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I reietti dell'altro pianeta

Collana Narrativa d'anticipazione

By Ursula K. Le Guin

(55)

| Hardcover

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Book Description

Due pianeti gemelli. Urras e Anarres, sono l'uno la "luna dell'altro". Ma Urras, quasi desertico, non aveva mai favorito gli insediamenti umani, fino a quando non vi migrarono in massa i seguaci di Odo, che erano in contrasto insanabile con la societ Continue

Due pianeti gemelli. Urras e Anarres, sono l'uno la "luna dell'altro". Ma Urras, quasi desertico, non aveva mai favorito gli insediamenti umani, fino a quando non vi migrarono in massa i seguaci di Odo, che erano in contrasto insanabile con la società del Benessere che prosperava (e continua a prosperare) su Anarres.
Da allora gli Odoniani hanno creato una società di sopravvivenza, consona tuttavia ai loro ideali: una "fratellanza" da cui sono esclusi i sentimenti stessi di proprietà, di governo e di autorità. I contatti fra i due pianeti sono esigui, benché non interrotti, ma un muro chiude il porto franco in cui scendono le navi spaziali anarresiane, e salvaguarda come un cordone sanitario gli "anarchici", i nullatenenti di Urras dalle idee (non meno che dai microbi) di Anarres.
Le doti narrative e immaginative di Ursula Le Guin emergono in questo libro. Attraverso una descrizione fitta di particolari affascinanti, l'autrice ci da il ritratto di due opposti modi del vivere civile: da una parte una profonda analisi di una società opulenta, dall'altra la sottile rete di "precetti" e di "rituali" in cui ricade anche una società fondamentalmente anarchica. L'elemento che mette a fuoco le due opposte situazioni è l'esperienza di Shevek, il genio matematico che, con un apparente tradimento, accetta un invito a lavorare sul pianeta dei "ricchi" e dei "proprietari", spinto dal proprio desiderio di abbattere le barriere dell'odio e della diffidenza, simboleggiate dal muro che chiude il porto di Anarres.
Sarebbe fin troppo facile trovare, in questo romanzo, le analogie con situazioni del nostro mondo: la posizione delle donne nella società, i meriti del socialismo e dell'anarchismo, la posizione della persona di genio all'interno di una cultura sono solo alcuni degli argomenti presi in esame. E le prospettive che ci vengono mostrate, l'essenziale senso della Storia come "lavoro da fare" tra rischi e incertezze, sono rivelatori. I reietti dell'altro pianeta ridà vita alla tradizione utopistica a favore della nostra ambigua epoca di speranza e di terrore, e porta magistralmente la fantascienza all'altezza della grande letteratura umanistica. Ci parla con una voce rabbiosa compassionevole, saggia, affascinante. Una sintesi per i nostri tempi, un avvenimento letterario e culturale di prim'ordine

* * * *
Nota
questo libro in questa edizione è stato pubblicato senza codice ISBN.
La casa editrice ha applicato il codice a posteriori.

Vedi qui:
http://www.anobii.com/books/0193a7188b61e87df3/

118 Reviews

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    praticamente un trattato sull'anarchia, dove il personaggio di shevek rappresenta l'uomo che si rivolta tanto contro le possibili derive autoritaristiche di un sistema collettivistico quanto contro gli eccessi inutili di capitalismo portato all'estre ...(continue)

    praticamente un trattato sull'anarchia, dove il personaggio di shevek rappresenta l'uomo che si rivolta tanto contro le possibili derive autoritaristiche di un sistema collettivistico quanto contro gli eccessi inutili di capitalismo portato all'estremo.
    la sfida della le guin alle convenzioni -scrivere un romanzo altamente politicizzato dentro i canoni di un genere letterario- è perfettamente riuscita, anche grazie alla sua capacità di creare personaggi altamente credibili e di inserire nel romanzo dei momenti di sincera umanità.

