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I ragazzi della via Pál

Di

Editore: Poligrafici Editoriale

4.1
(3989)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Chi tradizionale , Spagnolo , Polacco , Ungherese

Isbn-10: 8888666281 | Isbn-13: 9788888666280 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Brelich

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Cartonato per bambini , Copertina morbida e spillati

Genere: Children , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 4

    Non è mai troppo tardi

    Non avevo mai letto questo libro, pur essendo sempre stato nella mia lista dei desideri. E così, complice un viaggio a Budapest ed un colpo di fortuna (l'ho trovato per pochi euro in una bancarella al ...continua

    Non avevo mai letto questo libro, pur essendo sempre stato nella mia lista dei desideri. E così, complice un viaggio a Budapest ed un colpo di fortuna (l'ho trovato per pochi euro in una bancarella al mare), l'ho preso e l'ho letto a cinquant'anni suonati.
    Questo libro ha fatto riaffiorare alla mia memoria i ricordi della mia infanzia, quando in paese ci si organizzava per bande (noi eravamo quelli del Mass), si costruivano le casette nei boschi e ci si organizzava in pseudo eserciti con cappelli fatti di carta e armi (fionde costruite con gli elastici delle mutande oppure, i più fortunati, con le vecchie camere d'aria delle biciclette). Che battaglie a suon di appostamenti e fiondate!
    Credo che tutto questo ormai sia parte di un passato che non ritornerà più. Ora i ragazzi passano i pomeriggi estivi connessi allo smartphone, a combattere guerre virtuali o peggio ancora, a denigrare ed offendere il compagno timido, bruttarello e meno integrato nel giro (il fenomeno del cyber bullismo), schermaglie che lasciano lividi ben più dolorosi di qualche sana ed onesta azzuffata! Ma in soffitta ci sono andati pure i valori che questo libro trasmette: l'onestà, il rispetto delle regole, la lealtà, il perdono, il senso di appartenere ad una comunità.
    Questo libro mi ha presa e mi ha commossa e posso dire che sul finale una lacrimuccia è sgattaiolata via dalle ciglia. La descrizione della morte del piccolo Nemecsek, il suo orgoglio, il senso del dovere e la purezza cristallina del suo essere un semplice soldato credo siano pagine indelebili della letteratura per ragazzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Malinconici ricordi

    Letto da piccola, "I ragazzi della via Pal" risveglia ancora oggi in me ricordi malinconici. Le lacrime versate alla fine della lettura sono ancora vivide nella mia mente. Uno di quei romanzi per raga ...continua

    Letto da piccola, "I ragazzi della via Pal" risveglia ancora oggi in me ricordi malinconici. Le lacrime versate alla fine della lettura sono ancora vivide nella mia mente. Uno di quei romanzi per ragazzi che sono bellissimi da leggere anche da adulti.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto con piacere a mio figlio (quasi) ogni sera: avevo visto il film secoli fa. Se non fosse stato per le decine di errori di battitura a capitolo(edizioni Il Castoro io vi maledico!), la lettura sar ...continua

    Letto con piacere a mio figlio (quasi) ogni sera: avevo visto il film secoli fa. Se non fosse stato per le decine di errori di battitura a capitolo(edizioni Il Castoro io vi maledico!), la lettura sarebbe stata sempre emozionante, piena di fatti di bambini che poi, pensandoci bene, sono fatti dei più importanti, assoluti, quelli più vicino al nucleo delle cose.

    ha scritto il 

  • 5

    Tante cose che ormai si son perse, ma che forse varrebbe la pena recuperare

    E' stato il mio primo romanzo letto tutto d'un fiato tra i 13e i 14 anni, in cui allora riconoscevo parte della vita che facevo: la guerra per bande, gli amici e i nemici, e le gerarchie che si formav ...continua

    E' stato il mio primo romanzo letto tutto d'un fiato tra i 13e i 14 anni, in cui allora riconoscevo parte della vita che facevo: la guerra per bande, gli amici e i nemici, e le gerarchie che si formavano di fatto, il "codice d'onore", il primo concetto di "patria" che finiva al quartiere.... E tante cose che ormai si son perse, ma che forse varrebbe la pena recuperare. Lo consiglio a tutti

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei libri che tutti dovrebbero leggere

    Mi dispiace di averlo letto dopo i vent'anni. Avrei voluto scoprirlo molto prima e senza ombra di dubbio sarebbe diventato ugualmente uno dei miei libri preferiti. I ragazzi non sono fatti solo di gio ...continua

    Mi dispiace di averlo letto dopo i vent'anni. Avrei voluto scoprirlo molto prima e senza ombra di dubbio sarebbe diventato ugualmente uno dei miei libri preferiti. I ragazzi non sono fatti solo di giochi e bisticci, ma sono anche in grado di comportarsi da adulti. Sanno andare al di là della vita di strada e ci sanno entrare anche nella vita, soprattutto quando la morte si avvicina. Scorrevole fino alla fine, ma commovente e profondo nelle ultime pagine, mostrando una vera rottura tra romanzo per ragazzi a romanzo per adulti.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è diventato ben presto uno dei classici della letteratura per ragazzi ma in realtà nasce come romanzo per adulti, in quanto spesso dietro ai giochi dei bambini si nascondondono dei riferi ...continua

