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I segreti erotici dei grandi chef

Di

Editore: TEA

3.6
(1051)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 433 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: 8850215452 | Isbn-13: 9788850215454 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Massimo Bocchiola

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Due giovani protagonisti, o per meglio dire due antagonisti, si fronteggiano nella Edimburgo del nuovo romanzo di Irvine Welsh. A legare in maniera indissolubile i destini di Danny Skinner e Brian Kibby è una catena di segreti custoditi gelosamente da molti anni, in cui si mescolano l'epoca d'oro del punk e l'alta cucina internazionale. Danny Skinner è un giovane edonista che lavora lo stretto indispensabile e preferisce di gran lunga divertirsi. L'ha cresciuto la madre, un'ex punk, e a Danny il fatto di non aver mai conosciuto suo padre pare motivo sufficiente per vivere alla giornata, il che si traduce anche nell'incapacità cronica di portare avanti una relazione amorosa matura, nonostante materia prima e sentimento - da Kay a Sbannon a Dorothy - non manchino. Brian Kibby rappresenta invece tutto ciò che Danny Skinner non è (e si guarda bene dall'essere): un bravo ragazzo di buona famiglia, serio, che non ha mai avuto una ragazza che è una. Un tipo mortalmente noioso, insomma. Per di più, da bravo figlio qual è, Brian si prende cura del padre in fin di vita, una situazione che acuisce in Danny il bisogno di sapere di chi è figlio. L'unica pista lo porta nel dorato mondo degli chef di grido: prima in città e poi nella California dei suoi sogni. Il tutto senza smettere di pensare ossessivamente a Brian, il quale nel frattempo ha contratto una malattia misteriosa e molto debilitante...
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  • 4

    Welsh....

    Erano anni che non leggevo un suo romanzo. Dopo Colla e Il Lercio e lo stupefacente Tolleranza Zero non avevo più sentito l'impulso di leggere qualcosa di suo...benchè nella mia biblioteca avessi ancora suoi libri intonsi. Così...mi capita tra le mani questo Segreti Erotici di Grandi Chef..verso ...continua

    Erano anni che non leggevo un suo romanzo. Dopo Colla e Il Lercio e lo stupefacente Tolleranza Zero non avevo più sentito l'impulso di leggere qualcosa di suo...benchè nella mia biblioteca avessi ancora suoi libri intonsi. Così...mi capita tra le mani questo Segreti Erotici di Grandi Chef..verso il quale ero già prevenuto avendo letto (anche qui) alcune stroncature. Mah...inizio a leggerlo e Welsh ancora una volta mi cattura. L'ho trovato un libro molto bello. Sicuramente uno dei migliori letti nell'ultimo periodo. Certo...la storia è strana...un poco alla Dorian Grey...ma i personaggi...i dialoghi...le storie. Ancora una volta mi trovo in disaccordo, per fortuna, con la maggioranza degli utenti. E così...appena finito...mi butto su Una Testa Mozzata sempre di Irvine Welsh.

    ha scritto il 

  • 3

    www.scaffalivirtuali.altervista.org


    Welsh si allontana un po' dai temi che lo caratterizzano e l'hanno reso grande: alcool, droghe e sesso infatti sono solo la cornice della storia che vede intrecciate le vite di Danny e Brian, colleghi che lavorano al comune di Edimburgo. Il primo è molto ...continua

    www.scaffalivirtuali.altervista.org

    Welsh si allontana un po' dai temi che lo caratterizzano e l'hanno reso grande: alcool, droghe e sesso infatti sono solo la cornice della storia che vede intrecciate le vite di Danny e Brian, colleghi che lavorano al comune di Edimburgo. Il primo è molto estroverso, ha un certo successo con le donne e non si fa molti scrupoli in fatto di lavoro e carriera. Il secondo è molto introverso, orientato verso la vita digitale, sia per gioco che per le relazioni sociali. Fra i due l'odio nasce immediatamente e due episodi non fanno che aumentare la tensione: il comune interesse per la collega Shannon e la morte del padre di Brian, che scatena in Danny una ossessiva ricerca del padre che non ha mai avuto. La prospettiva di un avanzamento di carriera scatena fra i due una sfida senza esclusione di colpi. Danny rimedia qualche figuraccia, Brian si ammala in modo grave e misterioso, e soffre ancora di più vedendo che il collega mostra interesse per sua sorella. Il libro appassiona, il finale sorprende.

    ha scritto il 

  • 2

    Màh. A me queste storie con ambientazione british (scozzese, nel caso specifico) e uomini che passano la loro vita al pub ad ammazzarsi di alcol, insomma... Mi hanno un po' spaccato le palle.
    Il solito Welsh, con una vena vagamente fantascientifica. Nel complesso no, lo boccio.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non potevo non notare i risolini e le occhiatine ammiccanti di chi mi vedeva leggere questo libro che, oltre l’esplicito titolo, porta una banana sulla copertina e un fico aperto sul retro. Alle domande maliziose di chi lo scorgeva sul comodino all’inizio rispondevo: “Ah, ma non è quello che semb ...continua

    Non potevo non notare i risolini e le occhiatine ammiccanti di chi mi vedeva leggere questo libro che, oltre l’esplicito titolo, porta una banana sulla copertina e un fico aperto sul retro. Alle domande maliziose di chi lo scorgeva sul comodino all’inizio rispondevo: “Ah, ma non è quello che sembra”. Poi, a mano a mano che proseguivo nella lettura, ho cambiato idea e dicevo: “Beh, è proprio quello che sembra!”.

