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I semidei

Di

Editore: Adelphi

4.0
(41)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 215 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845906116 | Isbn-13: 9788845906114 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Anna Ravano

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Questo romanzo ha inizio «poco lontano dal luogo dove gli angeli si posarono per la prima volta sulla terra». Era una collina deserta, senza movimenti, se non talvolta quello di uno «scarabeo che passava lento come una pallottola esausta». E lì si incontrarono tre angeli, belli e maestosi, con due esseri sperduti e poco raccomandabili dell’Irlanda, Patsy Mac Cann e sua figlia Mary, circondata da «ciarpame e carabattole». Presto li troveremo che vagabondano insieme, e il loro vagare attira le avventure che compongono I semidei. Forse nessuno scrittore del nostro secolo ha avuto in dono una naturalezza paragonabile a quella di James Stephens nel trattare il prodigioso. Stephens sembra raccontare sempre una piccola cronaca di tutti i giorni: e poi il lettore si accorge che si trova in mezzo a creature variamente sovrannaturali, sospeso fra cieli e inferni, provvisoriamente calcando il suolo della terra, «bella come il suono di acque scroscianti». Ma tutto questo ci appare, nella sua stranezza, del tutto familiare. Così gli angeli, dopo aver riposto in un fagotto le loro ali e le loro vesti sontuose, per non dar troppo nell’occhio, entrano subito nelle vene della realtà terrestre, finché quella realtà tornerà a essere «più esasperante e incomprensibile di qualsiasi prodigio». Un lieve soffio di comicità percorre ogni anfratto di questo libro, si mescola ai numerosi apologhi, alle avventure intrecciate dei protagonisti. Ma non è una comicità irridente. C’è in essa qualcosa di affettuoso e saggio, come volesse soprattutto avvertirci che tutto quello che accade qui da noi non è che l’ultima variante di una vecchissima vicenda cosmica di amore, odio, disprezzo, bramosia, avarizia, tenerezza e inganno. Ancor più delle storie, che tendono a essere sempre le stesse, conta l’arte del raccontarle. Accade così a Stephens di venire a somigliare a un certo vecchio del Connaught di cui qui si parla: «imbastiva una storia con niente, e tu stavi lì ad ascoltarlo a bocca aperta con la paura che tra poco sarebbe finita, e magari era soltanto la storia di una gallina bianca che aveva fatto un uovo scuro! Ti raccontava una cosa che sapevi da tutta la vita, e tu credevi che fosse nuova di zecca. Nel cervello di quest’uomo non c’era vecchiaia: è questo il segreto». I semidei è del 1914.
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  • 3

    1/2

    L'inizio è favoloso e i personaggi molto simpatici, alcune riflessioni sulle donne non mi sono molto piaciute ,è una cosa indistinta che non so argomentare ma anche nell'altro suo libro sono ...continua

    L'inizio è favoloso e i personaggi molto simpatici, alcune riflessioni sulle donne non mi sono molto piaciute ,è una cosa indistinta che non so argomentare ma anche nell'altro suo libro sono rimasta un poco perplessa quando ha scritto sulle donne.... La storia in definitiva si riduce a pochino ma ci sono anche certi momenti e certe riflessioni molto ben scritti e godibili...

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo divertente, arguto, ma anche una bella riflessione filosofica sulla vita e sull'amore. Mi è stato letto la prima volta quando ero bambina. L'ho riletto divenuta adulta e ha saputo ...continua

    Romanzo divertente, arguto, ma anche una bella riflessione filosofica sulla vita e sull'amore. Mi è stato letto la prima volta quando ero bambina. L'ho riletto divenuta adulta e ha saputo trasmettermi le stesse emozioni di meraviglia, divertimento, riflessione e un pizzico di tristezza della prima lettura che me ne fece mio padre.

    ha scritto il 

  • 4

    "All'inizio de "I semidei" (1914)assistiamo ad una burlesca epifania. Tre angeli scendono in un campo con <<le loro seriche vesti scarlatte e di porpora e d'oro, altissime corone, e ali variopinte e ...continua

