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I salici ciechi e la donna addormentata

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.8
(1253)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 376 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Portoghese , Olandese , Francese , Polacco

Isbn-10: 8806184156 | Isbn-13: 9788806184155 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonietta Pastore

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Scritti e pubblicati in Giappone nell'arco di oltre un ventennio, i racconti che compongono questa raccolta ci offrono, nella estrema varietà di ispirazione, lunghezza e stile che li caratterizza, un affascinante campionario delle tematiche e delle atmosfere che troviamo nei grandi romanzi di Murakami. Dalla leggerezza di brevi episodi come "II tuffetto" e "Splendore e decadenza delle ciambelle a cono", condotti sul filo della comicità e dell'assurdo, passiamo alla nostalgica, eppure lucida rievocazione di ricordi autobiografici nel racconto "II folclore dei nostri tempi" e in quello che dà titolo al volume, "I salici ciechi e la donna addormentata", entrambi basati sull'esperienza giovanile dei mitici anni Sessanta. L'angoscia di scoprire sotto l'apparente trasporto verso qualcuno un senso di repulsione ispira "Granchi", mentre "I gatti antropofagi" porta alla luce l'angoscia dell'uomo che per scelta ha dato alla sua vita una svolta irreversibile, rinunciando a tutto ciò che aveva creduto di amare. Altrove ("Lo specchio2, "Storia di una zia povera", "Nausea 1979", "L'uomo di ghiaccio"), troviamo l'irruzione del fantastico nella vita quotidiana, mentre ne "Il settimo uomo" il tema dell'errore di gioventù che condiziona, e rovina, la vita intera di una persona, è introdotto da una di quelle visioni folgoranti con cui lo scrittore sa rappresentare l'orrore di una tragedia.
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  • 3

    Murakami in pillole

    In discordanza con altri commenti che ho letto, a me non pare che la dimensione “racconto” si addica particolarmente alla narrativa di Murakami, sebbene possa trattarsi piuttosto di una mia personale ...continua

    In discordanza con altri commenti che ho letto, a me non pare che la dimensione “racconto” si addica particolarmente alla narrativa di Murakami, sebbene possa trattarsi piuttosto di una mia personale scarsa propensione a tale genere di formato.

    Nei racconti di “I salici ciechi e la donna addormentata” i temi cari al grande autore giapponese ci sono tutti ed anzi alcuni spunti sembrano prefigurare il canovaccio da cui lo scrittore trarrà, con ben altra avvolgente potenza, uno dei suoi romanzi. Ma è come se questi frammenti si fermassero allo stato di schizzo, di idea, a volte molto suggestiva in tipico stile Murakami a volte meno, in cui la parola “fine” giunge troppo presto a spezzare l’incantesimo che spesso non ha avuto neppure il tempo di cominciare a stimolare la fantasia del lettore.

    I romanzi più riusciti dell’autore hanno una struttura inafferrabile, un procedere onirico, che non sai dove possa portare e a cui ci si abbandona seguendo le divagazioni del racconto e le peregrinazioni di un personaggio di solito piuttosto opaco in un mondo dalle sfumature cangianti e nel rapporto con personaggi sfuggenti e dal comportamento spesso contraddittorio. La magia della narrazione di M. si produce un po’ alla volta dall’accumulo di temi, situazioni, dialoghi anche spiazzanti che, non sùbito ma una volta inoltrati nelle pieghe della storia, genera un mondo sfaccettato e caleidoscopico, un puzzle che può essere assemblato in diverse maniere dalla fantasia del lettore oltre che dall’abilità dell’autore.

    Lasciati a sé stessi e isolati i frammenti di questo puzzle (i racconti) possono ancora emanare la loro qualità suggestiva ma più spesso si appannano e si esauriscono nell’arco della lettura del racconto, dimenticati quando si inizia il successivo.

