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I ragazzi della via Pal

Di

Editore: Mondadori (Oscar classici, 504)

4.1
(3926)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 181 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8804480491 | Isbn-13: 9788804480495 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Roberto Brunelli ; Prefazione: Gianguido Manzelli

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Cartonato per bambini , Copertina morbida e spillati

Genere: Children , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 5

    Questo libro è diventato ben presto uno dei classici della letteratura per ragazzi ma in realtà nasce come romanzo per adulti, in quanto spesso dietro ai giochi dei bambini si nascondondono dei riferimenti alla vita dei “grandi”. Ad esempio il rapporto di amicizia vero e sincero, le responsabilit ...continua

    Questo libro è diventato ben presto uno dei classici della letteratura per ragazzi ma in realtà nasce come romanzo per adulti, in quanto spesso dietro ai giochi dei bambini si nascondondono dei riferimenti alla vita dei “grandi”. Ad esempio il rapporto di amicizia vero e sincero, le responsabilità di un determinato ruolo e la lotta contro le ingiustizie.
    La trama del romanzo ormai la conoscono tutti grazie ai piccoli passi letti a scuola e alle trasposizioni cinematografiche, ma posso assicurarvi che leggere il libro è tutta un’altra cosa e trasmette tutt’altre emozioni. Il tema centrale è la lotta tra due bande di bambini a Budapest: da una parte vi sono i ragazzi della Via Pàl, guidati da Jànos Boka e dall’altra le Camicie Rosse comandati da Feri Àts.
    Mi ha colpito molto il rapporto che si istaura tra i ragazzi. Nonostante siano “nemici” si rispettano l’un l’altro e sanno riconoscere gli atti di vero eroismo anche se provengono dalla squadra avversaria. Allo stesso modo sono capaci di punire un proprio compagno, se non si è comportato nel modo giusto e ha barato o agito ingiustamente.
    “Nessuno si mosse e nessuno stese una mano per impedirgli d’allontanarsi. In quel momento tutti sentivano che il vero eroe era quel fragile ragazzo biondo, che era l’unico di loro che meritasse già il nome di uomo…”
    Questi bambini in alcuni momenti dimostrano una maturità e una maggiore correttezza rispetto a molti adulti di oggi, i quali sono capaci solo di arricchirsi alle spalle dei più deboli. Alla fine del libro, nonostante i loro sforzi, i ragazzi purtroppo dovranno scontrarsi con la realtà della vita e del progresso che non risparmia nessuno.
    “Janòs Boka guardò seriamente davanti a sé, e per la prima volta balenò nella sua anima di fanciullo quello che la vita era veramente, la vita di cui tutti siamo servi, ora tristi ora sereni.”

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto questa storia all’età di dieci anni. Era uno dei miei primi libri. Non riuscivo a capire in che periodo fosse ambientato il racconto e nemmeno quale fosse la città teatro della storia. Tuttavia ricordo perfettamente quei compagni di giuoco. Giovanni Boka era il leader che stimavo, l’amic ...continua

    Ho letto questa storia all’età di dieci anni. Era uno dei miei primi libri. Non riuscivo a capire in che periodo fosse ambientato il racconto e nemmeno quale fosse la città teatro della storia. Tuttavia ricordo perfettamente quei compagni di giuoco. Giovanni Boka era il leader che stimavo, l’amico che desideravo nella solitudine estiva di quegli anni in cui tutto era scoperta e voglia di conoscere. Forse in me c’era qualcosa del piccolo Ernesto Nemecsek, fragile e poco coraggioso. Non era necessario immaginare i luoghi di quelle appassionanti battaglie e di quelle pericolosissime missioni: quei posti li conoscevo bene, li vedevo, li frequentavo nei pomeriggi votati a qualche fantasioso passatempo con dei crudeli amici, che erano, sì cattivi e crudeli come la squadra delle famigerate Camicie Rosse, ma non così ingegnosi e geniali...

    http://www.associazionelibrido.it/libidolegendi/?p=697

    ha scritto il 

  • 5

    Una dolce lettura adolescenziale.Un'immersione nel mondo dei ragazzi....ragazzi che oggi non esistono più.Lottano per il loro campo giochi ma con lealtà.Rispettano il " nemico" con il quale si accordano per il tipo di armi da usare durante il combattimento( impensabile adesso che il mondo è dei ...continua

    Una dolce lettura adolescenziale.Un'immersione nel mondo dei ragazzi....ragazzi che oggi non esistono più.Lottano per il loro campo giochi ma con lealtà.Rispettano il " nemico" con il quale si accordano per il tipo di armi da usare durante il combattimento( impensabile adesso che il mondo è dei cosiddetti più furbi),hanno un codice di onore:" non si fanno soprusi ai più piccoli" perché sarebbe come rubare( tenerissimi).
    Bellissimo quando riconoscono il valore,il coraggio, di un loro nemico e gli rendono onore......
    Onesti,strategici anche nel loro preparar la lotta....ma sopratutto " ragazzi puliti" che si accontentano di cose semplici.Nemecek,amava il suo campetto,era coraggioso ,rispettava i suoi compagnied inoltre aveva un grande cuore,una grande umanità dimostrata verso il papà e l'amico traditore.
    Tutti saranno poi risvegliati alla realtà nel finale ed allora non esisteranno più nemici o compagni o campetto ma...una realtà che nessuno di loro potrà cambiare.
    Molto bello...da leggere per tutti piccoli e grandi....

    ha scritto il 

  • 5

    toccante e profondo,secondo me questa è una lettura molto utile, perché evidenzia il valore del coraggio, ma soprattutto dell’amicizia, una esperienza magnifica ed inspiegabile che la vita ci dona. Ho imparato che quando si è nel periodo dell’adolescenza si vivono delle avventure fantastiche ed u ...continua

    toccante e profondo,secondo me questa è una lettura molto utile, perché evidenzia il valore del coraggio, ma soprattutto dell’amicizia, una esperienza magnifica ed inspiegabile che la vita ci dona. Ho imparato che quando si è nel periodo dell’adolescenza si vivono delle avventure fantastiche ed uniche, ma anche momenti di tristezza e di solitudine.

    ha scritto il 

  • 4

    "Una vita che ci costringe a lottare come fossimo ai suoi ordini."

