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I sassi vanno matti per le sasse

Piccolo romanzo da comodino

Di

Editore: Zandegù

3.5
(32)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 222 | Formato: Altri

Isbn-10: 8889831022 | Isbn-13: 9788889831021 | Data di pubblicazione: 

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
Bonifacio Quaresima è un uomo che sa distinguersi: ha il corpo ricoperto dibubboni; di lavoro fa il "volatore di palloncini"; ama una donna che si chiamaDomenica delle Palme, ma soprattutto sa leggere i ricordi dimenticati che sonocontenuti nei sassi. "I sassi vanno matti per le sasse" è un romanzoincredibilmente surreale, ricco di invenzioni e spunti narrativi che siprestano a molti piani di lettura. Visti attraverso la lente deformante dellafantasia di Tossani, si ritrovano quei momenti della vita di ciascuno cheprecedono il salto verso la fase adulta. L'amore, soprattutto, ma non solo:anche il lavoro, le amicizie, il rapporto con se stessi. Divertente e poeticoallo stesso tempo, "I sassi vanno matti per le sasse" è per certi versi unromanzo di formazione, tenero e delicato, a metà strada tra David F. Wallace eSalinger. Ma soprattutto è un romanzo sincero, originale, capace di parlaredirettamente al lettore con un tocco lieve e suggestivo.
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  • 3

    Ma sarebbero tre e tre quarti, insomma quasi bello

    Premessa fondamentale è che a me il genere romanzo surreale non acchiappa molto. Ho letto questo perché conosco come scrive Roberto Tossani e sapevo che non mi avrebbe delusa, al di là del genere per me ostico. Dunque c'è Bonifacio Quaresima che, aborrendo la propria anonimità, finisce col divent ...continua

    Premessa fondamentale è che a me il genere romanzo surreale non acchiappa molto. Ho letto questo perché conosco come scrive Roberto Tossani e sapevo che non mi avrebbe delusa, al di là del genere per me ostico. Dunque c'è Bonifacio Quaresima che, aborrendo la propria anonimità, finisce col diventare un tipo specialissimo: di mestiere fa il volatore di palloncini (e non chiedetemi cosa sia), con le donne ci sa fare decisamente poco, ha il corpo troppo magro e ricoperto di allegri bubboni che manifestano la sua emotività esplodendo di eternità nei momenti meno opportuni. Se tutto questo non bastasse, legge i sassi. Sì, perché nei sassi sono racchiusi ricordi e lui riesce a leggerli, sentirli, alla fine viverli. E se il ricordo viene vissuto, si dissolve.

    Pensa Bonifacio (Bon per gli amici): "Mi venne in mente che se il mondo fosse riuscito a conservare una memoria totale i sassi si sarebbero dissolti. O forse sarebbe scomparsa la terra. Oppure saremmo spariti noi."

    Scritto con una maestria che è raro incontrare, questo piccolo romanzo da comodino (come recita la coloratissima copertina) è una riflessione acuta, ironica ma anche struggente, sullo sforzo che ognuno di noi fa per trovare un posto nel mondo, ritagliarsi il proprio ruolo, imparare le regole da seguire per essere accettato. Ma insegna anche che la normalità non è la prassi e che non c'è niente di più eccezionale di ciò che ciascuno di noi è.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma guarda un po'

    Anche questo libro mi è arrivato grazie alla diretta conoscenza dell'autore. Il buon Tossani a volte si perde e fa perdere con sé anche il lettore, ma si rialza sempre con grandi capacità di scrittura.
    I palloncini sono un'idea geniale.

    ha scritto il 

  • 4

    Dicotomie esplosive

    È un libro ricco e originale, costruito su accostamenti di opposti (la magrezza di Bon, la grassezza di Maria; la normalità di Dom, la stranezza di Angelica; la pesantezza dei sassi e la leggerezza dei palloncini) che fanno esplodere la trama in piste surreali. Lo stile duro e tenero di Tossani m ...continua

    È un libro ricco e originale, costruito su accostamenti di opposti (la magrezza di Bon, la grassezza di Maria; la normalità di Dom, la stranezza di Angelica; la pesantezza dei sassi e la leggerezza dei palloncini) che fanno esplodere la trama in piste surreali. Lo stile duro e tenero di Tossani mi piace, anche se dice un po’ troppe parolacce.

    ha scritto il 

  • 4

    Roberto Tossani definisce il suo I sassi vanno matti per le sasse come un piccolo romanzo da comodino. Mi permetto di dissentire. Si tratta, chiaramente, di un romanzo “da ombrellone”, da gustarsi possibilmente d’estate e certamente in vacanza. Non per una mancanza di spessore dell’opera, quanto ...continua

    Roberto Tossani definisce il suo I sassi vanno matti per le sasse come un piccolo romanzo da comodino. Mi permetto di dissentire. Si tratta, chiaramente, di un romanzo “da ombrellone”, da gustarsi possibilmente d’estate e certamente in vacanza. Non per una mancanza di spessore dell’opera, quanto per la mefistofelica abilità dell’autore a stimolare il lettore a proseguire ancora per un paragrafo, una pagina, un capitolo. Terminarlo alle 2.30 di mattina, prima di una riunione di lavoro, come ho fatto io, non è auspicabile.
    Ad avvincere in modo particolare è il continuo mescolarsi di elementi assurdi e incredibili con altri talmente banali che è impossibile non riconoscersi in essi. Tossani pesca sapientemente da clichè ed elementi classici dell’immaginario collettivo, usandoli sovente per ribaltare quelle poche certezze che il lettore era riuscito a costruirsi. Un flashback rivela che la struggente storia d’amore che sembrava ispirata a Laura non c’è di Nek è in realtà iniziata con una tecnica di seduzione che non sfigurerebbe su alt.sex.stories. Una strampalata profezia del migliore amico si rivelerà quanto mai veritiera e si scoprirà che la dealbazione è una rivisitazione di Groundhog day con Bon nella parte che era di Bill Murray. Un mestiere senza alcuna attinenza con la realtà ripropone le più trite dinamiche di qualunque ufficio.
    In alcune occasione pare eccessivo il ricorso al deus-ex-machina, che porta a situazioni meno credibili di tutti gli elementi surreali. Come una donna al volante, persa, che prosegue senza fermarsi a chiedere indicazioni.
    Originale e provocatoria la morale: mai desiderare ciò che desideri razionalmente, ma segui i desideri inconsci, letteralmente scagliati nella nostra vita, apparentemente per risolvere una situazione contingente, ma in realtà con effetti a lungo termine. Rimane soltanto il dubbio se i perniciosi effetti dei desideri razionali (la “fuga” dalla normalità, l’anelazione all’ “adultità”, il cambiamento delle condizioni familiari e lavorative) siano passi necessari per arrivare ad essere “nel posto giusto al momento giusto” oppure soltanto lo scotto da pagare per aver egoisticamente messo noi stessi al centro delle nostre aspirazioni.

    ha scritto il