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I robot e l'impero

Di

Editore: Mondadori (Altri mondi)

4.2
(1686)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Giapponese , Tedesco , Francese , Olandese , Portoghese , Chi tradizionale , Ceco , Polacco

Isbn-10: 8804285184 | Isbn-13: 9788804285182 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Piero Anselmi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Capisco che in questo libro postumo alla Fondazione, Asimov abbia voluto conciliare le sue due saghe, ma mi pare un po' troppo 'spinto', detto ciò, Asimov e i suoi umanissimi robot, su tutti Daniel e Giskard, non si discutono.

    6/10

    ha scritto il 

  • 4

    E con questo ho finito il ciclo dei robot. Ovviamente il romanzo è piacevolissimo, Asimov non delude mai e ti dà sempre quello che gli chiedi: intrattenimento di qualità, senza troppi fronzoli autoriali. In questo, rimane uno dei migliori.

    ha scritto il 

  • 3

    內容與前幾集有完全不一樣的氣氛,
    書裡的主角一變為吉斯卡與丹尼爾,雖然兩個機器人的互動十分吸引人,
    但可惜最後的結局感覺過於草率,因此扣了一些分數。

    ha scritto il 

  • 5

    Duecento anni sono trascorsi dal misterioso omicidio del robot Jandel. Duecento anni in cui, grazie all'intervento e al carisma del dr. Fastolfe, le cose sulla terra sono cambiate in maniera a dir poco positiva.
    Centinaia di nuovi pianeti sono stati colonizzati e prosperano indisturbati in ...continua

    Duecento anni sono trascorsi dal misterioso omicidio del robot Jandel. Duecento anni in cui, grazie all'intervento e al carisma del dr. Fastolfe, le cose sulla terra sono cambiate in maniera a dir poco positiva.
    Centinaia di nuovi pianeti sono stati colonizzati e prosperano indisturbati in ogni parte della galassia. Gli Spaziali, la maggior parte bollendo di rabbia, sono costretti a sopportare questa espansione, incapaci di intervenire e troppo spaventati dall'idea di poter scatenare una guerra.
    Ma in duecento anni molte cose possono tramare nell'ombra, e molti fatti forse poco importanti, uniti tra loro, possono generare una minaccia imminente.
    La morte del detective Elijah Baley.
    La misteriosa scomparsa dei Solariani dal loro pianeta d'origine.
    La distruzione di due navi dei Coloni, andate ad indagare senza intenzioni bellicose...

    E' in questo scenario che si apre la storia del...

    Leggi la recensione completa sul sito "La Settima Torre": http://www.settimatorre.com/page.php?pagina=libri&sezione=leggi&idMat=367

    ha scritto il 

  • 4

    LE CHIACCHIERE DI DUE ROBOT PER SALVARE LA TERRA

    LETTO IN CARTACEO E RILETTO IN EBOOK
    _______________________________________
    “I robot e l’Impero” (“Robots and Empire”, 1985), è il quarto volume del ciclo dei Robot di Isaac Asimov ma anche il romanzo di congiunzione tra il ciclo dei Robot e il ciclo dell’Impero. Segue dunque i roman ...continua

    LETTO IN CARTACEO E RILETTO IN EBOOK
    _______________________________________
    “I robot e l’Impero” (“Robots and Empire”, 1985), è il quarto volume del ciclo dei Robot di Isaac Asimov ma anche il romanzo di congiunzione tra il ciclo dei Robot e il ciclo dell’Impero. Segue dunque i romanzi e il racconto:

    *Abissi d’acciaio o Metropoli sotterranea (The Caves of Steel, 1953);
    *Il sole nudo (The Naked Sun, 1956);
    *Immagine speculare – racconto - Immagine speculare (Mirror image, 1972), in Visioni di robot e in “Il meglio di Asimov;
    *I robot dell’alba (The Robots of Dawn, 1983), Urania n.1009, 1985.

    Ma anche le opera fuori ciclo, a questi antecedenti:
    * Tutti i miei robot (Io robot, Il secondo libro dei robot e racconti vari) (The Complete Robot, 1982);
    * Nemesis (Nemesis, 1989), Mondadori, 1990.

    Precede invece i romanzi:
    *Il Tiranno dei Mondi o Stelle come polvere(The Stars, Like Dust, 1951;
    *Le Correnti dello Spazio (The Currents of Space, 1952);

    *Paria dei Cieli (Pebble in the Sky, 1950)

    Così come il successivo ciclo della Fondazione.