    La banda della via Pal è un piccolo microcosmo, simbolo del forte militarismo e del grande valore culturale/morale che ne deriva. Il campo è una patria in miniatura.


    Un piccolo romanzo di formazione, potrei definirlo, che termina con la consapevolezza, in un certo senso disfattista, del si ...continua

    La banda della via Pal è un piccolo microcosmo, simbolo del forte militarismo e del grande valore culturale/morale che ne deriva. Il campo è una patria in miniatura.

    Un piccolo romanzo di formazione, potrei definirlo, che termina con la consapevolezza, in un certo senso disfattista, del significato dell'uomo e della sua lotta alla stabilità.

    Non ci sono ragazzi, qui, ma vivaci piccole parodie di "grandi" uomini di battaglia, che pertanto risultano essere anche ridicole, a tratti.

    Si lotta per il campo (estens. per patria), per tenerlo assoggettato alla Società dello Stucco, per evitare che finisca nelle mani delle Camicie Rosse, che lo agognano per "poterci giocare". E, infine, questo è il significato del romanzo per ragazzi: la guerra è un gioco per bambini che hanno bisogno di dare significato a qualcosa.

    Ce ne sono di tutti i tipi: Boka, il generale dell'esercito, fiero, pragmatico, deciso, intelligente, giusto; Geréb, il traditore pentito; Kolnay e Barabás, in costante battibecco tra di loro; e poi il dolce e piccolo Nemecsek, biondo, innocente, vittima del gioco di guerra e della fastosità dei gradi.

    E' un mondo piccolo, un mondo che manda messaggi antimilitaristici senza remore. Una parodia di un gioco troppo violento, quanto inutile. Anche se, a volte, necessario.

    ha scritto il 

  • 4

    Gereb però non era ancora soddisfatto dello spettacolo. Avrebbe voluto renderlo lui più attraente. Pensava di acquistare prestigio mostrandosi crudele... Si piantò davanti a Nemecsek con un sorriso beffardo sulle labbra e gli chiese ironicamente:
    - Buona l'acqua?
    - È meglio del nemico ...continua

    Gereb però non era ancora soddisfatto dello spettacolo. Avrebbe voluto renderlo lui più attraente. Pensava di acquistare prestigio mostrandosi crudele... Si piantò davanti a Nemecsek con un sorriso beffardo sulle labbra e gli chiese ironicamente:
    - Buona l'acqua?
    - È meglio del nemico - gli rispose il soldatino della via Pal, fissandolo bene in viso. - In ogni caso è meglio che restare a sghignazzare sulla riva. Preferirei rimanere nello stagno fino all'anno venturo piuttosto che allearmi con i miei nemici! Io ho fatto un bagno, e allora? Già sere fa ero caduto nell'acqua; ti avevo già visto, Gereb, nell'isola con i nemici. Portatore di moccoli! Voi avreste ben potuto continuare, lusingarmi con promesse e regali: io non sarei mai venuto dalla vostra parte. E quand'anche mi gettaste ancora una volta, ancora cento, nello stagno, ritornerei qui domani, dopodomani, tutti i giorni. Voi non mi prendereste mai perché sarei così cauto che ve la farei in tutti i modi sotto il vostro naso. Nessuno di voi mi fa paura: se verrete da noi sul campo, mi troverete là. Potete venire quando volete: non sarete più in dieci contro uno e sapremo rispondervi a tono. Con me voi avete giocato, è stato un gioco buttarmi nell'acqua. Bella forza! Ci vuole del fegato per due grossi gorilla come i Pasztor portar via le biglie a un ragazzino come me! Volete continuare il divertimento? Volete picchiarmi? Se avessi voluto non avrei fatto questo bagno, ma ho preferito non passare dalla vostra parte. Strangolatemi anche, se volete, ma io non sarò mai un rinnegato come quello…

    in un mare di lacrime

    ha scritto il 

  • 5

    Avevo letto questo libro per la prima volta a 7 anni; l'ho riletto adesso che di anni ne ho 30, e l'ho amato ancora dello stesso amore folle.
    I ragazzi della via Pal forse hanno le pezze al culo, e problemi ben maggiori del contendersi un semplice pezzo di terra per giocare, ma l'infanzia è ...continua

    Avevo letto questo libro per la prima volta a 7 anni; l'ho riletto adesso che di anni ne ho 30, e l'ho amato ancora dello stesso amore folle.
    I ragazzi della via Pal forse hanno le pezze al culo, e problemi ben maggiori del contendersi un semplice pezzo di terra per giocare, ma l'infanzia è così, è quella stagione magica in cui ti fai prendere molto seriamente da tante altre cose. Poi adoro il senso forte dell'onore e dell'onestà a tutti i costi dei personaggi (su tutti ovviamente Boka e Nemecsek! bambini d'altri tempi...), persino i nemici sono profondamente coerenti e sanno ammettere una sconfitta!
    Un libro che letto adesso sicuramente è datato, ma emozionante e grondante di bellezza e di quei valori limpidi, corretti e puliti che al giorno d'oggi sembrano scomparsi.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho pianto.
    Ho pianto per la storia, ho pianto per il biondino, mi sono commossa per il capo delle camice rosse, ho pianto per la presa di coscienza di quello che è' la vita.

    ha scritto il 

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