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I ribelli

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 418)

3.5
(284)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 275 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Francese

Isbn-10: 884591609X | Isbn-13: 9788845916090 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marinella D'Alessandro

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Maestro delle passioni, Márai si dedica in questo romanzo non già ai triangoli amorosi ma a un altro legame che può raggiungere una tensione rovente: quello che tiene insieme un gruppo di adolescenti in rivolta contro tutto e pronti a tutto. E riesce a far penetrare il lettore al centro di un groviglio di errori e furori, complicità e tradimenti, insofferenze e viltà – di attrazioni inconfessabili e di ambigue ripulse. Qui la materia è offerta dalle vicissitudini e dalle avventure di un gruppo di ragazzi, anzi una banda come loro stessi si definiscono, nella tarda primavera del 1918, in una cittadina dell’Alta Ungheria lontana dal fronte, dove la vita, placida e sonnacchiosa in apparenza, è profondamente inquinata dalle venefiche esalazioni della guerra. Abbandonati a se stessi mentre i padri combattono chissà dove, in balìa soltanto dei demoni della loro «rivolta contro l’utile e il pratico», della loro fantasia e della loro tracotanza – e anche di un erotismo tanto più acceso quanto più implicito –, dichiarano guerra al mondo degli adulti inventandosi giochi molto, troppo pericolosi. Un oscuro commediante, che diventa il loro mentore occulto coinvolgendoli nelle sue trame perverse, li trascinerà verso un epilogo tragico e inevitabile. Apparso a Budapest nel 1930, I ribelli non fu più ripubblicato finché, nel 1988, Márai ne fece una sorta di preambolo all’ampio ciclo L’opera dei Garren, e lo rimaneggiò apportandovi parecchie modifiche. Su questa stesura si è fondata Marinella D’Alessandro, offrendo però al lettore in appendice i passi espunti.
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  • 0

    Es un libro breve y muy bien escrito, con una historia en principio simple pero que a medida que te adentras en ella, evoluciona hacia un final inesperado y sorprendente. Más en: http://labibliotecaderachel.blogspot.com.es/2014/11/los-rebeldes-de-sandor-marai.html

    ha scritto il 

  • 3

    Che dire, a me questo libro di Marai non è piaciuto.
    Sono una sua assidua lettrice e da sempre sono rimasta affascinata dal modo di scrivere di questo autore ungherese che riesce a trascinarti nelle storie senza riuscire a farti staccare gli occhi dal libro prima di averlo terminato...ma qui...nu ...continua

    Che dire, a me questo libro di Marai non è piaciuto. Sono una sua assidua lettrice e da sempre sono rimasta affascinata dal modo di scrivere di questo autore ungherese che riesce a trascinarti nelle storie senza riuscire a farti staccare gli occhi dal libro prima di averlo terminato...ma qui...nulla, è successo il contrario..non riuscivo a terminarlo, mi è sembrato in vari tratti noioso e alla fine mi ha dato un senso di inconcludenza (forse perchè in realtà è una sorta di preambolo ad un'opera in 6 volumi che in Italia ancora non è stata pubblicata?). L'unica cosa in cui ho riconosciuto il Marai di sempre è nell'aver ricreato un'atmosfera di ambiguità e di ombre che avvolge il lettore fino alla fine della lettura (se riesce a terminarla...).

    ha scritto il 

  • 0

    I turbamenti del giovane Torless in salsa ungherese.
    Spiace che l'autore, forse per timori autobiografici, abbia tagliato nell'ultima edizione del suo libro, alcuni passi salienti riportati in appendice che aiutano a comprendere meglio l'atmosfera soffocante e strisciantemente erotica del romanz ...continua

    I turbamenti del giovane Torless in salsa ungherese. Spiace che l'autore, forse per timori autobiografici, abbia tagliato nell'ultima edizione del suo libro, alcuni passi salienti riportati in appendice che aiutano a comprendere meglio l'atmosfera soffocante e strisciantemente erotica del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Sinfonia “Del destino” di Ludwig van Beethoven

    Ci sono vite che nascono spezzate, incapaci o impossibilitate a vivere il “loro” destino.
    Ci sono vite che nascono segnate, generazioni che crescono per essere piegate e mietute come grano.
    A queste generazioni, a queste vite, Sandor Marai rivolse le pagine de “I Ribelli”, romanzo ambientato nell ...continua

