I robot e l'impero

Di

Editore: Mondadori (Altri mondi)

4.2
(1777)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Giapponese , Tedesco , Francese , Olandese , Portoghese , Chi tradizionale , Ceco , Polacco

Isbn-10: 8804285184 | Isbn-13: 9788804285182 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Piero Anselmi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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    Scritto da Asimov per collegare il ciclo dei robot a quello dell’impero, avrebbe dovuto avere un seguito (come afferma l’autore nella Presentazione) per “completare la storia della transizione da un u ...continua

    Scritto da Asimov per collegare il ciclo dei robot a quello dell’impero, avrebbe dovuto avere un seguito (come afferma l’autore nella Presentazione) per “completare la storia della transizione da un universo all’altro”, ma evidentemente Asimov non fece in tempo a scriverlo.
    Elijah Baley è morto da 160 anni ma in un certo senso è ancora presente, perché spesso vengono ricordati episodi del passato che lo riguardano (alcuni già raccontati nei libri precedenti, altri no). Sono ancora presenti i robot Daneel e Giskard, e c’è un discendente di Elijah, D.G. Baley.
    Bilancio: qualche forzatura, alcune cose che non tornano e qualcosa di poco credibile, anche se si tratta di narrativa fantascientifica. Ma se è il prezzo da pagare per avere una continuità, grazie Asimov.
    La parte più interessante è il confronto tra Coloni e Terrestri da una parte (vita breve; non utilizzo di robot; rapidità di evoluzione; vita avventurosa in ambienti da colonizzare; vicinanza e calore umano; varietà culturale; esperienze sempre nuove che sono fonte di arricchimento di generazione in generazione) e Spaziali dall’altra (longevità; dipendenza dai robot; immutabilità; vita protetta da qualunque evento sgradevole; grandi distanze e insofferenza per la vicinanza fisica; noia esistenziale; decadimento ed estinzione come esito inevitabile). Se non ricordo male, un tema presente anche in “La fine dell’eternità”.
    Viene formulata la Legge Zero (un robot non può causare danno all’umanità o permettere che, a causa del suo mancato intervento, l’umanità subisca danno) che precede le tre leggi della robotica e le modifica (poiché da quel momento le tre leggi valgono a condizione che non contrastino con la Legge Zero).
    [Daneel riferisce le parole di Elijah]: “Il lavoro di ogni individuo è un contributo offerto a una totalità, e diventa parte imperitura di questa totalità. La totalità delle vite umane, passate e presenti e future, forma un mosaico esistente ormai da millenni, che diventa sempre più elaborato e ricco. Perfino gli Spaziali sono una derivazione del mosaico, e anche loro contribuiscono alla complessità e alla bellezza complessiva.”
    Settimo libro della saga che comprende il ciclo dei robot, dell’impero e delle fondazioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Capitolo conclusivo della saga degli spaziali.
    Che dire? Grazie, Isaac, sei una delle poche certezze letterarie che mi restano.

    Ho amato profondamente Daneel e Giskard, un po' meno Gladia.
    Ma dove son ...continua

    Capitolo conclusivo della saga degli spaziali.
    Che dire? Grazie, Isaac, sei una delle poche certezze letterarie che mi restano.

    Ho amato profondamente Daneel e Giskard, un po' meno Gladia.
    Ma dove sono andati i Solariani??

    ha scritto il 

  • 4

    Il più filosofico del ciclo dei Roboto di Asimov. Filosofico da un punto di vista delle menti positroniche dei robot Daneel e Giaskard.
    Intrecci di fantapolitica, poliziesco, filosofia, cibernetica. ...continua

    Il più filosofico del ciclo dei Roboto di Asimov. Filosofico da un punto di vista delle menti positroniche dei robot Daneel e Giaskard.
    Intrecci di fantapolitica, poliziesco, filosofia, cibernetica.

    ha scritto il 

  • 4

    Ciclo dei Robot

    Abissi d'acciaio
    Il sole nudo
    I robot dell'alba
    I robot e l'impero

    Che dire, questi sono capolavori.

