I ragazzi del massacro

Noir italiano n. 06

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.1
(958)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 233 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000093718 | Data di pubblicazione: 

Illustrazione di copertina: Mika/Zefa/Corbis

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un'aula scolastica, una lavagna piena di parolacce e disegni osceni e il cadavere di una giovane donna completamente nuda, orrendamente massacrata di botte, i suoi abiti sparsi dappertutto. La vittima è Matilde Crescenzaghi, fragile e delicata signorina della piccola borghesia dell'Alta Italia, "insegnante di varie materie e anche buona educazione" nella scuola serale Andrea e Maria Fustagni. Un ambiente non molto raccomandabile, visto che spesso gli studenti sono già passati per il riformatorio o vengono da famiglie difficili. A risolvere il caso sarà un personaggio di culto come Duca Lamberti, medico e investigatore, alle prese questa volta con un ambiente insolito, morboso, feroce.
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  • 3

    La scuola serale frequentata dai teppisti, a Milano, dove piazzale Loreto cede il passo a viale Monza, a viale Padova e al Casoretto. Una maestrina ammazzata a botte e sfigurata, a quanto pare dall'in ...continua

    La scuola serale frequentata dai teppisti, a Milano, dove piazzale Loreto cede il passo a viale Monza, a viale Padova e al Casoretto. Una maestrina ammazzata a botte e sfigurata, a quanto pare dall'intera scolaresca, che si è ubriaca (o è stata fatta ubriacare) con l'anice lattescente. Si cerca un mandante, Duca Lamberti indaga.
    Il terzo romanzo della serie nera di Giorgio Scerbanenco, datato 1968, arriva dritto dritto dall'800. Con una carica di ferocia quasi intollerabile, c'è un clima da “Le iene” che sarebbe piaciuto a Quentin Tarantino. Dei tre romanzi di Lamberti è il più violento, il più lungo, il meno riuscito. Lombrosiano nell'impostazione, ecco la premessa: «La signorina Matilde Crescenzaghi fu Michele e Ada Pirelli, nubile, insegnava alla Scuola serale Andrea e Maria Fuscagni a una classe mista di ragazzi dai 13 ai vent'anni, la maggior parte dei quali erano stati in riformatorio, o avevano il padre alcolizzato o la madre dedita al meretricio, vi erano diversi tubercolosi e alcuni eredoluetici. Meglio sarebbe stato che la classe fosse stata tenuta da un sergente maggiore della legione straniera, e non da lei, fragile, delicata signorina della piccola borghesia dell'Alta Italia».
    Rabbioso e quasi pre-poliziottesco (ma non mancano i personaggi e le situazioni: il quattordicenne Carolino Marassi e il tentativo di Duca Lamberti di traghettarlo a una vita normale), in più platealmente omofobo: il ragazzino forse gay è qui già “l'invertito”. Dietro l'angolo però c'è il quarto episodio della serie, “I milanesi ammazzano al sabato”. Il capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    E bravo Scerbanenco.

    Mi è piaciuto molto questo libro. La quarta stellina però gliel'ha conferita il finale.
    Grazie a chi me lo ha regalato, uno dei tanti libri preziosi che custodirò gelosamente.
    Ora non mi resta che rec ...continua

    Mi è piaciuto molto questo libro. La quarta stellina però gliel'ha conferita il finale.
    Grazie a chi me lo ha regalato, uno dei tanti libri preziosi che custodirò gelosamente.
    Ora non mi resta che recuperare gli altri libri, con Duca come protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere i libri di Scerbanenco nel 2015 significa avere in mano una specie di meta-libro. Oltre a conoscere e ad appassionarsi al personaggio così potente di Duca Lamberti, si entra pienamente nell'e ...continua

    Leggere i libri di Scerbanenco nel 2015 significa avere in mano una specie di meta-libro. Oltre a conoscere e ad appassionarsi al personaggio così potente di Duca Lamberti, si entra pienamente nell'epoca (e nell'Italia) durante la quale sono stati scritti questi libri. Questo non fa risultare i libri antiquati, anzi li rende ancora più interessanti.

    Questo terzo della serie di Duca Lamberti raggiunge un livello superiore, narrare un delitto orribile non indugiando nella morbosità, scrivendo in maniera superba.

    ha scritto il 

  • 4

    Scerbanenco, sempre una certezza

    "I ragazzi del massacro" fu scritto da Scerbanenco nel 1968.
    Terzo romanzo del ciclo di Duca Lamberti, ambientato a Milano come i precedenti, ispirò anche il film omonimo.
    Si tratta dell'indagine sull ...continua