    Ci sono vite che nascono spezzate, incapaci o impossibilitate a vivere il “loro” destino. Ci sono vite che nascono segnate, generazioni che crescono per essere piegate e mietute come grano. A queste generazioni, a queste vite, Sandor Marai rivolse le pagine de “I Ribelli”, romanzo ambientato nella primavera del 1918. E Beethoven ? E’ il sottofondo musicale da ascoltare durante la lettura ? No, mai sottofondo di nulla, il “pre-romantico”Beethoven va ascoltato per notare la “coloritura”musicale, figlia di un tempo proiettato ad un futuro pensato come felice, in contrapposizione alla narrativa decadente di Marai, confusa dagli orizzonti di un destino ferocemente incerto. Opposti destini all’incedere del destino (questa frase farei meglio a toglierla). Nel primo movimento della quinta sinfonia di Beethoven, il motivo dominante delle quattro note che incombe come "il destino che bussa alla porta", racchiude la chiave di volta di tutta la successiva “narrazione” musicale. In ognuna delle pagine successive aleggia la presenza di quelle quattro note e la loro reminescenza ritmica scorrerà, ineluttabile, verso la conclusione della partitura. Ne “I ribelli” i quattro personaggi dominanti (o dominati) che, riunitisi in una banda, percorrono tutta la narrazione (come le note di Beethoven), vedono scivolare la propria vita verso un destino che li attende per sovrastarli. Quello stesso fato che pare unirli senza un motivo apparente “nessuno sarebbe in grado di dimostrare che tra i membri della banda ci fosse affetto. O almeno simpatia”, senza un vero significato fondato e profondo “si fissavano a lungo, come se volessero finalmente capire perchè si fossero riuniti, perchè stessero giocando e quale fose il senso della loro vita” o almeno apertamente confessabile “tutti per uno uno per tutti. E quell’uno era Tibor” e che assumerà lo sguardo da Gorgone della guerra dei padri, di coloro che “han mangiato uva acerba e i denti dei figli si sono allegati”. La prima battaglia che i giovani sosterranno,destinata all’epilogo in una trincea, è condotta contro i pilastri della società morale e perbenista, contro la quale rivolteranno con ingenua volontà di disfacimento, il gioco di chi non sa o non vuole crescere. Gli adulti , figure simbolicamente solo adombrate in tutta la narrazione, o nefaste presenze grottesche ed informi, hanno giocato la partita della vita, truccando le carte lasciate in eredità ai figli e barando al tavolo da gioco del loro futuro. E allora quale stagione dell’uomo potrebbe permettergli di cambiare il mondo? Quella in cui sono padri dediti a fagocitare il destino dei figli a causa della loro debolezza o quella incerta e suggestionabile dei giovani giocatori al tavolo dei bari ? La risposta di Marai è affidata a pagine in cui, al contenuto più “narrato” e all’ambiguo erotismo che emerge discontinuo , si associa un sottile filo di sottointeso, di sottaciuto quanto febbrile sottofondo di morte. Al “basso continuo” caratterizzato dalla guerra, rappresentata con l’inquietante e muto scorrere dei cadaveri nelle acque del fiume , si affianca quindi il tema dell’omosessualità che, in pagine mutilate da un intervento censorio dello stesso autore, assume i contorni di una velata presa di distanza dal mondo erotico dei padri, più che la consapevole maturazione di un proprio orientamento sessuale. Nell’ edizione Adelphi le parti censurate sono poste in appendice; non riesco a decidere se il “taglio” sia una mutilazione o se la mancanza di queste parti non contribuisca felicemente a mantenere un equilibrio narrativo ambiguo quanto efficace. La scrittura sapiente di Marai trova un guizzo magico nelle pagine in cui descrive la potente ambivalenza di una “recita” notturna condotta, nel clima inautentico e sottilmente perverso nella sua disperata finzione, di un teatro (luogo classico per la rappresentazione della finzione di una realtà “altra”). Nella recita condotta dalla perturbante figura di un attore,scelto e seguito dalla banda solo perché lontano dal mondo dei padri, si preparerà l’atto conclusivo della sterile fuga dalla realtà. Al tragico calo del metaforico sipario cosa , se non la morte , potrà meglio suggellare la fine del “mondo di ieri” e la nascita del nuovo mondo di oggi ?

