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I ragazzi del mucchio

Di

Editore: Sironi

3.8
(59)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8851801274 | Isbn-13: 9788851801274 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Musica

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Descrizione del libro
L’avventura di un pugno di ragazzi appena maggiorenni, musicisti dei gruppi hard core punk Declino, Negazione e Indigesti, e della profonda amicizia che li lega: questa è la storia vera raccontata nel romanzo d’esordio di Silvio Bernelli.

La vicenda inizia negli scantinati della Torino dei primi anni Ottanta e irrompe sulla scena della musica indipendente di mezzo mondo, Stati Uniti compresi. In una sequenza vorticosa di viaggi, concerti, amori, peripezie, e in compagnia di personaggi tanto reali quanto indimenticabili, Silvio Bernelli fa scoprire al lettore il mondo affascinante dell’underground: un territorio di locali occupati, abitato da ribelli anticonformisti.

Ma I ragazzi del Mucchio non è solo un romanzo “musicale” o un puro romanzo “generazionale”: è soprattutto un romanzo sulla forza e sulle debolezze dell’amicizia. Nel pieno della loro avventura i giovani protagonisti sembrano condividere tutto, sono così compatti da chiamarsi ed essere chiamati, per l’appunto, “il Mucchio”: ma ciascuno è atteso da un futuro diverso, a volte scelto a volte subito.

Silvio Bernelli, già bassista del Declino e degli Indigesti, racconta in questo romanzo la sua prima giovinezza – simile, pur nella sua particolarità, a quella di tanti ragazzi italiani di quegli anni – con affetto e ironia, ritmo e leggerezza, intensità e passione. E il suo racconto si fa leggere tutto d’un fiato.
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  • 5

    Brucia di vita

    La Torino degli anni 80 vista è vissuta dalla parte dei Negazione, Indigesti, Il Declino, tre gruppi storici del punk/hardcore italiano. Storie di musica, viaggi, centri sociali occupati, amicizie, incontri, incredibili tournee europee ed americane per una visione del mondo è della vita che segne ...continua

    La Torino degli anni 80 vista è vissuta dalla parte dei Negazione, Indigesti, Il Declino, tre gruppi storici del punk/hardcore italiano. Storie di musica, viaggi, centri sociali occupati, amicizie, incontri, incredibili tournee europee ed americane per una visione del mondo è della vita che segneranno per sempre le vite stesse dei protagonisti e di chiunque abbia vissuto quel periodo: Lo spirito continua!

    ha scritto il 

  • 3

    mezza stellina in più per i ricordi che sono riemersi leggendo questo libro.
    il diario di un giovane che suona con i suoi amici.
    non coinvolge, e ha l'aria un po' di dire io ero li e tu no e quindi non puoi capire, ma che lo scrivi a fare se non vuoi trasmettere nulla ?

    ha scritto il 

  • 1

    A volte leggere un libro è come un traversata del deserto. Cammini e cammini, tra le dune e sulle dune, e ti aspetti qualcosa dopo la prossima. Speri di trovare un’oasi, un villaggio, un sentiero, una carovana, perfino la Parigi-Dakar, meglio di niente. Eppure in questo libro si entra nell’univer ...continua

    A volte leggere un libro è come un traversata del deserto. Cammini e cammini, tra le dune e sulle dune, e ti aspetti qualcosa dopo la prossima. Speri di trovare un’oasi, un villaggio, un sentiero, una carovana, perfino la Parigi-Dakar, meglio di niente. Eppure in questo libro si entra nell’universo punk degli anni Ottanta torinesi, si viaggia in Europa, si suona e si soffre, ma tutto è piatto come un banale resoconto giornalistico. Mia sorella mi ha sempre diffidato dal frequentare certe compagnie, soprattutto quelle di sciamannati come i punk che sputazzano sulla regina, ma in questo libro c’è aria di oratorio in una domenica senza calcio e secondo me se mia sorella lo leggesse non ci troverebbe niente da dire. Così come pure io. Riemergo dal deserto come da un reportage di Ardito Angela dal Sahara, dove il massimo che ti può capitare è un colpo di sole ai capelli.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi piacerebbe dire che leggo per alimentare la mente, pena l’inedia spirituale. Ma non è così. A volte ricerco emozioni o idee, ma più spesso leggo per puro piacere, perché ho dieci minuti, per curiosità, per trovare nuove atmosfere, per invidiare un po’ l’autore o anche solamente per addormentar ...continua

