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I reietti dell'altro pianeta

Biblioteca Cosmo 16

Di

Editore: Casa Editrice Nord

4.2
(790)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 333 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Giapponese , Greco , Polacco , Turco , Tedesco , Svedese , Portoghese , Ceco

Isbn-10: 8842915297 | Isbn-13: 9788842915294 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Riccardo Valla

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Due pianeti gemelli, Urras e Anarres. Il primo, quasi desertico, non ha mai favorito gli insediamenti umani finché non vi sono giunti i seguaci di Odo, in contrasto insanabile con la società del benessere che prospera su Anarres. Da allora, gli Odoniani hanno creato una società di sopravvivenza, consona ai loro ideali: una "fratellanza" da cui sono esclusi i concetti di proprietà, di governo e di autorità. I contatti fra i due pianeti sono limitati e un muro chiude il porto franco in cui scendono le navi spaziali anarresiane, salvaguardando gli "anarchici", i nullatenenti di Urras, dalle idee (non meno che dai microbi) di Anarres... Nel ritratto di due opposti modi del vivere civile (una società opulenta e una fondamentalmente anarchica, sebbene percorsa da una rete di <<precetti>> e di <<rituali>>), Ursula K. Le Guin mostra l'essenziale senso della Storia come <<un lavoro da fare>> fra rischi ed incertezze e porta la fantascienza all'altezza della grande letteratura.
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    Bello, bello veramente!

    Bello, bello veramente. Romanzo non facile e che sicuramente risente del periodo della guerra fredda e delle idee politiche dell’autrice, ma la narrazione e le vicende sanno tenersi fuori dal mondo co ...continua

    Bello, bello veramente. Romanzo non facile e che sicuramente risente del periodo della guerra fredda e delle idee politiche dell’autrice, ma la narrazione e le vicende sanno tenersi fuori dal mondo contemporaneo.

    In un futuro remoto, su Thau Ceti, orbitano due pianeti (o un pianeta e la sa luna?) entrambi abitabili dall’uomo, Urras e Anarres. Sul primo, pianeta ricco di acqua e molto simile alla Terra, vive una società anch’essa molto simile alla nostra, con stati liberali e capitalisti, stati socialisti e stati cuscinetto, ricchi e meno ricchi; c’è persino un organo molto simile all’ONU, il Consiglio dei Governi Mondiali, su scala interplanetaria.

    Sul secondo, su Anarres, vi è una società giovane, di 150 anni circa, fondata da Odo, una ribelle urrasiana. È una società completamente anarchica, non ci sono leggi o regole, se non quelle auto imposte dagli individui per formare una società in grado di vivere in un pianeta inospitale. Non esiste proprietà privata. Tutti condividono tutto, spontaneamente. Su questo pianeta, che sembra, a prima vista, un piccolo paradiso sociale, vive Shevek, un fisico che ha in mente teorie rivoluzionare riguardanti il tempo. Il problema è che le sue teorie sono troppo rivoluzionare e Shevek, nei suoi studi, è solo. Anarres infatti è culturalmente isolato, non ha scambi con altri pianeti se non limitati scambi con il pianeta gemello. Ma un flebile legame con gli scienziati di Urras scatenerà la serie di eventi che animerà il romanzo. Non vi dico altro, ovviamente.

    La narrazione è portata avanti su due linee narrative: la prima racconta il presente di Shevek, la seconda il suo passato, dalla prima infanzia. Le due linee si congiungeranno alla fine, dando un quadro completo della vita di Shevek e dei due mondi.

    Molto interessanti le riflessioni sulle due società, quella capitalistica di Urras e quella anarchica di Anarres. La necessità della contaminazione, del confronto, di chi non segue le regole, sembra essere vitale per ogni società, di qualsiasi tipo. E chi si oppone a questi cambiamenti risulta essere conservatore anche in una società apparentemente molto rivoluzionaria come quella anarresiana. Io ho trovato molti collegamenti con la recente lettura di Schneier, Liars and outliers.

    Ho trovato interessanti le riflessioni di Shevek (e della narratrice) sulla sua relazione di coppia, perché il romanzo contiene anche una storia d’amore, molto forte, pulita, intensa. È importante partire per la propria missione, per quello che si crede, ed è importante ritornare, dice Shevek, sapendo che sia l’andata sia il ritorno non saranno facili e mai si ritornerà al punto originario. È importante sentire il filo rosso che unisce la coppia, un filo rosso che resiste al tempo e allo spazio. (Poi alcune volte si rompe, ma questa è un’altra storia.)

