I segreti di Murakami

Di

Editore: Vallardi

3.0
(2)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Altri

Isbn-10: 8867312812 | Isbn-13: 9788867312818 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
Il padre monaco buddhista, il jazz bar che ha aperto con la moglie, la passione per la corsa e per i gatti, l’influenza della cultura americana: il libro di Tsuge ci guida nel mondo dello scrittore aiutandoci a comprendere le sue opere.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    ”Professore, ma Murakami Haruki esiste davvero?”, giusto sospetto, visto che di questo scrittore si conosce ben poco, in quanto è un personaggio schivo e geloso della propria intimità e della propria ...continua

    ”Professore, ma Murakami Haruki esiste davvero?”, giusto sospetto, visto che di questo scrittore si conosce ben poco, in quanto è un personaggio schivo e geloso della propria intimità e della propria libertà, così su di lui girano aneddoti più o meno veri. Tsuge Teruhiko ce lo presenta partendo dalla sua infanzia vissuta in una famiglia colta, il padre era un bonzo pianista e lettore, alla sua giovinezza di studente non sempre modello di perfezione, visti i fermenti culturali e sociali della sua epoca, anche se ”Ha sempre amato stare da solo, a tutti i costi, e ha sempre detestato l’idea di far parte di un gruppo.”, fino alla maturità.
    Sua unica compagna, amministratrice, designer e fotografa è Takahashi Yoko, una forte spalla che lo ha sempre seguito e supportato in tutte le sue attività, appoggiando sempre le sue scelte: ”…Il mio stile di vita si basa su un rigido programma giornaliero…”, dando, ovviamente, la priorità alla sua attività di scrittore attento ai minimi particolari e alla scelta delle più adatte forme espressive. A proposito dell’uso delle parole, Murakami fa riferimento al mondo della parola’ e a quello dell’ anti-parola, due ideologie che inducono ad affrontare la vita reale da posizioni antitetiche, aspetto che, se da una parte porta allo “sgretolarsi del vero senso della parola”, dall’altro dà vita ”a un linguaggio originale”.
    Nei suoi scritti gli animali, in special modo i gatti, rivestono sempre un ruolo così importante da condizionare, spesso, l’esistenza degli esseri umani, dimostrando di saper superare le barriere fisiche e mentali meglio di noi, perché privi di pregiudizi e di oscuri fini. Per molti di loro, come per i suoi personaggi, la ‘solitudine’ è compagna di ogni giorno, l’unica che aiuti a scoprire il ‘significato dell’esistenza umana e della propria identità’ in una realtà ‘fugace e distorta’ a tal punto da non sapere più quale sia il ‘tempo’ vissuto, in quale ‘vita’ si viva e in quale emisfero sensoriale si sia propiettati.
    ”Se dici Haruki, dici Mac”, non per fanatismo, ma per una corretta e necessaria evoluzione del suo modo di riportare nero su bianco dopo aver messo da parte la sua ‘amata Mont Blanc’, questione di stile? Forse, visto il suo rigore anche nell’uso degli oggetti che assumono, per lui, un significato particolare.
    Altro punto rilevante del suo agire come scrittore è il personale e particolare metodo ”ascoltare/scrivere”, fondamentale per acquisire e accumulare informazioni anche incomprensibili al momento per riscoprirle, poi, nell’attimo in cui decide di trascriverle in un romanzo, visto che egli non ama raccontare le sue storie. E in questo egli rivela quale importante fonte di informazioni siano gli altri e quanto egli rispetti i suoi lettori alla cui sensibilità lascia ‘libertà di interpretazione’ del suo messaggio, lasciando intendere che in esso si celano i due ‘IO’ che convivono, oltre che nella sua lingua anche ”all’interno di una stessa persona.”.

    ”La nostra vita non è altro che un continuo processo di adattamento alla solitudine…L’automedicazione e l’autoterapia sono stati mezzi per riconquistare sé stessi”.

    ha scritto il