    "All'inizio de "I semidei" (1914)assistiamo ad una burlesca epifania. Tre angeli scendono in un campo con <<le loro seriche vesti scarlatte e di porpora e d'oro, altissime corone, e ali variopinte e scintillanti>>. Non sono venuti a visitare i re o i santi o i saggi della terra, ma due vagabondi irlandesi seduti attorno a un braciere acceso, che mangiano pane e rape. I due vagabondi ignorano le leggi della religione e della morale. Hanno una sola occupazione. Come gli uccelli, i pesci e i lupi vanno incessantemente a caccia di cibo. Fuori dal bene e dal male e da ogni cultura....Appena discesi in terra, malgrado la loro dignità celeste, i tre angeli provano una simpatia profondissima per i tre vagabondi, perchè vivono come loro al di fuori di quelle povere rappresentazioni terrene, che sono il bene, il male e i pregiudizi sociali. Insieme, intraprendono un lungo viaggio attraverso l'Irlanda. Dormono nei fienili, nei granai, nelle stalle, sui pavimenti in terra battuta delle chiese, e si procurano il cibo cacciando e rubando. Presto il gruppo si amplia. Attratti da quell'incantevole vento di santità, di follia e di vagabondaggio, si aggregano cantastorie, venditori di cesti e di felci, stagnini, mandriani - tutti coloro che non credono in nulla di certo, che non posseggono nulla di stabile, nemmeno il regno dei cieli, e vivono immersi nel presente e nel qui. Questo lungo viaggio, fantastico, burlesco e melodioso, realistico e paradossale, che odora di birra, di cielo e di rape, - è una delle grandi invenzioni poetiche della letteratura inglese moderna" (Da "Pane e rape per Semidei" di Pietro Citati, pubblicato su Repubblica del 15.11.1991)

    ha scritto il 

  • 3

    "non sui può capire più di quanto entra nella testa"

    Come si legge nel libro o c'è poco da capire o la mia mente <è troppo piccola, fatto sta che non si capisce come mai tutte quelle pagine per esprimere così pochi concetti. Si legge in 2 ore, ...continua

    Come si legge nel libro o c'è poco da capire o la mia mente <è troppo piccola, fatto sta che non si capisce come mai tutte quelle pagine per esprimere così pochi concetti. Si legge in 2 ore, veloce anche se riesce ad essere a tratti noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Appartiene all'età torlessiana dei reciproci scambi del libro di una vita. Tutto - gli angeli, il vagabondare, l'Irlanda - rappresenta quella post-adolescenza inquieta di quando si è varcata la ...continua

    Appartiene all'età torlessiana dei reciproci scambi del libro di una vita. Tutto - gli angeli, il vagabondare, l'Irlanda - rappresenta quella post-adolescenza inquieta di quando si è varcata la linea d'ombra. Quattro stelle al ricordo, al passato, a quegli anni, alla nostalgia.

    ha scritto il 

  • 4

    quello che non si comprende lo affidiamo agli angeli. chissà se wenders è passato anche lui di qui. il prodigioso narrato come quotidiano... forse il sogno che sfiora il calcare dei nostri passi ...continua

    quello che non si comprende lo affidiamo agli angeli. chissà se wenders è passato anche lui di qui. il prodigioso narrato come quotidiano... forse il sogno che sfiora il calcare dei nostri passi senza poter far rumore. forse è solo irlanda... bisogna pensare in gaelico. gli angeli vengono con un inconsapevole vagabondare perché hanno come meta il ritorno. il miracolo della loro esistenza è la capacità di lasciare tracce sulle nostre vite, il dramma è di non riconoscerle, di un tempo non passato a contemplarli. si incontrano nei nostri abiti naturali, nelle rinunce dolorose, a viverli con la semplice intensità di un blues. stephens è una sorta di novello cantastorie e riesce a farci credere di averli incontrati in un bosco selvaggio dove luci come spiragli di cielo ci conducono per mano verso l'uscita dei nostri dubbi. angeli come zingari delle stelle... una nenia gitana che conosci da sempre e che vorresti per sempre ascoltare come fosse la prima volta.

    ha scritto il 

  • 5

    Il Libro. Semplicemente. Letto e riletto fino a consumarne le pagine, la più bella storia irlandese mai raccontata. Magia, creature fantastiche, uomini dalla scorza dura ma dal cuore grande e, sopra ...continua

    Il Libro. Semplicemente. Letto e riletto fino a consumarne le pagine, la più bella storia irlandese mai raccontata. Magia, creature fantastiche, uomini dalla scorza dura ma dal cuore grande e, sopra tutto, un grande, grandissimo inno all'amore, intonato con parole che non hanno uguali. Veramente il libro della mia vita. In assoluto.

    ha scritto il