    Ci ho messo parecchio a finirlo, è grosso (attenti, questo post potrebbe essere pieno di allusive allusioni cari malandrini), e ogni tanto mi sembrava di avere bisogno di farlo decantare perchè è davvero intricato e duro.

    I protagonisti sono due ragazzi che lavorano all’ufficio igiene di un’Edimburgo oscura e alcolica: compiono ispezioni nelle cucine dei ristoranti. Uno è bello, atletico, dannato donnaiolo, beve, tira cocaina, si diverte, succhia la vita: non ha mai conosciuto il padre. L’altro è un nerd, uno sfigato che non ha mai avuto una donna, è timido, ha l’hobby dei trenini elettrici e di Star Trek, si masturba buttando sul porno i videogiochi e sta perdendo il padre, vittima di una strana malattia che lo consuma. Il ragazzo fico odia il nerd, non capisce perchè ma non lo sopporta, cerca di farlo fuori sul lavoro, lo deride davanti alle donne e inspiegabilmente succede una cosa: qualsiasi cosa beve, finisce nel fegato dell’altro, una violenza omosessuale fa effetto sull’altro, e lui resta perfetto, mentre l’altro degenera al punto da finire in ospedale in fin di vita. Come se lo sfigato fosse l’alter ego. Allora comincia ad avere pietà di lui (di lui o di come sarebbe lui stesso se non ci fosse questa magia?), a disintossicarsi, a bere the verde, ad avere una ragazza fissa, mentre inizia la ricerca del padre che, viene a sapere, è un cuoco. Ovvio che gli effetti salutistici si fanno sentire anche sull’altro che però, capendo di essere preda di un maleficio, inizia a bere e a farsi per distruggere il primo.

    Il libro è pieno di alcol, di parti scoperecce, sesso sporco violento e pesante, ci sono momenti in cui ci si sente ubriachi e in preda alla nausea solo a leggerlo. Tra l’altro, credo sia stato piuttosto difficile tradurlo, lo slang da bettola non rende molto in italiano e alcuni dialoghi risultano finti e forzati come quelli dei film polizieschi americani. Però, ha dei colpi di scena, e colpi di scena nei colpi di scena, che posso mettere la mano sul fuoco nessuno immaginerebbe. E ti ritrovi con in mano una storia che non pensavi sarebbe andata così quando avevi preso il libro, e con una sensazione di impotenza davanti al talento che l’ha scritto.

    Non saprei se consigliarvelo: dovete essere dei buoni lettori, dal palato forte, pronti a ingoiare qualsiasi cosa. Gli chef non ne vengono fuori molto bene, perfetto invece il continuo squilibrio tra il bene e il male.

    Altissimo tasso alcolico. Altissimissimo. Missimissimo. Se avete la tendenza ad alzare il gomito, evitatelo.

    ha scritto il 

  • 0

    Qualcuno ha detto che dopo Shakespeare tutto era già stato scritto, tutte le trame inventate. Non so se avesse ragione in assoluto (io propendo per un buon 95%), ma per molti casi – moltissimi – è così. In questo libro – acquistato perché mi attirava il titolo e perché era in offerta su Amazon – ...continua

    Qualcuno ha detto che dopo Shakespeare tutto era già stato scritto, tutte le trame inventate. Non so se avesse ragione in assoluto (io propendo per un buon 95%), ma per molti casi – moltissimi – è così. In questo libro – acquistato perché mi attirava il titolo e perché era in offerta su Amazon – Welsh mescola il feuilleton al romanzo sociale, condendo il tutto con una sorta di realismo magico in salsa scottish e con un bella dose di sesso, alcol (ma c’è anche la droga, state tranquilli) e rock’n’roll (ok, si parla di punk, ma non sottilizziamo troppo). Il risultato è un libro frenetico, che si fa leggere molto velocemente, che scorre veloce e che alla fine lascia un po’ sconcertati per una chiusura che forse avrebbe meritato un po’ più di respiro.
    Vino in abbinamento. Anche se birra e whisky spadroneggiano in questo libro dove l’alcol è sicuramente uno dei protagonisti, ogni tanto fa la sua comparsa anche il vino. Welsh non resiste alla tentazione – comune purtroppo a molti alti suoi colleghi, anche italiani – di far sfoggio di una cultura enologica che non possiede. Decisamente marchiano l’errore in cui incorre facendo bere a uno dei protagonisti un Dom Pérignon 2000 (annata oltretutto non delle migliori) che nel 2004 – anno in cui si svolge il romanzo – stava ancora riposando in cantina. Personalmente avrei scelto in 1990 o un 1996, millesimi che ci si può concedere per consolarsi di queste troppe approssimazioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Alti e bassi

    Quando finisci il libro hai la sensazione che sarebbe potuto essere davvero una grande opera e invece è rimasto nei tasti del pc di Welsh. Ottime idee intervallate con cali di tensione narrativa. Il finale banalissimo è però riscattato da alcune parti che ti fanno davvero sentire cosa provano i p ...continua

    Quando finisci il libro hai la sensazione che sarebbe potuto essere davvero una grande opera e invece è rimasto nei tasti del pc di Welsh. Ottime idee intervallate con cali di tensione narrativa. Il finale banalissimo è però riscattato da alcune parti che ti fanno davvero sentire cosa provano i protagonisti

    ha scritto il