    PS “ I ribelli” costituisce il primo capitolo , peraltro in sé compiuto, del ciclo “I Garren”..vero Adelphi che ne completerai la pubblicazione ?

    ha scritto il 

  • 4

    La grande capacità narrativa di Sandor Marai circonda un gruppo di amici ed il loro profondo sistema di relazioni umane. La 1^ Guerra Mondiale è sullo sfondo e inevitabilmente condiziona tutto anche se non sembra anche se i protagonisti non vorrebbero

    ha scritto il 

  • 5

    Che romanzo è, I ribelli? Un romanzo di formazione aspro, difficile, tragico.Il romanzo iniziale de Il ciclo dei Garren,che prevede in tutto sei volumi e che vorremmo vedere al più presto pubblicato in Italia.Un romanzo ambiguo per gli infiniti sottintesi, i rapporti tra i personaggi, i visi e i ...continua

    Che romanzo è, I ribelli? Un romanzo di formazione aspro, difficile, tragico.Il romanzo iniziale de Il ciclo dei Garren,che prevede in tutto sei volumi e che vorremmo vedere al più presto pubblicato in Italia.Un romanzo ambiguo per gli infiniti sottintesi, i rapporti tra i personaggi, i visi e i travestimenti, gli scenari apparentemente innocenti, che solo nella luce notturna rivelano il loro vero aspetto da film dell'orrore. Il romanzo di Tibor, inafferabile efebica creatura dalla bellezza quasi rivoltante (per citare Dostoevskij), capace di scatenare desideri e attrazioni inconfessabili nei giovani (Abel, Bela, Erno) e nei vecchi (il laido attore Amadé, l'usuraio Havas,perennemente affamato di carne-e sangue-,corrotto e corruttore), che, non so perché, mi ha ricordato straordinariamente il Tadzio di Morte a Venezia. E più di tutto, forse, il romanzo della ribellione adolescenziale ad un mondo incomprensibilmente regolato dagli adulti, che appare ingiusto e assurdo e che si tenta di rovesciare con comportamenti e regole ancora più assurde. Fino al momento in cui si realizza che la guerra ( e non solo quella con la G maiuscola) è finita, che si è sopravvissuti mentre qualcuno è morto,e ci si separa, ciascuno per la propria strada, consapevoli che niente potrà essere,mai più, come prima.

    ha scritto il 

  • 2

    Denso. Y aburrido. Conocía otros títulos de este mismo autor, que me parecieron muchísimo más interesantes, y por eso me alegré cuando éste fue sugerido por el Club de lectura, pero... ¡mi gozo en un pozo! No he conseguido saber qué nos estaba explicando y me he cansado de esperar una mejora en e ...continua

    Denso. Y aburrido. Conocía otros títulos de este mismo autor, que me parecieron muchísimo más interesantes, y por eso me alegré cuando éste fue sugerido por el Club de lectura, pero... ¡mi gozo en un pozo! No he conseguido saber qué nos estaba explicando y me he cansado de esperar una mejora en el relato, que nunca ha llegado. Una vez más, me temo que no estoy preparado para según qué tipo de literatura; tengo que "crecer" mucho más.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello e durissimo. E' il primo romanzo di Sándor Márai che leggo e la sua atmosfera decadente mi ha lasciato addosso una sensazione viscida...
    Il libro racconta di un gruppo di studenti al termine del corso di studi. Alla mercè di adulti privi di scrupoli, la loro immaturità trasforma in tragedi ...continua

    Bello e durissimo. E' il primo romanzo di Sándor Márai che leggo e la sua atmosfera decadente mi ha lasciato addosso una sensazione viscida... Il libro racconta di un gruppo di studenti al termine del corso di studi. Alla mercè di adulti privi di scrupoli, la loro immaturità trasforma in tragedia quella che poteva essere solo una goliardata fatta in spregio ad una società insensibile che aveva già deciso della loro vita. La guerra, che sta solo sullo sfondo, condiziona tuttavia ogni pensiero e ogni progetto. Incombe sul loro presente sospeso, a fare da spartiacque tra un passato inconsapevole ed un futuro che gli appare incerto. Ragazzi annoiati e allo sbando, famiglie inesistenti o disattente, uomini profittatori... tutto è pervaso da un'atmosfera di disincanto, disfacimento e immoralità: sembra che questa storia anticipi di molti anni certe situazioni contemporanee di minorenni abbandonati a se stessi, senza principi morali e senza guida. E' anche il romanzo “del gruppo”, dove nascono e si sviluppano le dinamiche del branco. La banda che si forma è unita ma non coesa. Il ragazzo che la guida è leader suo malgrado; singolarmente i ragazzi non sarebbero nè forti nè audaci ma forse addirittura conformisti. In questo romanzo il non detto, il sottinteso, è più importante del palese ed è comunque molto efficace. La fase adolescenziale dell’omosessualità, passeggera per uno dei protagonisti, più profonda per l’altro, viene solo accennata ma è in effetti uno dei temi centrali della storia (Márai ne fece una prima stesura molto più esplicita che poi “purgò” per la pubblicazione). In sostanza: nella narrazione c'è un qualcosa di ambiguo che attrae e nello stesso tempo respinge. Confesso che mi ha stregata.

    ha scritto il