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    intortetor said on Jun 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    reietti dell'altro pianeta del 1974 è uno dei più celebri romanzi di fantascienza utopica scritti da Ursula K. Le Guin. Urras e Anarres, due pianeti gemelli, che pur nutrendosi della luce dello stesso sole Thau Ceti sono divisi da secoli da una tra ...(continue)

    reietti dell'altro pianeta del 1974 è uno dei più celebri romanzi di fantascienza utopica scritti da Ursula K. Le Guin. Urras e Anarres, due pianeti gemelli, che pur nutrendosi della luce dello stesso sole Thau Ceti sono divisi da secoli da una tra le più impenetrabili barriere: un muro ideologico.
    Urras, lussureggiante, densamente popolato e tecnologicamente avanzato, è infatti governato prevalentemente da un sistema capitalistico, a differenza di Anarres, un pianeta difficile ed arido, che è stato colonizzato dai seguaci di Odo, un gruppo di anarchici che vi ha creato una società consona ai propri ideali, una fratellanza da cui il concetto di proprietà è stato sradicato in favore di un collettivismo spontaneo. Entrambi vedono sorgere a notte l'altro pianeta come luna meravigliosa e vicina.

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    Paul D. Dramelay said on Nov 10, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Due pianeti che orbitano uno intorno all’altro come lune gemelle. Uno, Urras ha un ecosistema simile alla terra, l’altro, Anarres, è un pianeta spoglio, semidesertico. Su Urras vi sono nazioni e superpotenze simili a quelle terrestri. Centocinquant’a ...(continue)

    Due pianeti che orbitano uno intorno all’altro come lune gemelle. Uno, Urras ha un ecosistema simile alla terra, l’altro, Anarres, è un pianeta spoglio, semidesertico. Su Urras vi sono nazioni e superpotenze simili a quelle terrestri. Centocinquant’anni prima alcuni milioni di abitanti di Urras, in lotta contro istituzioni tiranniche e condizioni di vita repressive, hanno lasciato il pianeta e si sono trasferiti sulla luna di Anarres. Qui hanno costituito una società anarchica, priva di stato e di leggi, basata sulla parità dei ruoli e di genere, in cui sono la cooperazione, la condivisione e il benessere collettivo a rappresentare l’etica dominante, piuttosto che la competizione, l’interesse personale ed il profitto individuale. E’ la costruzione dell’utopia. E’ un utopia necessaria per sopravvivere, data la natura desertica e ostile del pianeta.
    Ma, come dice il sottotitolo del libro si tratta di un’utopia ambigua. Le spinte all’individualità vengono censurate sin da bambini e da adulti subiscono forme di ostracismo che possono essere molto sottili, oppure palesemente violente, come accade ad un protagonista secondario, Tirin le cui parole («Se sapessimo com'è veramente Urras, forse qualcuno di noi desiderebbe andarci.») suscitano una risposta generalizzata dalla comunità.
    E per quanto non esistano istituzioni di potere, in realtà vi sono piccoli gruppi ed enclave che in effetti hanno dominio sugli altri. E’ in questa tensione tra comunità e individualità che si sviluppa la storia di Shevek, il protagonista, uno scienziato le cui ricerche di fisica (il tentativo di sviluppare una teoria di campo che unifichi i Paradigmi teorici della Sequenzialità temporale a quelli della Simultaneità) potrebbero avere effetti di portata enorme per entrambi i pianeti.
    Consapevole dell’esistenza di ‘muri’ metaforici e reali, che impediscono la diffusione della sua conoscenza sul suo pianeta natale, decide di ‘tradire’ la sua comunità, e di partire per una missione di condivisione verso l’odiato pianeta nemico, Urras. Deciso ad abbattere i muri divisori e a condividere la conoscenza.
    Ma su Urras (le cui società sono in tutto simili a quelle della Terra) si scontrerà con nuovi e per lui più incomprensibili muri. Muri che dividono gli individui a seconda del sesso, della razza, delle condizioni economiche e dei paesi di origine. Muri istituzionalizzati a livello politico, sociale, antropologico.
    Spinto da un’etica comunitaria e da uno spirito quasi messianico, cercherà anche su Urras di andare oltre i recinti. Ma il buio è molto più fitto oltre la siepe e il tentativo di abbattimento di barriere su cui si fondano le società, porterà a conseguenze tragiche.
    Infine, come un novello messia, tornerà a mani vuote, dispossessed dal punto di vista materiale, ma portatore di una nuova speranza etica e sociale.
    I Reietti dell’altro pianeta (The Dispossessed - an ambiguous utopia) è un romanzo che abbatte i recinti ristretti della fantascienza, elimina i muri di genere letterario e può annoverarsi a mio parere tra i migliori romanzi degli ultimi decenni. Ha giustamente vinto i premi Hugo e Nebula nel ’74 e ’75, ma avrebbe meritato ulteriori riconoscimenti letterari in altri consessi internazionali.
    L’autrice Ursula Le Guin scrive con grande stile e notevole maestria, descrivendo in modo molto plausibile e convincente come possa svilupparsi una società anarchica, mettendone in luce le inevitabili grandi contraddizioni. Ma nemmeno mai schierandosi nel confronto tra le società dei due pianeti, entrambe descritte come dotate di grandi risorse e di altrettanti impenetrabili ‘muri’.
    Voto: 6 Stelle.