    Unico difetto è la mancanza di elementi alieni nei due mondi. Troppe piante, animali, situazioni e oggetti simili ai nostri, per essere un mondo completamente alieno e lontano nel futuro. Non che la cosa sia determinante, e forse è meglio che non ci siano troppe cose che distraggono dal messaggio principale, ma la cosa si nota.

    Il romanzo fa parte di un ciclo, il Ciclo dell’Ecumene; mi darò da fare per ritrovare tutta la saga.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro è stato scritto negli anni '70 e si sente!
    Usando la fantascienza l'autrice narra di un mondo, Urras, diviso tra due superpotenze, A-Io capitalista e Thun comunista (oltre al Benbil, sort ...continua

    Questo libro è stato scritto negli anni '70 e si sente!
    Usando la fantascienza l'autrice narra di un mondo, Urras, diviso tra due superpotenze, A-Io capitalista e Thun comunista (oltre al Benbil, sorta di paese del Terzo Mondo), al di fuori di esso esiste però un altro pianeta, Anarres, in cui vive una comunità di venti milioni di persone che hanno abbracciato l'ideale anarchico; le vicende del protagonista sono un pretesto per narrarci gli equilibri di potere, i modi di vita delle rispettive fazioni e la mentalità dei suoi abitanti.
    Sinceramente mi avrebbe interessato di più se fosse stato scritto oggi, tutta la vicenda viene vista forzatamente attraverso l'ottica USA/URSS in cui la scrittrice viveva nel 1974, ora in parte mi sembra un po' datato. E' un libro comunque da leggere perchè non ho mai trovato descritto più chiaramente il funzionamento di una società anarchica ed anche la psicologia dei protagonisti come quella dei molti comprimari è resa molto bene, realizzata con un pennello dalla punta fine e pesata col bilancino di precisione; notevole!

    ha scritto il 

  • 4

    "C'era un muro. Non pareva importante. Era fatto di ciottoli uniti senza pretese, con un po' di malta. Gli adulti potevano guardare senza sforzo al di là del muro, e anche i bambini non avevano diffic ...continua

    "C'era un muro. Non pareva importante. Era fatto di ciottoli uniti senza pretese, con un po' di malta. Gli adulti potevano guardare senza sforzo al di là del muro, e anche i bambini non avevano difficoltà a scavalcarlo. Dove incontrava la strada, invece di avere un cancello degenerava in una pura geometria, una linea, un'idea di confine. Ma l'idea era reale. E importante. Da sette generazioni non c'era nulla di piú importante, al mondo, di quel muro. Come ogni altro muro, anch'esso era ambiguo, bifronte. Quel che stava al suo interno e quel che stava al suo esterno dipendevano dal lato da cui lo si osservava."

    ha scritto il 

  • 5

    I reietti dell'altro pianeta è uno straordinario esempio di fantascienza utopica ambigua (come viene citato nel titolo originale "THE DISPOSSESSED: AN AMBIGUOUS UTOPIA"), è un'Idea! L'idea di libertà, ...continua

    I reietti dell'altro pianeta è uno straordinario esempio di fantascienza utopica ambigua (come viene citato nel titolo originale "THE DISPOSSESSED: AN AMBIGUOUS UTOPIA"), è un'Idea! L'idea di libertà, di fratellanza, di abbattere il "muro" che divide l'intera umanità.
    La Le Guinn, affrontando complesse tematiche politiche e sociali come la paura dello straniero, la corruzione, l'emarginazione, che rimangono attualissime a quarantanni dalla prima pubblicazione, ci trasporta su due mondi che sono una metafora della nostra società, inserendo abilmente la storia in un ambiente fantascientifico (dire che si tratta di sola fantascienza è riduttivo!). Ma è anche una storia di crescita, di cambiamento, d'amore e di fedeltà tra uomo e donna. I personaggi sono solidi e la scrittura è scorrevole.
    Devo dire che mi sono sentito coinvolto direttamente, questo testo ha la forza di spingere il lettore a riflettere sulla natura umana.
    Un libro che è già un classico e tale rimarrà per sempre! Consigliato a tutti i lettori, non solo agli amanti del genere!