    "I ragazzi del massacro" fu scritto da Scerbanenco nel 1968.
    Terzo romanzo del ciclo di Duca Lamberti, ambientato a Milano come i precedenti, ispirò anche il film omonimo.
    Si tratta dell'indagine sull'omicidio di una giovane insegnante, avvenuto nell'aula di una scuola serale per ragazzi "socialmente problematici". Perché undici ragazzi hanno spogliato, seviziato e percosso a morte la loro insegnante? Perché nessuno di loro può affermare di non essere stato presente e tutti sostengono di non aver fatto niente? L'ispettore non si arrende e porta l'indagine oltre i canoni della burocrazia. Il romanzo è crudo nella realistica descrizione dell'accaduto e, come al solito, Scerbanenco non rappresenta solo mirabilmente uno spaccato umano e amaro dei nostri anni '60: come il suo Duca Lamberti, l'autore va contro ogni superficialità e perbenismo ......

    ha scritto il 

  • 4

    Una banda di giovinastri massacra la maestra della scuola serale e Duca Lamberti, diventato poliziotto a tutti gli effetti, si getta anima e corpo delle indagini, ignorando persino la tragedia familia ...continua

    Una banda di giovinastri massacra la maestra della scuola serale e Duca Lamberti, diventato poliziotto a tutti gli effetti, si getta anima e corpo delle indagini, ignorando persino la tragedia familiare che sua sorella Lorenza sta vivendo, supportata dall'immancabile Livia Ussari, la "Minerva personale e privata" di Lamberti. Una storia straziante e sordida, che tiene incollati dalla prima all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    Giallo crudo come i delitti reali

    Nell’aula di una scuola serale x ragazzi disadattati, la lavagna è piena di disegni osceni. A terra, uccisa a botte e stuprata, la giovane maestra. Colpevoli del massacro, i suoi undici allievi. La lo ...continua

    Nell’aula di una scuola serale x ragazzi disadattati, la lavagna è piena di disegni osceni. A terra, uccisa a botte e stuprata, la giovane maestra. Colpevoli del massacro, i suoi undici allievi. La loro linea di difesa è semplice: accusarsi l’un l’altro. Il commissario Lamberti vuole indagare sulle responsabilità di ciascuno, e sospetta che dietro al bestiale omicidio ci sia un mandante. La storia è semplice e cruda, come i delitti reali. C’è qualcosa, nei romanzi di Scerbanenco, che mette a disagio. I suoi protagonisti sono tutti perdenti: i poliziotti sfiduciati e oberati di lavoro, le maestre e le assistenti sociali illuse di portare redenzione, i ragazzi già segnati da malattie e disagio sociale e familiare, le prostitute sfruttate e picchiate, le donne precocemente invecchiate o sfregiate, i piccoli criminali incattiviti da anni di carcere, i protettori e il loro squallido mondo. Duca Lamberti non è un poliziotto bonario come Maigret o il maresciallo di Soldati, amanti della pipa o della buona cucina, è cupo, teso, arrabbiato quanto i criminali, e usa a volte metodi poco ortodossi x convincerli a collaborare. Per lui, con le buone maniere si ottiene poco. Accanitamente, quasi con fanatismo, cerca i colpevoli, anche se lui stesso non crede possa servire a molto, se presto una legge troppo permissiva li rimetterà in libertà. Un mondo grigio, fangoso, tetro, come la nebbia che avvolge Milano alla fine degli anni ’60, eppure intrigante.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrivere 45 anni fa una storia così era avventato, per gli aspetti scandalistici presenti. Grande caratterizzazione dei personaggi e pietà per tutti.Un precursore, come sappiamo.

    ha scritto il 

  • 2

    Non particolarmente convincente la mia prima esperienza di lettura con il giallista italiano Giorgio Scerbanenco, ma il risultato potrebbe forse anche essere dovuto al fatto che I ragazzi del massacro ...continua

    Non particolarmente convincente la mia prima esperienza di lettura con il giallista italiano Giorgio Scerbanenco, ma il risultato potrebbe forse anche essere dovuto al fatto che I ragazzi del massacro da me letto rappresenta la terza delle quattro indagini del medico e investigatore Duca Lamberti, non so.

    ha scritto il 

  • 1

    Di Scerbanenco, ritenuto uno dei padri del noir italiano, sinora ho letto davvero poco, per quantità, e le mie impressioni erano piuttosto vaghe.
    Questo è il primo romanzo: mi ha rubato un paio d'ore ...continua

    Di Scerbanenco, ritenuto uno dei padri del noir italiano, sinora ho letto davvero poco, per quantità, e le mie impressioni erano piuttosto vaghe.
    Questo è il primo romanzo: mi ha rubato un paio d'ore lasciandomi interdetta perché è solo risciacquatura di piatti.
    Storia insignificante, stile elementare, terminologia obsoleta. Sembra un harmony in nero. Pretese sociologiche tante.
    Ha, indirettamente e incidentalmente, una significativa valenza di costume e linguistica: ancora negli anni '60 l'Italia era un paese immerso nella bambagia e giusto scrittori di razza sapevano e potevano dire, ergendosi dal piattume di una società mentalmente retrò. Col '68 si sono tutti evoluti e persino i corvi hanno imparato a camuffarsi da pavoni. Ai lettori per sopravvivere tocca sapere di ornitologia.

    ha scritto il