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    Dhalgren said on Jul 17, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Astenersi perditempo

    Leggere la Le Guin è sempre fonte di riflessione, perché scrive di uomini, delle loro mire, del loro sviluppo sociale etico morale.
    Leggere la Le Guin è sfrondare gli stereotipi di un genere – la fantascienza – spesso bistrattato dagli intellettualoi ...(continue)

    Leggere la Le Guin è sempre fonte di riflessione, perché scrive di uomini, delle loro mire, del loro sviluppo sociale etico morale.
    Leggere la Le Guin è sfrondare gli stereotipi di un genere – la fantascienza – spesso bistrattato dagli intellettualoidi da aperitivo, che tra un salatino e l'altro discutono di raggi laser e tutine aderenti, convinti che le storie ipervitaminizzate siano l'unica fonte di gioia in questo tipo di ambientazione, dimenticando che la fantascienza è anche altro, soprattutto quando un autrice come Ursula, con la leggerezza che la contraddistingue, affronta temi all'ordine del giorno.
    Qui si legge di anarchia e capitalismo – niente tecnologia spinta, non servirebbe a nulla –, e di uomini e donne che ne vivono le conseguenze.

    Leggere la Le Guin è utile.

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    byAx said on Apr 9, 2013 | Add your feedback

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    Un'ambigua lettura

    L'ideologia alla base del romanzo è oggettivamente notevole. L'ambigua utopia anarcoide di Anarres, la simil guerra fredda su Urras, la storia dei "dispossessed". Già per il fatto che ti faccia venir voglia di approfondire il movimento anarchico meri ...(continue)

    L'ideologia alla base del romanzo è oggettivamente notevole. L'ambigua utopia anarcoide di Anarres, la simil guerra fredda su Urras, la storia dei "dispossessed". Già per il fatto che ti faccia venir voglia di approfondire il movimento anarchico merita.
    Tuttavia l'intera vicenda è pesante, a larghi tratti ripetitiva, non emoziona né fa interessare. Pur essendo il protagonista uno ed univoco, non sono riuscito ad entrare in empatia con questa sorta di straniero in terra straniera.

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    Andy Dufresne said on Mar 23, 2013 | Add your feedback

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    Anarchici su Marte

    Uno dei libri più noti dell'autrice, che è usa trattare temi femministi, politici e psicologici in contesti fantascientifici o fantasy.

    Qui di fantascienza ce n'è davvero poca: il protagonista Shevek arriva sul pianeta Urras (ricco, meraviglioso e p ...(continue)

    Uno dei libri più noti dell'autrice, che è usa trattare temi femministi, politici e psicologici in contesti fantascientifici o fantasy.

    Qui di fantascienza ce n'è davvero poca: il protagonista Shevek arriva sul pianeta Urras (ricco, meraviglioso e progredito ma lacerato da profonde divisioni e ingiustizie, esattamente come la nostra Terra) provenendo dal vicino Anarres (arido e quasi privo di fauna, popolato da coloni fuggiti molti anni prima da Urras per fondare una società anarchica, senza governo, senza datori di lavoro, senza distinzioni tra i sessi o limitazione alcuna alla libertà). Il contatto di Shevek provocherà reazioni a catena nelle due società fino ad allora separate.

    Tutto il romanzo è una sorta di trattato sulla società anarchica, teso a metterne in evidenza i numerosi limiti ma con l'evidente amore di chi vi vede la sola speranza per una convivenza pacifica e fertile per l'uomo: idea rafforzata dal conflitto tra due nazioni del pianeta Urras che, sullo sfondo, richiama l'inutile contrapposizione tra USA e URSS, modelli ambedue destinati al fallimento (ricordiamo che il libro è del 1974).

    Per questo suo argomentare l'ho trovato a tratti un po' arido, ma più spesso è stupefacente nella sua lucidità e nella sua poesia ("l'unica bellezza che abbiamo, nel nostro mondo, sono i nostri volti"), e non manca l'approfondimento psicologico.

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    zioluc said on Mar 20, 2013 | Add your feedback

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