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I ragazzi del massacro

Noir italiano n. 06

By Giorgio Scerbanenco

(180)

| Hardcover

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Book Description

Un'aula scolastica, una lavagna piena di parolacce e disegni osceni e il cadavere di una giovane donna completamente nuda, orrendamente massacrata di botte, i suoi abiti sparsi dappertutto. La vittima è Matilde Crescenzaghi, fragile e delicata signor Continue

Un'aula scolastica, una lavagna piena di parolacce e disegni osceni e il cadavere di una giovane donna completamente nuda, orrendamente massacrata di botte, i suoi abiti sparsi dappertutto. La vittima è Matilde Crescenzaghi, fragile e delicata signorina della piccola borghesia dell'Alta Italia, "insegnante di varie materie e anche buona educazione" nella scuola serale Andrea e Maria Fustagni. Un ambiente non molto raccomandabile, visto che spesso gli studenti sono già passati per il riformatorio o vengono da famiglie difficili. A risolvere il caso sarà un personaggio di culto come Duca Lamberti, medico e investigatore, alle prese questa volta con un ambiente insolito, morboso, feroce.

154 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La bellezza sobria di un noir ambientato tra le nebbie di Milano

    Milano, anni ’60. Undici giovani frequentatori di scuola serale seviziano e uccidono brutalmente la loro irreprensibile maestrina (la signoria Matilde Crescenzaghi fu Michele e Ada Pirelli). Si tratta di giovane feccia: tutti elementi parecchio giova ...(continue)

    Milano, anni ’60. Undici giovani frequentatori di scuola serale seviziano e uccidono brutalmente la loro irreprensibile maestrina (la signoria Matilde Crescenzaghi fu Michele e Ada Pirelli). Si tratta di giovane feccia: tutti elementi parecchio giovani, ma già con diversi precedenti penali, anni di rifomatorio, deviazioni di ogni tipo e famiglie di origine in vari modi disagiate.
    A indagare sul truculento fattaccio c’è il commissario Duca Lamberti, mente fine abbinata a personalità tenace: un animo buono, ma tormentato, che come unico obiettivo nella vita sembra avere la ricerca della Verità. Con lui l’enigmatica Livia Ussaro – compagna silenziosa dal fascino misterioso, che crede cecamente nella buona fede e nelle capacità dell’uomo a cui sta vicino – il capo severo ma bonario Càrrua e il fido agente Mascaranti: un uomo forte e semplice, dai modi spicci, che risponde sempre e comunque agli ordini che gli impartisce il suo capo.
    Oltre a quel grande personaggio secondario che è la nebbia meneghina, si affaccia sulla scena come comprimario anche Lorenza, la sorella del protagonista: una giovane donna fragile e molto sfortunata, ma piena di diginità, capace di sopportare uno dei più tremendi dolori della vita, senza scadere in vergognose scenate drammatiche.

    Pubblicato per la prima volta nel 1968, questo è il terzo romanzo di Scerbanenco del ciclo in cui è protagonista Duca Lamberti. Un libro di una rara bellezza sobria, a tratti spigoloso ma incredibilmente affascinante, Si legge con grande facilità. La storia è parecchio avvincente, incuriosisce: semplice, pulita e lineare, non ci sono flashback o flash forward – a Scerbanenco sembrano non servire. L’autore spiega l’omicidio facendo ripercorrere al protagonista il luogo del delitto, ci mostra per sommi capi l’interrogatorio dei sospettati (che sono praticamente colpevoli già conclamanti) e va dritto al punto. Deliziosa la storia parallela: l’ho trovata di un realismo brutale, ma efficacissima. Contribuisce a sottolineare i punti deboli del protagonista, a far restare l’eroe con i piedi per terra, a mostrare al lettore l’incredibile umanità del soggetto a cui è demandato lo sbrogliamento della matassa.

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    Smeerch said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Cinque stelle alla saga

    Il libro, sempre molto bello, merita le quattro stelle che ho già dato agli altri tre capitoli della saga di Duca Lamberti ("Venere privata", "Traditori di tutti" e il successivo "I milanesi ammazzano il sabato").
    Tuttavia l'insieme della saga merita ...(continue)

    Il libro, sempre molto bello, merita le quattro stelle che ho già dato agli altri tre capitoli della saga di Duca Lamberti ("Venere privata", "Traditori di tutti" e il successivo "I milanesi ammazzano il sabato").
    Tuttavia l'insieme della saga merita, per la sua credibilità narrativa e per le emozioni che regala, una quinta stella ad honorem.
    Belle sono le trame dei singoli noir e interessante anche la storia trasversale tra Duca e Livia, con la sorella e con il severo capo Càrrua.
    L'unico punto che ho maldigerito è stata l'ossessivo disprezzo ripetutamente rivolto da Scerbanenco agli omosessuali, chiamati invertiti o anormali e oggetto delle peggio abitudini.
    E' vero che si parla di libri scritti e ambientati negli anni Sessanta, epoca certamente meno tollerante verso l'omosessualità rispetto a questi anni.
    Tuttavia il fatto che questo tono si ripeta in quasi tutti i libri risulta molto oneroso e sarebbe probabilmente inaccettabile per un lettore gay.
    Forse questo è uno dei motivi che giustificano l'oblio di un talento noir come Scerbanenco, negli ultimi anni praticamente scomparso dal panorama editoriale italiano.
    Personalmente ci sono arrivato per caso, incuriosito dal titolo "I milanesi ammazzano il sabato", e ne è davvero valsa la pena.

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    Chiagia said on Apr 28, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Straordinariamente attuale, nonostante l'uso di aggettivi e la descrizione di alcune situazioni che appartengono ad una società che non esiste più.

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    Aida said on Apr 24, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    buon noir italiano, ben scritto, nonostante siano passati quasi 50 anni

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    Lorenzo said on Apr 21, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il colore di un noir

    Questo è un noir bianco lattescente. Bianco lattescente è il liquore dall'odore forte dell'anice, è la nebbia che riempie l’aperto e pare scaldare la fredda Milano, è il velo che offusca gli occhi dei ragazzi sfasciati della storia. E pare il colore ...(continue)

    Questo è un noir bianco lattescente. Bianco lattescente è il liquore dall'odore forte dell'anice, è la nebbia che riempie l’aperto e pare scaldare la fredda Milano, è il velo che offusca gli occhi dei ragazzi sfasciati della storia. E pare il colore del dolore silenzioso per la morte della bimbetta, figlia della sorella di Duca Lamberti: traccia che si affianca discreta e umanizza questa storia altrimenti nerissima e disperata.
    Che poi, a voler essere pignoli, quando Scerbanenco l'ha scritto questo libro, nel 1968, non era un noir, ma un giallo bianco lattescente.

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    Lapaladini said on Apr 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    abituarsi al buio...

    ecco, a me i gialli di scerbanenco fanno venire in mente questo: entrare in una stanza completamente al buio (il ritrovamento del morto) e piano piano come se entrasse un filo di luce, abituarsi e vedere tutto (il risolvimento del caso). e poi mi pia ...(continue)

    ecco, a me i gialli di scerbanenco fanno venire in mente questo: entrare in una stanza completamente al buio (il ritrovamento del morto) e piano piano come se entrasse un filo di luce, abituarsi e vedere tutto (il risolvimento del caso). e poi mi piace Milano: quella di una volta, con i malavitosi non troppo buoni come inei libri diCarlotto. da leggere tutto d'un fiato!

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    Stefano Protomartire Leroy said on Feb 21, 2014 | Add your feedback

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