    ha scritto il 

  • 3

    So di andare un po' contro corrente, ma anche se il libro è scritto molto bene , la profonda analisi politica e la dissertazione morale non è riuscita proprio a prendermi e mi ha fatto procedere con f ...continua

    So di andare un po' contro corrente, ma anche se il libro è scritto molto bene , la profonda analisi politica e la dissertazione morale non è riuscita proprio a prendermi e mi ha fatto procedere con fatica nella lettura del libro. Forse mi aspettavo altro o forse l'ho letto in un periodo 'sbagliato' ...magari in futuro lo rileggerò per apprezzarlo pienamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Spazio alternativo

    Per chi si aspetta Star Wars, state sbagliando di grosso. Ma questo non deve impedirvi di prendere questo libro in mano e mettersi a leggerlo. E' una storia ben scritta, uno sguardo profondo dentro la ...continua

    Per chi si aspetta Star Wars, state sbagliando di grosso. Ma questo non deve impedirvi di prendere questo libro in mano e mettersi a leggerlo. E' una storia ben scritta, uno sguardo profondo dentro la morale e la politica (la religione c'entra nulla). Secondo me un saggio più che un romanzo, scritto bene come la Le Guin sa fare. Notevole il suo modo di presentare, specchiato capitolo per capitolo, due diversi modelli di società, passando attraverso le lenti degli occhiali del protagonista. Indubbiamente un libro che tutti dovrebbero leggere, indipendentemente dal pensiero politico, gusti letterari e sogni di realizzazione personale. E' un libro che non fornisce, come giusto che sia, molte risposte. L'autrice offre ovviamente una sua visione, più pendente da una parte piuttosto che dall'altra, ma i dissidi e i dubbi stanno da tutte le parti e niente è pulito e profumato come può sembrare all'inizio.

    ha scritto il 

  • 4

    Not So Ambiguous

    In spite of what it may sound like when you start reading it, this is not a story about Communism, which I thought it would be when I first started reading it. I don't mean the demonized Communism tha ...continua

    In spite of what it may sound like when you start reading it, this is not a story about Communism, which I thought it would be when I first started reading it. I don't mean the demonized Communism that McCarthy peddled, I mean Marx's original idea of a classless society. LeGuin's father was an anthropologist, and his work/ideas are showing through in The Dispossessed. Shevek's people are the classic "primitive" people who are ruled entirely by custom and community policing. Not surprisingly, they reject technology on the basis that it encourages evil. Anarres is a classic capitalist society. Viewed through Shevek's eyes, I was able to see just how strange our society is compared with virtually every other society in the world. Very eye-opening. Give it a try.

    ha scritto il 

  • 5

    Direi 4,5. Lettura che mi è piaciuta fin da subito, ma mi ha convinto completamente nel procedere senza sbavature, senza difetti, molto lucidamente. Mi è risultato anche molto familiare il modo dualis ...continua

    Direi 4,5. Lettura che mi è piaciuta fin da subito, ma mi ha convinto completamente nel procedere senza sbavature, senza difetti, molto lucidamente. Mi è risultato anche molto familiare il modo dualistico di porre le questioni, che si ripercuote anche nella alternanza dei capitoli che seguono due percorsi narrativi e temporali diversi - stratagemma che ultimamente trovo spesso, ma che qui supporta proprio anche il pensiero e ne segue il modello. Romanzo estremamente politico - forse il più politico tra quelli di fantascienza che ho letto - paga il debito dell'epoca in cui viene scritto, ma resiste bene al tempo passato per lucidità e narrazione perspicua. Il protagonista mi è piaciuto moltissimo, non sono tutti tratteggiati altrettanto bene, ma Shevek si impone gradualmente per umanità e densità intellettuale e morale. Il suo percorso è un classico errore-errare con ideale chiudersi del cerchio nel -forse-ritorno alla sua Itaca, e .. ,secondo il principio di simultaneità, siamo insieme passato-presente e futuro, siamo oltre l'hic et nunc, siamo noi e altro... tutto il resto è decadimento.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ho finito di recente di leggere "I reietti dell'altro pianeta" di Ursula K. Le Guin, autrice che in precedenza conoscevo di nome, ma di cui mai fin'ora avevo letto nulla. E' stata questa una cosa di c ...continua

    Ho finito di recente di leggere "I reietti dell'altro pianeta" di Ursula K. Le Guin, autrice che in precedenza conoscevo di nome, ma di cui mai fin'ora avevo letto nulla. E' stata questa una cosa di cui ora mi pento, vista la qualità dell'opera che mi è capitata tra le mani; ma andiamo per gradi.