    Si passa da un'ipotetica evoluzione del modo di vivere dell'uomo alla colonizzazione della galassia ...continua

    Abissi d'acciaio
    Il sole nudo
    I robot dell'alba
    I robot e l'impero

    Che dire, questi sono capolavori.

    Si passa da un'ipotetica evoluzione del modo di vivere dell'uomo alla colonizzazione della galassia, molto difficile e piena di discriminazioni, razzismo, scontri politici; il tutto condito da gialli inspiegabili, che metteranno a dura prova i protagonisti, umani o robot che siano.

    Asimov si muove benissimo in questo ambiente sci-fi/giallo, i suoi generi preferiti si mescolano a creare qualcosa di nuovo, portando il lettore a seguire ragionamenti a volte anche molto articolati senza trovare mai nessun tipo di problema.

    Una gran bella partenza della saga galattica, che prepara le basi del celeberrimo "Ciclo della Fondazione".

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro geniale romanzo di Asimov, il quarto del Ciclo dei Robot. Conoscete senz'altro le tre leggi della robotica che regolano il comportamento dei robot verso gli umani, ma se invece... se invece e ...continua

    Un altro geniale romanzo di Asimov, il quarto del Ciclo dei Robot. Conoscete senz'altro le tre leggi della robotica che regolano il comportamento dei robot verso gli umani, ma se invece... se invece esistesse anche una Legge Zero?

    ha scritto il 

  • 5

    Come spesso capita nei libri di Asimov i dialoghi la fanno da padrone e sembra quasi che la trama è solo un contorno connettivo.
    In questo caso, il voto altissimo è assicurato proprio per i lunghi dia ...continua

    Come spesso capita nei libri di Asimov i dialoghi la fanno da padrone e sembra quasi che la trama è solo un contorno connettivo.
    In questo caso, il voto altissimo è assicurato proprio per i lunghi diaolghi tra i due veri protagonitsti del libro: i robot Daneel e Giskard.
    Le loro riflessioni sull'umanità, sulla loro natura, le loro funzioni e gli sviluppi futuri dei rapporti uomo-robot come si suol dire valgono il prezzo del biglietto. In particolar modo letto esattamento 30 anni dopo la sua pubblicazione, e in un periodo in cui la robotica e l'iterazione uomo-macchina stanno assumendo sempre più rilevanza.
    Un po' più scialbi i dialoghi tra la solariana e il colono, soprattuto perchè insitono sulla differenza umani-spaziali già, per me, ampiamente appurata nei libri precedenti del 'ciclo dei robot'.

    Altra nota positiva è il fatto che, nonostante sia dichiaratamente un libro di connessione a posteriori di opere scritte molto tempo prima, il tutto rimane molto godibile anche se non si ricordano tutti i dettagli degli altri cieli.
    E non sempre questo succede in operazioni di questo tipo.

    ha scritto il 

  • 5

    Non delude mai. Proprio mai.

    Arrivato alla fine del "Ciclo dei Robot". Purtroppo. Questo è l'anello di congiunzione tra questo ciclo e quello dell'Impero prima e Fondazione poi. Ora tutto ha più senso. E acquista un senso anche l ...continua

    Arrivato alla fine del "Ciclo dei Robot". Purtroppo. Questo è l'anello di congiunzione tra questo ciclo e quello dell'Impero prima e Fondazione poi. Ora tutto ha più senso. E acquista un senso anche la parte ha la terra nel Ciclo della Fondazione. Solita trama avvincente di Asimov. Non più un giallo con protagonista Elijah Baley, ma un gran bel libro con protagonisti i due robot, ai quali sono rimasto affezionato!!:) Non mi resta che iniziare l'ultimo ciclo.. Quello dell'Impero.

    ha scritto il 

  • 3

    Capisco che in questo libro postumo alla Fondazione, Asimov abbia voluto conciliare le sue due saghe, ma mi pare un po' troppo 'spinto', detto ciò, Asimov e i suoi umanissimi robot, su tutti Daniel e ...continua

    Capisco che in questo libro postumo alla Fondazione, Asimov abbia voluto conciliare le sue due saghe, ma mi pare un po' troppo 'spinto', detto ciò, Asimov e i suoi umanissimi robot, su tutti Daniel e Giskard, non si discutono.

    6/10

    ha scritto il 

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