anche Lorenza, la sorella del protagonista: una giovane donna fragile e molto sfortunata, ma piena di diginità, capace di sopportare uno dei più tremendi dolori della vita, senza scadere in vergognose scenate drammatiche.

    Pubblicato per la prima volta nel 1968, questo è il terzo romanzo di Scerbanenco del ciclo in cui è protagonista Duca Lamberti. Un libro di una rara bellezza sobria, a tratti spigoloso ma incredibilmente affascinante, Si legge con grande facilità. La storia è parecchio avvincente, incuriosisce: semplice, pulita e lineare, non ci sono flashback o flash forward – a Scerbanenco sembrano non servire. L’autore spiega l’omicidio facendo ripercorrere al protagonista il luogo del delitto, ci mostra per sommi capi l’interrogatorio dei sospettati (che sono praticamente colpevoli già conclamanti) e va dritto al punto. Deliziosa la storia parallela: l’ho trovata di un realismo brutale, ma efficacissima. Contribuisce a sottolineare i punti deboli del protagonista, a far restare l’eroe con i piedi per terra, a mostrare al lettore l’incredibile umanità del soggetto a cui è demandato lo sbrogliamento della matassa.

    ha scritto il 

  • 0

    Il mio amatissimo Scerba!

    Come non amare Scerbanenco! Che talento, che immaginazione, che stile! Adoro Duca Lamberti, un grande personaggio, talmente ben fatto da sembrare vivo e reale! Che classe...

    ha scritto il 

  • 4

    Sia pur assai vagamente, preconizza il massacro del Circeo. Duca Lamberti è, come sempre, impietoso e determinato. Qualche tenerezza con la Livia Ussaro, già conosciuta in Venere Privata. Molto poco i ...continua

    Sia pur assai vagamente, preconizza il massacro del Circeo. Duca Lamberti è, come sempre, impietoso e determinato. Qualche tenerezza con la Livia Ussaro, già conosciuta in Venere Privata. Molto poco in sé, moltissimo conoscendo il personaggio. Emergono particolari raccapriccianti e anche la consueta autocensura si affievolisce. Probabilmente, uno dei migliori di Scerbanenco.

    ha scritto il