    Questo libro è diventato ben presto uno dei classici della letteratura per ragazzi ma in realtà nasce come romanzo per adulti, in quanto spesso dietro ai giochi dei bambini si nascondondono dei riferimenti alla vita dei “grandi”. Ad esempio il rapporto di amicizia vero e sincero, le responsabilità di un determinato ruolo e la lotta contro le ingiustizie.
    La trama del romanzo ormai la conoscono tutti grazie ai piccoli passi letti a scuola e alle trasposizioni cinematografiche, ma posso assicurarvi che leggere il libro è tutta un’altra cosa e trasmette tutt’altre emozioni. Il tema centrale è la lotta tra due bande di bambini a Budapest: da una parte vi sono i ragazzi della Via Pàl, guidati da Jànos Boka e dall’altra le Camicie Rosse comandati da Feri Àts.
    Mi ha colpito molto il rapporto che si istaura tra i ragazzi. Nonostante siano “nemici” si rispettano l’un l’altro e sanno riconoscere gli atti di vero eroismo anche se provengono dalla squadra avversaria. Allo stesso modo sono capaci di punire un proprio compagno, se non si è comportato nel modo giusto e ha barato o agito ingiustamente.
    “Nessuno si mosse e nessuno stese una mano per impedirgli d’allontanarsi. In quel momento tutti sentivano che il vero eroe era quel fragile ragazzo biondo, che era l’unico di loro che meritasse già il nome di uomo…”
    Questi bambini in alcuni momenti dimostrano una maturità e una maggiore correttezza rispetto a molti adulti di oggi, i quali sono capaci solo di arricchirsi alle spalle dei più deboli. Alla fine del libro, nonostante i loro sforzi, i ragazzi purtroppo dovranno scontrarsi con la realtà della vita e del progresso che non risparmia nessuno.
    “Janòs Boka guardò seriamente davanti a sé, e per la prima volta balenò nella sua anima di fanciullo quello che la vita era veramente, la vita di cui tutti siamo servi, ora tristi ora sereni.”

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto questa storia all’età di dieci anni. Era uno dei miei primi libri. Non riuscivo a capire in che periodo fosse ambientato il racconto e nemmeno quale fosse la città teatro della storia. Tuttav ...continua

    Ho letto questa storia all’età di dieci anni. Era uno dei miei primi libri. Non riuscivo a capire in che periodo fosse ambientato il racconto e nemmeno quale fosse la città teatro della storia. Tuttavia ricordo perfettamente quei compagni di giuoco. Giovanni Boka era il leader che stimavo, l’amico che desideravo nella solitudine estiva di quegli anni in cui tutto era scoperta e voglia di conoscere. Forse in me c’era qualcosa del piccolo Ernesto Nemecsek, fragile e poco coraggioso. Non era necessario immaginare i luoghi di quelle appassionanti battaglie e di quelle pericolosissime missioni: quei posti li conoscevo bene, li vedevo, li frequentavo nei pomeriggi votati a qualche fantasioso passatempo con dei crudeli amici, che erano, sì cattivi e crudeli come la squadra delle famigerate Camicie Rosse, ma non così ingegnosi e geniali...

    http://www.associazionelibrido.it/libidolegendi/?p=697

    ha scritto il 

  • 5

    Una dolce lettura adolescenziale.Un'immersione nel mondo dei ragazzi....ragazzi che oggi non esistono più.Lottano per il loro campo giochi ma con lealtà.Rispettano il " nemico" con il quale si accor ...continua

    Una dolce lettura adolescenziale.Un'immersione nel mondo dei ragazzi....ragazzi che oggi non esistono più.Lottano per il loro campo giochi ma con lealtà.Rispettano il " nemico" con il quale si accordano per il tipo di armi da usare durante il combattimento( impensabile adesso che il mondo è dei cosiddetti più furbi),hanno un codice di onore:" non si fanno soprusi ai più piccoli" perché sarebbe come rubare( tenerissimi).
    Bellissimo quando riconoscono il valore,il coraggio, di un loro nemico e gli rendono onore......
    Onesti,strategici anche nel loro preparar la lotta....ma sopratutto " ragazzi puliti" che si accontentano di cose semplici.Nemecek,amava il suo campetto,era coraggioso ,rispettava i suoi compagnied inoltre aveva un grande cuore,una grande umanità dimostrata verso il papà e l'amico traditore.
    Tutti saranno poi risvegliati alla realtà nel finale ed allora non esisteranno più nemici o compagni o campetto ma...una realtà che nessuno di loro potrà cambiare.
    Molto bello...da leggere per tutti piccoli e grandi....

    ha scritto il 

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