I ragazzi della via Pál

Di

Editore: Poligrafici Editoriale

4.1
(4056)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Chi tradizionale , Spagnolo , Polacco , Ungherese

Isbn-10: 8888666281 | Isbn-13: 9788888666280 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Brelich

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Cartonato per bambini , Copertina morbida e spillati , Copertina rinforzata scuole e biblioteche

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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  • 4

    RECENSIONE #96

    I ragazzi della via Pal, Ferenc Molnar

    Con mio grande rammarico, fino ad un paio di settimane fa non avevo mai letto “I ragazzi della via Pal". Da bambina l'ho sempre considerato un lib ...continua

    RECENSIONE #96

    I ragazzi della via Pal, Ferenc Molnar

    Con mio grande rammarico, fino ad un paio di settimane fa non avevo mai letto “I ragazzi della via Pal". Da bambina l'ho sempre considerato un libro troppo da maschi, trattandosi della storia di due bande rivali di preadolescenti che giocano alla guerra... Non rientrava in alcun modo nei miei canoni di ragazzina!
    Molnar, dunque, ci racconta le vicende dei ragazzi di via Pal, la cui tranquillità viene turbata dalla notizia che il gruppo rivale delle Camicie rosse ha deciso di impossessarsi del loro campo da gioco, un vasto terreno abbandonato alla periferia di Budapest.

    “[…] quel pezzo di terreno rappresentava per loro la vita stessa. Non importava che fosse un campo sassoso e irregolare; nella loro fantasia poteva trasformarsi in qualunque cosa: d’inverno, in una tundra o nei ghiacciai polari; d’estate nella pianura ungherese; di mattino, nel Far West; di pomeriggio, in un deserto; di sera, sotto la pioggia che lo allagava, in un oceano sconfinato…”

    Lo scontro tra le due bande sarà inevitabile, ed il romanzo narra proprio i minuziosi preparativi in vista della battaglia.
    Sia il gruppo della via Pal capitanato dal saggio Boka, che quello delle Camicie rosse il cui leader è Feri (in italiano Franco) Ats sono dotati di un’organizzazione quasi militare, si attengono ad un rigido codice d’onore e puniscono rigorosamente i traditori e chi non rispetta gli ordini.

    E’ una storia agrodolce quella dei ragazzi di via Pal. Una storia di amicizia e di lealtà, di guerra e di tradimento, ma anchedi riscatto: Molnar ci insegna infatti che la capacità di perdonare è la virtù più importante di tutte.

    Non mancano nel libro dei passi che suscitano una tenera ilarità, ricordando al lettore che, nonostante il linguaggio militaresco e la serietà con cui assolvono alle loro funzioni, i protagonisti del romanzo sono pur sempre dei bambini. Come non sorridere davanti alla Società dello stucco, il cui unico scopo è quello di raccogliere lo stucco e masticarlo a turno per non farlo seccare?

    L’ideale per approcciarsi alla lettura di questo romanzo in età adulta è chiudere gli occhi e tornare con la mente ai giochi in cortile della nostra infanzia.

    Se vi va passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook, "La piccola biblioteca dei libri dimenticati"!
    www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Riletto (o meglio in questo caso ascoltato in versione audio, in italiano) per l'ennesima volta. Si tratta ovviamente di uno dei capolavori della letteratura per ragazzi a livello mondiale. La storia ...continua

    Riletto (o meglio in questo caso ascoltato in versione audio, in italiano) per l'ennesima volta. Si tratta ovviamente di uno dei capolavori della letteratura per ragazzi a livello mondiale. La storia è nota, bella e triste, con quella mazzata finale dell'inutilità della vittoria nella guerra, parzialmente alleviata solo dal fatto che Nemecsek non lo saprà mai.
    L'unico difetto del libro è la natura decisamente "ingessata" dei dialoghi tra i ragazzini. Anche quando non imitano il linguaggio militare proprio del gioco alla guerra, il loro modo di parlare è di gran lunga troppo forbito, anche scontando l'epoca storica di inizio Novecento. Non sembra che Molnar avesse tanta dimestichezza con il modo di parlare dei ragazzini. Per un esempio fulgido di bravura in questo senso, consiglio La guerra dei bottoni, di Louis Pergaud, lettura stupenda su un tema analogo (seppure molto più allegra e priva di tragedie).
    Ma la recensione non vuole essere comparativa, I ragazzi della via Pal è lassù nell'olimpo, e giustamente. Si tratta di una lettura per ragazzi praticamente obbligatoria, direi.

    ha scritto il 

  • 4

    “Un’esistenza che obbliga tutti un po’ con dolore un po’ con gioia, a combattere sempre.”

