I regni di Nashira

Il sogno di Talitha

Di

Editore: A. Mondadori

3.8
(592)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 428 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804613424 | Isbn-13: 9788804613428 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustratore o Matitista: Paolo Barbieri

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Adolescenti

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Descrizione del libro
Nashira è un mondo misterioso in cui l'elemento più prezioso è Tarla: è sempre più scarsa, e solo i giganteschi alberi che ricoprono Talaria, il suo regno più esteso, sono in grado di produrla. Ma Taria tende a disperdersi in fretta ed è trattenuta sulla superficie da speciali pietre dotate di poteri arcani, che possono essere attivate solo da una casta di sacerdoti, i Risonanti. I Risonanti hanno un unico destino: votarsi al culto di una delle quattro divinità che vegliano su Talaria. La nazione è infatti divisa in quattro regni, ciascuno dominato da una delle quattro stagioni: il Regno dell'Estate, della Primavera, dell' Autunno e dell'Inverno. Talitha, giovane figlia di una nobile famiglia della Terra dell'Estate, è destinata a diventare una Risonante e dovrà ritirarsi in monastero separandosi per sempre dalla sua città e dalla sua famiglia. Ma Talitha è una ribelle e quella vita, con i suoi intrighi e le sue proibizioni, le va stretta. Quando il suo servitore Saiph, segretamente innamorato di lei, viene ingiustamente accusato di un crimine, scappa insieme a lui alla ricerca di una nuova vita altrove, in una mitica città che le leggende collocano al centro dell'enorme deserto che circonda Talaria. Ma Talaria è solo un tassello di Nashira, e il suo passato nasconde un terribile segreto. Ben presto Talitha e Saiph scopriranno che il mondo è un posto assai più vasto e pericoloso del palazzo in cui hanno vissuto la loro infanzia, e che il futuro di Nashira è anche nelle loro mani...
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  • 0

    plagio???

    Nessuno ha notato le somiglianze con Le ninfe di Alyari di Daniela Leone? Ovviamente sono solo coincidenze.. Resta il fatto che un'autrice da milioni di copie può facilmente copiare da un libro presso ...continua

    Nessuno ha notato le somiglianze con Le ninfe di Alyari di Daniela Leone? Ovviamente sono solo coincidenze.. Resta il fatto che un'autrice da milioni di copie può facilmente copiare da un libro pressoché sconosciuto e sperare che nessuno se ne accorga

    ha scritto il 

  • 4

    Bella soprattutto la prima parte: il mondo di Nashira è originale con le sue dinamiche sociali, religiose e politiche ben delineate, e anche le tematiche trattate, benché affrontate in modo piuttosto ...continua

    Bella soprattutto la prima parte: il mondo di Nashira è originale con le sue dinamiche sociali, religiose e politiche ben delineate, e anche le tematiche trattate, benché affrontate in modo piuttosto lineare e superficiale - ma il target è adolescenziale, perciò non avrebbe molto senso pretendere altrimenti - sono interessanti.
    Meno interessante è la seconda metà del libro, una serie piuttosto ripetitiva di vicissitudini dei due protagonisti in fuga, che danno l'idea di riempitivo random in attesa del prossimo snodo fondamentale della storia (e in questo caso anche del prossimo libro). In questa seconda parte tutto l'impianto politico-religioso-sociale che aveva reso così interessante la prima rimane sullo sfondo, e questo è un peccato. Alcune trovate poi sono un po' forzate e c'è qualche buco di trama e passaggio non proprio logico.
    Si legge comunque velocemente e che è un piacere, non viene meno la curiosità di sapere come avanti. Il mondo di Nashira creato dall'autrice è originale e le potenzialità per degli ottimi intrecci narrativi nei prossimi libri ci sono tutte. Voglio essere fiduciosa!

    ha scritto il 

  • 2

    Non ci siamo

    Premetto una cosa: non è decisamente il primo libro della Troisi che leggo. Li ho letti quasi tutti: Le Cronache, Le Guerre, Le Leggende, La Ragazza Drago. E in generale mi sono piaciuti tutti, ma que ...continua