    Non a caso è proprio nei racconti più lunghi, come ad esempio l’ultimo della raccolta, che tale suggestione ha l’opportunità di manifestarsi, mentre il fatto stesso che i racconti inclusi siano ben 24 fa sì che in diversi casi si tratti di fotografie, immagini, spezzoni che a me sembrano esercizi, prove d’autore, più che forme narrative compiute. Lasciano una percezione di assenza, sospensione e incompiutezza che a volte, almeno in me, rischia di generare una vaga insoddisfazione e una sensazione di gioco fine a sé stesso e in parte ripetitivo.

    ha scritto il 

  • 5

    splendido

    Devi superare i primi quattro racconti. Questi ultimi sono così banali, inconsistenti e sconclusionati che ti fanno girare il libro per leggere, in copertina, il nome dell' autore. Ma dopo, dopo si sp ...continua

    Devi superare i primi quattro racconti. Questi ultimi sono così banali, inconsistenti e sconclusionati che ti fanno girare il libro per leggere, in copertina, il nome dell' autore. Ma dopo, dopo si spalanca un mondo: tutta la gamma delle emozioni vi è rappresentata. Poesia e bellezza, surreale e cruda realtà si mescolano in trame sempre diverse, che leggi di fila, una dietro l' altra, senza fiato, perché le fil rouge è la maestria di un grandissimo narratore.

    ha scritto il 

  • 3

    Il mio rapporto con Murakami è altalenante; ho adorato Dance dance dance e odiato Norwegian wood, ho apprezzato La fine del mondo e il paese delle emraviglia e disprezzato a Sud del confine. Questo li ...continua

    Il mio rapporto con Murakami è altalenante; ho adorato Dance dance dance e odiato Norwegian wood, ho apprezzato La fine del mondo e il paese delle emraviglia e disprezzato a Sud del confine. Questo libro di racconti lunghi un ventennio è un bignami dei miei rapporti con lui. I temi sono multipli e lo stile è diverso, va dal Carveresco del racconto che da il titolo alla raccolta (o di Hanalei bay) al simbolismo più smaccato di La scimmia di Shinagawa (o Storia di una zia povera, che però ha un sentore di Buzzati), nel mezzo ci stanno alcuni racconti del Murakami che apprezzo di più quello equidistante dal verosimile e dall'assurdo come in Nausea 1979, Nell'anno degli spaghetti o Granchi, con qualche incursione nell'assurdo non standard (per lui) come ne Splendore e decadenza delle ciambelle a cono. Nel complesso quindi ha tutti i pregi e tutti i difetti dei suoi libri; una certa noia, banalità e sensazione di falso quando parla di fatti realistici, una leggerezza e verosimglianza quando aprli di eventi fantastici.
    Nel complesso però la sensazione è stata più positiva che altro.

    ha scritto il 

  • 1

    Non comprate questo libro. Andate in biblioteca o in una di quelle grandi librerie dove ci sono divanetti, comode seggiole, morbide panchine. Prendete questo libro dallo scaffale, se proprio siete inc ...continua

    Non comprate questo libro. Andate in biblioteca o in una di quelle grandi librerie dove ci sono divanetti, comode seggiole, morbide panchine. Prendete questo libro dallo scaffale, se proprio siete incuriositi dall'autore, dal titolo, dalla quarta di copertina, dalla copertina. Sedetevi sui sopra citati posti a sedere. Aprite il libro e leggete, tra tutti i 24 racconti, solo ed esclusivamente: lo specchio; i gatti antropofagi; il settimo uomo - il più bello; Tony Takitani; i percorsi del caso.
    Tutti gli altri non sono degni di essere letti: l'incompletezza, spesso la caratteristica di qualsivoglia racconto breve, raggiunge in quest'opera il suo apice, la mancanza di senso e significato il suo paradiso, la noia la sua apoteosi, la passione di leggere la sua tomba.

    ha scritto il 

  • 4

    Sólo he leído dos novelas de Murakami, una de las cuales no me gustó, así que no sabía qué esperar de sus relatos. Gracias a Dios no me ha decepcionado en lo absoluto y creo que en estos relatos, por ...continua

    Sólo he leído dos novelas de Murakami, una de las cuales no me gustó, así que no sabía qué esperar de sus relatos. Gracias a Dios no me ha decepcionado en lo absoluto y creo que en estos relatos, por su misma composición, demuestra con creces el talento que tiene para enganchar al lector y mezclar, de manera sutil, la realidad y la fantasía, de tal modo que aunque narra hechos "cotidianos", estos no resultan aburridos, sino todo lo contrario: fascinan, impelen a seguir leyendo y encontrar qué sucede, pues el descenlace dista mucho de ser común.