    Se i due romanzi originari degli anni ’50 avevano una loro spontanea ragion d’essere, il terzo volume del ciclo dei Robot si presenta piuttosto ripetitivo e meno interessante degli altri.
    Il quarto volume (“I Robot e l’Impero”) avendo la pretesa di legare due gruppi di storie piuttosto diversi e separati nella trama da numerosi anni, presenta il doppio rischio di essere poco innovativo e un po’ vuoto di contenuti.
    La maestria di Asimov riesce invece a farne un’opera di un certo interesse, non solo perché raggiunge quello che sembra l’obiettivo primario dell’autore: spiegare come da una Galassia la cui colonizzazione è iniziata con l’ausilio determinante della robotica, si ritrovi poi a non aver più automi e come sia arrivati al tipo di colonizzazione della Galassia da parte dell’umanità che incontreremo nei cicli successivi.
    Il romanzo presenta delle novità rilevanti rispetto ai primi tre del ciclo.
    Innanzitutto sono passati 2 secoli dagli avvenimenti iniziali (“20 decadi” dicono ripetutamente gli Spaziali). Da questo ne consegue che il protagonista principale, Elijah Baley, non ci sia più, essendo morto da tempo.
    Nel ciclo, la Galassia è però divisa tra i terrestri, come Elijah Baley, che vivono come noi al massimo per una decina di “decadi” e gli Spaziali, esseri umani che anni prima hanno colonizzato 50 pianeti e che ora vivono dalle trenta alle quaranta decadi.
    Ritroviamo quindi il grande nemico di Baley, Amadiro, ancora ostinato a vendicarsi di lui, nonostante sia morto e la Solariana (emigrata sul pianeta del sistema di Aurora) Gladia, già presente nei precedenti romanzi e qui ancora giovane, con le sue 23 decadi, secondo gli standard degli Spaziali e ancora pronta a rimpiangere Baley (con cui aveva avuto solo una notte d’amore o poco più).
    Oltre a loro ritroviamo il grande co-protagonista e compagno di indagini dell’investigatore Elijah Baley, il robot umanoide R. Daneel Olivaw (del tutto simile a un essere umano ma incapace di invecchiare), nonché il robot metallico R. Giskard Reventlov.
    Elijah Baley, in realtà, pur essendo morto, è anche troppo presente in questo romanzo. Compare in vari flashback e, soprattutto, è troppo spesso citato e ricordato da tutti i personaggi citati, in modo direi eccessivo, considerato che sono passati 160 anni dalla sua morte.
    Sembra quasi che tutti non abbiano avuto nulla di meglio da fare che pensare a lui in tutti questi decenni e questa è forse una delle maggiori debolezze del romanzo.
    L’altro grande difetto è che, un po’ per ricordare ai lettori ciò che è successo nei libri precedenti, un po’ per spiegare gli eventi, ci sono tante ripetizioni. Direi troppe.
    Nella storia i due robot indagano assieme per scoprire un evento (una “crisi”) che ritengono potrebbe portare a grossi problemi per l’umanità e bloccare il processo di colonizzazione della Galassia. Di fatto devono salvare il mondo! Ogni volta che avviene qualcosa, Asimov, correttamente, ci mostra la scena mentre si verifica (nei manuali di scrittura si dice “mostra e non raccontare”), poco dopo, però, i due robot si raccontano di nuovo a vicenda l’evento a cui hanno assistito, interrogandosi su come ciascuno di loro l’ha percepito. Daneel, infatti, ragiona quasi come un essere umano pur essendo limitato dalle famose Tre leggi della Robotica, Giskard, invece, ragiona di più come un robot, ma è telepatico e quindi racconta all’amico automa le sensazioni delle persone mentre facevano o dicevano qualcosa.
    Come meccanismo narrativo è utile a mostrare il metodo di indagine dei robot, ma appesantisce la lettura in modo poco perdonabile, per un grande autore come Asimov.
    Peccato, perché tolti questi difetti, il libro potrebbe essere notevole, sia per la trovata del robot telepatico, sia per la complessa elaborazione da parte degli automi del concetto di Legge Zero, una legge non inserita nella loro programmazione, ma che arrivano a ritenere superiore alle altre, sia per la soluzione da kamikaze trovata dal capitano Bailey (discendente di Elijah), per la trovata terroristica di Amadiro e del suo pupillo Mandamus, per la trasformazione di Gladia da schizzinosa Spaziale in agguerrita trascinatrice di folle sui mondi dei Coloni (terrestri che hanno avviato un secondo processo di colonizzazione spaziale) e sulla Terra.
    Insomma, non mancano momenti coinvolgenti ed entusiasmanti, peccato che Asimov abbia avuto poca fiducia nella memoria dei lettori e ci abbia così propinato tante inutili ripetizioni.

    ha scritto il 

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