    Mi piacerebbe dire che leggo per alimentare la mente, pena l’inedia spirituale. Ma non è così. A volte ricerco emozioni o idee, ma più spesso leggo per puro piacere, perché ho dieci minuti, per curiosità, per trovare nuove atmosfere, per invidiare un po’ l’autore o anche solamente per addormentarmi.
    Questa è la prima volta che leggo un libro per recensirlo.
    Capita perché l’autore è Silvio Bernelli, torinese, che conosco personalmente. Si intitola “I ragazzi del Mucchio” ed è la storia di un gruppo musicale hard core a Torino, dalla nascita fino all’estinzione. Nel mezzo ci sono altri gruppi, incontri, unioni, divisioni, condivisioni, trasferte, tour, notti, freddo, America, avventure, Europa, amori, concerti e furgoni. Ne emerge il ritratto di persone che hanno vissuto con intensa determinazione la loro adolescenza e che hanno riempito ogni spazio della loro vita con materia pesante. Mentre i ragazzi del Mucchio si esibivano a Berlino o a Los Angeles, inventandosi, palco dopo palco, il mestiere di musicisti, e finanziandosi con la loro arte e poc’altro, la maggior parte dei loro coetanei rimasti a casa si impegnavano - Bernelli non lo dice, ma io lo so - in tornei di Risiko o nello slalom gigante del liceo.
    Questo il contenuto del libro.
    Il contenitore è una riproduzione cronologica e piana degli avvenimenti. Raccontare in prima persona singolare fatti realmente accaduti, essere uno dei protagonisti, probabilmente pone dei limiti all’autore. Forse non permette di possedere o mostrare uno stile nella scrittura, e probabilmente non consente invenzioni letterarie. Ma Bernelli, capace negli irripetibili anni del “Mucchio” di arrivare ovunque lo chiamassero i sogni, i limiti avrebbe forse potuto (o dovuto) superarli anche questa volta.

    ha scritto il 

  • 4

    la storia dell'hc torinese degli anni ottana in forma di romanzo. bello, appassionato e ben scritto. forse edulcorato, in qualche passo, ma senza dubbio eccitante

    ha scritto il 

  • 4

    Inevitabile, ma fuorviante, il confronto con l'autobiografia di Marco Philopat: fuorviante perché, mentre Bernelli, che fu membro dei Negazione, visse il punk (a Torino) soprattutto quale esperienza di musica e amicizia, Philopat (a Milano) lo visse soprattutto come rivoluzione totale, in cui la ...continua

    Inevitabile, ma fuorviante, il confronto con l'autobiografia di Marco Philopat: fuorviante perché, mentre Bernelli, che fu membro dei Negazione, visse il punk (a Torino) soprattutto quale esperienza di musica e amicizia, Philopat (a Milano) lo visse soprattutto come rivoluzione totale, in cui la musica aveva un ruolo importante, ma non centrale. Le differenze di approccio e carattere si riflettono, oltre che sulle esperienze vissute, nella scrittura stessa, che tanto in Philopat è scavata e priva di piacevolezze quanto in Bernelli è pulita e senz'asperità. Nel complesso, il libro di Bernelli mi è molto piaciuto, anche se qua e là lo trovo un po' impersonale.

    ha scritto il 

  • 3

    il tempo sa essere un gran bastardo. lascia scolorire ricordi fino a farli sembrare mai accaduti.

    ....
    "strano no? hanno tutto quello che noi non abbiamo: sale prove, locali che li pagano per suonare, etichette indipendenti che gli pubblicano i dischi e glieli distribuiscono. dovrebbe ...continua

    il tempo sa essere un gran bastardo. lascia scolorire ricordi fino a farli sembrare mai accaduti.

    ....
    "strano no? hanno tutto quello che noi non abbiamo: sale prove, locali che li pagano per suonare, etichette indipendenti che gli pubblicano i dischi e glieli distribuiscono. dovrebbe essere tutto più facile."
    "magari è proprio questo il punto. hano tutto, e non hanno più bisogno di sfide. hanno perso la voglia di combattere. quando salgono su un palco si vede."

    ha scritto il 

  • 1

    Dal bassista dei Negazione tutto mi sarei aspettato tranne un libro così.
    Dov'è l'hardcore,dov'è il sudore?Dov'è la musica?
    Qui c'è solo una lista di fidanzatine,manco fosse ambientato a beverly hills.In più è scritto così così.Insomma.....
    Delusione.

    ha scritto il