    Premetto una cosa: non è decisamente il primo libro della Troisi che leggo. Li ho letti quasi tutti: Le Cronache, Le Guerre, Le Leggende, La Ragazza Drago. E in generale mi sono piaciuti tutti, ma questo proprio no.
    Primo di una nuova saga fantasy ambientata in una nuova terra, Nashira, Il Sogno di Talitha mi è sembrato un caotico ammasso di schemi narrativi delle tre trilogie Mondo Emerso, comprese anche Le Storie Perdute.
    Partiamo dalla protagonista, Talitha, una giovane di diciassette anni che ne dimostra non più di dodici e che dalle prime pagine sembra somigliare enormemente a Nihal, protagonista delle Cronache. Proseguendo nella lettura ci si rende ben presto conto che siamo di fronte ad un personaggio sciocco, superficiale, infantile, capriccioso e immaturo. E il suo atteggiamento si riflette in ciascuna delle sue azioni, che sono spesso impulsive quanto folli.
    Per fare un esempio a prova di spoiler: se voi sapeste che c’è un capanno in riva ad un fiume dove delle persone lavorano per l’esistenza stessa della vostra città, vi verrebbe mai in mente di abbatterlo a colpi d’ascia perché queste persone vogliono uccidere il vostro gatto? A me, sinceramente, no. Sono sicura che avrei trovato un’altra soluzione, non si può mettere nello stesso piatto la sopravvivenza di una città con la vita di un singolo individuo.
    Secondo esempio antispoiler: se voi foste capaci di calarvi a terra fluttuando da un grattacielo, non vi verrebbe in mente di fare lo stesso sopra un dirupo, invece di attraversare un traballante ponte di corda?
    Altro aspetto del personaggio che lo rende poco credibile è la sua superficialità e la sua quasi totale assenza di sentimenti, se non rabbia e testardaggine. Talitha reagisce troppa rapidità alla morte iniziale della sorella, al punto che l’affetto che dovrebbe provare per lei non si riesce a percepire. La giovane infatti da sfogo della sua rabbia e del suo dolore nella settimana che segue il lutto e nei mesi seguenti pare essersene totalmente dimenticata; forse la Troisi avrebbe dovuto studiare un po’ meglio le fasi del lutto.
    Lo stesso si verifica dopo le prime uccisioni causate dalla ragazza: sconvolgimento nelle ore seguenti e poi oblio totale. O questa ragazza è totalmente priva di sensibilità o dovrebbe dare prova di qualche sintomo da stress post traumatico.
    Altro atteggiamento molto ambiguo è quello che assume nei confronti Sapih, suo schiavo e pseudo-amico, che la ragazza continua a trattare come un oggetto nonostante si professi affezionata a lui. Certo, vi sono diverse azioni nel corso del romanzo che fanno intendere che gli voglia molto bene, ma in realtà non gli riserva alcun affetto e sembra davvero continuare a considerarlo uno schiavo in piena regola.
    Per quanto riguarda Saiph stesso, al povero ragazzo non viene accordato neanche un briciolo di personalità. Sembra un’ombra, totalmente dipendente dalla sua padrona e dal suo volere, quasi una sua appendice. Riesce vagamente a svicolarsi e a diventare una persona negli ultimi capitoli, quindi ho speranze che prenda in mano la sua vita nel prossimo romanzo.
    I quadretti tra Saiph e Talitha, inoltre, rispecchiano spesso e volentieri scene già viste tra Nihal e Sennar (protagonisti delle Cronache). Forse a qualcuno potrebbe fare piacere vedere un riflesso di personaggi che ha amato, ma io riesco a leggerlo solo come un riciclo e ad esserne conseguentemente infastidita.
    Ci sono tuttavia alcuni, pochi aspetti che sono interessanti. La struttura stessa delle terre di Talaria, gli alberi che la tengono in vita, il pericolo nella catastrofe naturale e non solo in una guerra imminente..
    Spero davvero di ritrovare questi aspetti più sviluppati nel secondo volume e di poterlo valutare più positivamente, perché questa è la prima vera delusione presa dalla Troisi e non ho intenzione di accantonarla.

    ha scritto il 

  • 1

    1/10

    Vomitevole rimasticatura della precedente produzione dell'autrice, per il gusto di spillare qualche soldo con il minimo sforzo. Ci sono circa due (2) idee originali all'interno del libro, ma trattate ...continua

    Vomitevole rimasticatura della precedente produzione dell'autrice, per il gusto di spillare qualche soldo con il minimo sforzo. Ci sono circa due (2) idee originali all'interno del libro, ma trattate alla cacchio di cane e letteralmente sommerse da una riscrittura praticamente alla lettera di, uhm, uno qualsiasi degli altri romanzi della Troisi.
    Anche qui abbiamo una viziatella adolescente figlia di papà, premiata da madre natura con un fisico invidiabile e una beltà rara, che da grande vuole diventare una guerriera trp tosta; anche qui il suo amichetto del cuore è un coetaneo, posato quanto lei è impulsiva, che le fa da zerbino (in questo caso, letteralmente) ma che segretamente la ama, mentre lei lo friendzona; anche qui abbiamo una quest a casaccio ai confini del mondo conosciuto per incontrare un vecchio saggio, che con la sua sapienza infinita deve aiutare i protagonisti a salvare il mondo; anche qui abbiamo la coppia di sorelle, una dolce sacerdotessa e una feroce guerriera; anche qui abbiamo la permanenza forzata della protagonista in una comunità nella quale è un'emarginata, e riesce a socializzare solo con un singolo insegnante; anche qui abbiamo il guerriero errante solitario che prende come apprendista un infante togliendolo dalla miseria; e potrei continuare, ma ho già coperto tutti i temi principali del romanzo e la cosa mi sembra abbastanza disgustosa. Il sistema magico è grazie al cielo differente ma ugualmente senza senso e di comodo (la pietra magica trattiene l'aria, e convenientemente accumula anche il potere magico, perché sì). Quelle quattro idee che non sono in questa lista sono degli orridi cliché, come la stronzetta bionda della scuola che fa la perfida come la nostra protagonista; le trovate davvero originali - il pianeta legato agli alberi giganti per le riserve d'aria respirabile, la razza che non percepisce il dolore - si contano sulle dita di una mano, e non sono altro che specchietti per le allodole convinte di acquistare qualcosa che non sia una fotocopia dei libri precedenti: sono dettagli carini ma di fatto irrilevanti per la trama, folklore, ambientazione relegata sullo sfondo e liquidata nel modo più indolore possibile. La trama è concentrata su ben altro, ovvero il minestrone riscaldato di "Nihal della Terra del Vento".

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon inizio, classico per la Troisi: una ragazza ribelle, più a suo agio con i vestiti da uomo addosso e con una spada in pugno, si ritrova a dover salvare il mondo. Se lo stile e il modo di raccon ...continua

    Un buon inizio, classico per la Troisi: una ragazza ribelle, più a suo agio con i vestiti da uomo addosso e con una spada in pugno, si ritrova a dover salvare il mondo. Se lo stile e il modo di raccontare della Troisi piace allora non si potrà che apprezzare anche questo.

    ha scritto il 

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