    Cominciamo della trama in breve (ovviamente da qui partono gli spoiler): il libro è incentrato tutto sul personaggio di Shevek, un eminente fisico proveniente da Anarres, un pianeta in cui vige l'anarchia, l'assenza di qualsiasi governo e legge, ed in cui le persone vivono con gli ideali della condivisione e della fratellanza. Il pianeta ha inoltre un mondo gemello, Urras, simile per molti versi alla Terra del '900: il territorio è conteso tra gli stati socialisti e quelli capitalisti, spesso in guerra tra di loro; è da questo mondo che gli anarchici di Anarres sono fuggiti, ed è da allora che vivono in isolamento. Shevek, essendo ghettizzato sul suo mondo natale, comincerà a stabilire un contatto coi fisici dell'altro pianeta, finché non riuscirà addirittura a recarvisi, primo anarresiano a riuscirci dalla fondazione della sua comunità: nonostante gli urrasiani dello stato capitalista dell'A-Io lo rispettino molto, il fisico si renderà tuttavia conto che lo fanno per proprio interesse, in modo da potersi avvantaggiare sui rivali "comunisti" di Thu. Shevek capirà ben presto di non appartenere nemmeno a Urras, ma la sua spinta a "abbattere i muri ideologici" tra i due pianeti e più in generale tra le persone è troppo forte: aiutato dall'ambasciata terrestre in Urras, lo scienziato condividerà infine le proprie scoperte con tutte le nazioni e tutti i pianeti contemporaneamente, in modo che nessuno possa avvantaggiarsene. (fine della parte spoiler)

    E' un libro molto "denso", questo della Le Guin, e non solo per il formato dei caratteri: in mezzo alla vicenda del protagonista, che in realtà è piuttosto scarna, l'autrice ci infila un mucchio di particolari, sia di carattere scientifico/fisico, che soprattutto, sociale/politico: il risultato riesce a trasportare il lettore dritto all'interno nell'ambientazione del romanzo, un mondo che è, del resto, estremamente ben dettagliato e descritto nei suoi minimi particolari. Tutto ciò, a seconda dei punti di vista, può rappresentare un pregio ma anche un difetto: ogni tanto infatti si fa anche fatica a stare dietro a tutto il groviglio di riflessioni e di piccole vicende del protagonista, anche per il fatto che i capitoli dispari del libro sono dedicati al presente mentre quelli pari al passato (in un dualismo che si ritrovano anche nella fisica temporale al centro degli studi del protagonista). Personalmente trovo però questo particolare soddisfacente: è bello infatti vedere un personaggio così umano e realistico come il protagonista (oltre ad avere in questo modo lo stimolo di rileggere il romanzo per cogliere meglio tutti i particolare). E' un libro talmente coinvolgente che anche qualche difetto stilistico, come l'essere a tratti molto raccontato e poco mostrato passa comunque in secondo piano, rispetto all'affresco generale del tutto.

    "I reietti dell'altro pianeta" è insomma un capolavoro assoluto della fantascienza, che affronta temi da buona parte dei suoi sottogeneri (i viaggi spaziali, le spiegazioni scientifiche, l'oppressione politica, l'utopia/distopia, e così via) nella maniera migliore possibile. Se siete appassionati di questo genere, insomma, il consiglio è: fatelo vostro, a tutti i costi!

    ha scritto il 

  • 4

    Anche se alcune situazioni sono troppo legate all'attualità dell'epoca in cui è stato scritto, Tuttavia l'ampio respiro delle tematiche trattate lo rende sempre attuale. La figura di Shevek si impone ...continua

    Anche se alcune situazioni sono troppo legate all'attualità dell'epoca in cui è stato scritto, Tuttavia l'ampio respiro delle tematiche trattate lo rende sempre attuale. La figura di Shevek si impone con forza e lancia un invito di riflessione sul rapport tra scienza e libertà.

    ha scritto il 

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