    Questa volta la nostra scelta ci ha portato a cimentarci con un classico della letteratura per ragazzi a tutt’oggi intramontabile, escursione finalizzata a esplorare nuove e possibili chiavi di lettur ...continua

    Questa volta la nostra scelta ci ha portato a cimentarci con un classico della letteratura per ragazzi a tutt’oggi intramontabile, escursione finalizzata a esplorare nuove e possibili chiavi di lettura rispetto a quelle meno allenate da parte di un giovane lettore. Infatti, gli spunti di riflessione non sono mancati.
    Nel romanzo in questione, che narra le vicende di due gruppi di ragazzi che si contendono un campo per giocare, sullo sfondo della Budapest di fine Ottocento, si colgono diversi altri aspetti meno appariscenti al di là del primo livello di lettura. Tra i tanti, anzitutto una strana forma di associazionismo, attraverso la quale l’autore vuole forse parodiare il mondo degli adulti sempre pronti a dar vita ad associazioni più o meno lecite per i loro scopi, completamente inadatta all’età degli scolari del romanzo e l’isolamento sistematico di chi non fa parte di questi gruppi o ne viene estromesso. Salta inoltre agli occhi, in modo particolare, l’inquadramento militare di questi ragazzi, messo in risalto dal gergo utilizzato e dai modi prettamente marziali, anch’essi estranei a rigor di logica alla loro giovane età; e anche qui si coglie una certa ironia da parte dello scrittore. Molto importante, così come più volte sottolineato nel corso della narrazione, un particolare codice d’onore, composto di cameratismo e lealtà anche verso i nemici, che sembra pervadere i personaggi della storia e che l’autore stesso mostra di tenere in gran conto.
    La vera sorpresa è rappresentata però dalla tematica ambientalista, forse addirittura ante litteram, sviluppata in un’epoca e in una città che, in verità, non pensavamo potesse esserne interessata. Il campetto all’angolo della via Pal, non a caso, è uno dei protagonisti indiscussi del romanzo: per esso, in quanto spazio vitale, i ragazzi combattono alacremente, non soltanto per poter continuarvi a giocare ma anche perché:

    “[…] quel pezzo di terreno rappresentava per loro la vita stessa. Non importava che fosse un campo sassoso e irregolare; nella loro fantasia poteva trasformarsi in qualunque cosa: d’inverno, in una tundra o nei ghiacciai polari; d’estate nella pianura ungherese; di mattino, nel Far West; di pomeriggio, in un deserto; di sera, sotto la pioggia che lo allagava, in un oceano sconfinato…”

    Gli anni trascorsi si sentono tutti, il testo risente della mancanza di pathos e si avverte una certa forzatura a proposito del linguaggio militare a cui i ragazzini ricorrono con eccessiva disinvoltura e che suscita qualche perplessità in quanto non si comprende bene, a tal riguardo, quale sia la vera finalità dello scrittore. Tuttavia, è una lettura che lascia il segno, nonostante il mancato lieto fine in alcune delle sue parti.
    È vero che per ogni libro esiste un’età adatta, ma niente impedisce di rileggere o leggere addirittura per la prima volta un testo per ragazzi fuori tempo massimo: con occhi più critici e disincantati è senz’altro possibile coglierne maggiori significati. Pertanto, non escludiamo di cimentarci ancora con letture del genere, oltre che per finalità letterarie, magari per rinverdire certi ricordi ormai lontani…

    P.S.: non vogliamo fare i dissacratori o i demolitori di antichi ricordi; il nostro intento era solamente quello di leggere questo classico, che ha contribuito alla formazione di intere generazioni di ragazzi quando ancora non c'erano altre diavolerie, con occhi meno disincantati di allora e con più senso critico.

    (A.A. & L.V.)

    ha scritto il 

  • 0

    Romanzo ungherese per ragazzi. Ambientato a Bucarest a fine Ottocento. Nella lotta tra due bande di ragazzini momenti indimenticabili.
    Letto e poi ascoltato col libro sotto gli occhi. Nella riduzione ...continua

    Romanzo ungherese per ragazzi. Ambientato a Bucarest a fine Ottocento. Nella lotta tra due bande di ragazzini momenti indimenticabili.
    Letto e poi ascoltato col libro sotto gli occhi. Nella riduzione radiofonica mancano solo tre pagine, che avrebbero aggiunto forse cinque minuti alle sei ore abbondanti della versione audio. Valeva la pena toglierle?
    [I classici della letteratura. Radio 3. Ad alta voce. Lettura di Barbara Valmorin. Traduzione di Ignazio Balla e Alfredo Jeri. Riduzione di Chiara Nicoletti]

    ha scritto il 

  • 4

    Non è mai troppo tardi

    Non avevo mai letto questo libro, pur essendo sempre stato nella mia lista dei desideri. E così, complice un viaggio a Budapest ed un colpo di fortuna (l'ho trovato per pochi euro in una bancarella al ...continua