    Uno no sabe qué esperar de Murakami y creo que esta es su mejor y peor cualidad. En el caso de esta compilación, sirve como ventaja. Cada relato es un mundo nuevo, en donde nada está escrito y el factor sorpresa siempre está presente. Murakami explora la psicología humana, así como la vida cotidiana desde ángulos extraños, desde la fantasía y la metáfora; no da soluciones, plantea preguntas y deja que el lector se responda, creando así una serie de cuentos muy ricos.

    Mi favorito es "El espejo" seguido de "El mono de Shinagawa" y son, sin duda para los iniciados en la obra de Murakami, la condensación de los temas que suele tratar en sus relatos, sean éstos cortos o novelas. Recomiendo la lectura de esta compilación pues así sabrán si desean continuar leyéndolo o no. Incluso tiene un extracto de lo que después llegó a ser Tokio Blues. Si les gusta adelante, sino, es mejor que no gasten más su dinero y su tiempo en él.

    ha scritto il 

  • 4

    24 racconti che coprono 20 anni della vita e della produzione di Haruki Murakami. In alcuni si sente che era molto molto giovane, in altri si ritrova la sua scrittura più matura. Bello
    "Sapete cosa pe ...continua

    24 racconti che coprono 20 anni della vita e della produzione di Haruki Murakami. In alcuni si sente che era molto molto giovane, in altri si ritrova la sua scrittura più matura. Bello
    "Sapete cosa penso? Che noi esseri umani non dobbiamo temere la paura in sé. La paura esiste, è vero. Si mostra prendendo forme diverse, e a volte opprime la nostra vita... La cosa più terribile però, è voltare le spalle alla paura, chiudendo gli occhi per non vederla. Perché così facendo consegniamo la cosa più preziosa che abbiamo in noi a qualcos'altro..."

    ha scritto il 

  • 3

    ...Cosa?

    Haruki Murakami è diventato, da quando nel 2008 lessi 'Nejimaki-dori kuronikuru', uno dei miei romanzieri preferiti, lo considero uno dei migliori scrittori degli ultimi trent'anni, anche quando obbie ...continua

    Haruki Murakami è diventato, da quando nel 2008 lessi 'Nejimaki-dori kuronikuru', uno dei miei romanzieri preferiti, lo considero uno dei migliori scrittori degli ultimi trent'anni, anche quando obbiettivamente crea lavori non così consueti.
    E 'Mekurayanagi, to nemuru onna' è sicuramente uno di questi. A ciò che io ritengo assoluti capolavori della psiche, quali 'Suputoniku no koibito', 'Afutā Dāku' e 'Umibe no Kafuka', non vanno purtroppo ad aggiungersi altri romanzi/raccolte di racconti che, a mio avviso, o rasentano una banalità grottesca, oppure il nonsense più totale (per me leggere 'Zō no shōmetsu' è stato un vero e proprio dramma psicologico).
    Insomma, Murakami, sebbene mantenga uno stile degno dei premi che ha vinto, è alquanto incostante, e se da una parte è in grado di suscitare in me profonde emozioni, dall'altra fa nascere in me il desiderio di lanciare i suoi libri dalla finestra.
    La raccolta 'I salici ciechi e la donna addormentata' è sicuramente il risultato di queste due diverse facce di Murakami.
    Alcuni racconti (Hanalei Bay, I gatti antropofagi, I salici ciechi e la donna addormentata e Lo specchio)toccano nel profondo, anche senza toccare temi troppo complessi, semplicemente fanno leva sul sentire umano, sul senso di disperazione, smarrimento ed alienazione.
    A parte pochi altri titoli che al momento non ricordo, il resto, per me, è una brodaglia nonsense senza capo né coda.
    Apprezzo veramente tantissimo il modo 'garbato' di Murakami di descrivere scene surreali, al limite della credibilità, ma ci sono volte in cui questo elemento risulta troppo pesante, e rischia veramente di rendere la storia sterile e fine a se stessa.
    Nonostante non sia affatto entusiasta di questa lettura (che ho preferito, a suo tempo, ad altri suoi romanzi ben migliori) Murakami è pur sempre Murakami, ed il suo stile- la sua capacità di rendere importante e meraviglioso anche un granello di polvere- arriva dritto all'anima. Motivo per cui, anche se delusa, non posso detestarlo ♥

    ha scritto il 

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