I ricordi mi guardano

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In questo libro Tranströmer (Premio Nobel per la Letteratura 2011) apre il suo scrigno dei ricordi per raccontare con grazia d’ispirazione e con la leggera spontaneità di una confessione intima le esperienze dell’infanzia che hanno un posto ... Continua
Ha scritto il 24/08/16
Con linguaggio essenziale Tranströmer racconta. È la concisione il tratto unitario, con un bastoncino fruga tra i suoi ricordi rammentando che l'infanzia e l'adolescenza sono i momenti fondamentali, quelli da cui scaturisce e cresce il resto. Come ..." Continua...
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Ha scritto il 16/12/12
Calendario dell'Avvento. Libri sotto l'albero.
il libro:Autobiografia essenziale e profonda del poeta svedese Transtömer. L’infanzia e l’adolescenza di un poeta, alle prese con le domande della vita, temperate da uno sguardo vigile e curioso. Si impara come sia andata crescendo la passione ..." Continua...
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Ha scritto il 28/06/12
Lieve, essenziale, limpido. Ricordi trasparenti e una grande sincerità nel donarli. Una prosa fluente e una coreografia così tanto svedese
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Ha scritto il 11/05/12
La variegata umanità di ciascuno, innaffiata da ricordi dal sapore universale.
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Ha scritto il 01/04/12
"Dentro di me porto tutti i miei volti passati come un alberi i suoi cerchi. La loro somma sono <>. Lo specchio vede solo il mio ultimo volto, io sento tutti i miei precedenti".Immagini cosi' mi riconciliano con il premio Nobel per la ..." Continua...
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Ha scritto il Dec 11, 2011, 19:21
... ecco che Orazio ritornava in latino con la sua meravigliosa precisione di versi.Questa alternanza tra una sgangherata banalità e un icastico sublime mi insegnò molto. Erano i presupposti della poesia. Attraverso la forma (la Forma!) si poteva ... Continua...
Pag. 65
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Ha scritto il Dec 11, 2011, 19:17
... giravo a sinistra sulla Högbergsgatan, dove c'era ogni mattina un cavallo che masticava fieno in un sacco. Un cavallo da tiro, un grosso e fumante cavallo delle Ardenne. Entravo per un attimo nell'ombra del suo odore e il ricordo di quel ... Continua...
Pag. 44
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Ha scritto il Dec 11, 2011, 19:14
L'inverno dei miei quindici anni fui colpito da una grande angoscia. Ero nel raggio di un riflettore che proiettava buio invece di luce. L'angoscia mi prendeva ogni pomeriggio quando cominciava a imbrunire e non mollava la sua presa fino all'alba ... Continua...
Pag. 54
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Ha scritto il Dec 11, 2011, 16:26
Penso a quanto possa aver significato per me, più avanti nella vita, il metodo di trasformarmi in uno straccio senza vita. L'arte di lasciarsi calpestare senza perdere l'autostima. Non l'ho usata troppo spesso? A volte funziona, a volte no.
Pag. 29
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Ha scritto il Dec 11, 2011, 16:21
Mi muovevo nel grande mistero. Imparavo che la terra era viva e che esisteva un mondo infinitamente grande che strisciava e volava e viveva la sua ricca vita senza curarsi minimamente di noi.
Pag. 22
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