    Non avevo mai letto questo libro, pur essendo sempre stato nella mia lista dei desideri. E così, complice un viaggio a Budapest ed un colpo di fortuna (l'ho trovato per pochi euro in una bancarella al mare), l'ho preso e l'ho letto a cinquant'anni suonati.
    Questo libro ha fatto riaffiorare alla mia memoria i ricordi della mia infanzia, quando in paese ci si organizzava per bande (noi eravamo quelli del Mass), si costruivano le casette nei boschi e ci si organizzava in pseudo eserciti con cappelli fatti di carta e armi (fionde costruite con gli elastici delle mutande oppure, i più fortunati, con le vecchie camere d'aria delle biciclette). Che battaglie a suon di appostamenti e fiondate!
    Credo che tutto questo ormai sia parte di un passato che non ritornerà più. Ora i ragazzi passano i pomeriggi estivi connessi allo smartphone, a combattere guerre virtuali o peggio ancora, a denigrare ed offendere il compagno timido, bruttarello e meno integrato nel giro (il fenomeno del cyber bullismo), schermaglie che lasciano lividi ben più dolorosi di qualche sana ed onesta azzuffata! Ma in soffitta ci sono andati pure i valori che questo libro trasmette: l'onestà, il rispetto delle regole, la lealtà, il perdono, il senso di appartenere ad una comunità.
    Questo libro mi ha presa e mi ha commossa e posso dire che sul finale una lacrimuccia è sgattaiolata via dalle ciglia. La descrizione della morte del piccolo Nemecsek, il suo orgoglio, il senso del dovere e la purezza cristallina del suo essere un semplice soldato credo siano pagine indelebili della letteratura per ragazzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Malinconici ricordi

    Letto da piccola, "I ragazzi della via Pal" risveglia ancora oggi in me ricordi malinconici. Le lacrime versate alla fine della lettura sono ancora vivide nella mia mente. Uno di quei romanzi per raga ...continua

    Letto da piccola, "I ragazzi della via Pal" risveglia ancora oggi in me ricordi malinconici. Le lacrime versate alla fine della lettura sono ancora vivide nella mia mente. Uno di quei romanzi per ragazzi che sono bellissimi da leggere anche da adulti.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto con piacere a mio figlio (quasi) ogni sera: avevo visto il film secoli fa. Se non fosse stato per le decine di errori di battitura a capitolo(edizioni Il Castoro io vi maledico!), la lettura sar ...continua

    Letto con piacere a mio figlio (quasi) ogni sera: avevo visto il film secoli fa. Se non fosse stato per le decine di errori di battitura a capitolo(edizioni Il Castoro io vi maledico!), la lettura sarebbe stata sempre emozionante, piena di fatti di bambini che poi, pensandoci bene, sono fatti dei più importanti, assoluti, quelli più vicino al nucleo delle cose.

    ha scritto il 

  • 5

    Tante cose che ormai si son perse, ma che forse varrebbe la pena recuperare

    E' stato il mio primo romanzo letto tutto d'un fiato tra i 13e i 14 anni, in cui allora riconoscevo parte della vita che facevo: la guerra per bande, gli amici e i nemici, e le gerarchie che si formav ...continua

    E' stato il mio primo romanzo letto tutto d'un fiato tra i 13e i 14 anni, in cui allora riconoscevo parte della vita che facevo: la guerra per bande, gli amici e i nemici, e le gerarchie che si formavano di fatto, il "codice d'onore", il primo concetto di "patria" che finiva al quartiere.... E tante cose che ormai si son perse, ma che forse varrebbe la pena recuperare. Lo consiglio a tutti

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei libri che tutti dovrebbero leggere

    Mi dispiace di averlo letto dopo i vent'anni. Avrei voluto scoprirlo molto prima e senza ombra di dubbio sarebbe diventato ugualmente uno dei miei libri preferiti. I ragazzi non sono fatti solo di gio ...continua

    Mi dispiace di averlo letto dopo i vent'anni. Avrei voluto scoprirlo molto prima e senza ombra di dubbio sarebbe diventato ugualmente uno dei miei libri preferiti. I ragazzi non sono fatti solo di giochi e bisticci, ma sono anche in grado di comportarsi da adulti. Sanno andare al di là della vita di strada e ci sanno entrare anche nella vita, soprattutto quando la morte si avvicina. Scorrevole fino alla fine, ma commovente e profondo nelle ultime pagine, mostrando una vera rottura tra romanzo per ragazzi a romanzo per adulti.

    ha scritto il 

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